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Continuiamo ad esaminare le versioni dell’omicidio di Alexej Mozgovoj. Nella prima parte abbiamo esaminato le ipoetesi della posta criminale e dei feudatari della Repubblica di Lugansk. Qui considereremo le ipotesi della pista Ucraina e del “terzo estraneo”.

La pista ucraina.

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Ufficiali dei reparti speciali della SBU sulla scena dell’omicidio di un ufficiale dell’SBU vicino a Slovyansk. Aprile del 2014.

Una delle versioni principali è considerata quella del coinvolgimento della giunta fascista nella eliminazione del famoso comandante novorusso. I possibili moventi sono più che sufficienti:

1. Mozgovoj è uno dei più famosi eroi della ribellione del Donbass, è uno di quelli che hanno, di fatto, staccato il Donbass dall’Ucraina.

2. Mozgovoj ha perseguito una linea molto scomoda per la giunta promuovendo l’opportunità di “rivolgere le baionette contro Kiev”, tentando di fare arrivare la propaganda ai sostenitori della giunta attraverso scritti e conversazioni video, lavorando per disgregare la base elettorale del sostegno al regime di Kiev;

3. La giunta conosceva perfettamente le tensioni sistemiche presenti nella Repubblica di Lugansk, a causa delle quali l’omicidio di un comandante di lato livello può essere facilmente presentato come eseguito su ordine di Plotnitsky o della dirigenza della Repubblica di Lugansk. Oltre tutto esisteva il precedente dell’omicidio di “Batman” che avrebbe agevolato l’addebito dell’azione agli uomini di Lugansk.

4. L’omicidio di un famoso comandante militare nelle profonde retrovie (a circa 50 km della linea del fronte) sarebbe una perfetta occasione per mostrare la crescente capacità delle proprie forze di sabotaggio / ricognizione (o delle unità internazionali presentate come tali).

5. Nel caso di una possibile offensiva, indurre il panico nei ranghi delle Forze Armate Novorusse è una perfetta mossa tattica che potrebbe essere associata ad un gran numero di iniziative di informazione e disinformazione.

6. Un completo collasso/scioglimento della brigata “Fantasmi” per perdita dell’equilibrio morale.

Un gruppo di ufficiali della SBU che operavano nella Novorussia sotto copertura

Un gruppo di ufficiali dei corpi speciali della SBU che operavano nella Novorussia sotto copertura

Che tipo di capacità operative erano disponibili per questo progetto.

1. I dubbi sulla possibilità che si sia trattato di una azione posta in atto da un gruppo di guastatori / ricognitori sono naturalmente correlati con la distanza relativamente alta fra il teatro del delitto e il fronte.  In genere in questo conflitto le missioni di sabotaggio sono state effettuate molto più vicino alla linea del fronte. Operazioni di sabotaggio a questa profondità vengono effettuate molto di rado: se ne registrano solo un paio. Operazioni simili richiedono una preparazione rigorosa, personale altamente professionale, uno spionaggio sofisticato, e una accurata predisposizione dei mezzi di ripiegamento. Ci sono possibilità quando simili gruppi sono già operativi nel territorio nemico ed il lavoro si basa su una rete di agenti e di spionaggio locale. E’ circa così che hanno lavorato i sabotatori individuali ed i gruppi di segnalatori a Donetsk e Lugansk fino a che non è incominciato un lavoro sistematico di contrasto da parte del Ministero per la Sicurezza dello Stato e delle unità repubblicane per le operazioni speciali. Sotto questo profilo l’ipotesi di una unità di guastatori / ricognitori Ucraini (i stranieri, Americani nella versione di Klintsevich), già schierati lungo la linea del fronte, che raggiunge il luogo dell’imboscata, che liquida Mozgovoj, che si ritira senza rivelarsi e attraversa la linea del fronte senza incidenti sembra una esagerazione. E’ molto più probabile che un gruppo simile fosse già sul territorio di Lugansk (ad esempio intorno ad una cellula dell’SBU) oppure che non si sia allontanato dopo l’imboscata e semplicemente si sia nascosto. Comunque l’ipotesi di una operazione speciale con ingresso ed uscita non può essere scartata. Nelle unità speciali dell’SBU o nelle unità speciali delle Forze Armate Ucraine ci potrebbe essere ci potrebbe essere personale con qualifiche sufficienti, mentre le possibilità di specialisti stranieri non può essere del tutto esclusa. Ma non ci sono prove di fatto in questo senso.

Un sabotatore della giunta, ucciso sul territorio della Repubblica di Lugansk

Un sabotatore della giunta, ucciso sul territorio della Repubblica di Lugansk

2. Una operazione del genere comunque sarebbe stata impossibile se il nemico non avesse conosciuto la strada percorsa dal corteo di Mozgovoj. Si trattava di una informazione classificata, che il nemico non poteva conoscere con facilità. I mezzi per ottenere informazioni di questo tipo sono:

a) un traditore nell’enturage di Aleksej Mozgovoj, che potrebbe vendere l’informazione sul percorso del corteo all’altra parte;

b) un traditore o diversi traditori nei circoli militari o dei servizi speciali della Repubblica di Lugansk, che potrebbero venire in possesso di questa informazione vendendola a loro volta all’altra parte;

c) fonti provenienti dagli ambienti criminali di Alchevsk, che a loro volta potrebbero essere entrati in possesso dell’informazione sul percorso del corteo in qualche modo;

d) intercettazioni radio e spionaggio digitale, che potrebbe avere permesso di carpire il percorso dei movimenti Mozgovoj a causa di problemi nella configurazione di sistemi di sicurezza.

