Donald Trump dovrebbe seguire il suo istinto e chiudere l’accordo con Vladimir Putin per porre fine alla guerra in Siria, in modo che USA e Russia possano cominciare a combattere insieme il terrorismo jihadista.

 

Dal momento che Donald Trump eredita da Barack Obama una cornucopia di problemi in politica estera, un settore in cui potrebbe ottenere subito dei rapidi risultati – se si fiderà del suo istinto – è il Medio Oriente.

Il lascito combinato delle amministrazioni di George W. Bush e di Barack Obama è un totale fracasso della politica americana in Medio Oriente.

L’Iraq e la Libia sono stati distrutti. L’ISIS ed Al-Qaeda sono più forti che mai. La Siria è sconvolta dalla guerra.

In mezzo a questo caos la politica americana non ha assolutamente alcun senso. E la ragione di ciò sta nel fatto che essa è stata guidata dall’unica, maniacale ossessione di operare un regime-change in Siria.

Ogni iniziativa diplomatica per porre fine alla guerra in Siria si è infranta contro lo scoglio di questa ossessione, poiché gli USA hanno sempre posto come precondizione per un qualsiasi accordo la deposizione del Presidente Siriano Assad.

Il risultato è stato solo di prolungare e intensificare la guerra, dato che i nemici regionali del Presidente Assad – innanzitutto Arabia Saudita e Qatar, ma anche Turchia e Israele – hanno sfruttato l’insistenza americana sulla sua destituzione come copertura per portare avanti nel frattempo i propri tentativi di rovesciarlo.

Dal momento che il Presidente Siriano gode del fedele appoggio dell’esercito e dell’amministrazione statale e – come confermato da tutti i sondaggi di osservatori indipendenti – di quello della maggioranza del suo popolo, tutto ciò ha significato semplicemente un inasprimento costante della guerra.

Non si tratta solo di un disastro per la Siria ed il suo popolo, ma di un vero e proprio allevamento di serpi, dato che gruppi violenti di estremisti e fanatici jihadisti – in primis Al-Qaeda e ISIS – si sono riversati in Siria da ogni parte come su una calamita, organizzandosi in una forza incredibilmente potente che minaccia di farne un santuario per esportare il terrorismo jihadista ovunque nel mondo.

Ciò che ha aggravato il fallimento, al punto da farne una vera e propria catastrofe, è che invece di far marcia indietro e rivedere la propria strategia alla luce di questi fatti, gli USA hanno raddoppiato la posta e si sono uniti ai nemici del Presidente Assad nel loro intento di rovesciarlo.

Questo ha creato la situazione disastrosa per cui gli USA, mentre pretendono da un lato di star combattendo Al-Qaeda e l’ISIS in Iraq e Afghanistan, dall’altro sono di fatto loro alleati in Siria.

Tutto ciò mentre gli USA continuano giustamente ad incolpare Al-Qaeda per gli attacchi terroristici dell’11 Settembre – che resta di gran lunga il peggior attacco armato condotto da stranieri sul territorio degli Stati Uniti continentali dalla guerra del 1812.

Peggio ancora: l’ossessione per il regime-change in Siria ha portato gli USA ad un confronto diretto con la Russia. Laddove i Russi hanno ripetutamente cercato la collaborazione americana nella lotta al terrorismo jihadista in Siria ed altrove, gli USA non solo hanno rifiutato sdegnosamente le loro offerte, ma in Ottobre si sono ritrovati addirittura ad un cataclismico vicolo cieco militare con essi [in inglese], nel quale si sono dovuti infine tirare indietro [in inglese].

Lungi dall’imparare la lezione da questi disastri, Hillary Clinton ha addirittura cercato di rilanciare.

Mentre la situazione richiederebbe urgentemente un ripensamento e la collaborazione con la Russia – come un esperto ex-ufficiale Britannico ha recentemente sottolineato [in inglese] – tutti i discorsi della Clinton e del suo entourage hanno riguardato la creazione di “zone sicure”, “no-fly-zone” ed ancora più supporto per quelli che lei chiama i “ribelli moderati” (in realtà jihadisti affiliati ad Al-Qaeda e ISIS), ed ancora più scontro con Siria e Russia.

Donald Trump, al contrario, ha perlomeno mostrato di capire la follia di questa politica. Ha ventilato la possibilità di collaborare con la Russia nella lotta contro Al-Qaeda e ISIS, ed ha espresso scetticismo circa l’ossessione maniacale della deposizione del Presidente Assad.

Ciò che il Presidente Trump deve fare adesso – e deve farlo in fretta – è riprendere da dove il Segretario di Stato Kerry ha lasciato a Settembre, e siglare l’accordo sul tavolo con i Russi per porre fine alla guerra in Siria, così che USA e Russia possano riappacificarsi e combattere insieme Al-Qaeda e ISIS.

Ciò implica accettare che il Presidente Assad rimarrà al suo posto, e che saranno i Siriani – e nessun altro – a decidere se egli rimarrà o no il loro leader, tramite elezioni regolarmente supervisionate, da svolgersi dopo che i Siriani stessi si saranno accordati su di una nuova costituzione tramite un vero ed aperto processo negoziale.

Ovviamente, ciò significherà anche far piazza pulita degli oltranzisti Neocon che attualmente infestano il Dipartimento di Stato, il Pentagono, la CIA e vari “pensatoi” e ONG, la cui voce si è fatta ormai assordante sui media occidentali.

Ad ogni modo, il Presidente Trump ha una ragione convincente da far valere: il Presidente Assad non è una “chiara ed impellente minaccia” per gli USA, mentre Al-Qaeda e ISIS lo sono eccome. Gli Americani in queste elezioni hanno dimostrato di capirlo e di non condividere affatto le fantasie geopolitiche che ossessionano tanta parte delle élite USA. Se il Presidente Trump si atterrà a questa linea, avrà con sé il popolo americano.

L’istinto di Trump su tutta questa questione è chiaro e determinato, ed ha perfettamente senso sul piano politico. Se gli USA e la Russia si metteranno sinceramente d’accordo e lavoreranno insieme contro il terrorismo jihadista in Iraq e Siria, allora sono destinati a prevalere, data la loro enorme potenza, e pure rapidamente.

Se il Presidente Eletto Trump seguirà il suo istinto senza soccombere alle minacce ed alle lusinghe degli oltranzisti Neocon – che sicuramente ci saranno – allora avrà assicurato alla sua presidenza un solido inizio.

Ora tocca a lui cogliere l’occasione.

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 Articolo di Alexander Mercouris pubblicato su The Duran il 9 novembre 2016

Traduzione in italiano a cura di Jacobus per SakerItalia.it