Alcune settimane fa è circolata la notizia che il Governo ucraino stava prendendo in considerazione l’idea di legalizzare la prostituzione e le droghe leggere per beneficiare del gettito fiscale che queste attività avrebbero potuto apportare. Qualcuno sostiene che si tratti di un “fake”, ma è irrilevante se lo sia o meno, perché tanto ormai l’argomento è entrato nell’agenda politica ucraina ed è motivo di acceso dibattito anche tra la popolazione.

L’idea di trasformare l’Ucraina in una sorta di grande “casa di piacere” è ridicola e pericolosa, una idiozia partorita da politicanti e imprenditori senza scrupoli. Un chiaro ulteriore esempio dello scollamento tra classe dominante e popolazioni.

La marijuana è una pianta presente in tutte le campagne ucraine, quindi di per se la sua legalizzazione non rappresenterebbe un problema sociale. Ma, l’esperienza di altri paesi insegna che il turista quando si reca in un luogo solo perché lì sono legali le droghe leggere, spesso va poi cercando anche le droghe pesanti. In questa maniera si alimenta un mercato parallelo di ben più pericolose sostanze, mercato che comunque viene inevitabilmente gestito dalla mafia.

Storicamente in Ucraina la prostituzione non è mai stata molto diffusa, ma negli ultimi anni si è registrato il boom del “turismo sessuale”. Quando si scrive una parola in un motore di ricerca, questo offre dei suggerimenti con parole da abbinare. I suggerimenti vengono formulati sulla base delle ricerche effettuate dagli altri utenti, quindi il suggerimento di parola da abbinare è la parola più abbinata. Se si va sulla sulla pagina ucraina di Google e si scrive “Ukrainan”, la parola suggerita come abbinamento è “women”. Questo significa che la maggioranza delle persone che in ucraina scrivono in inglese (quindi gli stranieri) la parola “ucraina”, lo fanno per cercare una donna. Poche cose possono essere così umilianti per un paese, ridotto ad un enorme “bordello” alla mercé di squallidi individui con il portafogli gonfio di euro o dollari.

Molte ragazze ucraine si prostituiscono in Europa, ma alla famiglia e agli amici di solito raccontano che vi vanno a lavorare come collaboratrici domestiche. Questa bugia serve a conservare la propria “immagine” all’interno di una comunità che non sa o fa finta di non sapere. Ma se queste ragazze si iniziassero a prostituire nel proprio paese lo shock sociale sarebbe inevitabile. Nella cultura locale le prostitute (e le loro famiglie) sono tenute in bassissima considerazione, si andrebbero a lacerare i rapporti relazionali, creando una ulteriore stratificazione sociale. In una situazione difficile come quella attuale le comunità devono essere coese.

L’ipotesi di legalizzare la prostituzione pone un serio problema di igiene pubblica (anche per gli occidentali) perché l’Ucraina è il paese europeo con la maggior diffusione dell’AIDS. Il motivo principale di questo dramma è la totale assenza di una cultura della prevenzione. Quindi va da sé che l’Ucraina non sia il paese più indicato per far confluire persone in cerca di prestazioni sessuali. Con una simile scelta si potrebbero vanificare anni di sforzi finalizzati per contenere il contagio.

L’Ucraina è governata da una banda criminale senza scrupoli pronta a vendersi tutto. Agli occhi degli occidentali l’Ucraina è terra di conquista e le donne ucraine sono una merce. Quindi chi davvero abbia a cuore il futuro di quei popoli non può rimanere impassibile di fronte a certe farneticanti proposte. Chi si impegna a liberare tutta la Novorossija sa bene che si troverà di fronte ad una situazione economica disastrosa, ma ciò non rappresenta un problema insormontabile, vi si può porre rimedio. Sono i drammi sociali quelli contro cui si riesce a fare ben poco. Per questo si deve dire chiaramente alle autorità di Kiev che non si devono azzardare a sferrare nuovi attacchi contro il popolo e a generare ulteriori fratture sociali.

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Articolo a cura di Alberto Fazolo per Saker Italia

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