Il dramma che si sta svolgendo nel nord della Siria è davvero un caso quasi ideale per valutare appieno quanto sia debole e totalmente disfunzionale l’Impero Anglo-Sionista. Iniziamo con un promemoria rapido.

Gli obiettivi israelo-americani in Siria erano davvero molto semplici. Come ho già menzionato in un precedente articolo [in inglese], il piano anglo-sionista iniziale era quello di rovesciare Assad e sostituirlo con i pazzi Takfiristi (Daesh, Al-Qaida, al-Nusra, ISIS – chiamateli come volete). Fare questo avrebbe voluto dire raggiungere i seguenti obiettivi:

1. Abbattere un forte stato arabo laico con la sua struttura politica, le forze armate e i servizi di sicurezza.
2. Crea il caos e l’orrore totale in Siria, giustificando la creazione di una “zona di sicurezza” da parte di Israele, non solo nel Golan, ma anche più a nord.
3. Avviare una guerra civile in Libano scatenando i pazzi Takfiristi contro Hezbollah.
4. Lasciare che i Takfiristi ed Hezbollah si scornino a vicenda, poi creare una “zona di sicurezza”, ma questa volta in Libano.
5. Prevenire la creazione di un asse Sciita Iran-Iraq-Siria-Libano.
6. Dividere la Siria su basi etniche e religiose.
7. Creare un Kurdistan che possa essere usato contro Turchia, Siria, Iraq e Iran.
8. Consentire ad Israele di diventare il mediatore di potere incontestato nel Medio Oriente e costringe Arabia Saudita, Qatar, Oman, Kuwait e tutti gli altri a dover rivolgersi ad Israele per qualsiasi progetto di gasdotto o oleodotto.
9. Isolare gradualmente, minacciare, sovvertire e infine attaccare l’Iran con un’ampia coalizione di forze regionali.
10. Eliminare tutti i centri di potere sciiti nel Medio Oriente.

Con l’intervento congiunto russo-iraniano, questo piano è completamente crollato. Per un certo periodo, gli Stati Uniti hanno cercato di distruggere la Siria tramite vari scenari, ma il modo in cui le forze aerospaziali russe hanno martellato tutti i “terroristi buoni” alla fine ha convinto gli anglo-sionisti che ciò non avrebbe funzionato.

Il singolo problema più grande per l’Impero è che pur avendo un sacco di potenza di fuoco nella regione (e in tutto il mondo), non può schierare alcuno “scarpone sul terreno”. Essere gli scarponi dell’Impero sul terreno era, in effetti, il ruolo che gli anglo-sionisti avevano assegnato ai pazzi Takfiristi (alias Daesh/IS/ISIS/al-Qaeda/ al-Nusra/ecc.), ma quel piano è fallito. Gli unici alleati degli Stati Uniti rimasti nella regione sono Israele e Arabia Saudita. Il problema con loro è che, proprio come gli stessi Stati Uniti, questi paesi non hanno forze di terra da poter schierare effettivamente in Siria e sfidare non solo l’esercito siriano, ma anche le più potenti forze iraniane e di Hezbollah. Uccidere i civili è davvero l’unica cosa in cui gli israeliani e i sauditi sono esperti, almeno sul campo (nei cieli l’Aeronautica Militare israeliana è molto buona). E qui entrano in gioco i curdi.

Gli anglo-sionisti volevano usare i curdi proprio come la NATO aveva usato l’UÇK in Kosovo: come forza di terra che poteva essere aiutata dalla forza aerea USA/NATO, e forse persino da quella israeliana. A differenza degli israeliani e dei sauditi, i curdi sono una forza di terra relativamente competente (anche se non sono in grado di affrontare, per esempio, la Turchia o l’Iran).

La gente del Pentagono aveva già provato qualcosa di simile l’anno scorso quando ha tentato di creare un Kurdistan sovrano in Iraq per mezzo di un referendum. Gli iracheni, con qualche probabile aiuto dell’Iran, hanno immediatamente messo fine a questa sciocchezza e l’intero tentativo è stato un patetico “flop”.

