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Cercherò di sintetizzare le ultime novità di questi giorni, cominciamo con il fronte di Palmira.

Palmira

Palmira, fronte sud 23-3-2016

Palmira, fronte sud 23-3-2016

Palmira, fronte nord 23-3-2016

Palmira, fronte nord 23-3-2016

22-03-2016

Il giorno 22 comincia con una nuova offensiva delle forze siriane che aggrediscono le difese ISIS nel loro punto di maggior forza, la Villa Reale del Qatar. In un aggiornamento flash scritto da me: “Si combatte per il controllo della Villa reale del Qatar, fortificata dai terroristi ISIS, è in una posizione strategica per controllare il fronte sud delle difese della città; se riuscissero a conquistarla, le forze siriane segnerebbero una vittoria davvero importante per la liberazione della storica città.”

Questo ieri, vediamo come si è evoluta la situazione il 23 marzo.

23-03-2016

La battaglia di cui scrivevo ieri sera si è conclusa con la piena vittoria della coalizione siriana, la Villa Reale è stata catturata e tutte le reti viarie del fronte sud sono ora in mano a Damasco. Il fronte si sta avvicinando alla cerchia urbana.

Poco più a sud , lungo la strada M90, si sta combattendo presso una sottostazione elettrica, i siriani stanno espandendo il territorio sotto il loro controllo approfittando della confusione tra le schiere ISIS, che al momento sembra trovino difficoltà a manovrare, dati i pressanti bombardamenti sia russi che siriani, anche per il probabile collasso delle loro comunicazioni che non permettono più di coordinare le forze di cui ancora dispongono.

La zona conquistata ieri è nota come Triangolo di Palmira; poco a nord è stato preso anche il punto fortificato di Dzhebely Aly da cui si dominano i frutteti di Palmira, da cui è stata presa questa foto.

Frutteti di Palmira 23-3-2016

Frutteti di Palmira 23-3-2016

Più a nord sono in corso pesanti combattimenti. Le truppe siriane, affiancate dalla valorosa e molto ben addestrata fanteria di Hezbollah, stanno attaccando le difese del Daesh per cingere sul fianco nord la città, che a quel punto sarebbe chiusa su tre lati. L’unico ancora aperto sarebbe la strada M20 che porta verso Al-Sukhna dopo un lungo tragitto in aperto deserto.

Tra ieri ed oggi, sono giunti sul fronte ulteriori rinforzi, attrezzati per rapidi movimenti nel deserto mediante tecniche attrezzate con mitragliatrici binate e missili anticarro; si tratta di unità del Fouj Al-Joulane Liwaa Suqour Al-Quneitra. Il totale degli effettivi impegnati nell’offensiva su Palmira supera ora le 6000 unità.

Qui il video dei combattimenti nel triangolo.

Contrariamente a quanto mi è capitato di leggere oggi, le rovine della Palmira romana non sono ancora state liberate; anche le rovine del castello restano per ora in mano terrorista.

Aggiornamento flash: nel momento in cui scrivo arriva la notizia che le forze congiunte siriane ed Hezbollah stanno assaltando il villaggio turistico alberghiero a fianco dei frutteti, portandosi ulteriormente a ridosso sia della città che delle rovine della vecchia Palmira.

Anche ISIS si sta muovendo, alla sottostazione elettrica pare stiano prevalendo, e anche più a nord in un crocevia, stanno recuperando il controllo di un caposaldo. Come si vede il valore dei nemici porta anche peso alle vittorie che si ottengono.

Fronte di Qaryatayn

Qaryatayn 23-3-2016

Qaryatayn 23-3-2016

Il 22 marzo ho scritto: “Le forze siriane avanzano ancora verso l’abitato di Qaryatayn, antica città cristiana della Siria, resta una via di fuga per i terroristi e speriamo che la prendano al volo, così si ritroveranno in pieno deserto e senza difese aeree.

Ricordarsi sempre che il fronte di Qaryatayn e di Palmira sono intimamente connessi e fanno parte della medesima offensiva siriana.

23-03-2016

La situazione rispetto al 22 rimane pressoché immutata: le forze siriane si stanno preparando per una nuova offensiva e si stanno assestando anche sui nuovi capisaldi conquistati lungo le cime che fiancheggiano l’autostrada 7; le difese ISIS si sono ormai chiuse entro i confini urbani, le vie di rifornimento da altri capisaldi del Daesh al momento sono tutte chiuse e sono praticabili solo alcune piste sterrate nel deserto, che verrebbero loro buone in caso di abbandono delle postazioni.

La difficoltà conclamata dei terroristi è apparsa davvero nella sua interezza: non riescono più ad imbastire alcuna azione di controffensiva come nei mesi scorsi. Occorre ricordare come già altre volte le forze siriane si fossero portate sotto, ma anche che i comandi ISIS abbiano sempre prontamente risposto con massicci e decisi contrattacchi che hanno più volte riportato il fronte su Maheen e anche su Sadad.

Cos’è cambiato da allora?

I raid aerei lavorano sui medi periodi, soprattutto se non condotti con centinaia di aerei ma con poche decine come accade in Siria; depositi di munizioni che si assottigliano, linee di rifornimenti battute dai caccia che distruggono i convogli o gli stessi depositi, e anche il personale di rinforzo che non copre più i caduti sul fronte. Aggiungiamo che mai prima d’ora le truppe siriane siano state tanto numerose e ben armate proprio su questo fronte, come del resto abbiamo già avuto modo di analizzare in passato.

Anche qui come a Palmira il dispositivo di truppe schierato conta più di 5000 uomini, tra i quali anche diversi reparti di forze speciali che, sul campo, non si limitano a coordinare le truppe ma aggiungono quel di più che occorre per vincere nel momento in cui la bilancia sembra incerta da che lato pendere.

Deir Ezzour

Deir Ezzour 23-3-2016

Deir Ezzour 23-3-2016

Occorre indicare che nonostante gli ANNI di assedio ed isolamento sopportati da questi valorosi combattenti siriani, il loro spirito combattivo non demorde. I soldati hanno respinto diverse offensive terroriste, una di queste è stata effettuata l’altro ieri con un massiccio impiego di forze. Gli uomini del Califfo sono calati da nord per occupare alcuni quartieri della città, Tel Al Ruvad per la precisione, ma le pesantissime perdite (più di 100 terroristi sono stati eliminati) li hanno convinti a ritirarsi con le pive nel sacco.

Sul fronte sud invece, a sorpresa, i leoni di Zahr Eddine, hanno attaccato il Daesh e riconquistato alcuni capisaldi che migliorano decisamente la loro difesa meridionale, tra questi anche un impianto di estrazione, al momento non operativo, di Tayyem.

Davvero sorprendenti per coraggio e spirito indomito.

Questa la situazione sui fronti al momento di maggiore attività. Non sono gli unici fronti dove si combatte, anzi; tuttavia rappresentano sicuramente quelli di maggior interesse strategico.

Stefano Orsi