Il mio prossimo libro, Restringere la Tecnosfera: Come dominare le tecnologie che limitano la nostra autonomia, auto-sussistenza e libertà, sarà disponibile questo autunno dall’editore New Society Publisher. Sono circa a metà nel correggere la prima bozza del manoscritto. Ecco un estratto.

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Talvolta può sembrare che la tecnosfera vada contro il suo stesso scopo. Qual’è il senso nello sprecare risorse in armi, quando c’è già abbastanza materiale militare per ucciderci tutti numerose volte, ancora e ancora? Qual’è il senso di contaminare l’ambiente con tossine chimiche a lunga durata e isotopi radioattivi che scatenano alte percentuali di cancro nei servitori umani della tecnosfera? Quale scopo c’è nell’incoraggiare livelli estremi di corruzione dei governi e delle banche nel mondo, o nel creare le condizioni per una estrema iniquità sociale? In che modo tutto ciò aiuta la tecnosfera a crescere più forte e più determinata nel tentare di provocare conflitti internazionali e dividere il mondo in fazioni in guerra? Si tratta solo di fallimenti o sono giusto problemi troppo piccoli per essere di qualche importanza? Oppure – ecco una considerazione scioccante – si potrebbe forse riassumere in una perfetta strategia da parte della tecnosfera.

Se guardassimo più da vicino, scopriremmo che tutte le manifestazioni della tecnosfera, nonostante a livello superficiale possano sembrare problemi, sono di fatto un sostegno per la tecnosfera, in più modi correlati tra loro. Aiutano la tecnosfera a crescere, divenire più complessa e dominare completamente la biosfera. Ci sono troppi problemi per riuscire a rintracciarli tutti, esaminiamone alcuni tra i più importanti – quelli a cui mi riferivo poco sopra.

Parlando di cancro, sarebbe una buona idea minimizzarne gli effetti tenendo composti chimici cancerogeni e contaminazione radioattiva lontana dall’ambiente, ed eliminando microonde e radiazioni ionizzanti. Tuttavia, dal punto di vista della tecnosfera, tutto ciò non sarebbe ottimale. Per prima cosa violerebbe una delle sue prime direttive, dare priorità agli interessi della biosfera a discapito dei suoi bisogni primari. Secondariamente, ciò limiterebbe il bisogno di un intervento tecnico. Il trattamento del cancro è un tour de force per la tecnosfera, le permette di usare le sue tecniche preferite – la chimica (nella forma della chemioterapia) e la fisica (sotto forma di radioterapia) –  per uccidere cose viventi (cellule cancerogene, ecco cosa). Terzo, si asterrebbe dall’opportunità di esercitare controllo sulle persone, forzarle a servire e obbedire, per timore che vengano loro tolte le costosissime terapie salva-vita contro il cancro. Ciò che è ottimale per la tecnosfera, dunque, è una situazione dove ciascuno riceve un cancro curabile, e nessuno ha la speranza di sopravvivere senza una chemioterapia, o una terapia a base di radiazioni. Alla tecnosfera piace che noi si sia pazienti, e i pazienti medici lo sono per definizione.

Quando si tratta di incoraggiare livelli estremi di corruzione nei governi e nelle banche, anche questo sembra inizialmente essere contro-produttivo: in fondo non produrrebbe migliori risultati un settore finanziario basato sulla legge, efficiente, e un governo morale trasparente? Si, ma risultati per chi? Un governo morale e regolamentazioni bancarie appropriate servirebbero gli interessi degli… umani! Esatto, sarebbe come se la biosfera si appropriasse dei benefici ancora una volta! Dal punto di vista della tecnosfera, è più efficiente far corrompere dalle banche i rappresentanti di governo, convogliando attraverso di loro denaro attraverso una varietà di schemi; i rappresentanti dei governi si rifiuteranno dunque di introdurre regolamentazioni, o di perseguire le banche per i loro crimini. Non appena si raggiunge questo livello di corruzione, la lealtà dei rappresentanti non ricade più sulle entità viventi, complicate e ostinate, conosciuti anche come “elettori”, ma a simboli astratti di benessere, che sono molto più semplici da manipolare per la tecnosfera, al fine di ottenerne un vantaggio massimo.

Infine, non sarebbe molto più d’aiuto se ci fosse la pace nel mondo, un governo mondiale unito e benevolente piuttosto che una umanità continuamente divisa in fazioni combattenti? Forse, ma cosa farebbe aumentare l’abilità della tecnosfera di uccidere persone? Quando le grandi nazioni devono prepararsi costantemente alla guerra, sono costrette ad armarsi da sole, per riuscirci devono industrializzarsi – per svilupparsi e mantenere una base industriale indipendente. Se non fosse per la necessità di primeggiare nelle corse agli armamenti, alcune nazioni potrebbero preferire astenersi dal perseguire l’industrializzazione e rimanere agrarie ma, a causa della minaccia della guerra, la scelta è tra industrializzazione e sconfitta.