Ad oggi non c’è una spiegazione soddisfacente delle fonte da cui un guastatore ucraino (o straniero) potrebbe avere attinto l’informazione del percorso dei movimenti di Mozgovoj. Vi è una possibilità assai elevata che anche nel caso Mozgovoj sia stato ucciso da un commando di guastatori / ricognitori Ucraini infiltrato oltre le linee del fronte, ci sia stato anche un traditore all’interno. Queste domande si sono già poste abbastanza di recente sul tema dei “combattenti dei corpi speciali” vicino a Chastje e della campagna sistematica di discredito cui è stata bersaglio la GRU GS [Direzione di Spionaggio Superiore dello Stato Maggiore Generale] della Federazione Russa. Sul versante dell’assumersi la responsabilità, la giunta ha assunto un atteggiamento ambiguo.

Anton Gerashenko

Anton Gerashenko

1. Il vice ministro degli Interni Anton Gerashenko ha respinto l’addebito dell’assassinio di Mozgovoj dicendo che si tratta di un lavoro delle forze speciali della GRU GS della Federazione Russa, continuando a sviluppare il tema della “presenza militare Russa” nel territorio del Donbass.

2. un complice di Kolomoiskj di nome Filatov ha commentato la situazione sulla stessa falsariga:

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Traduzione del testo sopra riportato.
In memoria di Mozgovoj / Io ricordo la terribile primavera dell’anno scorso / Io ricordo la terribile estate dell’anno scorso / Io ricordo le centinaia di persone che noi e Ruban liberammo / Io ricordo le nostre telefonate con Bes, Mozgovoj e Drymov / Per salvare una sola anima noi eravamo pronti a parlare con decine di sacchi di letame / Alcuni non ci sono più / Altri ci sono ancora meno / Zarev, sei il prossimo / Il mondo russo mangia i suoi bastardi. 

3. Il capo dell’organizzazione semi virtuale “Ombre” di nome Anton Gladkyi (che in passato è stato toccato dalla favola sul generale Russo ucciso) ha dichiarato che è un lavoro dei suoi uomini e descritto la sua versione dell’omicidio di Mozgovoj.

Due creature dell'SBU: il leader formale di "Settore Destro" Yarosh e il leader formale dell'unità "Ombre" Gladkiy.

Due creature dell’SBU: il leader formale di “Settore Destro” Yarosh e il leader formale dell’unità “Ombre” Gladkiy.

Mozgovoj è saltato su due mine MON 50 alle 18:48 vicino all’insediamento di Mikhaylovka all’incrocio della strada Perevalsk–Lugansk. Arrivava dalla direzione di Stakhanov. I 3 uomini che accompagnavano Mozgovoj sono morti con l’esplosione; altre 3 sono stati finiti con un AK (7.62). Le mine sono state detonate simultaneamente, la parte posteriore sinistra, dove Mozgovoj era seduto, ha ricevuto il colpo maggiore… Lui è stato colpito dall’esplosione direttamente, ma si lamentava, gli abbiamo esploso due colpi ed ha smesso di lamentarsi. (…) La Toyta di color kaki con i vetri oscurati (…) dietro, ha ricevuto il colpo sull’asse posteriore (…) solo tre sono usciti da davanti, ed è lì che li abbiamo colpiti. Forse c’erano più corpi nella macchina, ci dicono che sono stati estratti in 7 compreso Mozgovoj, ma da parte nostra ho tenuto quel conto, era facile vedere e nel retro c’era solo una poltiglia. C’era un’altra jeep Chevrolet che li accompagnava, è rimasta in indietro e non è intervenuta. Ce ne siamo andati immediatamente, poco lontano c’è un villaggio, da dove si sono mossi gli scarafaggi, cento uomini… Noi ci siamo ritirati attraverso il villaggio di Lotikovo e quindi abbiamo fatto un giro attorno al villaggio. Offrono 300.000 dollari per le nostre teste. E’ ancora poco. E 100.000 per informazioni. Questa somma deve essere spedita al fondo di difesa dell’Ucraina. Vi abbiamo dato le informazioni, pagate! Gloria all’Ucraina!

Il generale russo che si presumeva assassinato dall'unità "Ombre"

Il generale russo che si presumeva assassinato dall’unità Ombre

Il commento sull'episodio dello stesso generale

Il commento sull’episodio dello stesso generale

L’organizzazione è un progetto dell’SBU analogo a quello Nazista “Werewolf“, lanciato nell’aprile 1945 nei territori del Reich. Una parte significativa all’interno di questo progetto è meramente propaganda e virtuale, il che serve a coprire operazioni autentiche della SBU e delle squadre speciali del Ministero. La leggenda ufficiale dei moderni “Werewolf Ucraini” appare così.

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Ovviamente si pone il problema di chi sta mentendo, Gladkiy o Gerashenko, che è stato già colto con le mani nel sacco a mentire per la gola già diverse volte in passato. Se Gerashenko mente (in linea di principio, se l’operazione è stata fatta attraverso la SBU o da professionisti stranieri, potrebbe semplicemente non esserne informato), diviene chiaro che la giunta è interessata nei disordini interni della Repubblica di Lugansk e oltre all’assassinio del famoso comandante potrebbe raccogliere i frutti dei torbidi associati con la morte di Mozgovoj.  Ma nel seguito il comportamento dell’SBU sembra abbastanza strano, nella misura in cui, di fatto, scongiura il risultato sperato e addossa alla giunta la responsabilità dell’omicidio di Mozgovoj. Potrebbe essere invece una sparata privata di un Gladkiy in cerca di pubbliche relazioni, che inconsciamente rompe le uova nel paniere del governativo Gerashenko? Ma come potrebbe essere una sparata privata se Gladkiy è effettivamente impegnato nel combattere l’esercito Russo nel Donbass?

