La Siria è diventata un banco di prova per le armi russe. L’occasione non è stata persa e le lezioni imparate sono state prese in considerazione per rendere le forze armate più efficienti.

Gli aerei Sukhoi Su-35, Su-30S, Su -30SM e Su-30 sono stati testati in battaglia e modernizzati [in Inglese]. I missili da crociera Kh-101 e Kalibr [in Inglese] lanciati dal Mar Caspio hanno eseguito attacchi a lungo raggio di alta precisione contro i terroristi in Siria.

Ma non si tratta solo di aerei e missili: secondo i piani [in Inglese], i robot si uniranno all’inventario delle forze armate nel 2017-2018 fino a raggiungere il 30 per cento di tutta la tecnologia militare.

Finora, i media hanno raramente menzionato il fatto che i militari russi hanno testato il sistema robotico telecomandato per lo sminamento Uran-6. Controllato ad una distanza di sicurezza fino ad 1 chilometro, può fare il lavoro di 20 genieri. Dotato di lama da bulldozer e strascico, si muove attraverso terreni pericolosi, cerca mine e ordigni inesplosi e li neutralizza a comando dell’operatore.

Il sistema può sopravvivere a esplosioni di mine equivalenti a 60 kg di dinamite, e può neutralizzare mine antiuomo e sostanze pericolose di peso compreso tra l’1 e i 4 kg di dinamite. Un motore diesel di 240 hp fornisce una velocità di sminamento di due chilometri all’ora e una velocità massima di 5 chilometri all’ora. Offre un rapporto peso potenza di 32 hp/t. Il robot da sminamento Uran-6 è in grado di funzionare senza interruzioni per un massimo di cinque ore. È in grado di superare ostacoli alti 1,2 m e trincee larghe 1,5 metri. L’angolo massimo di scalata del robot da sminamento è di 20°.

I sistemi Uran-6 sono stati schierati dalle truppe russe per la rimozione di ordigni esplosivi a Palmira, in Siria, nell’aprile 2016.

Negli ultimi scontri, sono stati ampiamente utilizzati anche robot russi senza equipaggio. Il Platform-M è un’unità robotica telecomandata cingolata, armata di lanciagranate e mitra Kalashnikov per colpire obiettivi fissi e in movimento. Dotato di localizzatori da ricognizione ottico-elettronici e radio, può essere utilizzato anche per la raccolta di informazioni. A seconda della situazione, sul sistema si può montare potenza di fuoco supplementare.

L’Argo è un robot controllato a distanza progettato per operazioni su terreno accidentato e montuoso. Può anche guadare i corsi d’acqua e questo lo rende un mezzo per il supporto di fuoco ideale per le unità da sbarco della Fanteria di Marina. L’Argo è armato con una mitragliatrice singola da 7,62 millimetri e tre lanciarazzi RPG-26.

Il sistema di controllo automatico a distanza Andromeda-D [in Inglese] può essere montato sui veicoli comando e corazzati BTR-D, BMD-2 e BMD-4. Può essere anche aviotrasportato per appoggio ai paracadutisti. Armato di una mitragliatrice per carri armati calibro 7,62 e lanciagranate, il sistema si muove su sei gambe meccaniche. Il robot è in grado di analizzare l’ambiente e adattare la sua “camminata” alle irregolarità del terreno.

È in grado di identificare oggetti e riconoscere facce. Grazie alle sue piccole dimensioni e al peso (circa tre chilogrammi) può penetrare sotto le macerie causate da terremoti e altri disastri. La macchina potrà trasportare farmaci e altri elementi essenziali. Il robot può anche essere dotato di interfono bidirezionale. È stato testato in battaglia [in Inglese] a Laodicea, in Siria, su terreno montuoso.

Alla fine del 2016, un tipo unico di guardiano robotico [in Inglese] ha superato con successo le prove militari russe. Questa “sentinella” è guidata e controllata da remoto dall’operatore. Il sistema è stato sviluppato [in Russo] per aumentare la sicurezza delle basi militari e verrà schierato a guardia dei silos sotterranei delle Forze Missilistiche Strategiche (SMF). Equipaggiato con gadget per la ricognizione elettro-ottica e radar, il sistema può sparare proiettili e granate in modalità sia automatica che semiautomatica contro a bersagli a 400 metri di distanza.