Il che pone immediatamente una domanda ovvia: gli americani sono in grado di imparare dai propri errori? Che cosa cavolo stavano pensando quando hanno annunciato la creazione di una Forza per la Sicurezza delle Frontiere siriana (BSF) forte di 30.000 uomini (così chiamata per dare l’illusione che il piano fosse proteggere i confini siriani, e non dividere la Siria)? Il vero obiettivo era, come sempre, fare pressione su Turchia, Iran, Iraq, Siria e Russia rubando al contempo parecchio petrolio. Come sempre con lo Zio Shmuel [variante ebraica di Samuele, e quindi, di Sam], l’intero piano non aveva alcuna autorizzazione del Congresso, ed era quindi totalmente illegale secondo il diritto internazionale (così come la presenza degli Stati Uniti nello spazio aereo e nel territorio siriano, ma a nessuno importa più).

Trump e i suoi generali pensavano davvero che Turchia, Iran, Siria e Russia avrebbero accettato un protettorato statunitense in Siria mascherato da “Kurdistan indipendente” senza fare nulla al riguardo? Ancora una volta, e so che questo sembra difficile da credere, penso che questa sia un’altra forte indicazione che l’Impero è gestito da persone stupide e ignoranti, il cui cervello e la cui istruzione semplicemente non gli permettono di cogliere perfino le dinamiche di base nella regione nella quale stanno interferendo.

In ogni caso, i turchi hanno reagito esattamente come tutti pensavano: il Capo di Stato Maggiore turco è salito su un aereo, è volato a Mosca, ha incontrato i più importanti generali russi (incluso il Ministro della Difesa Šojgu) e ha ottenuto chiaramente un “via libera” da Mosca: non solo gli aerei turchi che sorvolavano la provincia siriana di Afrin non sono stati sfidati dai sistemi di difesa aerea russi (che hanno ampia copertura in questa regione), ma i russi hanno perfino ritirato il loro personale militare dalla regione per timore che qualche russo si facesse male. Sergej Lavrov ha deplorato il tutto, come doveva fare, ma era chiaro a tutti che la Turchia aveva il sostegno russo per questa operazione. Vorrei aggiungere che sono abbastanza sicuro che anche gli iraniani siano stati consultati (forse durante lo stesso incontro a Mosca?) per evitare equivoci, in quanto c’è poco amore tra Ankara e Teheran.

E i curdi? Beh, come posso dirlo in termini gentili? Diciamo solo che quello che hanno fatto non è stato molto intelligente. Questo lo dico con molta, molta moderazione. I russi hanno offerto loro un patto d’oro: accettate una grande autonomia in Siria, venite al Congresso Nazionale per il Dialogo che si terrà a Soci, esporremo il vostro caso davanti ai (sempre riluttanti) siriani, iraniani e turchi, e vi daremo persino dei soldi per aiutarvi a sviluppare la vostra produzione di petrolio. Ma no, i curdi hanno scelto di credere all’aria fritta proveniente da Washington, e quando i turchi hanno attaccato ecco tutto quello che i curdi hanno ricevuto da Washington: aria fritta.

In effetti, è abbastanza chiaro che gli americani hanno, ancora una volta, tradito un alleato: Tillerson ha ora “dato il via libera” ad una zona sicura di 30 km in Siria [in inglese] (come se qualcuno avesse chiesto la sua opinione, senza parlare del permesso!). Date un’occhiata a questa semplice mappa della regione di Afrin e guardate che aspetto hanno circa 80 km. Potete immediatamente vedere cosa significa questa “zona sicura” di 30 km: la fine di ogni aspirazione curda di creare un piccolo Kurdistan indipendente nel nord della Siria.

Dire che tutti questi sviluppi rendono i russi davvero felici non è un’esagerazione. È una delizia particolare per i russi vedere che non hanno nemmeno dovuto fare molto, che questo orribile disastro gli Stati Uniti se lo sono interamente auto-inflitti. Cosa può esserci più dolce di questo?