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Se accettiamo la versione secondo cui è stato Plotnitsky ad ordinarlo, allora per quale motivo Gladkiy si prenderebbe la responsabilità e distruggerebbe tutto il gioco della destabilizzazione interna della Repubblica di Lugansk? Questa mancanza di accordo nell’azione è in sostanza strano o forse uno dei fini dell’operazione era gonfiare ulteriormente il progetto “ombre”. Abbiamo troppi pochi elementi per trarre conclusioni definitive. Il comando della Brigata “Fantasmi” ha già annunciato di considerare l’omicidio di Mozgovoj come perpetrato dalla giunta, accettando, di fatto, la versione di Gladkiy.

L'attentato a Mozgovoj del 7 marzo

L’attentato a Mozgovoj del 7 marzo

3. A proposito di come Mozgovoj personalmente valutava la caccia all’uomo di cui era vittima, come ad esempio riguardo eventuali accuse a esponenti della Repubblica di Lugansk di minacciare di ucciderlo che lui potrebbe avere sentito l’8 maggio, va detto che lui non ha ascritto alla dirigenza di Lugansk l’attentato alla sua vita dell’8 marzo. Piuttosto, ha detto  che non si sarebbe fatto sospingere in dispute interne alla Repubblica di Lugansk. Con riferimento all’assunzione di responsabilità, ora come allora, il tentativo di omicidio venne ascritto alla SBU.

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Una domanda ragionevole si pone qui: se l’organizzazione “ombre” è virtuale, perché rivendica sempre la responsabilità per tentativi di omicidio? Sembrerebbe che, in questo modo, di fatto, la SBU copra le autorità repubblicane da ogni accusa di essere implicate nell’assassinio di Mozgovoj. O forse dietro questa operazione di pubbliche relazioni di Gladkiy’s si nasconde il lavoro di strutture più serie (la guerra di informazione e sabotaggio). Torneremo oltre su questo punto.

4. A proposito delle armi, gli indizi sul calibro dei proiettili (7,62 mm) non ci consentono di identificare chiaramente l’identità di chi ha fatto fuoco, visto che le armi leggere usate da entrambe le parti in questo conflitto sono identiche. Naturalmente se ci fossero tracce di uso di munizioni particolari (per dire, moderne armi da fuoco russe o americane) si potrebbe sperare di identificare i responsabili sulla base del munizionamento usato, ma nel nostro caso è piuttosto improbabile che ciò avvenga. In linea di principio l’operazione non richiedeva l’uso di sistemi di arma ultramoderni. A giudicare dalla macchina e dei corpi che sono stati mostrati, non c’era gran protezione: alcune delle vittime non indossavano nemmeno i giubbotti antiproiettile, e così l’utilizzo di normali mitragliatrici PK e fucili d’assolto AK era più che sufficiente per eliminare gli obiettivi designati.

Tutto lo schema ma dell’azione del gruppo di fuoco sulla macchina è mostrato dalla ricostruzione di Lifenews. Hanno fatto fuoco da vicino contro obiettivi sostanzialmente disarmati. Mozgovoj avrebbe avuto una possibilità di sopravvivere solo se avesse indossato un corpetto antiproiettile classe 6 + (che in teoria avrebbe potuto fermare pallottole calibro 7,62 se fosse stato abbastanza fortunato da non venire colpito in testa). I corpetti di questa classe sono stati effettivamente acquistati in Novorussia, ma Mozgovoj non  nel ha mai indossati, almeno a quanto io ricordi (magari qualcuno è in grado di correggermi su questo). Sotto questo profilo ci sono perplessità che hanno a che fare con il fatto che gli attaccanti erano a conoscenza di dettagli relativi alla sicurezza personale più riservata di Mozgovoj, tanto che sapevano che la sua eliminazione non avrebbe richiesto nulla di più impegnativo, come nel caso dell’omicidio di “Batman” e della sua scorta. E dunque torniamo al problema del tradimento.

5. Un importante argomento a favore della traccia Ucraina è l’immissione controllata di voci secondo cui la brigata “fantasmi” sarebbe stata disarmata con scontri a fuoco. Questa immissione è iniziata poco dopo l’omicidio, e si è diffusa immediatamente in numerosi ambienti novorussi, nonostante fosse stata immediatamente smentita dal comando delle brigata, che riferiva che nessuno era stato disarmato, e che non si erano verificate sparatorie. Più tardi è stata formata la nuova dirigenza della brigata e sono state date rassicurazioni sul fatto che nessuno stava sciogliendo i “Fantasmi” e i nuovi comandanti hanno annunciato ostentando fiducia che l’omicidio era un lavoro della giunta. In generale, da parte della giunta, questo è stato un goffo tentativo di seminare panico ed isteria dopo l’omicidio, e non si può escludere che il tutto sia stato preparato in anticipo.

