Qui sopra la casa di Gorlovka, vicino a Donetsk, nel Donbass, dove il 26 maggio 2015 i criminali bombardamenti dei battaglioni fascisti ATO del regime golpista di Kiev, in uno dei quotidiani attacchi (che ancora oggi avvengono con regolarità continuando a distruggere e uccidere la popolazione locale), hanno colpito la casa della famiglia Tuv, distruggendola e uccidendo Yuri Tuv e la figlia di 11 anni Katia, rendendo invalida la madre Anna (nella foto di fianco) e ferendo con lesioni invalidanti l’altro figlio di 2 anni e mezzo Zakhar. La bambina di 2 settimane Milana è rimasta miracolosamente illesa.

Parlare di Anna Tuv e della sua storia è come parlare di tutte le tragedie avvenute negli ultimi tre anni, in quella terra martoriata, essa rappresenta mille altre tragiche storie di una guerra dimenticata o per meglio dire nascosta, perché quelle bombe criminali, le armi, il supporto economico e gli addestratori sono forniti dalla NATO e quindi anche l’Italia è complice di questo misfatto.

In queste pagine un breve percorso della sua dolorosa storia attraverso alcune sue toccanti e profonde parole, e attraverso una sequenza di fotografie che parlano da sole.

“…Nonostante tutto non ho mai perso la fede e la fiducia nel futuro.” (Anna Tuv)

Al funerale i cittadini di Gorlovka, soprannominata la “ Stalingrado del Donbass”, che non avevano lasciato la loro città natale colpita dai bombardamenti quotidiani, si sono riuniti tutti insieme per dire addio per sempre a Katya e Yuri, sfidando il cielo cupo e i missili. E’ stato un corteo funebre avvolto in un profondo silenzio nell’aria, forse perché ogni parola in una situazione così dolorosa, sarebbe stata di troppo e superflua.

Per le strade di Gorlovka gli abitanti fanno da ala al funerale

Una abitante di Gorlovka al funerale di Katia e Yuri Tuv, si rivolge ad un giornalista: “…Dite a Poroshenko che è solo feccia e crudele. Che tu sia dannato, è solo un bastardo…Quale presidente di pace, tu non sei il presidente della pace! Tu sei solo un fascista e un assassino! Dannato, era solo una bambina! Quale terrorista e separatista! Quelli sono bambini, persone di pace! Bastardo, cane, che tu sia dannato!…”


“ …Avremmo voluto solo vivere, vivere sereni, felici … Perché hanno distrutto la mia vita in soli 5 minuti?! Perché hanno preso la vita dei miei cari? La vita del mio amato marito, la mia bambina. Lei aveva 11 anni! L’avevo educata, la portavo sotto il mio cuore… Perché li hanno portati via da me ?? !! Perché hanno strappato in pezzi la mia bambina…E hanno rovinato la mia vita. Ogni giorno ho davanti ai miei occhi, ho loro due completamente carbonizzati, mutilati … Tutto ciò che abbiamo costruito, lo hanno in un attimo distrutto. Mi hanno resa un invalida. Che cosa ho fatto? Abbiamo vissuto felicemente, allevato i nostri figli, mai avremmo pensato che una cosa del genere potesse accaderci…. “


Qui Anna con Russell “Texas” Bentley, un volontario comunista statunitense, delle milizie del Donbass


“…Non capisco per quale ragione ci hanno colpito e distrutto! Semplicemente ci vogliono distruggere. Distruggere le infrastrutture della città, uccidere le persone, i bambini, mutilare le madri… Non capisco con chi l’esercito ucraino stia combattendo! C’è in atto un genocidio di massa, la pulizia di un territorio dai suoi abitanti….Sono sicura perchè lo vedo, ne sono testimone. L’esercito ucraino colpisce scuole, asili, questo è fascismo puro, con la differenza che i nazisti durante la seconda guerra mondiale facevano prigionieri e li portavano nei lager, i fascisti ucraini, invece, ammazzano immediatamente, le persone vengono uccise nelle loro case dove cercano di nascondersi…. Penso che questa guerra sia di profitto all’Ucraina. È un business per il presidente dell’Ucraina. La nostra vita è un business per lui. Questa è la mia opinione personale. Ha il suo proprio ufficio di morte, ha la sua fabbrica di armi, guadagna soldi per la guerra, la vita del popolo ucraino non gli interessa. Il nostro presidente ci ha tradito, sto parlando di Petro Poroshenko. Non so, se a coloro che vivono sulla riva sinistra dell’Ucraina (la parte ad est del fiume Dnepr n.d.t.) piaccia, o meno, vivere sotto tale oppressione, ma il popolo del Donbass non accetterà mai la sua autorità, non gli potrà mai perdonare il suo tradimento e non sarà mai d’accordo con il suo progetto di Ucraina. Qui, la gente starà in piedi fino all’ultimo, la gente difenderà la propria terra fino alla fine, la gente non se ne andrà mai dalla propria terra…”

