Nel suo recente articolo intitolato “La via per Damasco: com’è stata vinta la guerra in Siria[in inglese], Pepe Escobar riassume il risultato della guerra in Siria nel modo seguente:

E’ una vittoria quadrupla: gli Stati Uniti compiono una ritirata che gli salvano la faccia, e tale che Trump la possa rivendere come un modo per evitare il conflitto con un alleato della NATO, cioè la Turchia; la Turchia ha la garanzia – da parte dei Russi – che l’esercito siriano sarà a controllo del confine turco-siriano; la Russia evita una escalation di guerra e tiene vivo il processo di pace tra Russia, Iran e Turchia; la Siria alla fine riprenderà il controllo dell’intera area nord-est.

Questa sintesi, altrimenti eccellente, non considera due dei tre membri dell’“Asse della Bontà”, tra cui Israele e Arabia Saudita. Certamente, nella sua analisi Pepe tratta questi attori e aggiunge anche il Kuwait. Per di più, una discussione approfondita di ciò che è successo dovrebbe includere anche Cina, Hezbollah, Yemen e Unione Europea (beh, i paesi che contano, cioè Gran Bretagna e Francia, perché gli altri sono solo colonie degli Stati Uniti senza voce in capitolo).

Molte delle analisi su ciò che è successo si concentrano sul “cosa”. Io proverò a esaminare il “perché” e il “come” ciò sia appena accaduto in Siria. Tuttavia, non ho intenzione di fare un’analisi così dettagliata ma voglio davvero ri-classificare gli attori in una qualche maniera diversa, e cioè in base alla loro forza relativa.

 

Attori Forza teorica
L’“Asse della Bontà”: Stati Uniti + CENTCOM+NATO+Israele+Arabia Saudita L’attore di gran lunga più forte sotto quasi ogni punto di vista: maggiore forza militare rispetto alla somma di quella degli altri attori (se considerati a livello regionale), enorme potere economico (il dollaro è ancora LA moneta numero 1 al mondo), totale controllo della regione (attraverso CENTCOM) e sostegno pressoché incondizionato da parte dell’Europa (attraverso la NATO). Infine, Israele ha una forza militare potente. Questo attore ha UNA SOLA debolezza ma ne parleremo dopo.
Iran + Hezbollah+Houthi+forze sciite in Iraq L’Iran è, in termini regionali, la superpotenza locale che può anche sconfiggere l’Asse della Bontà (e lo ha fatto dalla Rivoluzione Islamica del 1979).
Russia+Siria Ho messo la Russia e la Siria nello stesso gruppo in cui avrei potuto aggiungere l’Iran ma, dal momento che credo che la Russia abbia oggettivamente più influenza sul governo siriano rispetto all’Iran, penso che sia importante considerare insieme Russia e Siria semplicemente perché Damasco non può dire di no a Mosca, mentre lo potrebbe dire Teheran, almeno in teoria. Infine, Russia e Iran concordano sul tema principale ma hanno una diversa visione del futuro del Medio Oriente. Così, questa è un’altra ragione per esaminarle separatamente, anche se non necessariamente in una posizione di opposizione l’una con l’altra. In termini militari, la Russia è molto forte, poi molto vulnerabile, poi di nuovo molto forte: tutto dipende dal livello di analisi (vedi sotto).
Turchia+fazioni pro-Turchia in Siria Questa è molto difficile da classificare. Da una parte, la Turchia non ha alleati regionali (l’Impero Ottomano ha lasciato solo odio e profondo risentimento nella ex colonie). Per un periodo le fazioni pro-Turchia sono state sommerse da armi, soldi, addestramento, supporto logistico, da parte degli Stati Uniti e dell’Arabia Saudita, ma alla fine queste fazioni sono diventate sempre più deboli fino a quando non hanno raggiunto lo stato di evidente impotenza, lasciando la Turchia praticamente da sola (esamineremo anche questo più avanti).
I Curdi Per un periodo i Curdi sembravano davvero potenzialmente forti: non solo avevano una forza militare piuttosto consistente (anche se in gran parte limitata alla fanteria) ma avevano il supporto dell’Asse della Bontà e, soprattutto, di Israele, il quale vedeva ogni forma di Kurdistan indipendente come un ottimo strumento per indebolire e anche minacciare lraq, Turchia, Iran e Siria. Inoltre, i Curdi controllavano molte regioni ricche di petrolio e, se necessario, avevano le zone montagnose dove ritirarsi.
I Takfiri (cioè i tanti affiliati che cambiano nome costantemente e che una volta si chiamavano Al-Qaeda) In realtà, i Takfiri dovrebbero veramente essere classificati insieme all’Asse della Bontà, dal momento che dagli anni ’80 (cioè dall’Afghanistan fino alla Siria dei giorni nostri) sono stati i soldati/carne da cannone degli anglosionisti. Ciononostante, li considereremo distinti dal resto delle forze dell’Asse della Bontà.

 

Naturalmente questa, proprio come ogni altra tassonomia, è necessariamente soggettiva in qualche modo, ed altri potrebbero usare altri criteri o categorie.

Ora  guardiamo a quella che credo essere la chiave per il controllo della intera regione: l’abilità di piazzare stivali sul terreno”, o la mancanza di tale abilità:

 

