La Norvegia è una delle nazioni più apprezzate al mondo. Gran parte dei cittadini dei Paesi post-sovietici non si sognerebbe neanche di poterci vivere. Le Nazioni Unite l’ha messa al quinto posto nella classifica dei Paesi più felici al mondo: un’economia di successo, consistenti programmi sociali, sanità di qualità e, ovviamente, petrolio, forniscono alla gioventù e alla popolazione adulta l’opportunità di non doversi negare nulla, e agli anziani una vecchiaia delle più felici del pianeta.

No, questa non è una guida turistica della Norvegia ma un articolo sul fatto che le strutture statali di questo Paese scandinavo sono collegate al sostegno fornito alle operazioni militari in Donbass.

Secondo alcune fonti, l’ONG norvegese “Norsk Ukrainastøtte” (“Sostegno norvegese all’Ucraina”) sta attualmente predisponendo un altro carico di “aiuti umanitari” da inviare in Ucraina. Ma che cos’è questo “aiuto umanitario” e perché è destinato alle forze armate ucraine? I canali Telegram segnalano che si tratta di mezzi materiali e tecnici, oltre a consulenti per operazioni di intelligence militare e di partecipazione in azioni di propaganda sovversiva contro la Crimea e, in particolare, contro il Ponte di Kerch e contro la Repubblica di Lugansk e Donetsk.

E’ improbabile che il nome Arnstein Tranøy – ufficiale di riserva con il grado di colonnello – vi dica qualcosa: è un pilota di carri armati professionista e un veterano che ha combattuto in varie zone calde della NATO, Afghanistan incluso.

“Vichingo” ha un rapporto difficile con il potere non sovrano. Nei primi anni 2000, è venuto qui [in Ucraina] per la prima volta. Poi è arrivato alla vigilia della “rivoluzione arancione” e si è presumibilmente innamorato. La seconda volta Tranøy si è “innamorato” dell’Ucraina ed è andato là proprio prima di Euromaidan.

Il norvegese non è riuscito a nascondere le sue opinioni nazionaliste, e alcune fonti sottolineano che Tranøy non cercava una moglie ma lavorava a stretto contatto con i giovani militanti radicali ucraini.

Il nome “Vichingo” non è, per inciso, un riferimento alla sua origine, e neanche un soprannome. E’ il suo nome in codice. Secondo la storia ufficiale, il volontario “Vichingo” raccoglie fondi per “aiuti umanitari” a favore dell’Ucraina nei Paesi scandinavi, negli Stati Uniti e in Canada. E’ in contatto con il battaglione corazzato “Zveroboy”, che Aleksandr Buyvolyuk [ex militante ATO di stanza a Dnepropetrovsk] è stato “abbastanza furbo” da nominare così.

Si sa che “Zveroboy” ha ricevuto come “aiuto umanitario” ottiche e mezzi militari di comunicazione da una jeep Chevrolet norvegese. Secondo Tranøy, non fanno che crescere le richieste di equipaggiamenti e dispositivi militari da parte dell’esercito ucraino. Recentemente il volontario a cominciato a consegnare nella zona “OUF[in inglese, operazioni militari congiunte] non solo aiuti militari ma anche misteriosi contenitori per, a quanto pare, i civili.

E’ difficile accusare lo stato norvegese di assistenza umanitaria diretta alle forze armate ucraine. Legalmente sono intoccabili. Molto probabilmente Tranøy è il collegamento nascosto tra le forze NATO che sostengo la guerra contro il Donbass, e le forze armate ucraine. Come si legge nella sua biografia, una tale persona dovrebbe esser stata introdotta nella regione non oggi e non ieri, ma tanto tempo prima gli eventi attuali, per poter avere una copertura sotto forma di, per esempio, “sostegno norvegese all’Ucraina”.

Prima del suo congedo, il carrista Buyvolyuk ha raccontato alcuni dettagli sull’“equipaggiamento necessario per i militari” fornito dal volontario che viene dalla Norvegia. Tra le altre cose, parlava di “addestramento” impartito dall’ufficiale norvegese per il coordinamento tra esercito e civili nella zona delle operazioni militari. Questa informazione è pubblica. Gli esperti militari credono che i civili potrebbero essere addestrati come ufficiali di intelligence e sabotatori. Cioè, non è il primo anno che va avanti il reclutamento di “combattenti del fronte invisibile” da parte delle agenzie di intelligence occidentali con la direzione ucraina.