Rivolgendosi ai soldati ucraini: “…Nessuno vi ricompenserà. Vi mandano qui non per combattere contro dei soldati, vi mandano a uccidere civili pacifici. Siete solo burattini nelle loro mani. E se rimarrete mutilati, il governo ucraino non vi dirà nemmeno “grazie”. Fermatevi. Non supportate questa guerra. E se potrete ascoltare le mie parole, vi chiedo, come vedova e madre di ascoltare il vostro cuore. Questa non è la nostra guerra! Abbiamo sempre vissuto tutti insieme. Questa guerra è una guerra civile, fratricida. State combattendo contro le persone sbagliate, noi siamo fratelli…”.

“… Vorrei tanto che le persone nel mondo possano leggere questa intervista, per aiutarci a superare, ha fermare questo spargimento di sangue, dato che siamo messi a morte senza alcun motivo. Ci ammazzano solo perché viviamo nelle nostre case, sulla nostra terra. Noi non siamo andati ad attaccare da nessuna parte, loro sono venuti da noi per ammazzarci. Fucilano persone civili disarmate, che non hanno mai avuto una formazione militare, che non hanno mai combattuto, uccidono persone e bambini che vanno a scuola. Prima del primo di settembre (giorno d’apertura delle scuole n.d.t.) la scuola di Katya è stata colpita dai tiri di mortaio. Volutamente, alle 5 del mattino, in un raggio di 50 metri ci sono due scuole. Scuole colpite dai mortai. Basta! Non riesco a trovare altre parole….”.

“…Ho ancora due figli, vivo per loro! Vivrò per loro! A loro sorriderò sempre. Niente riuscirà a spezzarmi, non cadrò mai in ginocchio! Andrò sempre avanti. Cercherò ancora di dar loro tutto quello che avevano quando il loro papà era ancora in vita, quando vivevamo felici nella nostra meravigliosa famiglia. Farò di tutto affinché i miei bambini non sentano questa perdita. I miei figli sono la mia vita. Ecco, questo è ciò che mi tiene ancora in vita su questa Terra…”

Nessuno dimentica. Niente è dimenticato.

SOS DONBASS

Centro Informazione e Solidarietà con il DONBAsS e l’Ucraina resistente – CISDU

Noi non intendiamo restare inerti e silenti

Video della serata realizzata a Torino Giovedì 2 Febbraio:

La testimonianza dell’atrocità della guerra di aggressione contro il popolo del Donbass, attraverso il toccante racconto di Anna è stato un alto momento informativo e solidale, che ha, per oltre un ora, tenuto in attentissimo ascolto tutti i presenti alla serata.

Dopo un saluto da Kiev di Viktoria Shilova, del movimento ucraino contro la guerra AntiVoyna con cui siamo gemellati, è stato presentato il lavoro e i Progetti di Solidarietà concreta di SOS Donbass/CISDU e presentato Anna Tuv.

Dopo la sua testimonianza, Enrico Vigna ha sottolineato il tipo di lavoro e le prospettive di impegno contro la guerra non solo nel Donbass, ha poi portato un saluto Padre Ambrogio della Chiesa Ortodossa Russa.

La serata si è conclusa con la consegna di un contributo economico a Anna Tuv di SOS Donbass/CISDU e ringraziato Ennio Bordato dell’Associazione “Aiutateci a Salvare i Bambini”, che ha portato in Italia la Tuv, dopo aver raccolto il denaro per permettere l’impianto di una protesi che dovrà permettere a Anna di cercare una prospettiva di vita lavorativa e non assistenziale.

Alla fine, in un momento conviviale, grazie a Piera Bellone e Piera Tacchino è stata portata una bellissima torta in onore di Anna.

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Filmati Girati e montati da Luigi Mezzacappa di SOS Donbass/CISDU
Articolo e evento a cura di Enrico Vigna – SOS Donbass