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Sono giorni di grande importanza per i futuri sviluppi in Siria.

Stiamo vivendo un momento cruciale: il cessate il fuoco sta sostanzialmente tenendo nelle zone in cui è stato applicato, e sta generando nuovi accordi di riconciliazioni con il governo siriano da parte di villaggi e città che avevano aderito alle iniziali rivendicazioni dei cosiddetti ribelli; si tratta di quelle zone sotto controllo tribale, pertanto non di terroristi, e la riconciliazione riporta queste aree sotto la bandiera siriana, libera nuove truppe e semplifica la gestione dei frastagliati fronti. 42 sono i nuovi accordi firmati in questi giorni, un numero che ancora non si è fermato, frutto del lavoro di mediazione di una delegazione russa. Il più significativo di questi è quello concluso con la città di Al-tal vicino a Damasco, città che era addirittura finita sotto controllo ISIS fino a quando la stessa popolazione non si è ribellata, cacciandoli, ed ora l’accordo è davvero un gran risultato.

I delegati militari russi stanno trattando in numerosi altri centri al fine di estendere la riconciliazione sotto la bandiera siriana, quella legittima si intende…..

Ora la situazione dei combattimenti.

Inizio trattando un tema di solito sfiorato dai bollettini che mi giungono, ma che invece seguo con estrema attenzione.

Il Fronte Nord-Est siriano e i Curdi dell’YPG

Fronte complessivo siriano-curdo 6-3-2016

Fronte complessivo siriano-curdo 6-3-2016

In questi giorni si sta palesando ciò che abbiamo intuito nelle scorse settimane, un progressivo indebolimento della tenuta dei fronti da parte di ISIS; la coperta che deve stendere per far fronte ai combattimenti si sta velocemente logorando e si fa sempre più corta, per fermare la pressione che l’esercito siriano sta applicando con i suoi continui attacchi nelle province di Aleppo, Hama, Homs, e Damasco, le perdite che il Califfato sta subendo hanno imposto di far affluire più truppe in questi settori per difendere le roccaforti di Al-Bab, Dayr Hafir, Palmira, Qaryatayn, ed il saliente di Al-Qafr nell’estremo sud del Califfato.

Così facendo hanno dovuto sacrificare il fronte nord con i territori difesi dall’Esercito di difesa del Popolo, i curdi appunto l’YPG, e una volta che questi si sono resi conto della debolezza delle difese dell’ISIS, hanno preso coraggio e si sono scagliate contro di esse in un’offensiva che ancora non si è arrestata, giorno dopo giorno osservo i territori che vengono ingeriti dalla macchina da guerra curda, e l’ISIS si trova ora nell’impossibilità di rispondere nel breve periodo avendo ormai spostato la maggior parte delle truppe per arginare le iniziative siriane, giunte con l’attacco della 555^ Brigata fin nella provincia di Raqqa, prima di arrestarsi per ripristinare la via di rifornimento di Aleppo; altro segnale della disperazione dei comandi ISIS che hanno tentato di rallentare i siriani, e ci sono sicuramente riusciti: ora però la via è nuovamente aperta e loro hanno perduto centinaia dei loro uomini migliori.

Vediamo dove avanzano le forze siriano-curde.

Abbiamo visto come con una operazione lampo nelle scorse settimane avessero conquistato le posizioni che ISIS aveva nella provincia di Hasaka, e che da li abbiano proseguito scendendo verso sud lungo la autostrada M7 travolgendo tutti i villaggi che risultavano pressoché abbandonati dai terroristi, fino ad Al Shaddadi, dove hanno constatato che a parte qualche scontro, anche qui gli uffici, chiamiamoli “governativi”, erano stati svuotati e abbandonati. Poche sono state le iniziative per arginare questa avanzata, che ha così preso la via di Adil, e ancora più a sud è arrivata fino ad Alva, e poi si è arrestata nei pressi di Margad vicino a Markade , villaggio controllato da ISIS sulla M7, ma ormai nel mirino delle forze curdo-siriane.

Nell’attesa seguita alla conquista di questi territori, hanno proseguito nel consolidamento delle conquiste, allargando la zona di sicurezza e prendendo il controllo di altre importanti arterie di comunicazione come l’autostrada 715 in cui si trovano importanti impianti petroliferi, e la Khwaibyra Road, che ora hanno oltrepassato e scendono lungo la frontiera con l’Iraq.

Più ad ovest dopo aver respinto alcuni attacchi timidi dell’ISIS nella zona di Al-Sab’a Wa Arbaien, terminati con la netta sconfitta terrorista, si sono mobilitati per avanzare decisi lungo l’autostrada Raqqa-Hasakah; nel farlo hanno conquistato completamente le alture di Abdel Aziz, da cui i terroristi li minacciavano, e hanno proseguito decisi lungo la M4, che hanno occupato interamente nel loro settore. Scendendo da nord ed avanzando da est sono arrivati fino di fronte a Mukammal, importante crocevia che pare ancora ben difeso da ISIS; se cade, una via secondaria per Raqqa si apre alla loro avanzata. Poco più a sud i pozzi petroliferi di Malih sono stati presi con qualche combattimento subito risoltosi nella sconfitta dei difensori takfiri.

A nord di Raqqa, con la caduta di Iacto e, a quanto mi scrivono, anche di Bir Hammoud, le forze siriano-curde, si troverebbero a meno di 40 Km da Raqqa.

