Quella in Yemen è una guerra virtualmente dimenticata, che imperversa su vasta scala da oltre tre anni, devastando il paese e la sua gente, e le canaglie media le hanno dato una copertura limitata – i “notiziari” televisivi degli Stati Uniti praticamente non ne parlano affatto.

Washington è in guerra contro lo Yemen dai tempi del regime Bush/Cheney senza dichiararlo. La maggior parte degli americani sa poco o niente di quello che sta succedendo da molti anni dopo l’11 Settembre: la guerra coi droni si è intensificata fino ad arrivare ai bombardamenti terroristici guidati dai sauditi e orchestrati dagli Stati Uniti.

Un medico yemenita ha detto quanto segue: “I missili che ci uccidono, sono fatti dagli americani. Gli aerei che ci uccidono, sono fatti dagli americani. I carri armati… fatti in America. Tu mi dici, dov’è l’America? L’America è dappertutto”.

Lo stesso vale per la Gran Bretagna, un altro importante fornitore di armi e munizioni per l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti e altri regimi dispotici regionali.

La crisi del colera dello scorso anno nello Yemen ha colpito oltre un milione di persone, tra cui almeno 600.000 bambini – la diffusione più rapida della malattia nella storia moderna.

La devastante aggressione pianificata dagli Stati Uniti, guidata dai sauditi, impedisce l’accesso ad assistenza sanitaria, cibo sufficiente, acqua pulita e altri elementi essenziali alla vita e al benessere all’80% della popolazione, alimentando l’epidemia e altre malattie.

Secondo l’ONU, l’epidemia di colera del 2017 ha colpito 21 delle 22 province yemenite, oltre il 90% del territorio del paese.

L’ONG Save the Children ha detto che gli yemeniti sono minacciati da un’altra grave epidemia di colera – i caldi mesi estivi sono ideali per la sua diffusione, specialmente con la guerra in corso.

Nella prima settimana di luglio sono stati segnalati 3.000 nuovi casi di colera, il più alto totale settimanale di quest’anno, finora.

L’Amministratore Delegato di Save the Children Helle Thorning-Schmidt ha avvertito del pericolo, dicendo che “Il colera potrebbe diffondersi a macchia d’olio nello Yemen, potenzialmente infettando migliaia di bambini e sopraffacendo completamente un sistema sanitario già compromesso”.

“Molti ospedali sono stati ridotti in macerie e quelli che sono ancora in piedi funzionano a malapena. I medici non sono stati pagati, le farmacie sono sottosopra e le interruzioni di corrente avvengono costantemente”.

Oltre l’80% degli yemeniti dipende dagli aiuti per sopravvivere, sono disponibili solo somme inadeguate. La malnutrizione è dilagante. La carestia perseguita il paese, le vite di milioni di persone sono a rischio in condizioni di conflitto senza fine.

La città portuale di Al-Hudayda potrebbe diventare il punto zero per un’altra massiccia epidemia di colera se le forze saudite/degli Emirati Arabi Uniti la cattureranno, consentendo loro di impedire alla maggior parte degli aiuti di entrare nel paese, comprese le forniture mediche di vitale importanza.

La Dott.ssa Mariam Aldogani in città ha avvertito di un altro grave focolaio di colera, dicendo che il numero di casi sta “aumentando di giorno in giorno”, aggiungendo:

“Le condizioni attuali indicano che potrebbe essere difficile mantenere il numero di casi sotto controllo. La clorazione dell’acqua non è una soluzione duratura”.

“Il caldo estivo è implacabile. C’è spazzatura lungo le strade, e il sistema sanitario è al collasso”.

Nel suo quarto anno, l’aggressione guidata dai sauditi continua senza freni – col pieno sostegno e incoraggiamento da parte degli Stati Uniti/Regno Unito, che forniscono al regno armi e munizioni, intelligence, aiuto logistico e con l’acquisizione degli obiettivi.

Milioni di bambini yemeniti malnutriti stanno lentamente morendo di fame. A metà giugno, Medici senza Frontiere (MSF) ha segnalato che il suo “centro per il trattamento del colera di nuova costruzione” ad Abs, nello Yemen, è stato bombardato dai sauditi.

All’epoca era vuoto, non ci sono state vittime. I contrassegni sul tetto indicavano chiaramente una struttura sanitaria. Ora è “non usufruibile”.

I regimi di Trump o di Theresa May probabilmente hanno scelto di distruggere la struttura di proposito, probabilmente fornendo le coordinate ai sauditi per bombardarla.

MSF ha fermato le sue attività nell’area “fino a quando la sicurezza del suo personale e dei pazienti non sarà garantita” – non è possibile finché continuerà l’aggressione allo Yemen.

Il capo missione di MSF nello Yemen Joao Martins ha rilasciato la seguente dichiarazione a seguito dell’incidente, dicendo:

L’attacco “ad un centro per il trattamento del colera di MSF (CTC) da parte della coalizione guidata da Emirati e Arabia Saudita (SELC) mostra totale mancanza di rispetto per le strutture mediche e i pazienti”, definendola “assolutamente inaccettabile”, aggiungendo:

“L’edificio era chiaramente contrassegnato come una struttura sanitaria e le sue coordinate erano condivise con la SELC. Con solo la metà delle strutture sanitarie in Yemen perfettamente funzionanti, quasi 10 milioni di persone in condizioni gravi e un’epidemia di colera, il CTC era stato costruito per salvare vite umane. MSF ha temporaneamente congelato le sue attività ad Abs fino a quando la sicurezza del suo personale e dei pazienti non verrà garantita”.

L’attacco alla struttura faceva parte di una campagna orchestrata dagli Stati Uniti per impedire l’accesso da parte degli yemeniti all’assistenza sanitaria di base, mentre la guerra devastava il paese e il loro benessere.

Il senatore Chris Murphy, che si oppone alla guerra in corso nello Yemen, l’11 giugno ha twittato:

“La guerra nello Yemen sta andando fuori controllo. La coalizione saudita/degli Emirati Arabi Uniti/degli Stati Uniti ha bombardato oggi uno stabilimento per il trattamento del colera di Medici senza Frontiere”.

“Lasciate che ve lo ripeta: gli Stati Uniti hanno aiutato a bombardare UN CENTRO PER IL TRATTAMENTO DEL COLERA DI MEDICI SENZA FRONTERE”.

Da quando la guerra orchestrata dal regime di Obama è iniziata nel marzo 2015, i bombardamenti terroristici guidati dai sauditi continuano a colpire aree residenziali, ospedali, scuole, campi profughi, aree di stoccaggio di alimenti, moschee, mercati e altri siti non militari: crimini contro la pace, massacri di civili a sangue freddo, atrocità commesse con impunità.

Aggressione senza fine, malnutrizione, fame e malattie perseguitano senza sosta il popolo yemenita.

Un’altra epidemia di colera causerà una maggiore sofferenza umana – aggravando le condizioni della crisi umanitaria più grave del mondo.

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Articolo di Stephen Lendman pubblicato sul suo sito il 29 luglio 2018.
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per SakerItalia.

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