Negli ultimi anni, gli Stati Uniti hanno sempre più spesso interferito con la sovranità di altre nazioni, ostentando così in modo flagrante quanto siano incivili le loro politiche. Tale comportamento è esemplificato in vari modi: pressione diplomatica esercitata sulle politiche di altre nazioni; coinvolgimento nelle rivoluzioni colorate; imposizione di sanzioni illegali e divieti di commercio con chiari rivali negli Stati Uniti (un atto che non è conforme alle leggi internazionali esistenti e al principio del libero scambio).

Tutto ciò è particolarmente evidente quando si tratta dei sempre crescenti tentativi da parte di Washington di impedire ad altre nazioni di acquistare armi russe. Gli Stati Uniti devono essere consapevoli del fatto che l’equipaggiamento militare russo di alta qualità e abbastanza economico è meritatamente popolare in tutto il mondo. Inoltre, la sua esportazione genera entrate considerevoli per la Federazione Russa e funge da efficace strumento di politica estera per la nazione, che aiuta Mosca a costruire e adattare le relazioni con altri paesi.

Non sorprende quindi che una volta che sono scoppiate le tensioni tra Russia e Stati Uniti, Washington ha iniziato ad imporre sanzioni anti-Mosca, concentrandosi in particolare sul commercio di armi della Federazione Russa. In effetti, un obiettivo chiave del Countering America’s Adversaries Through Sanctions Act (CAATSA), che è stato convertito in legge nell’agosto 2017, era contrastare “l’influenza russa in Europa e in Eurasia”. Nel settembre 2018, il “governo degli Stati Uniti ha imposto sanzioni secondarie ai sensi del CAATSA” per la prima volta, punendo i partner della Russia per “aver intrapreso transazioni significative con” individui nell’Elenco delle Persone Specificate. Secondo una nota emessa quel mese dal Dipartimento di Stato americano, le suddette azioni “non erano intese a minare le capacità militari o la prontezza al combattimento di alcun paese”” Nel complesso, la formulazione della legge offre a Washington un ampio margine di manovra.

Ci sono state diverse storie ampiamente pubblicizzate in relazione al CAATSA e alla vendita dei sistemi di difesa aerea S-400 russi, che sono visti come alcuni degli articoli più ricercati prodotti dal complesso industriale militare della Federazione Russa.

L’S-400 Triumf è progettato per distruggere aerei (compresi bersagli invisibili), missili da crociera e balistici (che viaggiano a una velocità di 4,8 km/s). I radar del sistema sono in grado di rilevare decine di bersagli aerei contemporaneamente e successivamente intercettarli in varie condizioni meteorologiche. I sistemi missilistici S-400 sono in servizio con le forze armate russe dal 2007. Di fatto, sono una parte essenziale del sistema di difesa aerea integrato della Federazione Russa.

La Cina è stata la prima nazione ad esprimere interesse per l’acquisto di sistemi S-400. Il presidente russo Vladimir Putin ha approvato la vendita dell’S-400 Triumf alla Cina nel 2014, cioè molto prima che il CAATSA fosse approvato.

Ma una volta che l’atto è diventato legge, si è profilata la minaccia di sanzioni statunitensi contro la Cina per il suo acquisto dei sistemi missilistici. Nel settembre 2018, nonostante il fatto che l’accordo sugli S-400 tra la Federazione Russa e la Cina fosse stato raggiunto in anticipo, gli Stati Uniti hanno deciso di imporre sanzioni contro il Dipartimento per lo Sviluppo delle Attrezzature della Commissione Militare Centrale cinese e il suo direttore, Li Shangfu. Nonostante questi problemi, “il primo reggimento di S-400” ha raggiunto la Cina nella primavera del 2018. Oltre ai lanciatori, la consegna comprendeva sistemi di comando e controllo, stazioni di radiolocalizzazione e altre parti essenziali per tali apparecchiature. Alla fine del 2018, la Forza Missilistica dell’Esercito Popolare di Liberazione ha testato il sistema di difesa aerea S-400 Triumf “abbattendo con successo un bersaglio balistico simulato a quasi 250 Km di distanza che si muoveva alla velocità supersonica di 3 km/s”. Tali notizie sono state piuttosto impressionanti e hanno contribuito a promuovere il sistema missilistico russo nel mondo. Nel gennaio 2020, la Federazione Russa “ha concluso la consegna di un secondo reggimento del sistema missilistico S-400 Triumf destinato alla Cina”. La Cina all’epoca ha ricevuto anche “più di 120 missili guidati antiaerei avanzati”.

Il paese successivo che ha deciso di acquistare il sistema S-400 è stata la Turchia. Dopo che la Turchia ha firmato il relativo accordo con la Russia nel settembre 2017, Washington e altri membri della NATO hanno iniziato a criticare la decisione di Ankara. Da quel momento, gli Stati Uniti hanno cercato di convincere e costringere la Turchia ad abbandonare l’accordo.

Nel luglio 2019, gli Stati Uniti hanno rimosso la Turchia dal programma congiunto del cacciabombardiere F-35, il che significava che Ankara avrebbe “perso il suo lavoro di produzione sul jet entro marzo 2020”. Inoltre, sei F-35 destinati alla Turchia non sono mai stati consegnati dagli Stati Uniti.

