Molte persone sembrano aver perso il filo quando si tratta di armi nucleari. Pensano che queste siano come altre armi, e che sono progettate per essere usate in guerra. Ma questa è pura inerzia mentale. Considerando tutte le prove disponibili, le armi nucleari sono anti-armi, progettate per impedire che altre armi, nucleari o meno, vengano utilizzate. In essenza, se utilizzate correttamente, le armi nucleari sono dispositivi di soppressione della guerra. Naturalmente, se usate in modo non corretto, rappresentano un grave rischio per tutta la vita sulla Terra. Ci sono anche altri rischi per tutta la vita sulla Terra, come il galoppante riscaldamento globale dovuto all’illimitata combustione degli idrocarburi; forse abbiamo bisogno di inventare un’arma o due per impedire anche quella.

Alcune persone hanno la sensazione che la mera esistenza di armi nucleari garantisca che queste saranno usate, poiché vari Paesi che ne sono dotati sono in extremis dal punto di vista finanziario, economico e politico. Come “prova”, tirano fuori il principio drammaturgico della Pistola di Cechov. Anton Cechov scrisse: “Если вы говорите в первой главе, что на стене висит ружье, во второй или третьей главе оно должно непременно выстрелить. А если не будет стрелять, не должно и висеть.»” [“Se nell’Atto I dite che c’è una pistola appesa al muro, allora è obbligatorio che nell’Atto II o III questa faccia fuoco. E se non spara, allora innanzitutto non avrebbe dovuto essere appesa lì.”]

E se sottolineate che stiamo parlando di strategia militare e di geopolitica, non di teatro, allora citeranno i versi di Shakespeare “All the world’s a stage, And all the men and women merely players; They have their exits and their entrances…”[“Tutto il mondo è un palcoscenico, E tutti gli uomini e le donne semplici attori ; Essi hanno le loro uscite e le loro entrate…”] e credono che questo equivalga a un QED. Adesso, io mi trovo a concordare in toto con Čechov, quando si tratta di drammaturgia, e sono d’accordo anche col Bardo, posto che definiamo “il mondo” come “il mondo del teatro,” dal quale il mondo della geopolitica e quello della fisica nucleare differiscono entrambi in modo sostanziale.

Lasciate che ve lo spieghi in termini comprensibili a un esperto di arte drammatica. Se c’è una bomba nucleare appesa al muro nell’Atto I, allora ci saranno buone possibilità che continuerà a restare appesa a quel muro finché cala il sipario. Nel frattempo, non importa quante altre armi sono presenti sul palco durante lo spettacolo, potete essere sicuri che nessuna altra arma verrà usata. O forse saranno utilizzate, ma in quel caso tutto il pubblico sarà morto, e a quel punto dovreste sicuramente chiedere che vi restituiscano i soldi perché voi avevate pagato l’ingresso a uno spettacolo per famiglie.

Per tornare al mondo reale, è difficile mettere in discussione il fatto che le armi nucleari non siano state utili come deterrenti contro la guerra, sia convenzionale che nucleare. Quando gli americani hanno sganciato le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, lo hanno fatto perché potevano farlo in totale impunità. Se il Giappone, o un suo alleato, in quel momento fosse stato in possesso di armi nucleari, questi attacchi non avrebbero avuto luogo.  C’è una corrente d’opinione considerevole secondo cui gli americani non hanno sganciato bombe atomiche sul Giappone per assicurarsi la vittoria (i giapponesi si sarebbero arresi in ogni caso) ma per mandare un messaggio a Iosif Stalin. Stalin ricevette il messaggio, e gli scienziati e gli ingegneri sovietici si misero al lavoro.

C’è stato un periodo disagiato, prima che l’URSS testasse con successo la sua prima bomba atomica, in cui gli americani stavano seriamente pianificando di distruggere tutte le più grandi città sovietiche mediante un attacco nucleare, ma misero questi piani da parte perché calcolarono che in quel momento non avevano abbastanza bombe atomiche da impedire all’Armata Rossa di conquistare tutta l’Europa Occidentale in ritorsione. Ma il 29 agosto 1949, quando l’URSS sperimentò la sua prima bomba atomica, questi piani vennero messi da parte—non proprio in modo permanente, come si vedrà più avanti—perché anche una sola esplosione nucleare come risultato di una risposta sovietica a un primo attacco americano, spazzando via, diciamo New York, o Washington, sarebbe stato un prezzo troppo alto da pagare per la distruzione della Russia.

