Ho fatto fatica a capire George Soros, perché è un personaggio pieno zeppo di contraddizioni. La sua spinta all’abbattimento dei confini tramite l’aumento dell’immigrazione in tutto il mondo sta minando alla base il suo stesso desiderio di creare un’Europa Unita ed un mondo unificato. Spingendo troppo forte e troppo in fretta sta creando una reazione spontanea. Perciò ho deciso di scrivere un articolo che mi aiutasse a capire meglio quali sono le pulsioni che lo spingono.

Da una parte, ha apertamente riconosciuto, alla fine del 2016, che una “crisi dell’immigrazione” sta letteralmente facendo a pezzi l’Europa. Dall’altra, dichiara che l’Unione Europea è sempre stato il suo progetto più ambito. E allora, come mai sta spingendo l’immigrazione fino al punto di rottura dell’Unione Europea?

Vedo la stessa contraddizione nella Cancelliera tedesca Angela Merkel. L’Europa è chiaramente il suo progetto preferito, però si ostina caparbiamente a rimpinzare tutte le nazioni europee, compresa la propria, di migranti extraeuropei, fino al punto di mettere in crisi le stesse culture autoctone, creando fratture ovunque.

L’Europa ha già di per sé squilibri finanziari che rischiano di far esplodere la, da sempre, precaria Unione Europea, fatta di ferro, ma tenuta insieme con l’argilla. Questi due leader prosperano così bene nello stress  da dover per forza stipare sempre più gente impoverita e insoddisfatta in un contenitore già tutto pieno di crepe? Hanno un desiderio patologico di autodistruzione? Sono dei bulimici dell’immigrazione, che non riescono a smettere di rimpinzarsi, dei tossicodipendenti che devono costantemente piantarsi un ago nel braccio, senza pensare al dolore?

Un’altra grossa crisi per l’euro nel 2017 è per me una previsione ovvia. Come mai non è ovvia per tutti quelli che vorrebbero il successo dell’Eurozona?

Il povero Soros arrabbiato

George Soros ha perso un miliardo di dollari perché le sue scommesse sulla sconfitta di Trump gli sono crollate sulla testa. Soros ha rilasciato di recente una dichiarazione pubblica, e ha scritto che Trump è un nazista, un possibile dittatore che minaccia la radiosa speranza del nuovo ordine mondiale. (Il solo fatto che Soros senta il bisogno di ammettere che Trump ora “minaccia il nuovo ordine mondiale” mi fa sentire bene, sapendo che anche i più accaniti sostenitori del nuovo ordine mondiale sentono sul collo il suo fiato caldo. Possiamo solo sperare che Soros abbia ragione).

Soros teme che ora l’America non sarà più in grado di “proteggere e promuovere la democrazia nel resto del mondo”. Se pensa che Hillary lo avrebbe fatto, allora intende dire che, con Trump, non porteremo avanti più guerre e più colpi di Stato di quanti ne avessero fatti, per portare la democrazia, gli Stati Uniti con Hillary al Dipartimento di Stato. (Di nuovo, lo trovo rassicurante, ma sembra che la cosa metta in allarme Soros che, personalmente, era stato un sostenitore del golpe in Ucraina e della guerra di Hillary in Siria. Date un’occhiata ai documenti del Dipartimento di Stato da me pubblicati in precedenza) [in inglese].

Soros lamenta il fatto che il suo nuovo ordine mondiale si stia disgregando, “prima dal Brexit, poi dall’elezione di Trump negli Stati Uniti e, il 4 dicembre, dal rigetto con largo margine, da parte degli elettori italiani, delle riforme costituzionali”; anche se tutti sanno che questi movimenti (di protesta) sono alimentati sopratutto dalla folle politica sull’immigrazione dell’Unione Europea. Anche negli Stati Uniti l’immigrazione è uno dei problemi principali. Molti liberali amano le attuali politiche sull’immigrazione, ma, evidentemente, c’è troppa gente a cui queste non piacciono e, quando cerchi di far coesistere la gente con la forza, finisce poi che ti si rivoltano contro.