Attori Capacità di mettere uomini sul campo
L’ “Asse della Bontà”: Stati Uniti + CENTCOM+NATO+Israele+Arabia Saudita Questa è la Sola Grande Debolezza dei membri dell’Asse della Bontà: se hanno imponenti forze armate (e anche armi nucleari), se possono schierare forze dal punto di vista numerico molto grandi, se possono (probabilmente) avere una supremazia/superiorità aerea e navale praticamente ovunque nella regione, non possono però far seguire nessuna di tali opzioni con una forza di terra credibile. Se questo aspetto è sempre nascosto accuratamente dalla propaganda media anglosionista, le forze di terra di Stati Uniti, Israele e Arabia Saudita sono capaci solo di uccidere in massa civili o forze di resistenza arretrate. Non appena uno di questi militari incontra un minimo di decente forza nemica che vuole combattere sul terreno, loro vengono sconfitti (citatemi UNA vittoria significativa delle forze di quest’Asse della Bontà negli ultimi vent’anni o più!).
Iran + Hezbollah+Houthi+forze sciite in Iraq Gli Iraniani e i loro alleati locali (chiamandoli “delegati” si perde completamente la vera natura della relazione tra Iran e queste forze regionali!) sono tutti capaci di schierare forze di terra molto capaci. Infatti, lo hanno fatto tutti con grande successo (Hezbollah soprattutto). Ciò che l’Iran fornisce a questa alleanza informale è la capacità di rafforzarsi con armi nuove, hi-tech e moderne, tra cui i missili anti-nave, difesa aerea, missili anticarro, comunicazioni, droni, ecc. In termini di forze di terra, questa alleanza è la numero 1 della regione.
Russia + Siria Sia Russia che Siria hanno delle forze molto competenti e ben bilanciate dispiegate in Siria. Ma, per dire il vero, credo che Hezbollah+ Iran abbiano attualmente ancor più peso militare, almeno in termini di forze di terra in Siria. La cosa da tenere in mente è questa: se ci fossero solo forze russe in Siria (a Tartus, Khmeimin, più varie unità speciali in tutta la Siria), allora la Russia sarebbe decisamente più debole dell’Asse della Bontà. Ma se supponiamo che le forze russe fuori dalla Siria possono (e probabilmente vorrebbero!) intervenire per difendere le forze russe in Siria, allora dovremmo capovolgere gran parte di questa equazione e classificare la Russia come addirittura più forte dell’Asse della Bontà (spiegherò dopo più nel dettaglio come e perché).
Turchia+fazioni pro-Turchia in Siria Non c’è dubbio che all’inizio dell’aggressione internazionale contro la Siria, la Turchia aveva un esercito credibile e forte. Poi qualcosa è andato storto, e ad ogni nuovo sviluppo (a partire dal tentativo di colpo di Stato contro Erdogan) la Turchia si è solo indebolita progressivamente. Il paese che ha osato abbattere un Su-24 russo, alla fine si è trovata nell’umiliante posizione di dover chiedere aiuto alla Russia non una volta, ma più e più volte. L’ultima invasione turca nella parte settentrionale della Siria ha dimostrato che, se i Turchi possono ancora battere i Curdi, è però tutto quello che riescono a fare, e anche non molto bene.
I Curdi Francamente, non ho mai creduto nella possibilità per i Curdi di avere qualcosa che sembri anche lontanamente un Kurdistan indipendente. Oh certo, le mie simpatie sono andate spesso ai Curdi (almeno per il loro conflitto contro la Turchia) ma ho sempre saputo che l’idea di imporre un qualche nuovo (e molto artificiale) Stato contro il volere di TUTTE le potenze regionali, fosse naif e controproducente. La verità è che gli Stati Uniti e Israele hanno semplicemente *usato* i Curdi quando e se ne avevano bisogno, e li hanno mollati appena è diventato ovvio che i Curdi non avevano più alcuna utilità. Il meglio che i Curdi potranno mai ottenere è un’autonomia regionale in Iran, Iraq e Siria. Ogni altra cosa è un pericoloso sogno irrealizzabile.
I Takfiri (cioè i tanti affiliati che cambiano nome costantemente e che una volta si chiamavano Al-Qaeda) Proprio come i Turchi, i vari Takfiri sembravano delle forze formidabili all’inizio dell’aggressione contro la Siria. E se la Guerra Globale al Terrorismo degli Stati Uniti sembrava una vera benedizione per i “terroristi buoni” (cioè, ovviamente, tutti i terroristi della regione), è perché lo era davvero. Poi qualcosa è andato molto ma molto storto, e ora sembrano deboli e incapaci come i Curdi.

 

Ora tiriamo le somme. Di seguito vediamo come la forza relativa degli attori è cambiata dall’inizio dell’aggressione anglosionista della Siria.

 

Attori Evoluzione della forza di ciascuna potenza regionale
L’ “Asse della Bontà”: Stati Uniti + CENTCOM+NATO+Israele+Arabia Saudita IN CALO: dall’essere il più forte ad essere il più debole nella regione.
Iran + Hezbollah+Houthi+forze sciite in Iraq IN AUMENTO: probabilmente la forza militare più equilibrata nella regione.
Russia + Siria IN AUMENTO: in un processo che “sembrava” essere solo pura “buona fortuna”, Russia e Siria sono diventate sempre più forti con il passare degli anni.
Turchia+fazioni pro-Turchia in Siria IN CALO: in netto contrasto con la Russia, uno strano processo che “sembrava” essere pura “sfortuna”, la Turchia e i suoi alleati in Siria sembrano proprio diventare sempre più deboli con il passare degli anni.
I Curdi IN CALO: i Curdi hanno fatto l’enorme sbaglio di credere a tutte le false promesse (spesso chiamate “piano B”, “piano C”, “piano D”, ecc.) fatte dagli anglosionisti. Ora tutti i loro sogni sono finiti e dovranno accontentarsi di un’autonomia tra Iraq e Siria.
I Takfiri (cioè i tanti affiliati che cambiano nome costantemente e che una volta si chiamavano Al-Qaeda) IN CALO: la loro situazione è cattiva quasi quanto quella dei Curdi. Il loro unico vantaggio è che non sono legati a nessun pezzo di terra e che possono provare a riorganizzarsi in qualche altro posto della regione (o addirittura del mondo). Mai dire mai più, ma mi sembra che non accadrà nell’immediato futuro.

Ora è il momento di provare a dare un senso a tutto questo e a rispondere alla domanda: perché un solo gruppo di relativamente forti attori ha avuto così tanto sfortuna da indebolirsi sempre di più, mentre i più deboli diventano sempre più forti?