In definitiva, se consideriamo l’ipotesi secondo cui Mozgovoj è stato eliminato da guastatori / ricognitori della giunta, possiamo trarre le seguenti conclusioni:

1. L’eliminazione con una simile operazione sarebbe stata possibile a condizione di disporre di professionisti di alto livello, da fare intervenire nell’ambito di una operazione speciale e utilizzando certe fonti di informazioni all’interno delle strutture di sicurezza della Repubblica di Lugansk o della brigata “Fantasmi”. Il nemico chiaramente ha utilizzato informazioni riservate che erano indispensabili per la predisposizione dell’agguato che ha eliminato Mozgovoj. Senza queste, una ipotetica incursione attraverso la linea del fronte e in ripiegamento sembra assurda, e quindi con elevata probabilità si potrebbe concludere che se Mozgovoj è stato eliminato da sabotatori delle giunta, l’operazione poteva contare su un appoggio interno.

2. Dubito che Mozgovoj sia astato eliminato proprio dalle “Ombre”, considerando il curriculum di questa organizzazione. Ma è possibile che questo sia stato solo una parte di una operazione coperta della SBU o di specialisti stranieri che sono occultati dalla attività di pubbliche relazioni di Gladkiy. L’operazione richiedeva un complesso di misure: prendere posizione in un dato momento, colpire e ritirarsi (non necessariamente attraversando la linea del fronte). E’ uno scenario verosimile? Si, è possibile. Comunque, sia le caratteristiche del gruppo (almeno 4 uomini armati con AK e PK, forse più) che la tipologia dell’azione rendono impossibile determinare la provenienza degli assassini. Il tema dell’identità degli sparatori rimane nel campo delle teorie, collegato alle motivazioni delle parti coinvolte.

Sia la giunta che alcuni esponenti della Repubblica di Lugansk avevano motivi per eliminare Mozgovoj, e avevano la capacità di farlo, specialmente nel probabile caso di una triangolazione.

Terze parti

Oltre alle ipotesi sopra menzionate, esiste anche la versione di una collusione dietro le quinte di entrambe le parti in campo. In questa ipotesi certe forze della Repubblica di Lugansk e a Mosca avrebbero deciso di sbarazzarsi di Mozgovoj al fine di seminare scompiglio nelle repubbliche popolari in modo da costringerle più facilmente a riunirsi al corpo politico ucraino.

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Va sottolineato un momento molto importante per la comprensione dell’intera storia di Mozgovoj. Quando Bednov è stato cinicamente ammazzato e sono iniziate le giustificazioni del suo omicidio extragiudiziale (alcuni per stupidità ed altri per malafede) emerse il seguente intoppo. Venne creata una immagine informatica in cui le autorità della Repubblica avevano giustiziato un noto comandante e questo venne giustificato. Vi ricorderete facilmente chi sono quelli che giustificarono quest’inverno l’omicidio extra giudiziale. Il risultato finale è che la propaganda Ucraina ha ottenuto carta bianca nell’addebitare ogni omicidio e morte di individui alla dirigenza di Lugansk. Immaginate che un colpo di mortaio adesso colpisca Drymov in testa durante un bombardamento di Sanzharovka? Cosa direbbero in questo caso? Certamente che Plotnitsky ha ammazzato Dryomov. Ecco quello che direbbero: sicuro al 100%.

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Il comandante del 105mo di Izvarino, morto in battaglia. Una “vittima del regime di Plotnitskj” che non è stata confermata come tale.

Inoltre, quando l’ex comandante di Izvarino è morto colpito da una granata a Chernukhino anche io ho sentito “opinioni” secondo cui era stato ucciso da Plotnitskj perché (si sosteneva) “sapeva troppo” sui torbidi traffici che passavano attraverso Izvarino. Perché si pensò che fosse stato ucciso? perché Plotnitskj aveva ucciso Bednov e un mazzo di propagandisti si sono messi a frignare dicendo che si era trattato di un affare simile: esecuzione extra giudiziale senza processo. Ebbene: le accuse seguenti alla dirigenza della Repubblica di Lungansk costituiscono precisamente la conseguenza del lavoro di quegli idioti che hanno deciso di risolvere la situazione “Batman” con un omicidio e di quei propagandisti che hanno giustificato questa azione, facendo un fantastico regalo alla propaganda della giunta, e funzionando come complici di fatto. E ora non importa cosa accada nella Repubblica di Lugansk, la colpa è di Plotnitskj, perché la propaganda ha detto che ammazzare i comandanti è cosa buona e giusta. E a quel punto tutti questi si sorprendono quando le “figlie dell’ufficiale” strillano dicendo che è stato Plotnitskj ad ucciderlo. Bene, naturalmente, lo avete visto da soli. Se è tanto facile uccidere Bednov, perché non Mozgovoj? In nome della vostra “lotta decisa con ogni mezzo contro il Makhnovismo [anarchia, insubordinazione]”. E grazie a questo “ogni mezzo” ora venite appesi al gancio della propaganda nemica.