L’anno scorso, un nuovo veicolo terrestre russo senza equipaggio (UGV) destinato al supporto di fuoco e ad eseguire ricognizioni sul campo di battaglia è stato presentato al forum tecnico-militare Army 2016. Progettato come un veicolo terrestre senza pilota da combattimento, il Vikhr è basato sul veicolo da combattimento per la fanteria BMP-3. Può essere integrato con altri tipi di veicoli corazzati da combattimento con un peso compreso tra le 7 e le 15 tonnellate.

Il Vikhr [in Inglese] è armato con un cannone automatico stabilizzato da 30 millimetri, una mitragliatrice coassiale da 7,62 mm, e sei missili anticarro guidati 9M133M Kornet-M pronti al lancio. È possibile utilizzare missili terra-aria Igla [SA-18 Grouse] o sistemi di difesa antiaerea portatili 9K333 Verba [in Inglese], così come lanciafiamme reattivi Shmel-M lanciafiamme reattivi. Il sistema ha [in Inglese] un peso in combattimento di 14,7 tonnellate, una capacità di carico di 4 tonnellate, un’autonomia di 600 km, una velocità massima su strada di 60 km/h, una velocità in acqua di 10 km/h, e può essere controllato ad un distanza di 10 km.

La Russia possiede un drone da ricognizione che i carri armati possono utilizzare per scandagliare il terreno. Lo Pterodactyl [in Inglese] può rimanere in aria per un periodo molto lungo, in quanto non necessita di fonti di energia a bordo. Esso riceve energia da un cavo flessibile, e può volare intorno al carro armato in un raggio di 50-100 metri. Il nuovo UAV leggero è realizzato in materiali compositi che assicurano durata e leggerezza. Il radar portatile e il visore notturno termico fungeranno da occhi per il sistema.

La Russia sta facendo progressi nello sviluppo di apparecchiature per la guerra elettronica. Alcuni dei sistemi hanno superato le prove, e ora hanno un ruolo di primo piano in Siria.

Secondo l’Izvestia [in Russo], un aereo senza pilota migliorato, in grado di inviare SMS, messaggi audio e video, entrerà in servizio nel 2017.

Il nuovo drone è basato sull’aereo senza pilota Orlan-10, che è parte del complesso aggiornato del sistema per la guerra elettronica RB-341V Leer-3 [in Inglese]. Il sistema comprende tre droni destinati a disturbare i segnali delle stazioni radio base, ed è dotato di speciali dispositivi di disturbo elettronico e trasmettitori.

Le forze armate russe hanno utilizzato il drone ad Aleppo per informare i civili dei corridoi d’uscita e dei luoghi dove potevano ottenere aiuti umanitari. Il sistema è stato utilizzato per inviare i moduli di richiesta per il cessate il fuoco ai militanti. Hanno praticamente sostituito gli aerei.

Il Krasukha-4 [in Inglese] è un stazione mobile di disturbo a banda larga multifunzionale montata su una piattaforma ruotata. Protegge risorse mobili ad alta priorità. I suoi obiettivi primari sono gli UAV e i sistemi a guida radar aviotrasportati. Attualmente sta proteggendo la base aerea di Khmeimim utilizzata da diversi aerei spia russi. Il sistema può disturbare aerei AWACS e missili a guida radar a distanze di fino a 250 chilometri.

Ai missili, una volta disturbati, viene fornito un falso bersaglio invece di quello originale per garantire che essi non siano più una minaccia. La sua portata è così ampia da disturbare efficacemente i satelliti nell’orbita terrestre bassa (LEO) e può causare danni permanenti ai dispositivi radio-elettronici che prende di mira. Il Krasukha-4 può disturbare anche i sistemi radar basati a terra.

Il conflitto in Siria dà alla Russia margine di manovra per testare le sue nuove armi ed equipaggiamenti in condizioni reali. Con le preziose lezioni apprese, l’esercito sta facendo rapidi progressi nel portare in servizio risorse che prima non aveva. L’esperienza maturata in Siria ha notevolmente incrementato le capacità militari della Russia.

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Articolo di Alex Gorka pubblicato su Strategic Culture Foundation il 18 febbraio 2017.

Traduzione in Italiano a cura di Raffaele Ucci per SakerItalia.

[Le note in questo formato sono del traduttore]