Da quel momento—per tutto il tempo, a parte che per un periodo compreso tra il 2002 e il 4 marzo 2018—l’abilità delle armi nucleari di fungere da deterrente contro l’aggressione militare non era mai stata messa in discussione. Ci sono stati dei momenti difficili nel corso degli anni, ma sono stati gestiti con successo. Gli americani pensarono che fosse il caso di minacciare l’URSS schierando missili nucleari in Turchia; come risposta, l’URSS piazzò missili nucleari a Cuba. Gli americani pensarono che ciò non fosse corretto, e il risultato fu la Crisi dei Missili di Cuba. Alla fine gli americani vennero costretti a tirarsi indietro in Turchia, e i sovietici si tirarono indietro a Cuba. Un’altra minaccia al potere di deterrenza delle armi nucleari fu lo sviluppo delle armi anti-balistiche che potevano abbattere missili a testata nucleare (solo quelli balistici; ne parliamo meglio più avanti). Ma si riconobbe da più parti che questa non fosse una cosa buona, e un importante passo avanti venne fatto nel 1972, quando gli USA e l’URSS siglarono il Trattato sui Missili Anti-Balistici (Trattato ABM).

In tutto questo periodo, il principio che mantenne la pace fu quello della Mutual Assured Destruction [Mutua Distruzione Assicurata]: nessuna parte avrebbe provocato l’altra al punto dal lanciare un attacco nucleare, perché una mossa di questo genere sarebbe stata un suicidio garantito. Le due parti si limitarono a combattere una serie di guerre per delega in vari Paesi del mondo, che era molto peggio, ma non c’era pericolo che queste guerre per delega esplodessero in una conflagrazione nucleare su vasta scala.

Nel frattempo, tutti provavano a contrastare la proliferazione nucleare, impedendo che altri paesi ottenessero accesso alla tecnologia delle armi nucleari—con successo limitato. I casi in cui questi sforzi hanno fallito testimoniano dell’effettivo valore di deterrenza delle armi nucleari. L’iracheno Saddam Hussein non aveva nessuna “arma di distruzione di massa” ed è finito impiccato. Il libico Muammar Gheddafi rinunciò volontariamente al proprio programma nucleare, e finì torturato a morte.

Ma il Pakistan riuscì ad acquisire armi nucleari, e il risultato fu che i suoi rapporti con l’India, sua tradizionale nemesi, sono diventati molto più gentili e collaborativi, al punto che a giugno 2017 entrambe sono diventate membri a pieno titolo della Shanghai Cooperation Organization, assieme a Cina, Russia e altre nazioni orientali. E successivamente la Corea del nord fatto alcuni passi in avanti riguardo alle bombe nucleari e ai missili balistici, ottenendo che gli Stati Uniti rivedessero il proprio posizionamento e le loro futili minacce contro di essa, mentre la Corea del Sud ha espresso un certo rinnovato rispetto per il proprio vicino del nord e adesso cerca un ravvicinamento.

Nel 2002 la prospettiva della continua deterrenza nucleare attraversò un’importante crisi quando gli Stati Uniti si ritirarono dal trattato ABM. La Russia protestò per questa mosse, e promise una risposta asimmetrica. I funzionari americani ignorarono questa protesta, pensando erroneamente che la Russia fosse finita come potenza nucleare. Da allora, gli Americani hanno speso prodigiose somme di denaro—per costruire un sistema di difesa antimissile. Il loro obiettivo era semplice: rendere possibile il lancio di un primo attacco contro la Russia, distruggendo gran parte del suo arsenale nucleare; quindi usare i nuovi sistemi americani ABM per distruggere qualunque cosa la Russia riuscisse a lanciare in risposta. Il 2 febbraio 2018, gli Americani decisero di essere pronti, e rilasciarono una Revisione del loro Posizionamento sulle Armi Nucleari nel quale si riservavano esplicitamente il diritto di usare armi nucleari per impedire che la Russia usasse il proprio deterrente nucleare.

E quindi, due giorni fa, il tutto è giunto al lieto fine quando Vladimir Putin ha tenuto un discorso nel corso del quale ha svelato svariati nuovi sistemi d’arma che negano completamente il valore dello scudo di difesa antimissile statunitense—tra le altre cose. Questa è stata la risposta che i russi avevano promesso di dare quando gli USA si ritirarono dal trattato ABM nel 2002. Adesso, 16 anni dopo, sono state mantenute. La Russia si è riarmata con nuove armi che hanno reso il trattato ABM del tutto irrilevante.