Con altrettanta cecità, Soros si lamenta di tutte le false notizie che hanno “disorientato l’elettorato” e “destabilizzato le democrazie”. Dico cecità perché Soros fa tutto ciò che può per destabilizzare ogni democrazia che diventi nazionalista, finanziando disordini contro tutti quei governi che non accettano il suo dogma globalista. Da un lato sta fomentando un’invasione di massa, assolutamente non desiderata, dall’altro sta finanziando disordini e colpi di Stato, il che fa sembrare strano che possa essere sorpreso dal crescente disordine del nuovo ordine mondiale.

Questa sfacciata ipocrisia è stupefacente.

 

Cos’è che obnubila Soros e cos’è che lo fa parlare?

George Soros afferma che lo scopo principale di tutta la sua filantropia è quella che lui definisce la creazione di “società aperte”, e sostiene che l’unico principio che, secondo lui, può salvare l’umanità è il pluralismo. Senza di esso, crede che ci distruggeremmo l’uno con l’altro. Ha avuto modo di vedere con i suoi occhi una distruzione del genere, da ragazzo, in Ungheria, sotto l’occupazione di Hitler, quando, chiaramente, la cultura del pluralismo non godeva di molto favore, e asserisce che quegli anni sono stati formativi per il suo carattere, come immagino debbano essere stati.

Magari è questo ciò che spinge Soros ad investire enormi somme di denaro nell’ammucchiare gente attraverso l’immigrazione, anche se vede che questo crea delle fratture da stress nella sua beneamata Unione Europea. A causa degli orrori a cui ha assistito da ragazzo, il suo bisogno di mettere insieme delle società pluralistiche potrebbe essere di natura patologica.

Ma è questo, credo, il motivo principale del fallimento di tutto il suo sistema di certezze. Soros crede veramente di poter creare delle società pluralistiche mescolando la gente, in modo che persone di credo e cultura differente imparino ad andare d’accordo. Se mi chiedessero qual è la più grande caratteristica, comune a tutta l’umanità, in grado di salvarci a vicenda, io non risponderei con “pluralismo”. Direi che dovrebbe essere l’amore per l’umanità. Se manca l’amore per tutta l’umanità, costringere la gente a stare insieme creerà solo conflitti, ma non credo che Soros sappia che cos’è l’amore. Soros lavora come una macchina per forzare gli avvenimenti perché, come una macchina, non si rende conto che, per far funzionare il tutto, è necessario che alla base ci sia l’amore.

Data la sua giovinezza, come la racconta nel video sottostante, penso che creda veramente nei valori delle società aperte. Mi rendo conto che quel genere di giovinezza lo renderebbe un credo della massima importanza. Per lo stesso principio, però, Soros crede in questi valori solo fino a quando queste società si muovono in modo democratico verso il principio unificatore del pluralismo, dove Ebrei e Tedeschi, Neri e Bianchi, Cristiani e Mussulmani possono vivere fianco a fianco. Se, al contrario, queste democrazie eleggono dei leaders autocratici, allora preferisce farle a brandelli. Magari è così che sfoga la sua rabbia repressa contro Hitler, e magari questo è il motivo per cui ha voluto vedere così tanta immigrazione in Germania.

Anche Steve Kroft a “Sessanta minuti” ha dovuto lottare, quasi vent’anni fa, per capire la natura, tipo Dr. Jeckill & Mr. Hide, di George Soros, che dice apertamente come i suoi progetti finanziari siano stati realizzati senza nessun riguardo alla morale o alle conseguenze sociali, ma come, al di fuori della sfera finanziaria, egli cerchi “di essere morale” e partecipi intensamente alle attività sociali. Qui c’è l’intervista completa, non quella alterata e più popolare, che viene riportata dai siti Internet conservatori (dove si cerca di far apparire Soros più brutto di quanto non lo sia in realtà, mettendo insieme affermazioni che non erano state fatte nello stesso contesto e rimuovendo le sue spiegazioni chiarificatrici):

Anche in questa versione non manipolata dell’intervista, Soros dichiara candidamente che non gli era stato difficile “neanche un po’” viaggiare con il suo protettore nazista e guardarlo confiscare le proprietà dei suoi confratelli ebrei. Non lo turbava minimamente perché non era lui a farlo.

