EHSANI2        @EHSANI22

15:19 – 28 dic 2017

Molti si stanno chiedendo perché Erdogan, di punto in bianco, abbia deciso di attaccare pubblicamente Assad e di affermare che è “impossibile continuare con lui al potere”. In parole povere, ora Erdogan sembra essere pienamente cosciente di quanto Damasco sia determinata circa il prossimo capitolo della guerra in Siria.

 

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Date le apparentemente forti relazioni della Russia con entrambe le capitali, c’era la speranza che Mosca potesse spingere sia Ankara che Damasco verso una qualche sorta di riconciliazione. Erdogan, in particolare, sperava che la Russia sarebbe stata capace di fare forti pressioni su Assad per arrivare a ciò.

 

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Coloro che hanno seguito intimamente i pensieri di Damasco durante la crisi siriana, sono completamente coscienti degli estremi disprezzo e rabbia presenti in tutta la dirigenza siriana nei riguardi della Turchia, e il suo ruolo nei circa sette anni di guerra in Siria.

 

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Ricordiamoci che, quando le truppe turche sono entrate per la prima volta in Siria per affrontare l’ISIS a Jarabulus, sono state le assicurazioni e sollecitazioni russe a confortare, forse e con riluttanza, Damasco sulla natura temporanea dell’incursione turca. Ora, a Damasco, quel tempo sembra finito.

 

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Damasco ha posto ora due condizioni prima di entrare in qualsiasi colloquio con Ankara:

  1. Tutte le truppe della Turchia devono lasciare la Siria.
  2. La Turchia deve fermare tutti i rifornimenti di armi ai gruppi armati di Idlib e deve tagliare ogni rapporto con essi.

 

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Sembra che Erdogan avesse creduto alla facilità di convinzione della Russia per convincere Damasco sia a fermare o ritardare ogni imminente operazione militare contro i gruppi armati di Idlib, sia ad ignorare, per ora, la questione della presenza delle truppe turche. Adesso sembra che abbia realizzato quanto sbagliata fosse quella scommessa.

 

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Damasco è ora irremovibile sul fatto che non si possa entrare in colloqui con una fazione che agisce come forza di occupazione. Mentre Assad si riferisce ai curdi come traditori e ai gruppi armati come estremisti, lui vede la Turchia come niente di meno che una forza di occupazione straniera, la quale deve lasciare tutto il territorio siriano.

 

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Mentre la Turchia medita sul quando e sul se della sua decisione di ritirare le truppe, Damasco sembra di aver deciso sull’inizio formale delle operazioni militari a Idlib. Oggi è l’inizio e, probabilmente, il ritmo andrà ad aumentare nei prossimi giorni.

 

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La recente affermazione di Erdogan su Assad deve essere vista attraverso il prisma delineato sopra. Lui adesso sa che le operazioni militari a Idlib sono in corso, e che i giorni in cui le sue truppe possono rimanere in Siria non sono senza fine.

 

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Serie di tweet di EHSANI2 su Twitter pubblicata il  28 dicembre 2017
Traduzione in italiano di Fabio_San per SakerItalia

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