Il 21 giugno 2021, l’esercito ucraino ha sparato con mortai da 120 mm e razzi anticarro contro Staromichajlovka e Lozovoe, uccidendo quattro soldati della milizia popolare della DPR (Repubblica popolare di Donetsk) e ferendone altri cinque. L’alto numero di vittime è stato causato dal fatto che l’esercito ucraino, in violazione delle sue garanzie di sicurezza, ha sparato sulla squadra che stava recuperando i morti e i feriti dello scontro a fuoco del mattino, aumentando così il bilancio iniziale.

Come temuto, la calma delle ultime settimane è stata solo temporanea, e non appena il bel tempo è tornato nella DPR, l’esercito ucraino ha tirato fuori le sue armi pesanti e ha violato non solo il cessate il fuoco previsto dagli Accordi di Minsk, ma anche la Convenzione di Ginevra, sparando su un veicolo medico del gruppo di evacuazione che era venuto a raccogliere le prime vittime dei suoi colpi.

Dalle 10:10, per più di un’ora, Staromichajlovka e Lozovoe, due località situate alla periferia sud-occidentale di Donetsk, sono state prese di mira dall’esercito ucraino. In tutto, 11 colpi di mortaio da 120 mm e 5 razzi anticarro sono caduti sulle posizioni della milizia popolare.

I colpi di mortaio da 120 mm sparati dall’esercito ucraino hanno ucciso tre soldati della milizia popolare della DPR e ne hanno ferito un altro. Il capo della rappresentanza del DPR presso il Centro Congiunto di Controllo e Coordinamento del Cessate il Fuoco (JCCC) ha quindi contattato telefonicamente la sua controparte ucraina.

Attraverso il meccanismo di coordinamento, previsto dalle misure aggiuntive di controllo del cessate il fuoco firmate lo scorso anno [in inglese], è stato raggiunto un accordo di tregua per l’invio di un gruppo di evacuazione nell’area. La parte ucraina conosceva l’ora e il percorso attraverso il quale sarebbe stata condotta l’evacuazione.

Nonostante queste garanzie di sicurezza, alle 13.30 l’esercito ucraino ha lanciato un razzo anticarro contro un veicolo medico del gruppo di evacuazione, contrassegnato dalle prescritte croci rosse, al seguito del veicolo utilizzato per i morti e i feriti. Il fuoco dell’esercito ucraino, che ha violato tutte le convenzioni internazionali, ha ucciso un soldato della milizia popolare della DPR e ne ha feriti altri quattro con vari gradi di gravità, portando il numero totale delle vittime a quattro morti e cinque feriti.

La rappresentanza della DPR nel JCCC ha quindi inviato una richiesta ufficiale alla parte ucraina tramite l’SMM dell’OSCE, chiedendo un cessate il fuoco e garanzie di sicurezza per condurre una seconda evacuazione dei morti e dei feriti.

Il DPR ha aspettato per più di due ore che la parte ucraina si degnasse di inviare una conferma scritta delle garanzie di sicurezza. Non sorprende che la parte ucraina abbia rifiutato di inviare questa conferma direttamente alla DPR e l’abbia incanalata attraverso l’SMM dell’OSCE.

La rappresentanza della DPR nel JCCC ha commentato duramente questa nuova provocazione che arriva appena 10 giorni dopo che cinque soldati della milizia popolare della LPR (Repubblica Popolare di Lugansk) sono stati uccisi da un gruppo ucraino anti-sabotaggio [in russo].

Sulla base della sequenza delle azioni della parte ucraina, vediamo che il governo ucraino è pronto a fare qualsiasi cosa, compreso commettere omicidi spregevoli che violano tutte le regole internazionali di guerra, al fine di promuovere la sua posizione politica che la cooperazione diretta dei rappresentanti delle parti nel JCCC nell’ambito del meccanismo di coordinamento è presumibilmente impossibile e non funzionerà. Consideriamo l’aggressione armata di oggi dell’esercito ucraino nientemeno che una cinica provocazione volta ad interrompere gli accordi esistenti, compresi quelli relativi al meccanismo di coordinamento previsto dalle misure di rafforzamento del cessate il fuoco. I metodi di guerra spregevoli e immorali usati dall’esercito ucraino dimostrano apertamente le vere intenzioni delle autorità di Kiev”, ha affermato la rappresentanza della DPR nel JCCC.

Per il Ministero degli Esteri della DPR, questa provocazione è solo la continuazione del totale sabotaggio dei negoziati da parte dell’Ucraina da mesi [in inglese].

La parte ucraina sta dimostrando apertamente di sabotare gli accordi raggiunti: la prolungata crisi dei negoziati, causata dal blocco da parte dei rappresentanti di Kiev di tutte le questioni chiave all’ordine del giorno, è esacerbata da violente provocazioni armate sulla linea di contatto. La tragedia di oggi – il fatto che quattro soldati della milizia popolare della DPR siano morti e cinque feriti a causa dei bombardamenti dell’esercito ucraino – non è altro che una sfida aperta agli accordi raggiunti il 22 luglio 2020 con l’aiuto della Federazione Russa e dei mediatori dell’OSCE. E proprio il fatto che l’accordo verbale raggiunto a livello dei funzionari del JCCC all’interno del meccanismo di coordinamento sulle garanzie di sicurezza durante l’evacuazione è stato palesemente violato: un’ambulanza di evacuazione con adeguati segni di identificazione è stata deliberatamente e vigliaccamente presa di mira dall’esercito ucraino”, ha detto il Ministero degli Esteri della DPR.

Alla luce di quanto accaduto, è chiaro alla DPR che le assicurazioni verbali fornite dall’Ucraina sono inutili e che Kiev non ha intenzione di condurre trattative civili per risolvere pacificamente il conflitto in Donbass.

Abbiamo inviato una nota ufficiale alla Missione Speciale di Monitoraggio dell’OSCE (SMM) in Ucraina chiedendo un’indagine completa su quanto accaduto, seguita da azioni disciplinari contro i responsabili. La tragedia che si è verificata sarà un tema chiave nell’agenda delle prossime riunioni del Gruppo di Lavoro sulle Questioni di Sicurezza e del Gruppo di Contatto Trilaterale sulle Questioni di Sicurezza”, ha concluso il Ministero degli Esteri della DPR.

Si teme che questa provocazione dell’esercito ucraino contro la DPR non sarà l’ultima del suo genere, e che altri soldati della Milizia Popolare, o peggio, civili, pagheranno ancora una volta con la vita la volontà dell’Ucraina di sabotare totalmente qualsiasi forma di negoziazione con le repubbliche popolari del Donbass.

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Articolo di Christelle Néant pubblicato su Donbass Insider il 22 giugno 2021
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia.

[le note in questo formato sono del traduttore]

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