La prima cosa su cui dobbiamo concordare è che, a prescindere dalla posizione pubblica, ciascuno parla – e ha parlato – con gli altri. Questa “conversazione” potrebbe essere ufficiale e pubblica, a porte chiuse o, addirittura, attraverso intermediari, e, ultimo e ma non meno importante, una versione di stato del “linguaggio del corpo”, cioè mediante azioni che mandano un messaggio all’altra parte. Tuttavia, se è certamente vero, è la qualità della comunicazione tra le diverse parti che fa tutta la differenza. Quando, per esempio, Netanyahu o Trump proclamano pubblicamente che non gliene frega niente di niente (incluso il diritto internazionale) e che si riservano il diritto di minacciare e anche di attaccare chiunque, in qualsiasi momento, per qualsiasi tipo di ragione, questo è un messaggio molto chiaro per, diciamo, gli Iraniani. Ma qual è questo messaggio veramente? Significa un paio di cose:

  1. La resistenza è inutile perché noi siamo molto più forti di voi, e quindi
  2. Non ce ne frega niente di voi e dei vostri interessi nazionali, e quindi
  3. Noi non siamo interessati a negoziare con voi (e, per dirla tutta, con nessun altro). La vostra unica soluzione è sottomettervi a noi

Questo è davvero cruciale. Gli Stati Uniti hanno proclamato la loro totale superiorità in tutto il pianeta e, in particolare, su ogni singolo attore del Medio Oriente. Inoltre, la loro intera visione del mondo e ideologia si basa su questo forte senso di superiorità militare. Chiedete a qualsiasi israeliano o americano che cosa farebbe il loro paese se una qualche coalizione di potenze locali li attaccasse con successo: risponderebbero qualcosa sulla falsariga di “noi bombarderemo semplicemente tutti i beduini e maghrebini teste di cazzo, vaff*****o!”. Questa posizione è sempre espressa con il tono di assoluto atto finale, con la certezza totale e con l’equivalente mentale di “e questo è tutto!”.

Purtroppo, per l’Asse della Bontà, questa è una idea che va completamente contro i fatti. Perché?

Innanzitutto, il rapido appello alle armi atomiche è una implicita ammissione che c’è qualcosa di sbagliato nel resto delle forze armate dell’Asse della Bontà. Inoltre, le vere potenze regionali comprendono che non è nel loro interesse dare agli Stati Uniti o a Israele il pretesto per usare armi atomiche. Quindi, mentre, diciamo, gli iraniani hanno sicuramente i mezzi per colpire una delle tante strutture del CENTCOM nel Medio Oriente, sono stati molto cauti nel mantenere i propri contrattacchi sotto la soglia di pericolo per cui i classici media anglosionisti sarebbero incapaci di nascondere la grandezza del disastro, e chiederebbero che le atomiche venissero usate (sì, se si arrivasse a questo punto, i media americani e israeliani chiederebbero un attacco nucleare allo stesso modo in cui hanno celebrato ogni guerra di aggressione mai commessa da Usa e Israele).

In secondo luogo, poiché Stati Uniti e Israele non sono in grado di avere veri alleati ( hanno solo colonie guidate da una élite compradora), non riescono ad operare con successo in un tipo di relazione multilaterale con altri attori.

Il contrasto tra Stati Uniti/Israele da un lato, e Russia e Iran dall’altro, non potrebbe essere più grande. Sia la Russia che l’Iran capiscono che avere veri alleati è molto più vantaggioso che avere fantocci. Perché? Perché per convincere qualcuno ad essere tuo alleato, devi assolutamente avere qualcosa da offrirgli, qualcosa di tangibile, come parte di un obiettivo di compromesso. Quando questo viene fatto, l’alleato più debole sente di difendere il proprio interesse e non l’interesse del padrone, che può essere non affidabile o che può anche pugnalarti alle spalle.

Terzo, uno dei migliori esperti statunitensi nella teoria dei negoziati, il professor William Zartman, nel suo libro fondamentale Il negoziatore pratico ha scritto che [in inglese]:

Uno degli eterni paradossi dei negoziati è che consente al debole di confrontarsi con il forte e riuscire comunque a portare a casa qualcosa che non sarebbe stato possibile ottenere se bellezza e forza fossero tutto quanto contasse (…) Le parti più deboli tendono a cercar più negoziati formali e a rinforzare la proprio parte attraverso organizzazioni (…), gli stati deboli non possono permettersi comportamenti erratici o irresponsabili più facilmente delle parti forti, in particolare quando le regole della regolarità e responsabilità favoriscono il forte. Gli stati deboli fanno il meglio ricompensando gli stati forti, concedendo maggiori concessioni statali piuttosto che facendo i duri e alzando la posta per indicare bisogni e facilitare le ricompense. Le tattiche della durezza e della morbidezza variano a seconda della forza delle parti contraenti e, in condizione di simmetria, la durezza porta a durezza e in condizioni di asimmetria alla morbidezza, con le parti più deboli che seguono la guida delle parti più forti.

C’è molto da prendere da qui ( e c’è molto di più nel libro che raccomando fortemente a tutti ).

Primo, compariamo e mettiamo in contrasto gli approcci russo e statunitense nel creare dei tavoli di negoziato.

