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Latakia

Latakia 25-2-2016

Latakia 25-2-2016

Procede senza sosta l’avanzata delle forze siriane sulle cime dei monti a nord-est della provincia di Latakia, il villaggio di Kabani è quasi circondato, muovendosi sulle strategiche cime attorno ad esso, ormai lo cingono su tre lati; solo il fianco ovest resta libero. A breve, terminato di posizionare le pedine sulla scacchiera, scatterà l’assalto finale e l’accesso alla provincia di Idlib diverrà operativo. Queste cime infatti dominano la pianura di Idlib e permetteranno di avanzare ulteriormente sia lungo la M4 che dalla pianura verso la città di Jisr Al- Shugur.

Non vi è pericolo che queste formazioni aderiscano al cessate il fuoco, esse sono tutte facenti capo ad Al-Nusra, sono diverse sigle ma sono già state tutte identificate per bene.

Nelle ultime 48 ore le cime ed i villaggi liberati sono stati: Xakur Taxtani, Mazaala, Barza Taxtani, Deirwina, la cima 852.

Aleppo, strada dei rifornimenti

Aleppo, strada dei rifornimenti 25-2-2016

Aleppo, strada dei rifornimenti 25-2-2016

Con la presa da parte delle forze speciali siriane di Khanasser ieri sera, mancano davvero pochi villaggi alla totale ripresa dei trasporti lungo questa importante tratta; è importante notare come, grazie ai bombardamenti aerei e di artiglieria, i terroristi abbiano subìto un numero davvero elevato di perdite, fatto che gli potrebbe costare caro a breve, e non ne hanno neppure tratto alcun vantaggio strategico particolare.

Mgerat, Al.Khavaz, Ap-Raxib e un altro villaggio, sono gli ultimi che bloccheranno la riapertura, ve ne sono altri su una strada laterale che verranno “trattati” in seguito, ma ora la riapertura è l’obbiettivo principale.

Da annotare come anche un altro punto della strada, nella parte che da Ithriyah porta verso Al-Salamiyah, ISIS sia riuscita ad installare un piccolo dispositivo di truppe per un posto di blocco, anch’esso verrà “trattato” a breve, nulla di che preoccuparsi, sono tentativi senza strategia particolare e lasciano il tempo che trovano.

Post scriptum: mentre terminavo di redigere il bollettino, è arrivato l’aggiornamento della situazione dei combattimenti lungo questa tratta; anche Merat è stato raggiunto dalle forze siriane e già praticamente liberato, di questo passo per la serata avremo la via aperta.

Deir Ezzour

Deir Ezzour 25-2-2016

Deir Ezzour 25-2-2016

Tra ieri e martedì pomeriggio, ISIS ha sferrato l’ennesimo attacco all’aeroporto di Deir Ezzour, colpendo la prima linea di difesa siriana posizionata sul lato a sud est.

La strategia è sempre la stessa da tempo, ogni attacco è preceduto da un assalto con veicoli imbottiti di esplosivo che si lanciano sulle posizioni delle difese per aprire dei varchi su cui poi cala l’attacco di fanteria. Essendo una strategia nota, i siriani sono ben preparati e hanno eliminato i veicoli prima che arrivassero a segno. Nonostante la neutralizzazione dei veicoli Kamikaze, i terroristi si sono comunque lanciati all’attacco e sono stati eliminati in gran numero, tra loro sono stati identificati combattenti provenienti da Libia, Arabia Saudita, Cecenia, Kuwait.

Nelle retrovie del Daesh invece, si è scatenato una offensiva massiccia portata con i cacciabombardieri da parte dei Russi, che hanno colpito molteplici obbiettivi causando ingenti danni e perdite ai terroristi. Ieri è stato annunciato infatti che in 48 ore l’aviazione russa, nel complesso, abbia colpito più di 200 obbiettivi dei terroristi, su vari fronti. Dal 16 febbraio ad oggi invece, le aviazioni russe e siriane, hanno compiuto 459 sortite, colpendo 1589 obbiettivi dei terroristi.

Cessate il fuoco in Siria

Entro domani a mezzogiorno,dovranno pervenire le adesioni al cessate il fuoco da parte dei gruppi non aderenti o legati ad Al-Nusra ed Al Qaeda, che sono già state individuate, per stabilire le aree su cui verrà applicato dalle parti in causa il cessate il fuoco; sono escluse anche le forze appartenenti al Daesh, il che praticamente include nelle forze che non potranno aderire al cessate il fuoco circa i 4/5 del totale delle forze terroriste in Siria.

Il presidente turco Erdogan si è affrettato a far sapere che non aderirà al cessate il fuoco contro le organizzazioni difensive curde, in quanto vuole proseguire nello sterminio del popolo curdo in Turchia, dove nel silenzio totale dei media occidentali proseguono i massacri della popolazione, e anche nei bombardamenti sui curdi-siriani, alleati del presidente Assad attraverso alcune formazioni minoritarie, SDF, della coalizione a guida americana.

Immagino già il caos che uscirà sulla localizzazione delle forze terroristiche aderenti; di sicuro gli americani cercheranno di ingigantire le aree sotto il controllo delle sparute milizie della SFA ormai ridotte al lumicino nel nord del Paese.

Ultima ora

Turchia, città di Nusaybin, confin

Turchia, città di Nusaybin, confine siriano 25-2-2016

Potente esplosione nella città frontaliera turca di Nusaybin, diverse e numerose vittime tra i soldati turchi.

Stefano Orsi