Il trattato ABM riguardava i missili balistici—quelli che sono spinti da razzi che portano il missile a una velocità prossima a quella di fuga. Dopodiché il missile segue una traiettoria balistica—esattamente come un proiettile d’artiglieria o una pallottola. Questo rende il suo percorso facile da calcolare e il missile facile da intercettare. Il sistema missilistico statunitense si basa sull’abilità di vedere il missile sul radar, calcolare la sua posizione, direzione e velocità, e lanciare un missile come risposta in in modo tale che le due traiettorie si intersechino. Quando si incrociano, il missile intercettore viene fatto detonare, sopraffacendo il missile attaccante.

Nessuna delle nuove armi russe segue traiettorie balistiche. Il nuovo Sarmat è un ICBM (Missile Balistico Inter-Continentale) meno la “B”—manovra nel corso del suo percorso in volo e può attraversare l’atmosfera anziché uscirne fuori, ha una fase di boost breve, che ne rende difficoltosa l’intercettazione dopo il lancio. Ha una portata sufficiente a percorrere traiettorie arbitrarie intorno al pianeta — sopra il polo sud, per esempio — per raggiungere qualunque punto sulla Terra.  E trasporta molteplici veicoli manovrabili ipersonici di rientro con esplosivo nucleare che nessun sistema missilistico esistente o in sviluppo può intercettare.

Tra le altre nuove armi rivelate il 4 marzo c’era un missile di crociera a propulsione nucleare che ha portata virtualmente illimitata e un drone sottomarino anch’esso a combustibile nucleare che può scendere a profondità molto maggiori di qualunque sommergibile esistente e si muove più velocemente di qualunque altra imbarcazione. Nello show c’era anche un cannone laser mobile, del quale si sa molto poco, che potrebbe tornare utile quando si tratterà di friggere satelliti militari. Tutto quanto si basa si principi fisici mai utilizzati in precedenza. Tutto ha passato la fase di sperimentazione e sta entrando in produzione; uno è già utilizzato in servizio attivo di combattimento nelle forze armate russe.

I russi oggi sono giustamente orgogliosamente dei loro scienziati, ingegneri e soldati. Il loro paese è di nuovo al sicuro: gli americani sono stati fermati nel loro percorso, il loro nuovo Posizionamento Nucleare adesso appare come un caso di lordosi grave . Questo genere di orgoglio è più importante di quanto possa sembrare. I sistemi d’arma nucleari sono un po’ come le caratteristiche sessuali secondarie degli animali: come la coda del pavone, le corna del cervo o la criniera del leone, indicano la salute e il vigore dell’individuo che ha parecchia energia disponibile ad essere spesa per accessori vistosi.

Per essere capaci di mettere in campo un missile da crociera ipersonico a propulsione nucleare con range illimitato, un Paese deve avere una comunità scientifica in salute, molti ingegneri di grandi capacità, militari professionisti ben addestrati e servizi di sicurezza competenti, in grado di mantenere il segreto su tutto quanto, assieme a un’economia industriale abbastanza potente e diversificata da fornire tutti i necessari materiali, processi e componenti senza fare alcun affidamento sulle importazioni. Adesso la corsa agli armamenti è finita, queste nuove capacità e questa sicurezza possono essere volte a scopi civili.

Finora, le reazioni occidentali al discorso di Putin hanno seguito molto da vicino la non-logica dei sogni che Sigmund Freud spiegava usando questa storiella:

1. Non ho mai preso in prestito un bollitore da te
2. Te l’ho restituito intero
3. Era già rotto quando l’ho ricevuto in prestito da te.

Un esempio più comune sono le scuse di un bambino per non aver fatto un compito a casa: l’ho perso; se l’è mangiato il mio cane; non sapevo che era stato assegnato.
In questo caso, i commentatori occidentali ci hanno offerto quanto segue:

1. Queste armi non ci sono, Putin sta bluffando
2. Queste armi esistono ma non funzionano davvero
3.Queste armi funzionano e questo è l’inizio di una nuova corsa agli armamenti nucleari

Prendiamole in considerazione una alla volta:

1. Putin non è noto per bluffare, anzi è noto per fare esattamente quello che dice di voler fare. Ha annunciato che la Russia avrebbe dato una risposta asimmetrica al ritiro degli Stati Uniti dal trattato ABM; e adesso ha risposto.

2. Queste armi sono una continuazione degli sviluppi che già esistevano in URSS 30 anni fa ma che erano stati messi in naftalina fino al 2002.Quello che è cambiato da allora è stato lo sviluppo di nuovi materiali, che rende possibile la costruzione di veicoli che volano sopra Mach 10, con la loro superficie che si riscalda fino a 2000°C, e naturalmente sostanziali miglioramenti nella microelettronica, nelle comunicazioni e nell’intelligenza artificiale. La dichiarazione di Putin che i nuovi sistemi d’arma stanno per andare in produzione è un ordine: stanno per andare in produzione.