Anche se Soros non era colui che di persona confiscava le proprietà dei suoi correligionari, come invece farebbero capire le nuove versioni editate (dell’intervista), mi verrebbe da pensare che la maggior parte delle persone dotate di coscienza proverebbe un senso di coercizione alla sola vista di ciò che succede alla loro stessa gente. Che Soros dica che per lui non c’era la minima difficoltà, fa capire come si fosse già instaurata qualche forma di patologia… come se non vedesse quello che stava accadendo o fosse in grado di dissociarsi completamente da quello che stava facendo il suo protettore nazista.

La parte più rivelatrice è quando, con un sorriso, arriva a paragonare la sua esperienza di testimone della confisca delle proprietà ebraiche alla sua attività in campo finanziario, dove, se non fosse lui stesso a causare il crollo delle valute con la sua speculazione, ci sarebbe comunque qualcun’altro a provocare il caos; e allora, qual è la differenza?

Così è come ha imparato a compartimentare la sua vita. Dal momento che qualcuno lo farà, tanto vale che (questo qualcuno) sia lui. Ammette di non pensare mai alla moralità dei suoi investimenti, o alle sofferenze che crea. Dopo aver fatto soffrire finanziariamente intere nazioni, spende soldi per costruire quello che per lui è il meglio, sempre più nazioni pluralistiche. Come un androide, costretto dai suoi programmatori a fare la cosa giusta per l’umanità, non capisce che, come non si può costringere ad amare, non si può obbligare la gente a stare insieme. L’amore si può nutrire, non lo si può costringere.

Questo bambino sociopatico sta cercando di far funzionare la società nel modo in cui, secondo lui, sarebbe giusto. Sta cercando di mettere insieme i pezzi, nella speranza che si fondano tra loro.

Che cos’ha in programma Soros per il 2017?

In una pubblicazione, destinata alle sue innumerevoli attività socio-politiche di beneficenza, Soros scriveva, alla fine del 2016:

Ben prima che Donald Trump fosse eletto Presidente degli Stati Uniti, avevo mandato un biglietto di auguri ai miei amici con le seguenti parole: “Questi non sono tempi da affari normali. Vi faccio i migliori auguri, in un mondo travagliato”. Ora sento il bisogno di condividere questo messaggio con il resto del mondo… Trovo che l’attuale momento storico sia molto doloroso. Le società aperte sono in crisi e diverse forme di società chiuse, dalle dittature fasciste agli stati retti dalle mafie, sono in crescita. Come è potuto succedere ciò? L’unica spiegazione che riesco a trovare è che i governanti eletti non siano riusciti a soddisfare le legittime aspettative e i desideri dell’elettorato, e che questo fallimento abbia contribuito ad allontanare gli elettori dalle forme più comuni di democrazia e di capitalismo. In parole povere, molte persone hanno la sensazione che le elites li abbiano derubati della democrazia… La mancanza di una politica delle redistribuzione è la fonte principale dello scontento che è stato strumentalizzato dagli oppositori della democrazia… Sono stato un fervente sostenitore dell’Unione Europea fin dal suo inizio. La consideravo come la personificazione dell’idea di una società aperta: un’associazione di stati democratici desiderosi di sacrificare una parte della loro sovranità in nome del bene comune… Ma qualcosa è andato maledettamente storto. Dopo la crisi del 2008, un’associazione volontaria di uguali si è trasformata in un rapporto fra debitori e creditori, dove i debitori non riescono a far fronte ai loro obblighi e dove i creditori dettano le condizioni a cui i debitori dovranno obbedire. Questo rapporto non è più né volontario né paritetico. La Germania è emersa come potere egemonico in Europa, ma non ha rispettato gli impegni che gli egemoni di successo devono mantenere, cioè guardare oltre il loro gretto opportunismo e fare gli interessi della gente che dipende da loro… La democrazia è ora in crisi. Anche gli Stati Uniti, la maggior democrazia mondiale, hanno eletto come presidente un imbroglione e un probabile dittatore… Che cosa ci aspetta? Sono sicuro che, negli Stati Uniti, la democrazia si dimostrerà solida. La loro costituzione e le loro istituzioni, compreso il quarto stato, sono abbastanza forti per resistere agli eccessi del potere esecutivo, impedendo così ad un possibile dittatore di diventarlo veramente. Ma gli Stati Uniti, nel prossimo futuro, saranno afflitti da lotte intestine e le minoranze che ne saranno prese di mira soffriranno. Gli Stati Uniti saranno incapaci di proteggere e di promuovere la democrazia nel resto del mondo (Zero Hedge).

