Unz Review

Oggi ci sono notizie assai interessanti: secondo il quotidiano Izvestia, la Russia invierà in Siria alcuni operatori dei battaglioni delle forze speciali cecene chiamati “Ovest” ed “Est”, per “sorvegliare le installazioni russe a Khmeimim e a Tartus. Secondo fonti russe, questi due battaglioni sarebbero stati convertiti in un’unità di “polizia militare”, che sarà completamente operativa dalla fine di dicembre.

Questa notizia lascia senza risposta molti affascinanti interrogativi.

Primo, anche se le fonti russe parlano della cosa come se si trattasse di due battaglioni completi, ho il sospetto che non sia proprio così e che (in realtà) verranno formate solo alcune compagnie, con elementi presi dai suddetti battaglioni. Come mai? Perché questi battaglioni sono in parte la spina dorsale del sistema di sicurezza russo nel Caucaso e, usare queste truppe d’élite solo per fare la guardia a due installazioni militari, non ha alcun senso.

Secondo, questo però induce a chiederci che cosa questi “Ceceni” (in realtà, una definizione non appropriata, vedere sotto) andranno veramente a fare in Siria. L’unica occasione per cui avrebbe senso mandarli a proteggere le basi russe di Khmeimim e di Tartus sarebbe se ci si aspettasse un grosso attacco contro queste installazioni e non fossero disponibili altri rinforzi, e questo, chiaramente, non è il caso.

Terzo, questi due battaglioni sono per la maggior parte, ma non esclusivamente, composti da operatori mussulmani sunniti. La cosa ha numerosi vantaggi. Inoltre questi battaglioni hanno collezionato molti successi stroncando la ribellione wahabita in Cecenia. Questo fatto potrebbe essere di fondamentale importanza, perché, fra le migliori truppe del Daesh/ISIS sotto il comando americano in Siria, vi sono anche i Ceceni wahabiti.

Allora, che cosa sta succedendo veramente qui?

Primo, bisogna sottolineare il fatto che questi due battaglioni sono veramente unità uniche nel loro genere. Anche se formalmente sono solo una parte della assai più grande comunità delle forze speciali russe, hanno una storia e una reputazione assai particolari. Tradizionalmente, la Russia ha sempre fatto affidamento, per quanto riguarda le forze d’élite, sulle truppe d’assalto mussulmane e, la maggior parte di queste, sono sempre state cecene. Questo è stato vero sia prima della Rivoluzione del 1917, come anche dopo. Per esempio, il cosiddetto “Battaglione Mussulmano” ebbe una parte determinante nell’invasione dell’Afghanistan. E nel 2008 i battaglioni ceceni “Ovest” ed Est” giocarono un ruolo chiave nella contro-offensiva russa contro le forze georgiane. Per farla breve, questi battaglioni non solo sono conosciuti per la loro abilità e il loro stupefacente coraggio, ma, molto spesso, basta la loro apparizione per gettare nel panico le forze nemiche.

Secondo, Ramzan Kadyrov ha investito enormi risorse, con il pieno appoggio di Putin naturalmente, nella creazione di un centro di addestramento per le forze speciali in Cecenia unico nel suo genere, dove arrivano operatori da tutta la Russia per imparare, insegnare e condividere le loro esperienze.

Terrorismo sotto il fuoco от rutube_account_1002969 на Rutube.

Come risultato, le unità cosiddette “cecene”, sono in realtà un mix di operatori che provengono da tutta la Russia e che hanno avuto un addestramento particolare per contrastare guerriglieri come quelli del Daesh.

Tutto questo significa che, indipendentemente dall’entità reale della forza mandata in Siria, usarla per proteggere delle installazioni è uno spreco totale e nessuno in Russia crede che tutto quello che dovranno fare questi signori sarà gestire dei posti di blocco. La loro vera missione sarà qualcosa di molto diverso.

Alcuni specialisti russi hanno ipotizzato che la loro vera funzione potrebbe essere quella di ripulire Aleppo dalle restanti forze di al-Nusra/Daesh/ISIS. Può essere, ma ne dubito. Per me è molto più probabile che questi uomini vengano mandati ad addestrare le forze speciali siriane nelle operazioni avanzate di intelligence e anti-terrorismo. Del resto, i Russi hanno ammesso di avere agenti dell’intelligence cecena infiltrati nel Daesh. Adesso sarebbe solo logico, per i Russi, condividere la propria esperienza con le loro controparti siriane. La vera ragione qui è che, piuttosto che combattere la guerra per i Siriani, i Russi devono mettere i Siriani in grado di combattere le loro guerre.

Ahimè, i risultati attuali delle forze di sicurezza siriane sono stati, secondo le fonti russe, nel migliore dei casi senza infamia e senza lode, e sembra che i Russi non ne siano rimasti molto impressionati. Anche se i Siriani hanno alcune unità combattenti d’élite, non dispongono di operatori di intelligence altamente qualificati. Quello che occorre in questo caso, non è solo un buon soldato (come, per esempio, un paracadutista russo o un Ranger americano), ma un combattente perfettamente addestrato e un ufficiale di intelligence perfettamente addestrato, qualcosa di simile alla Divisione Attività Speciali della CIA o a agli uomini dei “Vympel” russi

Il tipo di addestramento necessario per preparare a questi compiti è molto più complesso, costoso ed impegnativo in termini di tempo di quello che occorre per preparare un buon paracadutista o un buon Ranger. La mia opinione è che, anche se i “Ceceni” forniranno, se necessario, un supporto diretto alle truppe siriane, avranno anche il compito, a più lunga scadenza, di organizzare un’efficace forza di antiterrorismo e contro-rivolta.

Naturalmente potrei sbagliarmi. Se è così, allora il motivo per cui questi due battaglioni sono stati mandati in Siria è quello di partecipare direttamente alle operazioni di combattimento contro i Tafkiri. Sappiamo che Putin ha inviato una lettera dal contenuto segreto al Presidente iraniano Rouhani. Potrebbe essere per coordinare un’escalation delle operazioni russe ed iraniane in Siria? Se così fosse, allora avrebbe senso far arrivare le forze speciali “cecene”, specialmente per tenere a bada i Turchi, se e quando ce ne fosse bisogno.

Qualunque sia il caso, la decisione di inviare i “Ceceni” è chiaramente un grosso sviluppo e il segnale che si sta preparando qualcosa di importante.

The Saker

PS: Ramzan Kadyrov ha asserito che in Cecenia non ci sono battaglioni “Ovest” ed “Est”, e questo è TECNICAMENTE vero, dal momento che ora questi due battaglioni sono stati inglobati nell’8° brigata di montagna e nella 18° brigata di fanteria motorizzata. E’ anche vero che i comandanti originali di queste unità sono stati sostituiti, ma gli operatori esistono tuttora e Kadirov ha ammesso che si trovano già in Siria.

*****
Articolo pubblicato da Thesaker.is il 9 dicembre 2016
Tradotto in italiano da Mario per Sakeritalia.it