La guerra ha altri benefici. La guerra richiede spade, che quando la guerra è finita vengono battute in aratri; ciò conduce a incrementi nell’efficienza agricola che rendono sovrabbondante il lavoro del contadino, e lo allontanano dalla terra per portarlo alla città, dov’è costretto a lavorare in fabbriche, incoraggiando ulteriormente l’industrializzazione. La guerra offre ad armate industrializzate una facile via per sterminare o schiavizzare le tribù non industrializzate, che sarebbero altrimenti un pessimo esempio di persone in grado di vivere felicemente fuori dalla tecnosfera. Come ultima cosa, senza una potente macchina da guerra, la gente sarebbe capace di organizzarsi da sola e provvedere alla propria sicurezza, rendendosi più difficili da controllare, mentre l’esistenza di potenti armi militari rende necessario che la sicurezza venga messa nelle mani di un’organizzazione saldamente controllata, strettamente disciplinata, tecnocratica, gerarchia – esattamente del tipo che la tecnosfera preferisce.

Sembra dunque che la tecnosfera, vista come un organismo, possieda una sorta di primitiva intelligenza emergente. Se questa affermazione sembra essere una congettura stravagante, paragonatela dunque all’ipotesi di Gaia di James Lovelock. Secondo Lovelock, tutti gli organismi viventi che abitano la biosfera della Terra possono essere visti come un singolo super-organismo. E’ un sistema complesso che si auto-regola, interagisce con gli elementi inorganici del pianeta in modo tale da renderlo abitabile. Le sue funzioni di base includono la regolazione della temperatura, la concentrazione di vari gas nell’atmosfera e la salinità degli oceani. Questa abilità della biosfera di mantenere l’equilibrio omeostatico e regolarlo nel caso di possibili eruzioni vulcaniche e impatti di asteroidi, può essere visto come l’emergere di un’intelligenza che si batte per la più grande complessità e diversità possibile nella rete della vita. Nonostante sia in qualche modo controversa, e non testabile direttamente, l’ipotesi di Gaia è presa alquanto sul serio da una varietà di discipline accademiche.

Presa in questo contesto, la mia ipotesi – chiamiamola l’ipotesi Anti-Gaia – sembra molto meno stravagante. E’ capitato che la tecnosfera si sia innalzata al di sopra e in contrasto a Gaia e alla biosfera, possiede una sicura intelligenza primitiva emergente che le permette di crescere in complessità e potere per dominare la biosfera a livelli ancora maggiori.

A differenza di Gaia, che è un organismo fine a se stesso, la tecnosfera è un parassita sopra la biosfera, usa gli organismi viventi come fossero macchine, si batte il più possibile per sostituirli con macchine. E’ perfettamente ovvio se si considera l’agricoltura industriale, che rimpiazza ecosistemi complessi con una semplice, meccanizzata, monocoltura fertilizzata chimicamente. La fattoria industriale, dove gli animali sono confinati in una sorta di inferno meccanizzato, è un perfetto esempio di come la tecnosfera preferisca trattare altre forme di vita superiori. Quando è il turno di noi umani, il miglior esempio dell’influenza della tecnosfera è la moderna corporazione, dove la gente è incentivata (di fatto, è richiesto dalla legge) ad agire come perfetti psicopatici, inseguendo ciecamente profitti per gli azionisti a discapito di tutti i bisogni umani. In politica, la tecnosfera dà la nascita a macchine politiche, che trattano i loro elettori come  animali da laboratorio, condizionandoli a premere certe leve nelle macchine elettorali, a seconda di quali stimoli siano stati loro inviati dai mass media.

A differenza di Gaia, che si batte per mantenere l’equilibrio omeostatico, questa intelligenza lotta per il disequilibrio – per la crescita continua, che, su un pianeta ristretto con limitata disponibilità di risorse non rinnovabili, è ovviamente un binario morto – “morto” come “estinto”. Per compensare a tutto ciò, la tecnosfera sogna conquiste universali (con l’aiuto di alcuni umani che ne sono alla mercé): sogna di creare una razza di robot che possano auto-riprodursi e viaggiare nello spazio. Sogna di abbandonare alle spalle questo pianeta esausto e devastato, colonizzare altri mondi – mondi con molte più risorse non rinnovabili da sperperare e, cruciale, una nuova biosfera da dominare e distruggere. Questo ultimo pezzo è molto importante, perché l’esistenza della tecnosfera perde ogni significato senza entità viventi che può forzare ad agire come macchine. Senza una biosfera da distruggere, la tecnosfera diventa un robot cieco e sordo, che fischia a sé stesso nell’oscurità. Senza la miracolosa, meravigliosa virtù che è la vita, la tecnosfera non può nemmeno aspirare ad essere cattiva – solo banale. “Dispositivo nello spazio! Yawn…”

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Articolo di Dmitry Orlov, pubblicato il 23 Febbraio 2013
Traduzione in Italiano a cura di Sascha Picciotto per SakerItalia.it e ClubOrlov