3. La maggior parte del discorso di Putin non ha affatto riguardato argomenti di natura militare. Si è parlato di cose come aumenti salariali, strade, ospedali e cliniche, asili, nidi, pensionamenti anticipati, disponibilità di case per le giovani famiglie, razionalizzare la legislazione per le piccole imprese, ecc. Questo sarà il focus del governo russo per i prossimi sei anni: migliorare sensibilmente gli standard i vita della popolazione. Il problema militare è già stato risolto, la corsa agli armamenti è stata vinta, e il budget per la difesa della Russia è stato ridotto, non aumentato.

Un’altra corrente di pensiero in Occidente era che Putin abbia svelato queste nuove armi, che erano state in sviluppo per almeno 16 anni, come parte della sua campagna per la rielezione (elezioni del 18 marzo). Questo è assurdo. Putin aveva la vittoria assicurata perché la grande maggioranza dei russi approva la sua leadership. Le elezioni sono state più o meno una gara per il secondo posto tra i Liberal Democratici, guidati dal vecchio cavallo da guerra Vladimir Zhirinovsky, e i Comunisti, che hanno candidato un uomo d’affari e oligarca non comunista Pavel Grudinin, che si è immediatamente squalificato quando ha mancato di rendere pubblici i suoi conti in banche estere ed altre scorrettezze e che adesso sembra essersi andato a nascondere. Quindi, i Comunisti, per i quali era previsto il secondo posto, si sono bruciati e Zhirinovsky con ogni probabilità sarà il secondo. Se agli americani non piace Putin, sicuramente Zhirinosky gli piacerebbe ancora meno. Putin è pragmatico ed ambivalente riguardo ai “nostri partner occidentali”, come gli piace chiamarli.  Zhirinovsky, d’altro canto, è piuttosto vendicativo, e sembra desiderare di infliggere loro dolore.

Allo stesso tempo, adesso c’è un comitato, composto di uomini e donne dall’aspetto molto serio, che sono incaricati di controllare ed ostacolare le interferenze americane nella politica russa. Sembra estremamente improbabile che la CIA, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e i soliti noti saranno in grado di farla franca in molti ambiti in Russia. L’era delle rivoluzioni colorate è finita, e il treno del cambio di regime è partito… all’indietro verso Washington, dove c’è la possibilità che Trump venga detronizzato in stile ucraino.

Un altro modo per guardare alla reazione occidentale alle nuove armi della Russia è usare gli stadi del lutto di Elizabeth Kübler-Ross. Abbiamo già visto la negazione (Putin sta bluffando; le armi non funzionano) e l’inizio della rabbia (nuova corsa agli armamenti). Dovremmo attendere un altro po’ di rabbia prima di spostarci al patteggiamento (potete prendervi l’Ucraina se smettete di costruire il Sarmat). Una volta che arriverà la risposta (“Voi avete spezzato l’Ucraina; voi pagate per averla riparata”) ci sposteremo verso la depressione (“i russi non ci amano più”) e, alla fine, l’accettazione.  Una volta raggiunta la fase dell’accettazione, ecco cosa possono fare di utile gli americani come risposta ai nuovi sistemi d’arma.Prima di tutto, gli americani possono rottamare i loro sistemi ABM perché adesso sono inutili. A questo proposito il Ministro della Difesa della Russia, Sergei Shoigu ha detto quanto segue: «То, что сегодня создаётся в Польше и Румынии, создаётся на Аляске и предполагается к созданию в Южной Корее и Японии — этот “зонтик” противоракетной обороны, получается, “дырявый”. И не знаю, зачем за такие деньги теперь этот “зонтик” им приобретать.» [“Ciò che viene attualmente costruito in Polonia e in Romania, e in Alaska, ed è pianificato per Corea del Sud e in Giappone—questo ‘ombrello’ di difesa missilistica—si è scoperto che è crivellato di buchi. Non so perché adesso debbano comprare questo ‘ombrello’ per tutti questi soldi.”]

Secondariamente, gli americani possono rottamare la loro flotta di portaerei. Tutto ciò a cui serve adesso è minacciare nazioni indifese, ma ci sono modi molto più economici per minacciare nazioni indifese. Se gli americani stanno ancora pianificando di usarle per dominare le vie dei mari e controllare il commercio mondiale, allora l’esistenza dei missili da crociera ipersonici con portata illimitata e di droni sottomarini che possono appostarsi a grande profondità oceaniche per anni, rende gli oceani in tutto il mondo off-limits per i gruppi da battaglia della marina americana in caso di una seria escalation (non-nucleare) perché adesso la Russia può distruggerle da una distanza arbitraria senza mettere a rischio nessuno dei propri asset o del proprio personale.