Gli Stati Uniti hanno messo sul piatto un forum di “Amici della Siria[in inglese] che è stato notevole soprattutto in due modi unici: innanzitutto, nonostante si chiamasse “Amici della Siria”, questo gruppo conteneva solo tutti i nemici della Siria, dell’Iran e della Russia, cosi come gli “Amici della Libia[in inglese] erano una cornucopia di paesi ostili alla Libia. In secondo luogo, lo scopo evidente (e mai realmente negato) e la funzione di questo gruppo era di aggirare le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Non c’è nulla di nuovo qui, gli Stati Uniti hanno cercato di rimpiazzare l’ONU nel proprio ruolo nel mantenere la legge internazionale con ogni sorta di trucchetto, inclusa una coalizione dei volenterosi o appelli per un “ordine internazionale basato sulle regole”. Non serve aggiungere che, con la possibile eccezione di pochi veri propagandisti, tutti questi trucchi sono stati concepiti per evitare i già esistenti organi internazionali, incominciando con le Nazioni Unite. La Russia, in contrasto, non solo ha usato le Nazioni Unite per il proprio (ammettiamo limitato) valore e ha avuto successo nel forzare gli Stati Uniti ad accettare le risoluzioni sulla Siria (o sull’Ucraina, per quello che importa) cui gli Stati Uniti non volevano accordarsi, ma non potevano usare il potere di veto per considerazioni politiche. Non solo, la Russia ha creato anche il processo di pace di Astana, che, a differenza delle fantasie create dagli Stati Uniti, ha riunito insieme parti differenti, incluse alcune ostili tra loro. La mossa più brillante dei russi è stata quella di impartire a tutte le parti la nozione che “quelli che vogliono negoziare sono parti legittimate i cui interessi devono essere presi in considerazione, mentre quelli che si sono rifiutati di sedersi sono tutti terroristi”. Naturalmente, molte delle varie parti di Al Qaeda hanno cercato di giocare il gioco del “rinominarsi”, ma questo non ha aiutato: si può cambiare nome ogni 24 ore se si vuole, ma se non ci si siede al tavolo negoziale si è un terrorista, e quindi, un legittimo bersaglio per gli attacchi russo/iraniani/siriani. Una volta che l’Impero ha dovuto accettare questi termini, sostenuti da una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, si è rinchiuso in un processo che avrebbe potuto bloccare solo tramite una vittoria militare.

E ora veniamo al tema delle truppe sul terreno. Nonostante il suo potere militare combinato, l’Asse della Bontà non ha una forza di terra che può mettere sul terreno. Invece i siriani, gli Hezbollah, l’Iran e la Russia molto chiaramente ed efficacemente (anche se informalmente), si sono accordati sull’assegnazione dei seguenti compiti:

  1. I siriani concederanno ai Russi di riorganizzare le loro Forze Armate, specialmente alcune unità d’elite, e lentamente, passo dopo passo, liberare la propria terra.
  2. Gli iraniani e Hezbollah agiranno come Vigili del Fuoco e appoggeranno direttamente le operazioni siriane con le proprie forze in settori cruciali sulla linea di contatto.
  3. I russi prenderanno controllo dello spazio aereo siriano e daranno a Iran e Hezbollah la protezione contro i bombardamenti aerei e missilistici anglosionisti. Infine le forze speciali russe saranno impegnate in operazioni ad alta priorità che vanno oltre le capacità dell’Iran o di Hezbollah

Quale è stato il più grande ostacolo al piano siriano-iraniano Hezbollah-russo?

La Turchia naturalmente. I turchi hanno sempre odiato Assad (padre e figlio) e le loro delusioni neo ottomane gli danno ancora un, diciamo, desiderio speciale di intervenire oltre i propri confini.

Inoltre, la Turchia ha visto fortemente la Siria come un fattore che contribuiva al Problema Curdo. Infine la Turchia ha il tipo di esercito che le consente di minacciare un intervento o anche intervenire in Iraq e Siria (ovviamente non contro l’Iran). Quindi, quello che serviva alla Russia era di togliere la Turchia dall’equazione o, almeno, indebolire la Turchia il più possibile. Ed è esattamente quanto ha fatto la Russia.

Per il Cremlino, l’abbattimento del Su-24 è stato equivalente ad una dichiarazione di guerra. Ma i Russi, piuttosto consci della propria debolezza rispetto a USA+ NATO+CENTCOM+Turchia, saggiamente hanno deciso di non rivalersi in nessun modo e, per dire, bombardare installazioni militari turche. Ma Putin ha promesso che “non ve la caverete semplicemente non vendendoci più pomodori”). La Russia ha imposto un embargo su un certo numero di prodotti turchi di esportazione. Oltre a un certo numero di sanzioni politiche ed economiche, potete essere certi che i russi hanno deciso di usare tutti i propri metodi e mezzi per indebolire e destabilizzare sia Erdogan personalmente che la Turchia nel suo complesso. Quindi, ecco cosa è accaduto.

  • Il 24 novembre 2015, la Turchia ha abbattuto un Su-24 russo.
  • Nei giorni successivi, la Russia ha chiuso lo spazio aereo nel nord della Siria, tagliato ogni contatto con l’esercito turco e ha promesso di abbattere ogni aereo turco che attaccasse un bersaglio in Siria, (indipendentemente da quale spazio aereo avvenisse l’attacco) e ha imposto sanzioni politiche e militari.
  • In dicembre, Putin ha dichiarato minacciosamente: se qualcuno crede di poter commettere un vile crimine di guerra e passarsela liscia con pomodori o altri tipi di restrizioni nelle costruzioni o in altre industrie, si sbaglia profondamente.
  • Nel giugno 2016, Erdogan ha inviato una lettera al presidente Russo Vladimir Putin esprimendo simpatia e profonde condoglianze.
  • Il 15 giugno 2016, un colpo di Stato tentato contro Erdogan gli è quasi costato la vita. A detta di tutti, la Russia ha giocato un ruolo dietro le quinte e ha salvato la vita e il potere di Erdogan.

Dopo il fallito colpo di Stato, la Turchia si è impegnata in un grande riallineamento e ha messo il proprio destino nelle mani di Russia e Iran, anche se questo ha significato accettare Assad al potere in Siria.

Ciò che la Russia ha fatto precisamente dietro le quinte (le versioni variano dall’avvisare Erdogan all’utilizzare effettivamente le forze speciali russe per evacuarlo in extremis) rimarrà un segreto per molti anni, ma in realtà non importa nemmeno. Tutto quello che sappiamo per certo è che dopo il tentativo di colpo di Stato, Erdogan ha fatto un giro di 180° ed ha completamente cambiato sintonia.

La mia personale convinzione è che i Russi abbiano usato tutti i propri mezzi nascosti per tentare gli Stati Uniti e i fantocci gulenisti della CIA a rovesciare Erdogan, per poi sventare il loro tentativo di colpo di Stato.
Trovo le altre due opinioni principali (gli Stati Uniti sono così fantasticamente stupidi e incompetenti, e la Russia è un paese incredibilmente fortunato) molto più difficili da credere. Ma anche se accettiamo queste opinioni, o una qualche combinazione delle stesse, la Russia in ogni modo ha giocato superbamente le proprie carte (tramite, per esempio, usare il pretesto dell’abbattimento turco del Su-24 per incrementare massicciamente le difese aeree russe in Siria). E così la Turchia è stata rimossa come Potente Attore Ostile dall’equazione russa sul Medio Oriente.