Guardiamo il tutto dal punto di vista russo:

innanzitutto, questa situazione mette ulteriormente la Turchia (un alleato degli Stati Uniti e membro della NATO) in rotta di collisione con USA/NATO/UE. E la Turchia non è “solo” un alleato della NATO, come la Danimarca o l’Italia. La Turchia è la chiave del Mediterraneo orientale e dell’intero Medio Oriente (beh, almeno una di queste). Inoltre, la Turchia ha un enorme potenziale come spina dolorosa nel “fianco” meridionale della Russia, quindi è davvero cruciale per la Russia mantenere lo Zio Sam e gli israeliani il più lontano possibile dalla Turchia. Detto questo, nessuno in Russia si fa *alcuna* illusione sulla Turchia e/o su Erdogan. La Turchia sarà sempre un vicino problematico per la Russia (i due paesi hanno già combattuto 12 guerre!!!). Ma c’è una grande differenza tra “cattivo” e “pessimo”. Considerando che in un non troppo lontano passato la Turchia ha abbattuto un aereo russo sulla Siria, finanziato, addestrato e sostenuto “terroristi buoni” in Siria, è stata profondamente coinvolta col movimento separatista tartaro in Crimea, ed è stata la principale base arretrata per i terroristi wahhabiti in Cecenia per oltre un decennio, “pessimo” nel caso della Turchia può essere molto, molto peggio dell’odierno “cattivo”.

In secondo luogo, questi sviluppi hanno chiaramente portato la Turchia in una dinamica cooperativa ancora più stretta con la Russia e l’Iran, cosa che la Russia desidera molto. La Turchia di per sé è molto più un potenziale problema di una Turchia che si associa alla Russia e all’Iran (idealmente anche con la Siria, ma considerando l’animosità tra i due paesi e i loro leader, questo è un qualcosa per il futuro lontano, almeno per il momento). Ciò che sta prendendo forma è un’alleanza regionale informale (ma molto reale) russo-turco-iraniana contro l’Asse della Gentilezza: USA-Israele-Arabia Saudita. Se questo è ciò che accadrà, il secondo non ha possibilità di prevalere.

Terzo, anche se i curdi sono indignati e ora si lamentano del “tradimento” russo – capiranno che si sono fatti del male da soli e che la loro migliori possibilità di libertà e prosperità è lavorare con i russi. Ciò significa che i russi saranno in grado di ottenere con e per i curdi ciò che gli Stati Uniti non potrebbero. Ancora un altro beneficio collaterale molto buono per la Russia.

Quarto, Siria, Iran e Turchia ora capiscono una cosa semplice: tra loro e i folli piani israelo-americani per la regione c’è solo la Russia. Senza la Russia, non c’è nulla che impedisca agli anglo-sionisti di riattivare i “terroristi buoni” e i curdi e usarli contro ognuno di loro.
Sia come sia, gli Stati Uniti e Israele che si sparano nella gamba e vederli sanguinare non è abbastanza. Per capitalizzare davvero questa situazione, i russi devono anche raggiungere una serie di obiettivi:

Primo, devono fermare i turchi prima che tutto questo si trasformi in un conflitto importante e protratto. Dato che Tillerson “ha dato il via libera” ad una “zona sicura” di 30 km, questo è probabilmente ciò che Erdogan ha detto a Trump al telefono e questo, a sua volta, è probabilmente ciò che hanno concordato i russi e i turchi. Quindi, si spera, questo non dovrebbe essere troppo difficile da raggiungere.

Secondo, i russi devono parlare con i curdi e offrirgli di nuovo lo stesso accordo: grande autonomia in Siria in cambio di pace e prosperità. I curdi non sono esattamente le persone più facili con cui parlare, ma poiché non c’è davvero altra opzione, la mia ipotesi è che non appena smetteranno di delirare sugli Stati Uniti che vanno in guerra contro la Turchia per conto loro, dovranno sedersi e negoziare l’accordo. Allo stesso modo, i russi dovranno vendere lo stesso accordo a Damasco, che, francamente, non è nella posizione per respingerlo.

