Secondo quanto riferito, la Russia ha testato il suo caccia pesante Su-57 di nuova generazione nel giugno 2020 in un ruolo completamente nuovo: comando e controllo di appoggio ai suoi jet Su-35 attualmente in servizio. Sebbene il Su-57 sia ora in produzione di serie, iniziata nel luglio 2019, non è ancora entrato in servizio nell’aeronautica russa, e una vasta gamma di tecnologie di prossima generazione è attualmente in fase di sviluppo per migliorare il design. Il Su-35 è un modello precedente della stessa fascia di peso, ed è in servizio dal 2014. Il Su-57 è un velivolo di quinta generazione che viene sviluppato in una piattaforma di sesta generazione con l’integrazione di una gamma di nuove tecnologie, da sistemi di difesa laser ai missili balistici ipersonici e all’intelligenza artificiale [tutti i link in inglese]. Il Su-35 è considerato un caccia di “generazione 4++” e si basa sul design sovietico d’élite del Su-27. La piattaforma è stata progettata per confrontarsi con i jet americani di quinta generazione come l’F-22 Raptor.

Caccia di nuova generazione Su-57.

Il Su-57 è in grado di operare in un unico spazio di informazioni con il Su-35, aumentando significativamente l’efficienza in combattimento quando vengono impiegati insieme. Citando fonti del complesso militare-industriale russo, il notiziario russo TASS ha riferito in merito al nuovo ruolo del Su-57: “L’esperimento è stato condotto in condizioni di combattimento reali. Un gruppo di caccia Su-35 è stato coinvolto nello stormo, il ruolo dell’aereo di comando e controllo è stato svolto dal Su-57”. In passato sono stati fatti tentativi di utilizzare jet da combattimento avanzati per il comando e il controllo, tra cui l’intercettore russo MiG-31 Foxhound e il caccia iraniano F-14A Tomcat degli anni ‘80, che trasportavano rispettivamente il primo e il secondo radar più potenti della loro epoca su caccia o intercettori. L’uso del Su-57 per il comando e il controllo è alquanto insolito, data la sua configurazione monoposto, ma un maggiore utilizzo dell’intelligenza artificiale e controlli più avanzati potrebbero ridurre il carico sul pilota per consentirgli sia di pilotare l’aereo che di interagire con altri caccia contemporaneamente. L’F-14 e il MiG-31 in particolare erano entrambi aeromobili biposto. Il Su-57 può ospitare un radar considerevolmente più grande di quello dell’F-35 americano e della maggior parte dei design di caccia moderni, e diversamente dal Su-35 dispiega un radar AESA nel suo cono di prua, il secondo caccia russo a farlo dopo il molto più leggero MiG-35 [in inglese].

Caccia pesanti per superiorità aerea Su-35.

Aumentare le opzioni per l’interoperabilità tra il Su-57 e il Su-35 non solo aumenterà il loro potenziale di combattimento, ma potrebbe anche rendere il nuovo caccia più attraente per l’esportazione verso clienti che già utilizzano il Su-35 o la sua controparte a due posti più economica, il Su-30SM. Non è chiaro se il Su-57 testato fosse un modello di produzione o uno dei numerosi prototipi in grado di combattere che sono stati utilizzati per testare nuove tecnologie per diversi anni. Quattro prototipi sono stati precedentemente schierati nella base aerea russa di Khmeimim in Siria, dove hanno effettuato sortite di combattimento contro le forze ribelli jihadiste, anche se non è chiaro se anche i Su-35 stanziati lì abbiano condiviso i dati o abbiano operato insieme ai nuovi jet. La Russia è pronta a testare un Su-57 aggiornato a partire dal 2022, e completare i test di questa variante superiore entro due anni. Secondo quanto riferito, il caccia avrà nuovi motori e avionica e avrà un display head-up grandangolare e pannelli di visualizzazione panoramici. Non è chiaro se l’aereo verrà rinominato, forse come “Su-57M” o “Su-60”. Secondo quanto riferito, è stata anche proposta una variante migliorata del Su-35, con una versione più recente del motore AL-41, classi di missili aria-aria a lungo raggio più moderne e un radar AESA montato sul muso basato su quello del Su-57.

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Pubblicato su Military Watch Magazine il 7 agosto 2020
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia.

[le note in questo formato sono del traduttore]

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