P.s.: confermo la conquista di Bir Hammoud.

Fronte siriano-curdo su Raqqa 6-3-2016

Fronte siriano-curdo su Raqqa 6-3-2016

Capite bene cosa significhi questo.

Il tremendo sforzo in cui si sono spesi i terroristi nel contrastare le avanzate dell’esercito siriano a Kuweires, Al-Bab, nella stessa provincia di Raqqa, a Qaryatayn e Palmira, ha talmente indebolito le schiere del Califfato che un suo tracollo totale è ormai prossimo; si profila dunque una grande sconfitta dell’ISIS che potrebbe cedere di schianto e vaporizzarsi non appena questo diverrà evidente anche ai suoi ultimi difensori.

Deyr Ezzour

Deyr ezzour 6-3-2016

Deyr ezzour 6-3-2016

Da due giorni sono ripresi con grande intensità gli attacchi del Daesh contro la città e la base annessa, circondati ed isolati ormai da anni, che ancora riescono a trovare forze e tenacia per non cedere.

Solo ieri sono stati 14 gli attacchi suicidi con veicoli esplosivi lanciati contro le postazioni difensive nel nord del perimetro difensivo presso il quartiere di Al-Baghayliyah, ma non sono riusciti a fare un passo in avanti oltre le difese dei siriani guidati dal comandante druso Zahar Eddine.

 

Provincia di Hama

Provincia di Hama 6-3-2016

Provincia di Hama 6-3-2016

Nuovo attacco ISIS lungo la via dei rifornimenti alla città di Aleppo, combattimenti pesanti che hanno impegnato seriamente l’esercito siriano, ma che si sono risolti in una nuova sconfitta per il califfato.

Rapporti russi, basati su immagini satellitari inquadrano forti concentrazioni di truppe ISIS pronte per un nuovo attacco lungo la Salamiyah-Raqqa, che costituisce un tratto delle vie di rifornimento ad Aleppo, per cui la partita non è chiusa e la strategia dei terroristi invece è chiara.

Sarà un lavoro per le aviazioni russa e siriana.

Qaryatayn provincia di Homs

Homs 6-3-2016

Homs 6-3-2016

Proseguono gli scontri tra l’esercito siriano, la 120^ Brigata della 2^ Divisione, più diverse altre formazioni di combattenti, che da mesi impegnano ingenti forze ISIS in questo importante settore; negli originari piani del Daesh c’era il blocco della strada che collega Homs a Damasco, ma vennero fermati nell’agosto del 2015.

Interferenze turche

Fonti delle milizie siriano-curde dell’YPG riferiscono che diversi colpi di artiglieria pesante si siano abbattuti sulla città di Qamishli, vicino al confine turco, le stesse fonti riferivano che a far fuoco sarebbe stato l’esercito di Ankara.

Aleppo

Dopo la bella notizia del ritorno dell’acqua per la popolazione civile della città, oggi una bellissima notizia: è tornata anche la corrente elettrica; infatti i tecnici siriani sono stati impegnati h24 nei lavori di recupero e ripristino della grande centrale di Aleppo, recentemente riconquistata alle forse ISIS durante l’offensiva condotta dai reparti speciali Forza Tigre. Sicuramente i danni saranno molti e il ripristino sarà parziale e progressivo, ma la notizia è davvero buona.

Latakia

Latakia 6-3-2016

Latakia 6-3-2016

Proseguono serrati i combattimenti nel villaggio di Kabani ultimo baluardo dei terroristi di Al-Nusra in questo settore del fronte, oltre c’è solo la provincia di Idlib, le difese sostenute da Jaysh al-Fateh (esercito di conquista) affiliati ad al-Qaeda, resistono da qualche giorno ai lavori di ammorbidimento imposti dalla 103^ Brigata della Guardia Repubblicana, responsabile di coordinare le operazioni siriane in questo fronte.

Sono proseguiti invece i progressi lungo la M4 nel costante avvicinamento a Jisr Al-Shughour, roccaforte di Al-Nusra e punto chiave per accedere alla piana di Idlib.

Raqqa

Raqqa, moti ed insurrezioni 6-3-2016

Raqqa, moti ed insurrezioni 6-3-2016

Altro fattore di estremo interesse, di cui è stata diffusa oggi la notizia, è rappresentato dai disordini scoppiati in Raqqa, la capitale del Daesh, disordini in cui i cittadini siriani si sarebbero ribellati agli sgherri del Califfato prendendo il controllo di alcuni quartieri della città: Al-Darayah, Al-Rameellah, Al-Fardouss, Al-Ajayli, Al-Bakri, sui quali è stata nuovamente issata la bandiera siriana.

Le agenzie siriane, riferiscono anche di dissidi interni alle truppe cammellate dei terroristi ISIS, divise tra mercenari stranieri e locali.

E’ purtroppo difficile verificare correttamente queste informazioni, ma già il fatto che iniziano a trapelare simili informazioni, cosa mai avvenuta in precedenza, ci fa capire come sia grande la difficoltà in cui versa in queste settimane il Califfato.

Ruolo sempre importantissimo è stato svolto dai bombardamenti mirati eseguiti dalle forze russe e poi nuovamente dalle riorganizzate forze aeree siriane.

Stefano Orsi