In questa sede non intendo nemmeno discutere il punto se Plotnitskj sia implicato in altre storie, a parte l’omicidio di Bednov. Dico solo che quelli che hanno pianificato il “ristabilimento dell’ordine” nella Repubblica di Lugansk e giustificato i torbidi accaduti là hanno trasformato Plotnitsky in un capro espiatorio su cui ciascuno ha iniziato a scaricare qualsiasi cosa succeda nella Repubblica (e nello stesso tempo hanno anche screditato la dirigenza della Repubblica), sebbene sia risibile pensare che Plotnitskj possa prendere qualsiasi decisione ed eliminare qualcuno senza che quelli che di fatto gestiscono la sicurezza nella Repubblica di Lugansk ne vengano a conoscenza. E il problema non è solo la propaganda Ucraina, che semplicemente si è avvantaggiata di un regalo inaspettato, ma bensì quelle persone che hanno le mani in pasta nella politica operativa sul territorio della Repubblica di Lugansk, e di quelli che si rapportano con Plotnitskj. Il finale è grottesco: da un lato gridano che Plotnitskj è un pupazzo del Cremlino, dall’altro sarebbe lui a decidere chi viene eliminato, anche quando queste decisioni coinvolgono la Russia, in un modo o nell’altro.

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Qui dobbiamo fare qualche distinguo. Alcuni non capiscono perché le Repubbliche, che non sono riconosciute dalla Russia e che dovrebbero svilupparsi grosso modo nella stessa maniera, in realtà funzionano in maniera del tutto diversa. Il segreto di queste differenze risiede nel fatto che le Repubbliche sono guidate da strutture diverse, che spesso entrano in conflitto reciproco fermo il fatto che in teoria dovrebbero avere un corso comune, ed hanno differenti metodi di gestire i processi che si sviluppano nei territori di rispettiva gestione. Sotto questo profilo io ho già espresso un paio di volte la mia idea: alla resa dei conti i tizi che hanno l’incarico di gestire la Repubblica di Donetsk sotto il profilo militare e della sicurezza si sono rivelati più competenti e professionali. Basta prendere atto del fatto che la maggior quantità di omicidi, scandali, sporcizia e materiale compromettente viene dalla Repubblica di Lugnask, per capire che gente che ha il compito di guidare il processo e risolve i problemi con questi mezzi non va da nessuna parte. Anche nella Repubblica di Donetsk, a volte, si sentono espressioni tipo “Non siamo mica a Lugansk, qui” perché l’originaria anarchia di Lugansk è stata affrontata con delle modalità di “mettere ordine” che, nonostante tutti i contrattempi della edificazione civile e militare della Repubblica di Donetsk, quella sembra una cittadella di ordine a confronto con quella di Lugansk. Questa è una indicazione della qualità del lavoro di quanto hanno guidato la Repubblica di Donetsk e quella di Lugansk, e questa indicazione ci mostra esiti sostanzialmente diversi. Anche rispetto al più duro scenario: quella delle esecuzioni. Recentemente nella Repubblica di Donetsk si è avuta una purga di banditi Ceceni, una parte dei quali è stata giustiziata senza tanti complimenti, mentre il resto veniva disarmato ed incarcerato. E tutto questo senza alcuno scandalo significativo e con conveniente copertura mediatica. Sono assolutamente certo che il 99% dei lettori non hanno nemmeno sentito parlare di questa purga, che è stata condotta su scala molto più ampia e capillare dello scontro fra Plotnitskj and Kozitsyn per il controllo di Antratsit.

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L’ atamano Safonenko, il portavoce di “Batya”, recentemente disarmato a Donetsk

 

E si prenda il disarmo di Saphonenko la cui squadra era molto più numerosa e meglio armata dei “Fantasmi” di Mozgovoj ed il cui “fondamento” era molto più stabile di quello di Bednov. Questo è un lavoro di un altro livello. Un livello in cui il lavoro “contro il Makhnovismo” non si trasforma in una fottuta vergogna, ma è un lavoro professionale e sistematico.  Nella Repubblica di Lugansk gli idioti locali prima hanno intrapreso una guerra contraddittoria contro i cosacchi, che poi hanno coperto con una spiegazione del tutto priva di plausibilità. E dopo che “Bednov” è stato fatto secco, è diventato molto difficile respingere accuse circostanziate secondo cui “Plotnitskj ammazza i dissidenti”.

E allora, parlando di malafede, non si può non cogliere l’alto livello di dilettantismo e di incompetenza della gente a cui è stata affidata la supervisione della Repubblica di Lugasnk. L’esempio della Repubblica di Donetsk mostra che era possibile  lavorare diversamente, ma a quanto pare a Lugansk si lavora come viene, non come si deve. Ecco da dove viene il retroterra informativo secondo cui il solo Plotnitskj è responsabile per ogni morte. E non potrebbe essere diversamente, e non dovremmo sorprenderci notando che tutto ciò che accade nella Repubblica di Lugansk produce naturalmente la conclusione che è tutta, nuovamente, colpa di Plotnitskj.

Ancora sulla malafede. A parte la questione relative alla fonte da cui la possibile operazione di ricognizione e sabotaggio della giunta ha assunto le informazioni sul percorso del corteo di Mozgovoj e sui dettagli che riguardano la sicurezza, c’è il problema della gente che ha minacciato di uccidere Mozgovoj. Putroppo Mozgovoj non ha fatto nomi, così possiamo solo cercare di indovinare di chi si trattasse, qualcuno nella dirigenza della Repubblica, fra i supervisori, o qualcun altro. Effettivamente non può essere escluso che quando questa gente, con cui Mozogovoj era in urto, abbia potuto passare alla giunta certe informazioni, tali da consentire alla giunta di portare il gruppo di ricognizione e sabotaggio sull’obiettivo, facendo fare il lavoro sporco a qualcun altro.

Marat Musin suggerisce che esiste un ufficiale responsabile della Repubblica di Lugansk (come Mozgovoj non fa nomi) che cerca di agire in nome della direzione politica del paese in vista di benefici economici. Sta cooperando con certi ufficiali degli organi di sicurezza che hanno interessi commerciali nella Repubblica di Lugansk.