Dopo che Ankara ha ricevuto i sistemi di difesa aerea dalla Russia, la Turchia ha condotto il suo primo test alla fine di novembre 2019. Vari aerei, tra cui caccia F-16 di fabbricazione statunitense, si sono esibiti vicino ad Ankara per testare le capacità del sistema di difesa aerea di fabbricazione russa nel monitorare e intercettare questi caccia. Gli F-16 statunitensi sono piuttosto popolari in Medio Oriente e in Europa. In effetti, le forze aeree di Israele e Grecia (potenziali nemici della Turchia) sono dotate di tali aerei da combattimento.

Nonostante tutte le loro minacce, gli Stati Uniti non hanno fretta di imporre sanzioni più dolorose alla Turchia oltre a rimuoverla dal programma F-35, perché non vogliono rovinare il loro rapporto con un partner importante come Ankara. Dopo tutto, la Turchia è una nazione influente tra i paesi a maggioranza Musulmana nonché un membro della NATO. In effetti, la nazione ha consentito alle forze armate statunitensi di condurre operazioni in Medio Oriente dai suoi territori. A sua volta, Ankara, con l’ambizione di diventare un leader nella regione, sta cercando di mostrare, in ogni modo possibile, la sua indipendenza da Washington. Vale la pena ricordare ai nostri lettori che, negli ultimi anni, le relazioni Turchia-Stati Uniti si sono inasprite a causa del conflitto in corso in Siria. Ad esempio, Washington sostiene i curdi siriani che combattono per la loro indipendenza, mentre Ankara li vede come suoi nemici.

All’inizio di luglio 2020, la Turchia ha condotto ulteriori test sui suoi sistemi S-400 Triumf, nonostante la possibilità che gli Stati Uniti le impongano ulteriori sanzioni. Ancora una volta, la Turchia ha utilizzato il buon vecchio F-16 come obiettivo per l’addestramento.

Tuttavia, è stato riferito che durante l’esercitazione, come riportato dai media locali, l’S-400 è riuscito a localizzare gli F-35 stealth che stavano sorvolando il Mar Nero ad una distanza di circa 200 chilometri dalla stazione radar. Questi erano gli stessi caccia che la Turchia non è stata in grado di acquistare a causa dell’S-400. Come accennato in precedenza, questi velivoli sono realizzati con l’uso di una tecnologia stealth avanzata, che rende le sue capacità furtive il principale punto di forza. Così, oltre al colpo in termini di reputazione che l’acquisto dei Triumf da parte della Turchia ha inflitto all’America, l’S-400 ha danneggiato la reputazione della tecnologia militare americana.

Nel luglio 2020, il Segretario di Stato americano Mike Pompeo è stato invitato dai senatori statunitensi ad imporre sanzioni alla Turchia per le sue azioni nella regione del Mediterraneo orientale.

Sembrerebbe che la Turchia non abbia intenzione di sbarazzarsi dei sistemi missilistici russi per ora. E si spera che l’S-400 Triumf continuerà a raggiungere nuovi mercati.

Dopo la Turchia, l’India (partner strategico degli Stati Uniti in Asia meridionale) ha deciso di acquistare i sistemi di difesa aerea russi. Poiché l’alleanza con Nuova Delhi è estremamente importante per Washington, quest’ultima ha espresso la sua opposizione al suddetto accordo, ma non ha preso alcuna misura per punire l’India.

Ci sono state segnalazioni secondo cui anche l’Iran è interessato ad acquistare gli S-400 Triumf. Il paese è riuscito a sopravvivere alle sanzioni imposte dagli Stati Uniti e da altre nazioni sul suo programma nucleare per un bel po’ di tempo. In effetti, l’Iran è un rivale chiave degli Stati Uniti, motivo per cui Washington non sarebbe felice se acquistasse sistemi di difesa aerea così efficaci.

In effetti, ci sono altre cattive notizie per gli Stati Uniti riguardo ai sistemi S-400 in altre parti del mondo. Il fatto che i caccia F-35 siano stati rilevati dai sistemi di difesa missilistica Triumf della Turchia durante i recenti test potrebbe essere visto come un duro colpo per i progettisti statunitensi di questi velivoli. Inoltre, gli Stati Uniti potrebbero dover affrontare problemi più gravi in futuro. Alcuni ritengono che le forze armate turche siano state, infatti, in grado di ottenere importanti informazioni sui caccia americani e sui loro movimenti durante i test.

L’acquisto da parte della Cina dell’S-400 Triumf potrebbe avere conseguenze particolarmente negative per gli Stati Uniti. Le capacità di difesa aerea della Cina sono migliorate grazie al nuovo sistema. Il suo raggio d’azione ora copre le Isole Senkaku nel Mar Cinese Orientale (rivendicate sia dalla Cina che dal Giappone) e parti di Taiwan, viste come un paese separato o una parte della Cina. Quindi, i sistemi missilistici russi potrebbero rafforzare le posizioni di Pechino nella regione, nel suo insieme, così come nelle sue controversie territoriali.

L’autore potrebbe quindi concludere che le preoccupazioni degli USA sui sistemi Triumf sono effettivamente giustificate. Dal momento che gli S-400 diventano gradualmente comuni in tutta l’Asia, non solo aiutano a rafforzare le difese aeree di alcune nazioni e generano guadagni per il governo russo, ma potrebbero anche facilitare cambiamenti politici globali.

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Articolo di Dmitrij Bokarev pubblicato su New Eastern Outlook il 2 settembre 2020
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia.

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