Future of war: What will the storming of big cities & urban areas look like?

Soldati americani osservano le volute di fumo svilupparsi da un edificio colpito da un missile lanciato dalla 101a Divisione Aviotrasportata dello U.S. Army a Mosul, Iraq, 22 luglio 2003.

Nei recenti conflitti in Medio Oriente, le battaglie più pesanti sono avvenute per le grandi città. Tuttavia, in termini di arte bellica, le questioni relative all’assalto delle aree urbane e alla riduzione al minimo delle vittime rimangono fondamentalmente irrisolte.

Le principali forze militari del mondo stanno attualmente elaborando e concettualizzando qualsiasi esperienza che hanno nel condurre la guerra nelle grandi città.

I primi di novembre hanno segnato i tre anni dall’inizio della Battaglia di al-Raqqa, in Siria – la “capitale” dello pseudo califfato dell’ISIS. Va notato che, sin dalla Seconda Guerra Mondiale, i casi di guerra su larga scala contro le città sono stati estremamente rari. Tuttavia, i conflitti moderni in Medio Oriente hanno fornito una vasta gamma di esempi che dimostrano come le battaglie possono essere combattute per il controllo di una grande area metropolitana.

Ora è molto più chiaro che tipo di truppe e quali numeri saranno probabilmente richiesti, e quanto tempo potrebbe durare un’operazione. Ora è anche possibile stimare la natura e l’entità potenziale dei danni inflitti ad un’area urbana.

La storia militare dell’ultimo decennio dimostra che una grande città è il campo di battaglia più favorevole per qualcuno che è superato in numero e potenza dal suo avversario. All’interno di un’area urbana, non solo puoi bloccare gruppi di decine di migliaia di combattenti, ma puoi anche nascondere le tue truppe da una forza nemica superiore, ed eludere la sua potenza di fuoco. Inoltre, puoi fornire alle tue truppe materiale, oltre a uomini e materiali freschi per compensare eventuali perdite. Nella guerra moderna, nessuna catena montuosa, foresta o giungla può offrire un terreno favorevole come una città.

Un ambiente urbano può aiutare i difensori e rallentare l’avanzata del nemico; ti permette di piazzare il maggior numero possibile di truppe per unità di area; può compensare l’inferiorità tecnica e numerica.

Commentando l’operazione per conquistare la città di Mosul in Iraq (popolazione: 1,4 milioni di abitanti), i funzionari del Pentagono hanno dichiarato che ha coinvolto “il più duro combattimento urbano dai tempi della Seconda Guerra Mondiale”.

Per la Battaglia di Mosul l’Iraq ha schierato le sue forze armate (30.000 uomini) e la polizia federale (30.000 uomini). Quest’ultima, le truppe interne di fatto dell’Iraq, aveva il compito di circondare e isolare l’area della battaglia, il che ha consentito all’esercito regolare di concentrare tutti i suoi sforzi sulla propria missione. Durante l’assalto, le forze irachene sono state appoggiate da massicci attacchi aerei condotti dall’aviazione americana. Nell’ambito dell’operazione è stato istituito un efficace sistema di ricognizione. Dozzine di droni di vario tipo erano sempre in volo – dai droni tattici leggeri alle pesanti macchine da ricognizione strategiche.

Ci sono state un certo numero di lezioni apprese dagli americani dalla battaglia di Mosul: è quasi impossibile isolare una grande città; l’operazione diventa sempre più complessa man mano che le truppe attaccanti si spostano verso il centro città; un denso ambiente urbano può essere utile non solo ai difensori, ma anche alle truppe che assaltano la città.

La sorpresa per gli americani è che, nella guerra urbana, le truppe irregolari possono essere piuttosto resistenti e capaci di combattere.

Tuttavia, il comando militare degli Stati Uniti ritiene che catturare città con una popolazione inferiore a 100.000 abitanti non presenti grandi difficoltà. Sono facili da circondare e bloccare, rendendo l’intera area esposta al fuoco diretto. In una città di queste dimensioni, è difficile accumulare ingenti scorte di risorse e apparecchiature militari per fornire un numero significativo di truppe per un periodo prolungato.

Tuttavia, prendere d’assalto una città con una popolazione di oltre 500.000 abitanti è una cosa completamente diversa. Ecco perché le battaglie di Mosul, Bassora, Aleppo, Damasco e al-Raqqa sono state così lunghe ed estenuanti.

Sia Aleppo che Damasco hanno una grande popolazione, ben oltre un milione di persone, ma la battaglia ha colpito solo alcuni distretti e sobborghi che erano controllati dai terroristi.