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E’ vero o no che durante un incontro avvenuto alcuni giorni fa a Mosca fra i rappresentanti della direzione della Repubblica di Lugansk e Donetsk ed un influente funzionario del Cremlino la tesi dell’Ucraina unita e indivisibile è stata promossa al fine di coprire i suoi traffici criminali, con la complicità possibile di qualche struttura federale a Donetsk e Lugansk? E’ vero che questo funzionario è l’architetto di schemi criminali assieme ai suoi compagni di (sanguinosi) affari, ed è stato mandato al diavolo da Zakharchenko, capo della Repubblica di Donetsk, la cui vita è ora in pericolo?

E’ vero che certi rappresentanti corrotti di strutture di sicurezza governative e ministeri sono implicati negli affari criminali in Novorossia in complicità con rappresentanti Ucraini? E  non si parla solo dei centocinquanta vagoni di carbone che giornalmente vengono contrabbandati in Ucraina via Antratsit. Quando verrà fatta pulizia su tutto ciò, e chi se ne occuperà? E’ assolutamente chiaro che Aleksej Mozgovoj non avrebbe mai eseguito ordini traditori, e che non sarebbe mai rimasto in silenzio.  

Zakharchenko dopo essere stato ferito.

Zakharchenko dopo essere stato ferito.

 Venendo ai “soci d’affari” forse questo è un riferimento ad Akhmetov, che ha incontrato Zakharchenko a gennaio (Akhmetov era scortato dagli “Alpha” della SBU di Dnepropetrovsk, Zakharchenko dalla brigata “Vostok”); in tale occasione è stata discussa la questione del ritorno della Repubblica di Donetsk all’Ucraina. Le parti non hanno potuto raggiungere un accordo. Zakharchenko in febbraio per una ferita alla gamba, da cui non è ancora pienamente guarito.

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Il maggiore “beneficiario” del Donbass: il salvataggio dei suoi affari è stato pagato con il sangue di entrambe le parti.

 

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Chi era il “funzionario”? L’onnipresente Surkov? O uno dei supervisori più vicini al campo? O qualcuno degli esponenti del personale ministeriale? Sarebbe interessante scoprire il nome. In realtà, abbiamo avuto già diverse storie “strane” durante questa guerra, come l’ “assalto all’aeroporto di Donetsk” del 26 maggio, la “resa di Mariupol” nel maggio – giugno 2014, il tentativo di circondare Donetsk all’inizio di Luglio 2014, quando si è potuto intravedere chiaramente nella “nebbia di guerra” lo zampino di Rinat Akhmetov che cercava di difendere il suo ruolo nella scena politica della Repubblica di Donetsk attraverso le sue connessioni a Mosca. Come Borodai ha confessato più tardi in prima persona, Mariupol non è stata conquistata nel settembre del 2014 solo perché questo avrebbe sconvolto un traffico commerciale in cui Akhmetov è implicato.

“E così voi vi potreste chiedere perché noi non abbiamo preso Mariupol in Settembre sebbene questa possibilità fosse sul tavolo. Il motivo è che non avrebbe potuto esportare la sua produzione dai “territori terroristi” verso l’Occidente e dalla Repubblica di Donetsk all’Italia? Naturalmente non avrebbe avuto modo di farlo.  Non può tirare la roba fuori di là. Ha bisogno di imbarcare tutto dal territorio ucraino, e l’unico porto aperto per lui è Mariupol. Da Odessa non è più possibile. Il porto di Odessa è controllato da Kolomoisky, e lui non permetterà mai ad Akhmetov di utilizzarlo. Così l’unica possibile configurazione entro la quale gli affari di Akhmetov potevano funzionare è quella in cui Mariupol fosse rimasta all’ombra della bandiera gialloblu dell’Ucraina”

In realtà il dato davvero importante in questo contesto, oltre alla guerra fra le Repubbliche di Donetsk e Lugansk contro l’Ucraina e quella intestina all’interno della Repubblica di Lugansk, è la presenza di una vasta rete affaristica illegale associata con le consegne di carbone e agli interessi degli oligarchi Ucraini, che sin dalla primavera estate del 2014 ha lavorato per mantenere il controllo effettivo dei processi nel Donbass, in modo da non potere essere sostituiti dalle “elite rivoluzionarie”. Da questo discende questa toccante attenzione dei supervisori a proposito degli interessi di Akhmetov e di altri, che ha prodotto la convinzione fra gli operatori che questi soggetti in un modo o nell’altro saranno “utili” al processo.

Ovviamente gente come Dryomov e Mozgovoj, che parlano di giustizia sociale erano incompatibili con il banchetto della “vita commerciale” attraverso il quale scorrono decine di milioni di dollari. Così, integrato Drymov nel sistema e “dimenticata” la sua chiavetta USB, Mozgovoj, con i suoi discorsi sul “sistema” e sulla necessità di “de oligarchizzarlo”, è sembrato suscitare una certa irritazione per gli affari personali di certa gente, ma non più di questo, in quanto i flussi finanziari che attraversano il fronte funzionano bene anche senza Alchevsk.

