Quando ho parlato [in inglese] della fuga di notizie riguardante il rapporto “Integrity Initiative” del 2018/19, che rivelava la portata della guerra di propaganda del Regno Unito contro la Russia, non pensavo potesse essere più organizzata e coordinata di quanto lo era. Coinvolgendo centinaia di giornalisti e accademici di tutto il mondo per diffondere disinformazione sulla Russia, e dipingere questo Paese nel modo più negativo possibile sui media mainstream, la campagna finanziata dal governo inglese era una sofisticatissima guerra di informazione. Ma ora nel 2020 stiamo ancora scoprendo la vera portata dell’influenza del governo occidentale sulla narrativa promossa dai media mainstream. E la nostra “democrazia” non ne esce bene.

L’8 settembre il gruppo hacker Anonymous ha pubblicato [in inglese] delle scioccanti rivelazioni su com’è stata condotta una campagna concertata e organizzata a sostegno dei ribelli anti-governativi in Siria. Una serie di documenti fa riferimento alla ONG ARK, che, sebbene si definisca una organizzazione umanitaria, funge di fatto da veicolo per i cambi di regime guidati dall’Occidente. In un documento [in inglese] si legge:

“Fin dal 2012 l’ARK è stata focalizzata nel fornire una programmazione per la Siria altamente efficace e sensibile dal punto di vista politico e del conflitto, per i governi di Regno Unito, Stati Uniti, Danimarca, Canada, Giappone e Unione Europea”.

Questa è un’immagine diversa da quella dichiarata nella missione del loro sito:

“L’ARK è stata creata per dare assistenza ai più vulnerabili, in particolare ai rifugiati, agli sfollati e ai colpiti da conflitti e instabilità”.

Suona adorabile, vero? Ma questa organizzazione è tutt’altro che caritatevole. Negli ultimi anni ha ricevuto 66 milioni di dollari dai governi occidentali per guidare il cambio di regime in Siria. Vanta relazioni con i membri dell’opposizione siriana costruite nel “corso degli anni”, e noi sappiamo che risalgono al 2011, se non prima, dato che nei documenti si legge che “lo staff ARK è in contatto regolare con gli attivisti e gli attori della società civile che hanno inizialmente incontrato durante le proteste scoppiate nella primavera 2011”.

L’ARK ha anche un pacchetto di campagna di propaganda per i media siriani. Nei documenti si discute il modo migliore per raggiungere il pubblico siriano per promuovere la narrativa del cambio di regime, come si legge, con successo, su media digitali come Facebook ma anche attraverso media radiotelevisivi. Se mai ci fosse bisogno della prova che i media mainstream siano assoldati, eccola:

“Per raggiungere una forte presenza digitale, ARK/Accadian ricorrerà alle sua relazioni in essere con le testate media… utilizzando le reti e i contatti esistenti, ARK/Accadian punterà sui network TV satellitari (Orient TV, Souria al-Shaab, Souria al-Ghad, Barada), sulle reti arabe e sui principali canali internazionali”.

Ciò che è straordinario è l’uso ripetuto della parola “indipendente” per descrive i media promossi da ARK. Gli autori sono chiaramente e beatamente inconsapevoli del fatto che, interferendo nei media di questo Stato sovrano per promuovere il rovesciamento del governo, difficilmente tali media si potranno definire “indipendenti”, ma possono piuttosto essere considerati un braccio dello Stato britanno e dei suoi specifici scopi e obiettivi politici. Nel documento si legge:

“Da quando ha cominciato a formare giornalisti locali nel 2012, come parte delle azioni di sviluppo professionale del governo britannico di due indipendenti e autosufficienti testate giornalistiche locali siriane, l’ARK ha formato più di 200 giornalisti, ed è stata fondamentale nell’apportare il contributo multi-donatore e sviluppare delle piattaforme mediatiche in Siria, mantenendo stretti legami con queste strutture”.

Vanta di aver prodotto più di 2000 notizie per vari canali mainstream arabi, tra cui Orient, Al Arabiya, Al Jazeera e Sky Arabic, che afferma vengono “trasmesse quasi ogni giorno”. Alcune delle frasi sono delle vere e proprie ammissioni di propaganda [in inglese]:

“L’ARK ha agevolato anche il contatto tra opposizione siriana e media internazionali, cercando di affrontare la percezione di un’opposizione non coordinata e promuovendo l’immagine di un fronte unito”.

E’ straordinaria la totale faccia di bronzo con cui questo autore scrive di manipolare il pubblico siriano attraverso la propaganda. Ha l’obiettivo dichiarato di creare l’impressione di un’opposizione siriana unita, cosa che ovviamente non è mai stata.

Questi documenti contrastano con quanto il governo britannico scrive sul suo sito web [in inglese] su “ciò che sta facendo in Siria”. Lì ci viene detto che il coinvolgimento britannico è limitato all’aiuto umanitario poiché “nel 2012 ha sospeso tutti i servizi dell’ambasciata britannica a Damasco e ha ritirato tutto il personale diplomatico dalla Siria”. L’hackeraggio di Anonymous dimostra che non è lontanamente la verità. C’è stato chiaramente un considerevole coinvolgimento britannico nel promuovere il cambio di regime in Siria. Se non fosse stato per questi documenti trapelati, i contribuenti britannici rimarrebbero completamente all’oscuro di che tipo di ingerenza straniera viene perpetrata in loro nome.

Per avere un’analisi e un contesto più dettagliati sui documenti trapelati, potete consultare l’articolo di Ben Norton sul sito GrayZone [in inglese].

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Articolo di Johanna Ross pubblicato su InfoBrics il 25 settembre 2020
Traduzione in italiano a cura di Elvia Politi per Saker Italia.


[I commenti in questo formato sono del traduttore]


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