Un altro motivo per cui una campagna offensiva in qualsiasi città presenta oggi un’enorme sfida è la soglia di tolleranza molto bassa per i danni collaterali. Al giorno d’oggi non puoi semplicemente bombardare una città. Pertanto, qualsiasi successo dell’operazione militare di Bashar al-Assad veniva accolto con un clamore enorme e ben orchestrato da parte dei media. In alcuni casi, le potenze straniere sono arrivate a minacciare l’intervento militare.

Allo stesso tempo, non abbiamo mai visto un caso di evacuazione completa di una popolazione civile da una città prima delle operazioni, per facilitare la battaglia; è qualcosa che non succede.

Un’altra sfida odierna riguarda il fatto che tagliare fuori una città dal resto del mondo è estremamente difficile oggi, con tutti i sistemi di telecomunicazione e le altre reti di infrastrutture esistenti. Tuttavia, un assedio è la chiave per far arrendere una città. Nei casi di tutte le città sopra menzionate, è stato un riuscito blocco militare a garantire la vittoria finale. I terroristi sono riusciti a controllare Aleppo est e la periferia di Damasco solo fino a quando hanno avuto accesso a rinforzi e rifornimenti.

Garantire il sostegno della popolazione locale è un altro fattore importante per il successo. Se i residenti sono dalla tua parte, qualunque sia, possono occuparsi di numerose attività di fornitura e consegna, nonché di gestire le riparazioni. Possono anche aiutare l’evacuazione in caso di necessità, o fornire assistenza medica. Tutto ciò consente a prezioso personale militare di concentrarsi esclusivamente sull’operazione.

Un altro fattore importante da considerare è che le città siriane in questione hanno reti di tunnel sotterranei che sono state sfruttate dalle forze terroristiche. Nel tempo, si sono evolute in interi insediamenti sotterranei, con percorsi di approvvigionamento su vasta scala – abbastanza grandi da far entrare e uscire i camion. Tutto ciò ha aiutato i terroristi a ridurre al minimo i danni e le perdite di personale e a mantenere un chiaro vantaggio di manovra, mantenendo il controllo delle aree della città per lungo tempo.

Una manovra mortale che non ha mai mancato di infliggere danni e provocare il panico nelle forze governative è stata l’uso da parte dei terroristi di autobombe suicide, note come ordigni esplosivi improvvisati a bordo di veicoli suicidi (SVBIED). Usarli nella guerra urbana ha sempre un effetto particolarmente devastante.

Nel prossimo futuro, la guerra urbana probabilmente implicherà un ampio uso di droni da ricognizione, attacco e trasporto, lanciarazzi multipli pesanti, artiglieria e mortai di grosso calibro (fino a 240 mm), armi aviolanciate di precisione e droni elicotteri senza pilota per evacuare i feriti.

L’assalto ad una città si trasformerà sempre in un’operazione militare violenta e prolungata. La Battaglia di al-Raqqa, una città con una popolazione di 165.000 abitanti, è durata 11 mesi; l’operazione per liberare la Ghouta orientale, che ospita 400.000 persone, durò quasi due mesi, e l’operazione per liberare Aleppo est, con una popolazione di 300.000 abitanti, durò 10 mesi.

Sembra che, nella maggior parte dei casi, sarà impossibile evitare danni ingenti alle aree urbane e un elevato bilancio delle vittime tra i civili. Al-Raqqa può essere usata come esempio per illustrare questo punto. L’aeronautica americana ha bombardato la “capitale” ufficiale dello pseudo-califfato per un anno, quasi radendo al suolo la città.

Ecco perché una soluzione molto migliore sarebbe quella di trovare un modo rapido per costringere le truppe nemiche trincerate ad uscire dalla città. Tuttavia, in molti casi, sarà impossibile evitare un lungo e sanguinoso assalto.

Le operazioni di combattimento nelle grandi città sono condotte da unità e gruppi d’assalto composti da truppe altamente addestrate e ben armate. Come forse saprete, le truppe d’assalto sono formazioni temporanee costruite da truppe motorizzate regolari rinforzate da genieri militari, mortai, lanciafiamme, artiglieria e carri armati. Oltre alle squadre d’assalto, sono necessarie unità specializzate per completare le attività, come le brigate di genieri d’assalto e per l’eliminazione degli ostacoli.

Speciali robot militari con capacità di intelligenza artificiale potrebbero aiutare a ridurre al minimo le perdite umane durante le operazioni nelle grandi aree urbane, ma lo stato attuale delle forze armate del mondo è lontano da questa visione futuristica.

In conclusione, qualsiasi guerra futura comporterà inevitabilmente l’assalto e la cattura di grandi città e aree urbane. Per avere successo in questo specifico tipo di situazione di combattimento, si può fare affidamento solo su truppe altamente addestrate, risorse sufficienti e armi adeguate.

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Articolo di Michail Chodarenok pubblicato su Russia Today l’11 novembre 2019
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia

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