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La nazione profonda della Russia

In un saggio pubblicato recentemente, uno stretto collaboratore del presidente russo Vladimir Putin descrive il sistema di governo in Russia. È in contrasto con la solita visione “occidentale” dello stato russo “autocratico”. I media statunitensi spesso raffigurano la Russia come uno stato gerarchico, gestito dai capricci di un solo uomo. Citano studiosi occidentali pagati per sostenere questa posizione. Un esempio è questo editoriale sul Washington Post di venerdì: Perché la Russia

L’aggressione americana al Venezuela come strumento diagnostico

I Neoconservatori non cessano mai di stupirmi e la loro ultima trovata con il Venezuela rientra in questa bizzarra categoria di eventi che sono assolutamente impensabili e allo stesso tempo assolutamente prevedibili. Questa apparente contraddizione logica è il risultato diretto di una visione del mondo e di una mentalità che è, credo, unica dei Neoconservatori: un mix di arroganza imperiale e infinita arroganza, una completa mancanza di decenza, un totale

Il summit Putin-Trump a Helsinki: l’azione è nella reazione

Ora che è passata poco più di una settimana dall’attesissimo vertice Putin-Trump a Helsinki, ho avuto il tempo di leggere molte delle reazioni e dei commenti che ha generato. Sto arrivando alla conclusione paradossale che questo vertice è stato sia un non-evento che un vero spartiacque storico. Diamo un’occhiata all’evento stesso, e quindi alle sue conseguenze. Il vertice in sé: un non-evento molto necessario Innanzitutto, bisogna ben accogliere il fatto

Tanta rivoluzione colorata per nulla

Il nostro concetto di successo cambia con l’età. Quando siamo giovani ma non abbastanza maturi, siamo in grado di impegnarci in ogni genere di ridicola impresa. Poi, quando non siamo più giovani, un viaggio riuscito fino alla dependance è abbastanza per festeggiare. Lo stesso vale per gli imperi che invecchiano. Quando sono giovani, riducono in rovina grandi paesi importanti, ma poi li aiutano a ricostruirli. Poi si limitano a ridurli

Una prova generale per la democrazia russa

Attenzione: la prima parte di questo saggio potrebbe sembrare un inno festante alla Russia e un peana a Vladimir Putin. Siate certi che non sto esprimendo opinioni qui; questi sono fatti. È solo che questi fatti accentuano gli aspetti positivi. Ma non desidero eliminare quelli negativi, e arriverò a tutto ciò a tempo debito. Il 18 marzo in Russia si sono tenuto le elezioni presidenziali. Tutti (quelli che possiedono un cervello)

Kemerovo e i Gironi dei Malvagi

Potreste aver sentito del tragico evento che sto per descrivere, oppure no. Se ne avete sentito parlare in inglese, allora, è probabile che ciò che avete ascoltato faccia parte di un rozzo lavoro programmatico anti-russo. Normalmente, sarei riluttante a scriverne; generalmente è meglio rendere pubbliche le celebrazioni e tenere private le tragedie. Ma in questo caso un gran numero di persone, a diversi livelli, ha tentato di trarre profitto e benefici

Il grande romanzo americano contro la guerra

Qualche settimana fa mi sono imbattuto in un affascinante progetto: un autore mi ha contattato per farmi sapere che stava pubblicando il suo primo romanzo su Kindle, inedito, dopo aver rinunciato a cercare un editore. Ho dato un’occhiata al suo manoscritto e ho scoperto che era un diamante grezzo. La prosa era rozza, con affronti gravi e meno gravi alla grammatica inglese, e non seguiva affatto un particolare stile guida,

Sfatare due miti americani

Ci sono due miti, profondamente impressi nelle menti della maggior parte degli americani, che sono estremamente pericolosi e che possono portare ad una guerra con la Russia. Il primo mito è il mito della superiorità militare statunitense. Il secondo mito è il mito dell’invulnerabilità statunitense. Credo che sia fondamentale sfatare questi miti prima che finiscano per costare milioni di vite e indicibili sofferenze. Nel mio ultimo pezzo per Unz Review

Pensi che la sua valutazione sia accurata?

“Pensi che la sua valutazione sia accurata?” è stato l’oggetto di una e-mail che ho ricevuto di recente da un buon amico. L’e-mail si riferiva all’articolo di Paul Craig Roberts “Un giorno il domani non arriverà” [“One Day Tomorrow Won’t Arrive” in inglese], che afferma che “l’esercito statunitense è ora di seconda classe rispetto all’esercito russo”. L’articolo poi prosegue elencando un certo numero di sistemi d’arma russi che sono chiaramente superiori

Rinviata l’apertura della base russa a Osh?

«Il Kirghizistan continua le trattative con la Russia in merito al collocamento della seconda base militare russa nel Paese», — dichiara il primo ministro del Kirghizistan Sapar Isakov durante l’incontro con i rappresentanti dei media russi a Mosca. Secondo quanto ha rivelato, la decisione finale non è ancora stata presa. Ha specificato che le consultazioni per la costruzione della struttura militare russa sono state effettuate a livello dei «ministeri competenti,