In terzo luogo, la Russia non ha né il desiderio né i mezzi per affrontare costantemente le fiammate violente in Medio Oriente. Se l’Impero ha disperatamente bisogno di guerre per sopravvivere, la Russia ha disperatamente bisogno di pace. In termini pratici, ciò significa che i russi devono lavorare con gli iraniani, i turchi e i siriani per garantire un quadro di sicurezza regionale che sarebbe garantito e, se necessario, applicato da tutte le parti. E sì, il prossimo passo logico sarà quello di affrontare Israele e l’Arabia e dare loro garanzie di sicurezza in cambio delle loro assicurazioni di smettere di creare caos e guerre per conto degli Stati Uniti. Lo so, riceverò un sacco di critiche per averlo detto, ma ci *sono* persone in Israele e, forse, in Arabia Saudita, che comprendono anch’esse la differenza tra “cattivo” e “pessimo”. Ascoltate le mie parole: non appena gli israeliani e i sauditi si renderanno conto che neanche lo Zio Sam può fare molto per loro, diventeranno improvvisamente molto più aperti a negoziati significativi. Tuttavia, se basteranno queste menti razionali per trattare con gli ideologi rabbiosi, francamente non lo so. Ma vale sicuramente la pena provarci.

Conclusione

La “strategia” dell’amministrazione Trump (sono stato molto gentile qui) è suscitare il maggior numero di conflitti in quanti più posti del nostro pianeta possibile. L’Impero prospera solo sul caos e sulla violenza. La risposta russa è l’esatto opposto: provare il più possibile a fermare le guerre, disinnescare i conflitti e creare, se non la pace, almeno una situazione di non violenza. In poche parole: la pace ovunque è il più grande pericolo per l’Impero Anglo-Sionista, la cui intera struttura è basata su guerre eterne. Il totale e abietto fallimento di tutti i piani statunitensi per la Siria (a seconda di come contate siamo arrivati al “piano C” o addirittura al “piano D”) è un forte indicatore di quanto sia diventato debole e totalmente disfunzionale l’Impero Anglo-Sionista. Ma “debole” è un termine relativo mentre “disfunzionale” non implica “innocuo”. L’attuale mancanza di cervelli al vertice, sebbene in qualche modo molto buona, è anche potenzialmente molto pericolosa. Sono particolarmente preoccupato per quella che sembra essere una totale assenza di veri militari (ufficiali in contatto con la realtà) attorno al Presidente. Ricordate come l’Ammiraglio Fallon una volta si riferiva al Generale Petraeus come “una piccola merdina leccaculo[in inglese]? Questo vale anche per l’intera banda di generali attorno a Trump – tutti sono il tipo di uomo che i veri ufficiali come Fallon, a parole loro, “odierebbero”. Per quanto riguarda lo Stato, dirò solo questo: non mi aspetto molto da un uomo che non è nemmeno in grado di gestire Nikki Haley, figuriamoci Erdogan.

Ricordate come gli Stati Uniti hanno fatto deflagrare l’Ucraina per punire i russi per aver contrastato il previsto attacco degli Stati Uniti alla Siria? Bene, proprio l’Ucraina ha recentemente approvato una legge che abolisce l’“operazione anti-terrorismo” nel Donbass e dichiara il Donbass “territorio occupato”. Secondo la legge ucraina, la Russia è ora ufficialmente uno “stato aggressore”. Ciò significa che gli ucronazisti hanno sostanzialmente rifiutato gli Accordi di Minsk e sono in uno stato di guerra quasi aperto con la Russia. Le possibilità di un attacco ucronazista su grande scala contro il Donbass sono ora ancora più alte di prima, specialmente prima o durante i Mondiali di Calcio di Mosca quest’estate (ricordate Saakashvili?). Essendo stati ridicolizzati (di nuovo) con la loro Forza di Sicurezza di Frontiera in Siria, gli americani ora cercheranno un posto per vendicarsi dei russi cattivi, e questo posto sarà molto probabilmente l’Ucraina. E possiamo sempre contare sul fatto che gli israeliani troveranno un pretesto per continuare ad assassinare palestinesi e bombardare la Siria. Per quanto riguarda i sauditi, sembrano temporaneamente impegnati a combattersi l’un l’altro. Quindi, a meno che l’Impero non faccia qualcosa di veramente folle, l’unico posto contro cui può scagliarsi con poco da perdere (per sé) è l’Ucraina orientale. I Novorussi lo capiscono. Possa Dio aiutarli.

Il Saker

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Pubblicato su The Saker.is il 26 gennaio 2018.

Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per SakerItalia.

[le note in questo formato sono del traduttore]

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