Dopo di ciò, quello che rimaneva era solo una specie operazione di rifinitura politica e militare.

La Russia ha ripetutamente cercato di far capire ai curdi che la loro strategia di combattere ogni singolo vicino era sbagliata dall’inizio, e si sarebbe inevitabilmente ritorta contro.

Purtroppo per il popolo curdo, i propri leader erano troppo deliranti o troppo corrotti per capirlo.

Nel frattempo, Erdogan e il resto dell’élite politica turca erano inflessibili sul fatto che la Turchia non avrebbe mai concesso ai curdi siriani o iracheni di fondare un proprio stato.

[Nota a margine]: mi spiace davvero per i curdi, ma devo anche dire che se lo sono fatto da soli. Questo dovrebbe essere studiato sistematicamente, ma sembrano esserci due tipi di nazioni piccole: quelle furbe abbastanza da far giocare un vicino grande contro l’altro mentre collaborano con entrambi (Kazakhstan e Mongolia) e poi ci sono quelli che non hanno alcun senso della storia e ripetono gli stessi errori, come, ad esempio, polacchi e curdi. Queste nazioni si sono sempre vantate di un senso di autostima che li porta ad agire come se fossero i bulli del quartiere, e quello che riescono sempre ad ottenere è alienarsi i propri veri grandi vicini. Apparentemente, non importa quante volte sono stati abbattuti da altri nella storia: il proprio narcisistico auto gradimento e, francamente, arroganza, li fa finire invasi, poi invasi ancora e infine ancora invasi. Si può dire che sono nati perdenti o che “non sono riusciti ad imparare le lezioni della storia”. Stessa differenza, davvero.

Per il Cremlino, la soluzione era ovvia: usare i Turchi per forzare i curdi ad accettare l’inevitabile, ma non consentire ai turchi di mantenere una forza di invasione permanente nel nord della Siria.

È vero, i russi hanno protestato il proprio flaccido disaccordo all’operazione turca, e hanno chiesto a tutti di tornare al tavolo.

Questo è uno dei rari esempi in cui la retorica della Russia non corrisponde alle proprie azioni, poiché in realtà l’operazione turca non sarebbe stata assolutamente possibile se i Russi non avessero dato ad Ankara un permesso in precedenza, non ufficiale ma di sicuro degno di fiducia.

Inoltre, secondo almeno un report (che trovo ragionevolmente credibile), le forze aerospaziali russe hanno anche fatto decollare un paio di Su-35 per affrontare un paio di F16 turchi che, appena hanno capito cosa stava per accadere, hanno deciso di per scappare per salvarsi la vita. Ma, in altri casi, sappiamo che gli F16 sono stati usati contro bersagli curdi. È piuttosto chiaro che i russi hanno detto ad Erdogan cosa fosse accettabile e cosa no, e hanno rifinito l’operazione turca così che forzasse i curdi a negoziare mentre non rendeva possibile per i turchi mantenere nessun tipo di presenza significativa nel nord della Siria.

Cos’è successo poi è stato un effetto domino. I curdi hanno cercato di lottare come potevano, ma tutti hanno compreso che fossero finiti. Anche gli americani, molto probabilmente e, aggiungerei, molto logicamente, sono scappati per salvarsi la vita. Trump ha usato questo (totalmente vero, ma nondimeno un pretesto) per uscire dalla Siria, (almeno ufficialmente ), non solo per proteggere le vite americane, ma anche per uscire dalle sabbie mobili che la Siria era diventata per l’Asse della Bontà.

In ultimo, gli israeliani erano assolutamente furibondi, e con buona ragione. Non c’è dubbio che loro sono i maggiori sconfitti da tutto il processo, e ora si trovano nella situazione di dipendere da una Superpotenza che finge di esserlo che non può dare nulla di valore (tranne montagne di dollari che gli israeliani spendono in un sacco di ferraglia inutile). I recenti eventi nella regione non solo hanno mostrato che le forze di terra americane fanno chiaramente schifo, ma hanno anche dimostrato che le garanzie americane sono senza valore, mentre i sistemi d’arma americani sono ampiamente sopravvalutati.

Qui arriviamo a quello che credo sia il singolo sviluppo più importante di questo conflitto: TUTTI i vari piani israeliani per la regione sono crollati uno dopo l’altro. Cosa ancora più patetica, tutti i viaggi di Netanyahu in Russia per cercare di far prendere Israele sul serio dai russi sono falliti. Perché? Perché i russi hanno da tempo capito che Israele è una tigre di carta con un “ruggito” impressionante (noto anche come la massiccia macchina di propaganda internazionale Sionista conosciuta come “media liberi occidentali” tra i neonati e le persone noiose) ma che non è in grado di far seguire al suo forte ruggito qualcosa di più tangibile. Sì, lo so, agli israeliani andrà sempre peggio, più grande diventerà la loro vanagloriosa propaganda: dopo aver promesso che l’”invincibile IDF” ha condotto “centinaia” di attacchi in Siria e Iraq, ora fanno rumore sull’avere una “lista di bersagli” che include Hassan Nasrallah. Giusto. Per quanto riguarda i loro “centinaia” di attacchi aerei, deve trattarsi della campagna aerea più inetta e mal eseguita dal fallimento totale della campagna aerea della NATO in Kosovo. Ponetevi questa domanda di base:

Se gli israeliani hanno condotto “centinaia” di attacchi aerei in Siria, perché non hanno prodotto alcun effetto tangibile sulla situazione militare sul campo?

Dopotutto, quando i russi sono intervenuti, hanno cambiato il corso dell’intera guerra. In effetti, la (molto piccola) task force aerospaziale russa in Siria ha invertito il corso di quella guerra.

