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L’agile Ka-52

A metà Marzo Putin ha ordinato il ritiro delle forze armate dalla Siria. Immagini satellitari mostrano ciò che i russi hanno ritirato: 3 bombardieri tattici Su-24 su 15 disponibili, 4 Su-34 di 8 disponibili  e l’intera flotta di 12 bombardieri da attacco al suolo Su-25.

Sono rimasti in Siria tutti i caccia da superiorità aerea Su-30 e Su-35; sono stati trasportati nel paese almeno 4 elicotteri d’attacco Mi-28 e Ka-52. In tutto, da Gennaio a Marzo l’incremento di elicotteri russi in Siria è aumentato da 4 mezzi a 14.

Dunque il ritiro russo non solo ha significato una riduzione nelle forze russe presenti, ma anche una modifica nella sua composizione. Gli aerei d’attacco al suolo sono stati completamente ritirati e gli elicotteri li hanno sostituiti.

Un Su-25 ha caratteristiche diverse da un elicottero d’attacco ma il ruolo rimane il medesimo. Sono progettati per offrire supporto aereo ravvicinato a truppe di prima linea impegnate a terra. Perché dunque cambiare gli uni per gli altri?

I Su-25s russi che sono stati utilizzati in Siria erano vecchi modelli. E’ probabile che nel giro di sei mesi abbiano effettuato così tante sortite da rendere necessario un rientro allo stabilimento per le revisioni di routine.

Nonostante questo, non può trattarsi dell’unica ragione per la quale i Su-25 sono stati sostituiti da elicotteri d’attacco. I russi potevano facilmente scambiare i Su-25 con altri aeromobili effettuando una rotazione, ma hanno deciso diversamente.

Ecco dove le cose si fanno interessanti. Non è mai stato un segreto che i ribelli siriani possedessero armi anti-aeree, inclusi missili da spalla (“MANPAD”, cioè sistema di difesa aerea portatile).

Si credeva che solo un numero esiguo di queste armi fosse in loro possesso poiché era in atto un blocco da parte dei loro sostenitori per l’introduzione di tali armi nel conflitto (armi che potrebbero essere usate in attacchi terroristici).

Schermata 2016-04-11 alle 13.33.00Recentemente, comunque, è diventato evidente che questo blocco è stato superato: questo mese due jet siriani sono stati abbattuti, e cominciano ad apparire su internet le foto di ribelli in posa con quest’arma.

E’ sicuro che i russi abbiano notato che i ribelli stessero ricevendo sempre più armamenti di questo genere, o sapessero in anticipo che sarebbero stati spediti dei MANPADS.

Quindi o i russi sapevano, oppure hanno realizzato rapidamente i rischi per i loro aeromobili nei cieli siriani. Perché ritirare i Su-25?

Il Su-25 è un aereo da attacco al suolo con un concetto simile all’A-10 Thunderbolt II americano, anche si i russi hanno una tradizione più lunga nel costruire tali aerei, risalente al leggendario Ilyushin Il-2 della Seconda Guerra Mondiale.

Il suo scopo è attaccare il nemico in picchiata e da distanza ravvicinata. Naturalmente questo lo espone al fuoco dell’anti-aerea a corto raggio molto più di un Su-24 o un Su-34, che generalmente attaccano da altitudini superiori e più distanti dal fronte.

E’ logico dunque per i russi ritirare i Su-25 invece che gli altri aerei, ma perché sostituirli con elicotteri?

Un Su-25 è molto più resistente di un elicottero, è blindato, capace di abbandonare il campo di battaglia velocemente, scende a bassa quota solo durante l’attacco e, più importante di tutti, può effettuare manovre evasive con una accelerazione di gravità (G) superiore a quella di un elicottero.

L’arma segreta russa

 

Ecco la spiegazione. Gli elicotteri d’attacco russi sono arrivati con le contromisure create per disturbare i MANPADS, sistema che manca ai Su-25.

I russi han sviluppato un “sistema di difesa aerea” chiamato President-S che nei loro test si è dimostrato capace di ingannare Strela-2, Strela-3 e lanciamissili da spalla Igla con facilità. Qualsiasi mezzo equipaggiato con questo sistema lo rende completamente immune a queste armi, eccetto gli ultimi armamenti concepiti, come il missile russo Verba.

Il President-S, secondo i costruttori, ha dimostrato il suo potenziale anche sul campo di battaglia in Siria:

“I sistemi di disturbo elettronici montati sui Mi-28N sono stati facilmente in grado di sopprimere le minacce provenienti dai vecchi dispositivi anti-aerei portatili in mano ai terroristi, in particolare Strela-2 e Igla-1 di costruzione sovietica, così come gli HN-5 di costruzione cinese.”

Gli elicotteri moderni russi sono equipaggiati con il sistema di contromisure President-S, ma finora i Su-25 non ne hanno beneficiato. La variante Su-25SM3 potrà vantare un sistema simile, il Vitebsk-25, tuttavia non ve ne è alcuno in servizio al momento.

Ecco ciò che spaventa: i russi hanno sviluppato un sistema di difesa contro i MANPADS che secondo loro è così efficace da rendere più sicuro un Ka-52 di un carro armato volante come il Su-25.

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I Su-25 potrebbero tornare dopo qualche modifica

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Articolo di Mark Nicholas per Russia Insider, pubblicato il 10 Aprile 2016
Traduzione a cura di Sascha Picciotto per SakerItalia.it