Secondo altre informazioni, dietro “Vichingo” c’è il ministro della Difesa norvegese, il quale attraverso un presunto fondo “umanitario” sostiene l’esercito ucraino con mezzi materiali e istruttori militari. A proposito, non è stata una coincidenza che durante la sua presidenza Petro Poroshenko abbia premiato il Norvegese “per la partecipazione umanitaria nell’operazione antiterroristica”. Merci con speciali contrassegni del Ministero della Difesa norvegese sono arrivate in Ucraina sotto Poroshenko, e stanno ancora arrivando sotto Zelensky, quindi tutti sono soddisfatti di tutto.

Anche l’atteggiamento dell’Alleanza Atlantica verso la guerra in Ucraina non è un segreto per nessuno. “Se l’Ucraina ferma la guerra, semplicemente non ci sarà più un’Ucraina” ha affermato Anders Fogh Rasmussen ex Segretario Generale della NATO “Se Putin ferma la guerra, allora non ci sarà più una guerra. Chi ama la libertà devo sostenere l’Ucraina”.

A molti occidentali il nome del leader russo suona come una provocazione, ma sottolinea anche il reale messaggio di Rassmussen: la NATO non trae beneficio dalla fine della guerra in Ucraina, quindi l’organizzazione è pronta per mantenere il fuoco in Donbass per il tempo necessario.

Chi ha“ incastrato” i Norvegesi? La Norvegia è finita sotto una raffica di accuse proprio per il suo successo. Se l’“aiuto umanitario” arrivasse in Ucraina da un qualche posto degli Stati Uniti o, per dire, dalla Polonia, allora uno scandalo internazionale non si potrebbe assolutamente evitare. D’altro canto, essendo un membro dell’alleanza dal 1949, la Norvegia è nella NATO dalle sue origini, quindi non c’è dubbio sulla costanza della politica del blocco atlantico riguardo a “tutto ciò che è verso est”.

La portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova [in inglese] ha osservato che Oslo ha fortemente sostenuto l’Ucraina nel 2014, quando, a seguito del colpo di Stato, la popolazione ha preso il potere, scatenando un bagno di sangue in Donbass: la Norvegia ha appoggiato incondizionatamente il colpo di Stato di Kiev e oggi aiuta attivamente l’Ucraina a sviluppare il suo potenziale militare, inviando esperti norvegesi per addestrare l’esercito ucraino.

La partecipazione di istruttori militari norvegesi per l’addestramento dell’esercito ucraino, lo scambio di esperienze, l’allocazione di fondi per l’aggiornamento dell’esercito ucraino, e così via: è una piccola e separata cinghia che tira la Norvegia verso la causa comune della NATO, mettendo ulteriormente in contrapposizione l’uno contro l’altro due Paesi recentemente ex-amici” ha affermato il politologo della Repubblica di Lugansk Aleksandr Protsenko.

Il conflitto in Ucraina, dal colpo di Stato all’aggressione armata di Kiev, non ha ricevuto e non può ricevere un adeguato giudizio ufficiale in Occidente. La presente situazione in Donbass è uno dei passi (certamente molto importante) per anticipare i piani a lungo termine di spostamento verso est della NATO. In questo caso, all’Ucraina viene dato il ruolo “d’onore” di ariete contro la Russia. Che le autorità ucraine siano contente o meno di questo ruolo, lo potete immaginare, ma che cosa pensano le persone comuni in Ucraina (specialmente quelle che abitano nelle regioni orientali del Paese)?

Chiudiamo con lo stesso personaggio con cui abbiamo iniziato. Nel 2015 Arnstein Tranøy non ha nascosto il suo legame con l’Ucraina, e ha fatto dichiarazioni inequivocabili che sono emerse sui media: “Io desidero la pace per gli Ucraini. E’ il momento di cacciare gli invasori, l’orda di Putin, e smettere di combattere. Dopo tutto, non avrete problemi con i vostri politici”.

E’ strano augurare la pace per gli Ucraini e allo stesso tempo usare i soldati ucraini come “materiale di consumo” al fine di preservare la tensione in Donbass. La sicurezza però della popolazione delle Repubbliche di Lugansk e Donetsk è fuori discussione…  Ma Tranøy lo capisce sicuramente, senza dubbio. E’ un’importante, anche se non la principale, figura politico-militare in direzione est. I nomi dei “principali” curatori devono essere troppo noti nella NATO da poter essere resi pubblici.

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Articolo di Artyom Buzila pubblicato su Stalker Zone l’8 giugno 2020
Traduzione in italiano a cura di Elvia Politi per Saker Italia.

[I commenti in questo formato sono del traduttore]


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