Queste parole sono in sintonia con l’esperienza che Soros aveva avuto in gioventù con il potere egemonico della Germania. Sono sicuro che non può fare a meno di risentire la Germania all’opera. E Trump, con tutti i suoi discorsi appassionati, deve sembrargli un po’ come Hitler, anche per i sottintesi razzisti delle preoccupazioni di Trump sul problema dell’immigrazione. Soros è sicuro che gli Stati Uniti abbiano strutture istituzionali che impediscano alle cose di arrivare fino a quel punto, ma è convinto che Trump ci arriverebbe, se non fosse fermato. Perciò Soros impegnerà, negli anni a venire, tutte le sue risorse per combattere Trump, dal momento che, per lui, questa è una battaglia contro Hitler.

In altre parole, non penso che Soros stia solo facendo delle parole. Credo che lo pensi veramente, perché (questo) fa leva su un profondo trauma infantile della sua vita.

Soros, che piange sul disfacimento del suo nuovo disordine mondiale, e che ha perso un miliardo di dollari a causa di Trump, combatterà con ancora più forza di prima, e, nella lettera sopra riportata, rivela quale sarà il suo piano di attacco: “gli Stati Uniti, nel prossimo futuro, saranno afflitti da lotte intestine e le minoranze che ne saranno prese di mira soffriranno”. L’ironia è che sarà proprio Soros a prendere di mira queste minoranze, per infiammarle il più possibile, mettendo alla loro testa dei caporioni che convinceranno queste minoranze che Trump, di fatto, le odia. (Proprio come i media mainstream hanno costantemente ripetuto la falsa notizia secondo cui Trump avrebbe detto che i Messicani sono stupratori).

Soros sta facendo questa previsione allo stesso modo di come aveva predetto la caduta delle valute. Aveva previsto la loro caduta perché i suoi stessi investimenti avevano scommesso contro quelle valute. Sapeva di avere sufficienti capitali investiti per far cadere quelle valute che aveva deciso si dovessero svalutare, e le sue parole avevano avuto abbastanza peso per assestare un ulteriore colpo nella direzione voluta.

Soros, per quest’anno, continuerà a rimestare nel calderone fin che può, e farà in modo che la rabbia divampi; ha abbastanza soldi per rimestare a lungo e, in ogni caso, la rabbia non aspetta altro che di esplodere. Questo dovrebbe essere sufficiente a farvi capire dove andrà a parare il nuovo anno.

Soros vede che L’Unione Europea sta cadendo a pezzi, e vede che Putin spinge in quella direzione, dal momento che si stanno avvicinando molte elezioni, dove candidati anti-sistema, come Trump, stanno prendendo sempre più piede, in Germania, in Olanda, in Italia e in Francia. Egli sa che anche Trump incoraggerà questi movimenti. Perciò, Trump e Putin sono una minaccia comune per quell’Unione Europea che Soros ha avidamente sostenuto fin dagli inizi.

Soros ha finanziato il colpo di Stato in Ucraina perché considerava Putin un autocrate, con cui il governo ucraino, democraticamente eletto, si stava allineando. Se per lui Trump è Hitler, allora Putin è Stalin, che aveva governato le nazioni dell’Est Europeo, come l’Ungheria, dopo la dipartita di Hitler. Soros ama le democrazie che prendono le decisioni che piacciono a lui, ma l’Ucraina aveva scelto un leader che stava cercando legami più stretti con lo stalinista Putin. La democrazia è una grande cosa fintanto che porta a quel genere di governo che Soros crede sia il migliore, ma dev’essere combattuta se si indirizza verso il nazionalismo, o si appoggia a leaders autocratici (o almeno a quelli che Soros ritiene autocratici).