Perché la campagna aerea russa ha prodotto risultati così fenomenali e perché la campagna aerea israeliana non ha prodotto assolutamente nulla (tranne un po’ di psicoterapia tanto necessaria per i molti sionisti che soffrono di ciò che Gilad Atzmon ha brillantemente definito “disturbo da stress pre-traumatico”)?

La risposta è semplice: una era una vera campagna militare, mentre l’altra era semplicemente pubbliche relazioni.

Un ottimo esempio della tesi di Zartman secondo cui “Gli stati deboli possono permettersi comportamenti irregolari o irresponsabili più facilmente di quelli più forti, in particolare quando le regole sulla regolarità e responsabilità favoriscono i forti” si può trovare nella posizione relativa, da un lato, di Iran, Hezbollah e degli Huthi e, dall’altro, di Stati Uniti e Israele. Non che l’Iran o i suoi alleati abbiano agito in modo irresponsabile, non lo hanno fatto, ma quando hanno reagito, è stato sempre con un doppio messaggio: non vogliamo la guerra, ma siamo pronti per questo. Ma quando gli Stati Uniti si cimentano in minacce piuttosto grossolane (basti pensare a tutte le sciocche minacce che Trump ha fatto durante la sua presidenza, comprese le più recenti sul fare la guerra alla Turchia se necessario, non è uno scherzo, controllate qui [in inglese]), queste minacce finiscono sempre con l’indebolire ulteriormente gli Stati Uniti. È una vera benedizione per la Russia, Iran, Hezbollah e i siriani che i loro nemici non siano solo così inetti, ma anche così bravi a mettersi da soli alle strette nelle peggiori situazioni. Alla fine, gli Stati Uniti sono comunque riusciti a perdere la faccia, anche se non ve l’hanno mai detto. Cosa voglio dire?

Guardate cosa è appena successo: Trump ha inviato a Erdogan una lettera così rozza e scortese (sembra un bambino di 10 anni) così offensiva per Erdogan che non solo l’ha gettata nel cestino, ma si è anche assicurato di dire ai suoi aiutanti di “far trapelare” ai media il modo in cui Erdogan ha trattato le sciocche minacce e gli insulti di Trump. Inoltre la Turchia ha lanciato un’invasione su vasta scala e ha chiaramente sfidato gli Stati Uniti a fare qualcosa al riguardo. A questo punto, gli altri due “geni” della Casa Bianca (Pompeo e il Vicepresidente Pence) hanno dovuto correre ad Ankara in quella che era chiaramente una disperata missione di “controllo dei danni”, chiedere un incontro, e quindi chiedere ai turchi di accettare un cessate il fuoco del tutto simbolico che ha dato il tempo sufficiente ai curdi per accettare tutte le condizioni siriane e lasciare che l’esercito siriano prendesse il controllo di enormi aree di terra senza sparare un solo colpo. Ora ecco la bellezza di tutto ciò:

Pompeo e Pence hanno chiesto ad Erdogan di accettare esattamente il tipo di risultato equilibrato che i russi hanno sempre sostenuto! Sono sorpreso che i media non abbiano accusato Pompeo e Pence di essere agenti russi, perché ciò che hanno semplicemente “richiesto” e “ottenuto” dalla Turchia è esattamente ciò che Putin voleva 🙂

Naturalmente, tutto questo era avvolto in ogni sorta di minacce e promesse di spazzare via questo o quel paese (compresa la Turchia, uno stato membro della NATO che, in teoria, poteva invocare l’Articolo 5 e chiedere alla NATO di essere difesa contro gli Stati Uniti! Ovviamente ciò non accadrà in quanto ciò segnerebbe la fine della NATO) e tutto il resto degli obbligatori latrati che sentiamo sempre dagli Stati Uniti quando “le migliori forze armate della storia mondiale” non riescono ad ottenere nulla (anche se Trump afferma seriamente che gli Stati Uniti – non la Russia – hanno sconfitto i Takfiristi che l’Occidente stava amorevolmente organizzando, sostenendo, e, credo fermamente, dirigendo da decenni). Sì, Trump ha fatto la cosa giusta quando ha dichiarato di volere le forze statunitensi fuori dalla Siria, ma non siamo ingenui: non l’ha ordinato perché è un grande umanitario, ma perché se i turchi, i curdi, i siriani o chiunque altro avessero sparato contro le forze statunitensi nella regione, ciò avrebbe comportato una guerra più grande che sarebbe sicuramente costata a Trump la presidenza.

Il che ci porta alla task force russa in Siria. Come ho detto, è forte, poi debole e poi di nuovo forte. Tutto dipende dai tuoi presupposti:

Se guardiamo solo alla task force russa a Khmeinim e Tartus, vediamo che è protetta da sistemi d’arma russi all’avanguardia tra cui S-400, Su-34, Su-35S, stazioni per la guerra elettronica, stazioni di gestione della battaglia, ecc., più che sufficienti per respingere attacchi missilistici e/o bombardamenti piuttosto potenti. In questo caso possiamo pensare alla task force russa in Siria come molto potente e in grado di affrontare molti tipi di attacchi.

Al livello successivo, tuttavia, diventa evidente che la più grande debolezza della task force russa in Siria è stata, dal primo giorno, le sue dimensioni molto ridotte. Indipendentemente dalla loro sofisticatezza, le difese aeree russe possono essere superate da un determinato attacco di qualsiasi combinazione di forze dell’Asse della Bontà, semplicemente perché alla fin fine le difese aeree fanno sempre parte di un gioco di numeri. Anche nel migliore dei casi, un missile per la difesa aerea russo può ingaggiare solo un missile o velivolo attaccante. Affinché un attacco abbia successo, tutte le forze dell’Asse della Bontà devono calcolare il numero di missili che hanno i russi, quindi sparare circa 1,5 volte quel numero di (piuttosto antiquati) Tomahawk e, una volta che i russi esaurito le loro scorte, lanciare una seconda ondata di missili, questa volta moderni e difficili da colpire. A questo punto i russi dovranno rispondere solo con la loro artiglieria antiaerea e le loro capacità da guerra elettronica. Inevitabilmente, arriverà il momento in cui saranno sopraffatti. In questo scenario, la Russia è la parte più debole e la task force russa è condannata in caso di un prolungato attacco USA/NATO/CENTCOM.