Un combattente dei "Fantasmi" issa la bandiera sovietica sulla sacca di Debalchevo

Un combattente dei “Fantasmi” issa la bandiera sovietica sulla sacca di Debalchevo

Ma Mozgovoj era un problema per il comando militare effettivo della Repubblica di Lugansk? No. Lui si era già subordinato, anche se con certe riserve (durante l’inverno ha effettivamente eseguito gli ordini di “Tambov”), e una parte della sua brigata era già stata inclusa nelle unità di sicurezza locali. Il compimento del lento processo di integrazione nelle forze armate della Repubblica di Ligansk avrebbe potuto richiedere ancora qualche mese, ma Mozgovoj non aveva reali alternative: la brigata sarebbe stata completamente integrata nelle forze armate o avrebbe semplicemente cessato di esistere. Sotto il profilo propagandistico l’influenza di Mozgovoj ha conosciuto un declino negli ultimi sei mesi e la sua voce non si levava più alta come nell’estate – autunno 2014. Non costituiva una effettiva minaccia politica e non aveva pretese sulla posizione di capo delle repubbliche o di ministro della difesa. La massima posizione che gli è stata proposta durante i negoziati è quella di comandante di brigata dell’esercito della Repubblica di Lugansk.

Quello che poteva fare, in effetti, era contestare gli accordi di Minsk e intralciare i traffici criminali (nazionali ed internazionali) che passavano attraverso Alchevsk. Se consideriamo l’ipotesi secondo cui Mozgovoj si è messo di traverso rispetto alla gente che ha trasformato la Novorussia in un affare sotto la copertura del “volere dello Zar” e secondo cui la sua volontà ha effettivamente intralciato qualcosa, allora naturalmente non si può escludere che una congiura privata associata con una diffusione di informazioni sul percorso del convoglio  alla giunta sia stata parte di un piano più vasto.

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Sarebbe interessante capire di che “dati” si tratti e chi li abbia diffusi.

Questo piano potrebbe non  consistere semplicemente nell’omicidio di un comandante di brigata sleale. Non può essere escluso che ci sia una dimensione politica in questo omicidio. Sullo sfondo di una campagna informativa finalizzata all’espulsione dei militari Russi dalla Novorussia, militari che ufficialmente non sono lì (campagna nella quale i media della giunta e la quinta colonna russa mettono in atto una commovente collaborazione) le storie dirette a screditare la partecipazione russa al supporto della Repubblica di Lugansk iniziano ad apparire con sospettosa frequenza. Prima un clamoroso scandalo con le truppe “spetsnaz” (a cui erano state date informazioni non dettagliate sulla ritirata della giunta da Chastje: e chi potrà mai avergliele date?) e poi l’assassinio di Mozgovoj, il cui principale responsabile è “ovvio” grazie agli sforzi degli idioti locali.

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Ecco che abbiamo un tipico esempio di cosa succede quando la propaganda ella “lotta contro il Makhnovismo con la legge marziale” produce risultati molto diversi da quelli immaginati dai propagandisti. Sebbene, forse, loro vogliano precisamente questo genere di risultati.

Personalmente non credo che le autorità della Federazione Russa abbiano deciso di eliminare Mozgovoj, specialmente dopo le lettere spedite ad alti funzionari della Federazione Russa, con scritto che gli affari nella Repubblica di Lugansk non stavano procedendo nel senso giusto. E Putin avrebbe deciso di uccidere Mozgovoj per questo, si certo, come no? Questa è una palese ca***ata. Non solo Mozgovoj, ma altra gente ha parlato di queste cose, per esempio lo stesso Strelkov in termini molto più pesanti. Perché non è ancora morto? Perché è vivo Kozitsyn, che si è scagliato contro la dirigenza della Repubblica di Lugansk in maniera molto più violenta? Perché non stato ucciso Fominov? E’ molto più facile che questo tipo di idee siano state concepite da quelli che hanno avuto conflitti con Mozgovoj, quelli di cui lui si è lamentato presso Mosca.

E’ possibile che Mozgovoj sia stato rimosso per le sue proteste contro le prese di posizione che vogliono il Donbass parte dell’Ucraina? Ed è stato l’unico a protestare? Lo stesso Zakharchenko ha fatto dichiarazioni simili negli ultimi mesi: qualche volta ha detto che è favorevole ai colloqui, qualche volta che “non torneremo mai”. Per quale motivo è ancora in carica? Se Mozgovoj è stato ucciso per questo, Zakharcenko dovrebbe a sua volta essere rimosso.

Io non escludo la possibilità che ci possa essere una cooperazione con il nemico ad un qualsiasi livello della gestione del processo della Repubblica di Lugansk, nel momento in cui informazioni sensibili, che portano alla morte di un comandante di brigata (che ha ignorato le minacce e tenuto conferenze e inviato doglianze a Mosca riguardo ai “boiari del posto, le cui malefatte lo Zar ignora”) messe a disposizione dell’altra parte, così come il fallimento delle strutture di sicurezza della Repubblica di Lugansk, che avrebbero dovuto impedire questa fuga di notizie e invece hanno fallito nello sventare la preparazione dell’operazione speciale avente come obiettivo la liquidazione di Mozgovoj.

Conclusioni

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E’ possibile che Mozgovoj sia stato ucciso dai “nostri” come Bednov? In teoria è possibile visto che aveva dei nemici, ma in generale sono più incline a credere che sia stato eliminato da un gruppo speciale Ucraino o straniero, coperto dalle pagliacciate semi virtuali delle “Ombre” di Gladkov e con la possibile assistenza di uno o più traditori nella Repubblica di Lugansk (o avvalendosi di un errore assolutamente madornale dei locali servizi segreti) che ha permesso ai nemici di venire in possesso di informazioni sui movimenti di Mozgovoj.

