U.S. Air Force B-1B Lancer Heavy Bomber

Bombardiere pesante B-1B della U.S. Air Force.

La flotta di bombardieri B-1B Lancer della US Air Force “resetterà” il suo orientamento per fornire pieno appoggio alle operazioni americane di proiezione di potenza nel Pacifico. Ciò rappresenta parte di un riorientamento più ampio delle risorse americane verso la regione, in corso da quando l’amministrazione Barack Obama ha avviato l’iniziativa Pivot to Asia nei primi anni 2010, che ha posto in particolare la Cina e la Corea del Nord nel mirino di un numero crescente di attività americane. Il riorientamento della flotta di B-1B comporterà non solo un maggior numero di schieramenti nel Pacifico, ma anche l’esecuzione di maggiori falsi attacchi di precisione nella regione. I Lancer hanno già mantenuto una forte presenza nell’Asia orientale, effettuando simulazioni multiple di sortite contro obiettivi nordcoreani nel 2017, in un momento di forte tensione tra Pyongyang e Washington – che portò Pyongyang a minacciare attacchi alle strutture militari statunitensi a Guam che ospitavano i velivoli a lungo raggio. Sia la Cina che la Corea del Nord dispiegano una vasta gamma di missili a raggio intermedio in grado di neutralizzare le basi che ospitano i bombardieri americani nel Pacifico [in inglese], il che rappresenta una grave minaccia al mantenimento della flotta di B-1B nell’Asia orientale.

Bombardiere intercontinentale supersonico B-1B.

Il Maggior Generale Jim Dawkins Jr., comandante dell’8a Forza Aerea e del Joint-Global Strike Operations Center presso la base dell’aeronautica di Barksdale, in Louisiana, riguardo ai Lancer ha dichiarato che “la cosa bella del B-1 è che può trasportare [missili antinave a lungo raggio], ed è perfettamente adatto per il teatro del Pacifico… Non solo stiamo ripristinando i tassi di capacità di missioni dell’aereo e l’addestramento necessario a pilotare l’aereo, stiamo anche ripristinando il modo in cui impieghiamo l’aereo per ottenere una più grande competizione di forze e allinearci con la strategia di difesa nazionale”. Questa strategia ha sempre più enfatizzato il dispiegamento di risorse statunitensi all’interno del raggio d’azione degli obiettivi cinesi per garantire che l’equilibrio di potere nell’Asia orientale continui a favorire il blocco occidentale guidato dagli americani, mentre la modernizzazione militare della Cina ha presentato la più grande sfida ai secoli dominati dall’ordine occidentale nell’Asia orientale da quando è stato istituito dalle potenze coloniali europee, con altri stati occidentali come la Francia, il Canada e l’Australia, che hanno dato un notevole contributo agli sforzi militari americani nella regione.

Missile da crociera invisibile ai radar JASSM-ER.

I tassi di prontezza operativa del B-1B sono stati eccezionalmente bassi negli ultimi anni, con meno del 10% della flotta pronta al combattimento nel 2019 [in inglese]. Il Lancer è l’unico bombardiere supersonico occidentale in servizio, e dispiega una vasta gamma di munizioni da attacco sia antinave, vale a dire il LRASM, che per il bombardamento terrestre, principalmente il JASSM-ER. L’aereo, che sta invecchiando rapidamente, è stato progettato per la penetrazione a bassa quota dello spazio aereo sovietico, ed ora è effettivamente obsoleto in qualsiasi missione diversa da quella di piattaforma per missili a lungo raggio a causa della sua notevole vulnerabilità quando si opera a corto raggio. Sebbene il suo design sia elegante, il bombardiere può trasportare oltre 34.000 kg di bombe o un carico utile di 24 missili da crociera. I bombardieri hanno un’autonomia intercontinentale, beneficiano di una ridotta sezione radar e, a causa della loro incapacità di dispiegare armi nucleari, forniscono un mezzo potenzialmente meno ostile per minacciare gli avversari degli americani che dispiegare piattaforme nucleari B-52H o B-2. Il B-1B è destinato a ritirarsi a metà degli anni ’30 a favore della piattaforma stealth B-21 Raider [in inglese], ed è probabile che trascorra il resto della sua vita operativa a svolgere la stragrande maggioranza delle operazioni all’estero nel teatro del Pacifico. I costi operativi estremamente elevati della piattaforma indicano che è probabile che una parte significativa della flotta venga ritirata prima di allora [in inglese], con, a quanto pare, un ritiro completo dei Lancer prima del 2030.
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Pubblicato su Military Watch Magazine il 21 maggio 2020
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia.
[le note in questo formato sono del traduttore]
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