Infine, c’è un terzo livello che gli anglosionisti devono considerare: i russi hanno chiarito che in caso di un attacco alla task force russa in Siria, la Russia utilizzerà le sue capacità di attacco strategico per proteggerla. Tali misure potrebbero includere: attacco con missili da crociera a lungo raggio e attacchi aerei (probabilmente provenienti dallo spazio aereo iraniano). In questo caso, come ha spiegato molte volte il mio amico Andrej Martjanov, incluso nel suo articolo “La capacità di resistenza della Russia: il Gorilla da 800 libbre in Siria [in inglese] che concludeva con le seguenti parole:

“Questo semplice e unico fatto operativo mostra esattamente perché per due anni un contingente militare russo relativamente piccolo è stato in grado di operare in modo così efficace in Siria e, di fatto, dettare condizioni sul terreno e nell’area delle sue operazioni. La risposta è semplice – molti drogati di adrenalina si fanno calare in acqua in una gabbia per affrontare gli squali, con solo barre di metallo a separarli dalle mascelle mortali degli squali. Eppure, lassù, nella barca si può sempre mettere un uomo con un fucile che può essere usato in caso di emergenza con un effetto mortale se la gabbia dovesse cedere. Il contingente militare russo in Siria non è solo una base militare – è la forza strettamente integrata con le forze armate russe, che hanno abbastanza portata e capacità per far affrontare a chiunque delle scelte estremamente spiacevoli, incluso il fatto che è la Russia, non gli Stati Uniti, che controlla l’escalation fino ad una soglia, e questo spiega l’isteria antirussa non-stop nei media statunitensi da quando è diventato chiaro l’esito della guerra in Siria”.

Anche qui abbiamo la stessa posizione dell’Iran: non vogliamo la guerra, ma siamo pronti per questo. Si potrebbe dire che la posizione degli Stati Uniti è l’opposto polare: vogliamo la guerra (diamine, *ne abbiamo bisogno* per motivi politici ed economici!), ma non siamo affatto preparati per questo (anche psicologicamente).

Conclusione: ricordate tutti quelli che ora sono stati colti in errore!

Ricordate tutte le persone che hanno predetto con assoluta fiducia che la Russia stava “vendendo” la Siria? Hanno iniziato la loro solfa quando la Russia ha impedito un attacco degli Stati Uniti alla Siria anticipandoli e offrendosi di rimuovere tutte le armi chimiche dalla Siria. Queste armi non solo erano inutili, ma erano anche un pretesto perfetto perché l’Asse della Bontà attaccasse la Siria. Gli Stati Uniti erano lividi, ma hanno dovuto accettare. Bene, tutti quelli che dicevano che “Putin/la Russia sta vendendo la Siria” hanno immediatamente affermato che la Russia stava disarmando la Siria per rendere più facile l’attacco israeliano.

Eppure, in realtà, nessun (importante) attacco israeliano si è mai materializzato.

Quindi la stessa gente ha affermato che la Russia “ha permesso” ad Israele di attaccare la Siria, che i russi hanno spento i loro S-300/S-400, ecc., ecc. ecc.

Eppure, in realtà, gli Stati Uniti si sono praticamente arresi, mentre gli israeliani hanno reclamato “centinaia” di sortite. Forse hanno persino colpito alcuni edifici vuoti e quindi non protetti, chi lo sa?

Poi c’è stato il massiccio coro di troll che hanno dichiarato che la Russia avrebbe diviso la Siria. Eppure, nonostante tutti gli argomenti solidi e convincenti (almeno per quelli che non capiscono la Russia o il Medio Oriente), una ad una le varie fortezze dei “terroristi buoni” sono cadute in mano all’esercito siriano. Ora è stata liberata più terra siriana che mai. Per quanto riguarda i turchi, possono sognare una Turchia più grande o creare una sorta di zona di sicurezza/cuscinetto, ma comprendono che non possono farlo se la Russia e la Siria si oppongono entrambe. In effetti, la Turchia ha promesso ufficialmente di rispettare l’integrità territoriale della Siria (si veda qui, in russo)

 

Memorandum di intesa fra la Turchia e la Federazione Russa

In data 22 ottobre 2019 (enfasi aggiunte da me, The Saker)

Il Presidente della Repubblica della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, e il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, si sono accordati sui seguenti punti:

  1. Le due parti ribadiscono il loro impegno a preservare l’unità politica e l’integrità territoriale della Siria e a proteggere la sicurezza nazionale della Turchia.
  2. Sottolineano la loro determinazione a combattere il terrorismo in tutte le sue forme e manifestazioni ed a disarticolare i piani dei separatisti nel territorio siriano.
  3. In questo schema, verrà conservato il presente status quo stabilito nella corrente Operazione Primavera di Pace, che copre l’area fra Tel Abyad e Ras Al Ayn con una profondità di 32 chilometri.
  4. Entrambe le parti riaffermano l’importanza dell’Accordo di Adana. La Federazione Russa faciliterà l’implementazione di quell’accordo nelle presenti circostanze.
  5. A partire dalle ore 12:00 del 23 ottobre 2019, la polizia militare russa e le guardie di frontiera siriane entreranno nel lato siriano del confine turco-siriano, fuori dall’area della Operazione Primavera di Pace, per facilitare la rimozione dei militanti dell’YPG e le loro armi per una profondità di 30 chilometri dal confine turco-siriano, per un tempo massimo di 150 ore. A quel momento, pattuglie congiunte russo-turche inizieranno la sorveglianza ad ovest e ad est dell’area della Operazione Primavera di Pace per una profondità di 10 chilometri, ad eccezione della città di Qamishli.
  6. Tutti i militanti dell’YPG e le loro armi saranno rimossi da Manbij e da tal Rifat.
  7. Entrambe le parti prenderanno adeguate misure per prevenire l’infiltrazione di terroristi.
  8. Saranno lanciati sforzi congiunti per facilitare il rientro, volontario e sicuro, dei rifugiati.
  9. Sarà stabilito un meccanismo di monitoraggio e verifica per sovrintendere e coordinare l’implementazione di questo memorandum.
  10. Le due parti continueranno a lavorare per trovare, all’interno del meccanismo di Astana, una soluzione politica duratura al conflitto siriano e sosterranno l’attività del Comitato Costituzionale.