L’affrettata e contraddittoria attività del sistema informativo russo, che ha prodotto errori caotici (del tipo dell’articolo del canale televisivo “Zvezda” secondo cui Bednov fu ucciso dalla giunta – il che dimostra precisamente la mancanza di ogni piano informativo coerente a proposito del quadro in cui si è svolto l’omicidio di Mozgovoj – il che lascia un certo spazio di manovra alla giunta, che può giocarsi la carta del “Plotnitsky ha ucciso Mozgovoj” che implica”Putin ha ucciso Mozgovoy”), è un indizio che questo omicidio ha colto la linea ufficiale russa impreparata e la linea informativa è stata assemblata in fretta e furia, il che ha prodotto delle sbavature. Se l’obiettivo fosse stato eliminare Mozgovok e se questo obiettivo fosse espressione di una politica ufficiale, la posizione del sistema informativo sarebbe stata predisposta in anticipo (per esempio, nel giro di un’ora dopo l’omicidio sarebbe emersa una versione “gradita” che sarebbe stata portata alla ribalta su tutti i canali sin da ieri sera) e per rendere tutto ancora più plausibile avrebbero potuto spargere in giro un po’ di corpi in uniforme ucraina, cosa tutt’altro che difficile. In realtà è proprio la scomposta reazione delle fonti ufficiali russe (shock, seguita dalla naturale tendenza a scrivere “non siamo stati noi”) di fonte all’evento a costituire una indicazione perfetta atta ad escludere che l’omicidio di Mozgovoj sia stato pianificato dalla Russia.

Vi ricorderete, ad esempio, come hanno lavorato il media Russi quando i nostri profesionisti hanno eliminato Yandarbiyev: la reazione è stata: “si, siamo stati noi, e allora?”. Non solo a livello mediatico, ma anche da parte del Ministero degli Esteri.Tutto questo rientra nel tema di come le linee informative vengono preparate per il caso di operazioni intese alla liquidazione di nemici o personalità scomode.

Mozgovoj aveva dei nemici (e ne parlava apertamente dicendo di essere stato minacciato di morte da “nostri”) sia da parte nostra che da parte ucraina di modo che non possiamo escludere la possibilità che qualcuno abbia immaginato di risolvere il problema dell'”uomo scomodo” con manovalanza nemica facendo poi ricadere tutte le responsabilità sul già sporco Plotnitskj (chi potrebbe pensare che mister X sia coinvolto dal momento che c’è già Plotnitskj responsabile di tutto per definizione) che poi potrà essere sostituito proprio come un impiegato, mentre verrà messa una pietra su tutta la questione. Nel frattempo, quelli che sono davvero responsabili della situazione nella Repubblica di Lugansk resteranno impuniti, se ne andranno con i loro milioni nei loro resort, all’insegna del motto “ci abbiamo provato, ma è andata male”. E poi, riguarda al modo in cui tutto questo pregiudicherà le posizioni russe nel Donbass, chi e quando, fra gli affaristi della politica, si è mai occupato di simili inezie?

Sotto questo aspetto, le lotte intestine della Repubblica di Lugansk, che sono lievitate fino a coinvolgere omicidi dei comandanti giustificati dai propagandisti, hanno creato terreno fertile per diverse operazioni coperte, che hanno minato la partecipazione russa nel sopporto alla Repubblica di Lugansk, e che hanno gettato discredito non solo su Plotnitsky, ma sulla stessa Repubblica, che si è vista affibbiata la reputazione di “enclave semi banditesca” in cui ogni problema viene risolto come negli anni novanta e se uno si azzarda a fare una critica è automaticamente un nemico e una quinta colonna, perché i camerati vanno bene solo se giustificano tutti e tutto, anche ciò che è oggettivamente ingiustificabile. E dunque, anche prima dell’omicidio di Mozgovoj, grazie agli sforzi combinati della propaganda della giunta e di supervisori incapaci, si è creata l’atmosfera giusta che ha funzionato nel migliore dei modi in vista di un discredito della politica russa nella Repubblica di Lugansk. E, ovviamente, per la SBU e i suoi capi non ci potrebbe essere situazione migliore per preparare varie operazioni provocatorie valendosi di contatti indiretti da una parte e dall’altra del fronte con la gente che antepone le tasche piene agli interessi della Russia o dell’Ucraina. Ed  in questa atmosfera di sfiducia e di accuse di tradimento e doppio gioco (“la Repubblica di Lugnask è stata scaricata!”) uno degli eroi della Novorussia è rimasto ucciso. Non sappiamo ancora con certezza chi ha premuto il grilletto e possiamo solo avanzare delle ipotesi, ma sappiamo molto bene come si è creata l’atmosfera in cui è stato ucciso e come è stata usata contro la Repubblica di Lugansk e la Russia sotto lo schermi di discorsi tipo: “non criticate la tregua” e “uccidiamo i comandanti così faremo ordine”. Che genere di ordine ci sarà alla fine lo potete vedere chiaramente riflesso nella rappresentazione mediatica emersa dopo l’assassinio di Mozgovoj. Poi, chi se ne frega se muore un altro Makhnovista [anarchico, insubordinato n.d.t.]?

Sono loro i colpevoli di tutto, solo loro.

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Articolo di Colonel Cassad apparso su Colonel Cassad il 24 maggio 2015

Traduzione in italiano a cura di Marco Bordoni per SakerItalia.it

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