Soros dice di essere preoccupato per il fatto che la Russia potrebbe interferire nelle prossime elezioni europee di quest’anno con altre “fake news”. Ironicamente, Soros scrive: “Il problema è che il metodo usato da Putin per destabilizzare la democrazia non può essere utilizzato per ripristinare il rispetto dei fatti, e una visione bilanciata della realtà”. Però, lo stesso Soros cerca di destabilizzare le democrazie, con proteste e disordini, cosa che certamente non contribuisce a ripristinare il rispetto per i fatti o una visione bilanciata della realtà, anche perché, chi da retta ai fatti o cerca di essere equilibrato nel bel mezzo di una rivolta?

Soros spende miliardi di dollari attraverso organizzazioni “caritatevoli” per seminare discordia in tutto il mondo, in particolar modo su problemi come quello dell’immigrazione, e poi scrive:

Con una crescita economica stagnante e con la crisi dei rifugiati fuori controllo, l’Unione Europea è sull’orlo del disfacimento ed è destinata ad una fine simile a quella dell’Unione Sovietica nei primi anni ’90. Tutti quelli che credono che l’Unione Europea debba essere salvata, in modo da poter essere reinventata, devono fare tutto il possibile per arrivare ad una soluzione migliore.

Vede che la crisi dei rifugiati è fuori controllo, ma continua ad alimentarla. Vede che sta sfasciando la sua tanto amata Unione Europea, ma continua a spingere in quella direzione, proprio come la Merkel. Posso solo concepire questa sua natura alla Dr.Jekyll/Mr.Hide come una fiducia patologica nelle virtù del pluralismo, che aveva avuto origine durante gli anni dell’occupazione nazista che, come detto da lui, avevano formato il suo carattere. Altri potrebbero anche pensare che faccia solo finta di preoccuparsi per la crisi dei rifugiati, ma che, in realtà, quella stessa crisi la stia fomentando perché persegue un’agenda misteriosa e diversa.

Quando dice queste cose, a me sembra completamente onesto, e il mio rilevatore di bugie solitamente funziona molto bene; perciò sono propenso a credere che non stia tramando per il controllo del mondo, ma che creda veramente in quello che sta facendo. Si tratta, naturalmente, di un credo di natura patologica, che ha elevato il pluralismo a virtù suprema, cosa questa che deriva dalla sua esperienza di Ebreo sotto i nazisti. Quando si mette la virtù sbagliata in cima alla scala dei propri valori, questa di solito cessa di essere una virtù e diventa un tiranno. Se, per esempio, la lealtà è il valore a cui tenete di più, sarete leali al capo malvagio a cui obbedite, indipendentemente dalle sue malefatte; è così che Hitler è rimasto al potere.

Non ho visto granché che indichi che Soros conosca l’amore per esperienza personale. Se il suo carattere fosse stato costruito sull’amore, non sarebbe stato così indifferente mentre assisteva alla confisca delle proprietà dei suoi concittadini ebrei, ritenendolo un qualcosa che sarebbe comunque successo, che lui stesse a guardare oppure no. Si sarebbe anche preoccupato di tutti quelli che sarebbero rimasti feriti nelle proteste violente da lui finanziate. Perchè, in realtà, non sa che cosa occorre per una coesistenza felice, spera di ottenerla stipando insieme la gente con la forza, cercando poi di creare dei conflitti quando percepisce la minaccia di una dittatura, proprio allo scopo di destabilizzare la suddetta dittatura.

La sua è così una duplice strategia: mettere la gente insieme per creare pluralismo, far crollare le dittature che non tollerano il pluralismo. A questo punto è veramente addolorato dal fatto che il suo nuovo ordine mondiale stia cadendo a pezzi ovunque, perciò spingerà ancora di più, spenderà ancora più soldi per cercare di farlo funzionare.

Nel mio prossimo articolo [in inglese] farò un riepilogo dei movimenti che, a questo scopo, si stanno già formando.

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Articolo di David Haggith pubblicato su The Great Recession Blog il 13 gennaio 2017

Tradotto in italiano da Mario per Sakeritalia.it