Per finire, gli americani possono tirarsi fuori dalla NATO, che adesso dimostra di essere completamente inutile, smantellare le loro migliaia di basi militari in tutto il mondo,  e rimpatriare le truppe lì stazionate. Non è che,  alla luce di questi nuovi sviluppi, le garanzie della sicurezza americana interesseranno molto a chicchessia, e gli “alleati” dell’America saranno rapidi a rendersene conto. Per quanto riguarda le garanzie di sicurezza russe, c’è molto in offerta: diversamente dagli Stati Uniti, che sempre di più vengono visti come uno stato canaglia—anche inefficace e maldestro—la Russia è stata scrupolosa nell’aderire ai suoi accordi e al diritto internazionale. Nello sviluppo e nello schieramento dei propri sistemi d’arma, la Russia non ha violato nessun accordo, trattato o legge internazionali. E la Russia non ha piani aggressivi nei confronti di nessuno, a parte i terroristi.  Come Putin l’ha messa nel corso del suo discorso, «Мы ни на кого не собираемся нападать и что-то отнимать. У нас у самих всё есть.» [“Non stiamo pianificando attacchi contro nessuno o nessuna conquista. Abbiamo tutto quello che ci serve.”]

Spero che anche gli Stati Uniti non progettino di attaccare nessuno, perché, data la loro storia recente, non funzionerà. Minacciare l’intero pianeta e costringerlo a usare il dollaro americano nel commercio internazionale (e distruggere Paesi, come l’Iraq e la Libia, quando si rifiutavano); concedersi enormi deficit commerciali potenzialmente con tutto il mondo e costringere le banche centrali di tutto il mondo a comprare il debito pubblico statunitense: fare leva su quel debito per concedersi colossali deficit di budget (adesso di circa mille miliardi di dollari all’anno); e derubare l’intero pianeta con la stampa di moneta che viene spesa in diversi schemi di corruzione—questo, amici miei, è stato il business plan americano sin dagli anni ‘settanta. E si sta dipanando davanti ai nostri occhi.

Ho l’audacia di sperare che lo smantellamento dell’Impero Americano proceda in modo altrettanto soddisfacente di quello con cui procedette lo smantellamento dell’Impero Sovietico. (Questo non è per dire che non sarà umiliante o causa di impoverimento, o che non sarà accompagnato da un enorme aumento di patologie e mortalità.) Una delle mie paure più grandi nello scorso decennio era che la Russia non prendesse gli Stati Uniti e la NATO abbastanza seriamente e semplicemente provasse ad attenderli. Dopo tutto, cosa ci dovrebbe spaventare veramente di una nazione che ha oltre centomila miliardi di dollari di concessioni non finanziate, piena di dipendenti dagli oppioidi, con 100 milioni di persone in età lavorativa perennemente senza occupazione, con infrastrutture decrepite e una politica nazionale avvelenata? E per quanto riguarda la NATO, naturalmente c’è la Germania, impegnata a riscrivere “Deutschland, Deutschland, über alles” e ad essere gender-neutra. Cosa dovrebbero fare di più? Marciare su Mosca sotto una bandiera arcobaleno e sperare che i russi muoiano dal ridere? Oh, e c’è anche il più grande asset eurasiatico della NATO, la Turchia, che è attualmente impegnata a massacrare gli asset curdi dell’America nella Siria settentrionale.

Ma semplicemente aspettare sarebbe stato un azzardo, perché negli spasimi della morte l’Impero Americano avrebbe potuto attaccare in modi imprevedibili. Sono contento che la Russia abbia scelto di non fare azzardi con la propria sicurezza nazionale. Adesso che si è inferto in sicurezza questo scacco matto agli Stati Uniti utilizzando i nuovi sistemi d’arma russi, sento che il mondo si trova in una situazione molto migliore. Se vi piace la pace, allora sembra possibile che la vostra migliore opzione sia che vi piacciano anche le armi nucleari—le migliori possibili, armi contro cui non esiste un deterrente, e brandite da nazioni pacifiche, che si attengono alla legge, che non hanno piani malvagi su tutto il resto del pianeta.

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Articolo di Dmitri Orlov pubblicato su ClubOrlov il 06/ 03/2018.
Traduzione in italiano a cura di Mario B. per SakerItalia.

[le note in questo formato sono del traduttore]

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