 

Gli elementi chiave del Memorandum di Intesa sono questi:

  1. Gli Stati Uniti sono fuori, la Russia è dentro
  2. I confini della Siria non possono essere cambiati

Qui potete vedere la conferenza stampa congiunta di Putin ed Erdogan.

Questa è la reazione di uno dei peggiori organi di stampa propagandistici degli anglosionisti in Europa:

“La capitolazione dell’Occidente”.

“La capitolazione dell’Occidente”

Io non posso dire di non essere d’accordo con loro 🙂

Infine, questi “discorsi sulla capitolazione” non vi ricordano qualcos’altro visto recentemente da tutti noi?

Sì, naturalmente, lo “Ні капітуляції” degli Ukronazisti (no alla capitolazione!).

E inoltre, cosa suggerisce con forza tutto questo discorrere di “capitolazione”?

Se questo non è un trionfo della diplomazia russa allora non so cosa potrebbe esserlo!

E, per quelli che non sono d’accordo, permettetemi di porre una domanda retorica:

Se Putin è davvero quel tale perdente che “svende” qualunque cosa e che lavora con/per Israele e per Netanyahu in particolare, se la Russia è così debole e incapace, perché non sono le genti della Russia a denunciare la “capitolazione” ma, invece, sono tutti i nemici della Russia a dare di matto riguardo il capitolare?

***********

Ed ora, dove arriviamo da qui?

In questo momento sono molto cautamente ottimista poiché c’è una bella differenza fra la Russia e gli Stati Uniti: questi ultimi hanno bisogno di guerre continue semplicemente per poter sopravvivere, mentre la Russia ha bisogno della pace per rifiorire. Ora che i russi sono l’attore principale in Medio Oriente (beh, con gli iraniani, naturalmente), essi useranno il fatto di avere buone relazioni con tutti, inclusi gli (ex?) nemici come l’Arabia Saudita o gli Emirati Arabi Uniti.

Ovviamente, non ci sarà pace fra Israele ed il resto del Medio Oriente, non fosse soltanto perché, per la sua vera natura, Israele è una minaccia mortale per ogni nazione della regione, perfino per quelle che, oggi, collaborano entusiasti con esso (come l’Arabia Saudita). L’unico modo per il sofferente, da tanto tempo, Medio Oriente di poter tornare finalmente a vivere di nuovo in pace sarebbe che “il regime sionista di occupazione di Gerusalemme svanisca dall’arena del tempo” per usare le famose, e spesso mal tradotte, parole dell’Ayatollah Khomeini. Anche l’attuale Guida Suprema iraniana ha specificato chiaramente il solo modo in cui la questione palestinese possa essere risolta e la pace possa essere raggiunta in Medio Oriente:

La proposta della Repubblica Islamica per aiutare a risolvere  la questione palestinese e per rimarginare questa vecchia ferita è una chiara e logica iniziativa, già presentata in dettaglio, basata su concetti politici accettati dalla pubblica opinione mondiale. Noi non suggeriamo di lanciare una guerra classica con gli eserciti delle nazioni musulmane, e neppure di gettare in mare gli immigrati ebrei o di far mediare le Nazioni Unite o altre organizzazioni internazionali. Noi proponiamo di tenere un referendum con [la partecipazione della] nazione palestinese. La nazione palestinese ha il diritto, come qualsiasi altra nazione, di determinare il proprio destino e di eleggere il sistema di governo del paese.

Entrambi i leader iraniani hanno assolutamente ragione. Non ci sarà mai pace nella regione finché il folle regime razzista, che ha solo disprezzo per il resto del pianeta, continua il suo genocidio al rallentatore della popolazione indigena della Palestina.

Nel frattempo, ora che Russia, Iran, gli Houthi, gli Hezbollah, le forze sciite irachene hanno con successo mostrato la porta di uscita dalla Siria allo Zio Shmuel l’ultimo piano israeliano (forse il piano “Z”) è adesso collassato insieme ad ogni speranza di creare un Kurdistan indipendente.

Israele non è in condizione di poter sconfiggere una tale coalizione, secondo me neanche gli Stati Uniti ne sarebbero capaci, nonostante essi potrebbero benissimo fare un bagno di sangue (proprio come fecero gli israeliani nel 2006).

Di tutti i collassi strategici a cui abbiamo assistito durante le presidenze di Obama e di Trump, la perdita di influenza in Medio Oriente è probabilmente il più grande. Questo è uno sviluppo positivo per la regione e per il mondo. Adesso speriamo che chiunque entri nella Casa Bianca nel 2020 capisca che ormai la frittata è fatta, e non cerchi di “rendere l’Impero di nuovo grande” invertendo questa rotta, poiché qualunque tentativo del genere si risolverebbe in una grande guerra regionale.

Il Saker

 

P.S.: questo è un video dei “migliori militari della storia” trattati a pesci in faccia e sassate dai curdi disgustati mentre le forze statunitensi evacuano in tutta fretta. Dice tutto ciò che c’è da sapere, no? Apprezzate l’amore 😉

Sembra che lo stesso sentimento sia condiviso dagli iracheni che stanno adesso cercando delle vie legali per dare finalmente un calcio allo Zio Shmuel, vedete qui [in inglese].

Anche qui apprezzate l’amore, il rispetto e la (mancanza di) paura 🙂

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Articolo del Saker pubblicata su The Saker il 23 ottobre 2019
Traduzione in italiano di Raffaele Ucci, Elvia Politi, Fabio_san, Eros Zagaglia per SakerItalia

[le note in questo formato sono dei traduttori]

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