Mentre noi agonizziamo su questioni di vita e di morte come uomini maldestri che cercano di tastare le donne e il bisogno fondamentale di “inclusione” di genere e razziale, concedetemi una riflessione di qualche secondo su qualcosa di veramente importante e spaventoso: il siluro nucleare definitivo della Russia.

Denominato in codice “Kanyon” dalla NATO, pare che sia qualcosa di nuovo e terrificante, un’arma di rappresaglia progettata per annientare le coste est ed ovest degli Stati Uniti in una guerra nucleare. L’intelligence americana sembra pensare che quest’arma da giorno del giudizio sia davvero molto reale.

Ho appena rivisto per l’ennesima volta il meraviglioso film del 1964 di Kubrick, “Il Dr. Stranamore” e mi sono meravigliato di nuovo di quanto fosse profetica questa satira tagliente. Nel film, i sovietici ammettono di aver finito i soldi per continuare la corsa agli armamenti nucleari con gli Stati Uniti, e come risposta creano un dispositivo nucleare segreto e automatizzato che distrugga l’intero pianeta nel caso di una grande guerra.

Ora, sembra che i russi abbiano risposto con il “Kanyon” ad un nuovo programma statunitense da un trilione di dollari per sviluppare e dispiegare un sistema anti-missile che renda inutile il loro sistema di missili balistici. La realtà che imita la finzione.

Questa rivelazione arriva subito dopo che l’amministrazione Trump ha intrapreso anche nuovi programmi per schierare un’intera nuova generazione di armi nucleari a bassa potenza che possano essere utilizzate per scopi bellici tattici. La Corea del Nord e l’Iran sono gli obiettivi evidenti, così come l’Afghanistan. Ma ora nei circoli del Pentagono si parla in abbondanza di una guerra nucleare tattica limitata contro la Russia. Nuovi programmi per bombardieri e droni statunitensi stanno accelerando. Parole di guerra sono nell’aria. Le scorte militari sono in forte espansione.

Il “Kanyon”, secondo il think tank di destra Heritage Foundation, un tifoso delle spese militari, è un gigantesco dispositivo nucleare da 100 megatoni trasportato da un sottomarino senza pilota. Questa mostruosa arma è progettata per esplodere sulla costa occidentale degli Stati Uniti, distruggendo i porti di San Diego, Los Angeles e San Francisco. A quanto sembra il dispositivo è coperto di cobalto, per ottenere il massimo effetto radioattivo.

Un dispositivo simile lanciato dall’Oceano Atlantico devasterebbe la costa orientale degli Stati Uniti, lasciandola sotto una coltre letale di radiazioni per generazioni.

Se queste notizie sono vere, qualsiasi speranza che hanno alcuni generali statunitensi di combattere e vincere uno scambio nucleare “limitato” con la Russia o la Cina (senza contare l’India) è assurda. Ma in realtà qualsiasi serio scambio nucleare tra le grandi potenze sarebbe una condanna a morte per l’intero pianeta, ci avvolgerebbe nel sudario letale dell’inverno nucleare.

Uno studio di intelligence condotto negli Stati Uniti su uno scambio nucleare tra India e Pakistan ha stimato due milioni di morti immediati e 100 milioni di morti entro poche settimane. E stiamo parlando di una guerra nucleare piuttosto limitata nella quale verrebbero utilizzate armi di prima generazione. Le armi di oggi hanno una potenza esplosiva dieci volte superiore.

La Russia ha un grande ed efficace arsenale nucleare. Il forte declino delle un tempo possenti forze militari convenzionali russe dopo il 1991 spinse Mosca a fare sempre più affidamento sulle armi nucleari per difendere i suoi interessi. La Russia ha iniziato anche ad introdurre armi nucleari modernizzate in versioni strategiche e tattiche. Anche la Cina sta lentamente sviluppando le sue forze nucleari per essere in grado di combattere una guerra termonucleare contro gli Stati Uniti e l’India allo stesso tempo.

Il Presidente Trump, che ha evitato la leva durante la guerra del Vietnam per pretestuosi motivi medici, sembra infatuato dagli affari militari e dalla panoplia di armi che comanda. Con uno storico atto di irresponsabilità, ha portato gli Stati Uniti sull’orlo della guerra nucleare contro la Corea del Nord, senza preoccuparsi delle terribili conseguenze di una “piccola” guerra nucleare in Asia.

Chiunque pensi che una guerra nucleare possa essere combattuta senza contaminare permanentemente il nostro pianeta dovrebbe essere sottoposto a cure psichiatriche. Per quanto folle possa sembrare questa affermazione, ci sono alcuni generali americani di alto livello che condividono questa opinione e, molto probabilmente, anche il Presidente Trump, l’uomo con il grande bottone rosso. I marescialli russi sono più cauti. Vedono ancora le cicatrici della Seconda Guerra Mondiale, in cui sono morti circa 27 milioni di civili sovietici, e sanno cosa significa la guerra.

Forse le fughe di notizie su questa mostruosa arma russa sono intelligenti disinformazioni diffuse da Mosca per dare agli americani un grande spavento. Speriamo, perché, se vere, dovrebbero spaventarci tutti.

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Articolo di Eric Margolis pubblicato su Information Clearing House il 30 gennaio 2018.
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per SakerItalia.