Israele è stato a lungo limitato nelle sue capacità militari offensive dal tipo di armi che è in grado di acquisire dall’estero: per via della stretta partnership di difesa del paese con gli stati occidentali e della dipendenza dagli aiuti militari americani non è in grado di acquistare armi da fonti non occidentali come Cina o Russia, e gli stessi Stati Uniti non sono stati disposti a fornirgli una serie di sistemi d’arma di fascia alta. Il blocco da parte dell’amministrazione Bush della vendita di caccia pesanti stealth F-22 era un esempio calzante, così come il rifiuto dell’amministrazione Obama di fornire convertiplani V-22 Osprey, con entrambe le decisioni che hanno negato capacità chiave ad Israele, che cercava di ottenere vantaggi rispetto agli avversari regionali come l’Iran. L’amministrazione Trump sembra pronta, tuttavia, a fornire a Israele due sistemi d’arma altamente sensibili che non sono mai stati approvati per l’esportazione, e che aumenterebbero profondamente le opzioni offensive dell’aviazione israeliana, in particolare contro l’Iran.

Un F-22 guida un F-35.

Il principale media israeliano Haaretz ha riferito che Tel Aviv ha chiesto il permesso di acquistare aerei da combattimento F-22 Raptor [in inglese], migliore e più costoso dell’F-35A che Israele già schiera, che beneficia di una cellula meno rilevabile, il doppio del carico utile di missili interni, e prestazioni di volo straordinariamente superiori, con un’autonomia molto più lunga, una quota massima e una velocità di più elevate e una maggiore manovrabilità. Inoltre, mentre l’F-35 è ancora lontano dall’essere completamente pronto per il combattimento [in inglese], l’F-22 è in servizio da quasi 15 anni e ha un numero considerevolmente inferiore di problemi di prestazioni. Alcuni media arabi hanno riferito che la vendita dell’F-22 è già stata approvata, con i jet presumibilmente destinati ad essere venduti di seconda mano poiché gli ordini di terminare la produzione sono stati dati nel 2009. A differenza dell’F-35, l’F-22 ha l’autonomia necessaria per operare su tutto l’Iran dalle basi aeree in Israele senza la necessità di rifornimenti aerei, il che è particolarmente critico dato lo spiegamento dell’Iran di armi antiaeree avanzate a lungo raggio che minacciano le aerocisterne, altamente vulnerabili. Con gli Stati Uniti che hanno già testato un prototipo di un caccia di sesta generazione [entrambi i link in inglese], che probabilmente inizierà a sostituire il Raptor intorno al 2030, il paese potrebbe essere più disposto a separarsi da una parte della sua flotta di F-22.

Un bombardiere B-2 sgancia una bomba GBU-57.

Accanto all’F-22, due membri della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti si stanno preparando ad introdurre una legge per facilitare la fornitura di bombe GBU-57 Massive Ordnance Penetrator (MOP) a Israele, l’arma penetrativa non nucleare più potente al mondo. Queste bombe da 14 tonnellate sono state progettate per raggiungere obiettivi in profondità nel sottosuolo [entrambi i link in inglese] e, secondo quanto riferito, sono state sviluppate pensando agli attacchi alla Corea del Nord, a causa dei tunnel estremamente profondi che proteggono fabbriche sotterranee, depositi di armi e persino basi per carri armati e unità da combattimento. Con gli impianti nucleari dell’Iran, che sono stati rafforzati dagli esperti nordcoreani, la GBU-57 è un’arma essenziale se Israele dovesse cercare di danneggiare questi obiettivi senza usare armi nucleari. Sebbene la natura delle tecniche di fortificazione coreane implicano che una singola bomba penetrante può essere insufficiente, le sue capacità di guida di precisione consentono di sganciare più bombe sullo stesso bersaglio per raggiungerlo più in profondità. Sebbene gli Stati Uniti dispieghino la GBU-57 dai bombardieri stealth B-2, Israele in particolare non ha un aereo sufficientemente capace per sganciarle. Anche se i suoi cacciabombardieri F-15I possono potenzialmente trasportare le bombe per la distanza richiesta se riforniti in aria, non hanno capacità stealth e non saranno molto manovrabili se equipaggiati in questo modo. Dato che la vendita di bombardieri B-2 è altamente improbabile, resta da vedere come Israele potrebbe usare le bombe se la legislazione per venderle dovesse davvero passare.

*****

Pubblicato su Military Watch Magazine l’1 novembre 2020
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia.

[le note in questo formato sono del traduttore]

__________

La redazione di SakerItalia ribadisce il suo impegno nella lotta anti-mainstream e la sua volontà di animare il dibattito storico e politico. Questa che leggerete è l’opinione dell’autore; se desiderate rivolgere domande o critiche purtroppo questo è il posto sbagliato per formularle. L’autore è raggiungibile sul link dell’originale presente in calce.

 L’opinione dell’autore non è necessariamente la nostra. Tuttavia qualsiasi commento indecente che non riguardi l’articolo ma l’autore, sarà moderato, come dalle regole in vigore su questo sito.

Condivisione: