60 anni fa, l’ex Primo ministro britannico Winston Churchill tenne un discorso al Westminster College di Fulton, Missouri. In seguito, gli storici hanno preso questo evento come inizio ufficiale della Guerra Fredda. Il confronto fra il blocco socialista e quello capitalista ha poi segnato il corso di tutta la storia mondiale, fino al giorno d’oggi.

1. Geopolitica, non ideologia

La Guerra Fredda è stata un conflitto profondamente geopolitico, non ideologico. Secondo il punto di vista di un famoso teorico politico tedesco, Carl Schmitt, il confronto planetario fra l’Est e l’Ovest è stato il risultato di un conflitto geopolitico fra la Terra e il Mare. L’Unione Sovietica era un polo tellurocratico, il centro di tutta la civilizzazione terrestre. Gli Stati Uniti erano il centro della civiltà marinara. I teorici politici anglosassoni, compreso Sir Halford Mackinder, si erano trovati pienamente d’accordo con lui.

L’Unione Sovietica aveva tutte le caratteristiche della tipica civiltà tellurocratica: il controllo di vaste distese continentali, una società chiusa e militarizzata, un’etica di tipo eroico e un’economia subordinata alla politica. Gli Stati Uniti, viceversa, sono una tipica potenza talassocratica: sono una società aperta, una democrazia, controllano gli oceani del pianeta e dispongono di una (estesa) rete commerciale. Nel senso geopolitico del termine, il confronto fra Stati Uniti e Russia si sarebbe verificato comunque, anche se in quest’ultima nazione non si fosse instaurata l’ideologia comunista.

2. Non era qualcosa di nuovo

Nella storia mondiale, questo tipo di confronto non era una novità. Prima di allora gli imperi russo e britannico erano entrati in competizione per il controllo del Medio Oriente, del Caucaso, dell’Asia Centrale e dell’Afganistan, in una lotta geopolitica per la vita e per la morte. Nell’antichità, Roma (centro tellurocratico) e l’impero commerciale marittimo di Cartagine avevano combattuto per la supremazia nel Mar Mediterraneo.

3. Il conflitto globale

La differenza principale fra la Guerra Fredda e gli altri conflitti di questo genere è stata la sua natura di fenomeno globale. Tutte le nazioni del mondo si erano ritrovate coinvolte in questo confronto. Si era scatenata una lotta feroce per cercare di coinvolgere i membri del cosiddetto “Movimento dei Non Allineati” (NAM). Come risultato, il conflitto si era trasformato in un confronto a “somma zero”: se uno dei partecipanti vinceva qualcosa in un settore, il secondo doveva automaticamente perdere da qualche altra parte.

4. Chi ha iniziato la guerra?

Nella storiografia occidentale c’è l’idea che sia stata l’Unione Sovietica ad iniziare la Guerra Fredda. I fatti però raccontano una storia diversa. Nel 1945, il Gruppo di Pianificazione Congiunto (Joint Planning Staff – JPS) delle forze armate britanniche aveva messo a punto due piani militari, strettamente correlati, nel caso di un conflitto fra i loro alleati occidentali e l’Unione Sovietica. Entrambi erano stati ordinati dal Primo Ministro inglese Winston Churchill e avevano il nome in codice di “Operazione Impensabile” (Operation Unthinkable).

Alla fine della conferenza di Potsdam, il generale americano Dwight D. Eisenhower, su ordine del Presidente Harry S. Truman, aveva elaborato il “Piano Totalità” (Plan Totality). Questo modello prevedeva un attacco nucleare contro l’Unione Sovietica con 20 o 30 bombe atomiche. C’erano 20 città sovietiche programmate per la completa distruzione durante il primo attacco: Mosca, Gorki, Kuybyshev, Sverdlovsk, Novosibirsk, Omsk, Saratov, Kazan, Leningrado, Baku, Tashkent, Chelyabinsk, Nizhny Tagil, Magnitogorsk, Molotov, Tbilisi, Stalinsk, Grozny, Irkutsk, e Yaroslavl. Immediatamente dopo (la conferenza), gli Stati Uniti avevano sganciato due ordigni atomici sul Giappone per spaventare il loro alleato in Oriente, e piegarlo alla dominazione mondiale americana.

All’epoca, l’Unione Sovietica non aveva piani di aggressione contro i suoi alleati inglesi ed americani, e stava cercando di negoziare una futura spartizione delle zone di influenza. Il polo atlantista aveva invece rifiutato un accordo di questo tipo, scegliendo invece di lottare por la dominazione globale.

5. La brama americana di egemonia planetaria come causa scatenante del conflitto

Agli inizi della Guerra Fredda, i pianificatori politici americani avevano chiaramente parlato della necessità di lottare per l’egemonia planetaria. Si vociferava già di progetti per un mondo unipolare molto prima del confronto sovietico-americano. Lo stesso circolo dei globalisti anglo-americani, che facevano capo alla “Società della Tavola Rotonda”, aveva avuto un ruolo chiave nello sviluppo dell’American Council on Foreign Relations e nel Royal Institute on International Affairs. Il Presidente del CFR, Isaiah Bowman vedeva con favore l’idea di un’egemonia mondiale statunitense, insieme agli esperti di geostrategia Nicholas Spykman e Robert Strausz-Hupe. Il Caso di James Burnham può essere preso come esempio: un ex-trotskista, diventato fervente sostenitore del governo mondiale e fondatore della CIA. Auspicava apertamente un “Impero americano” e può essere considerato un antesignano dei Neoconservatori.

6. La distribuzione geopolitica delle armi nucleari

Il confronto geopolitico fra Stati Uniti ed Unione Sovietica è stato ben rappresentato dalla distribuzione delle armi nucleari all’interno della struttura della tradizionale triade atomica di entrambe le superpotenze. Gli Stati Uniti, che controllavano la parte oceanica del pianeta, avevano dislocato una grossa parte dei loro missili atomici a bordo di sottomarini. L’URSS, al contrario, li aveva in basi terrestri. E’ stato proprio in Unione Sovietica che si era creato quel complesso di unità atomiche in perenne movimento nel vasto territorio della nazione, su strada e su rotaia, unico nel suo genere. Negli Stati Uniti, progetti simili non erano mai entrati in servizio.

7. L’Europa cessa di essere un polo geopolitico

La Guerra Fredda è stata il frutto dell’equilibrio di forza globale, scaturito dalla Seconda Guerra Mondiale. Il principale risultato per l’Europa è stata la perdita della sua posizione dominante nell’arena internazionale. Il destino dell’Europa è stato deciso dalle potenze extraeuropee: Stati Uniti ed Unione Sovietica.

Quando si era trovata alle prese con la Germania nazista e i suoi alleati, l’Europa continentale aveva cercato di agire come polo geopolitico indipendente, sfidando contemporaneamente la talassocrazia anglo-statunitense e la maggior potenza euroasiatica: l’URSS. Decisione che si è poi dimostrata suicida. Come risultato, la stessa Germania e l’intera Europa sono state divise fra Stati Uniti ed Unione Sovietica.

8. Il terzo mondo arriva sulla scena

Paradossalmente, la Guerra Fredda ha aumentato l’importanza, nella politica mondiale, dei paesi del Terzo Mondo. E’ anche significativo il fatto che il termine stesso sia stato coniato in questo periodo. La dissoluzione dell’importanza geopolitica dell’Europa e le politiche degli Stati Uniti e dell’Unione Sovietica avevano contribuito alla distruzione degli imperi coloniali europei. Le due superpotenze lottavano per aver peso nelle nazioni libere, rivalità che alcune di esse utilizzavano a loro vantaggio, cambiando posizione fra i due poli. Si era formato il Movimento dei Non Allineati, un’istituzione che rappresentava le aspirazioni geopolitiche di queste nazioni.

9. Il ruolo delle strutture mondialiste nella vittoria americana nella Guerra Fredda

Il ruolo principale, nella vittoria americana nella Guerra Fredda, è stato giocato da una efficace “quinta colonna” all’interno dell’Unione Sovietica, responsabile dell’ideologia della Perestroika. Il suo nucleo era l’Istituto delle Ricerche di Sistema, guidato da Dzherman Gvishiani, il genero del Primo Ministro sovietico Kosygin. L’Istituto delle Ricerche di Sistema era la filiale sovietica del globalista “Club di Roma”. I principali centri sovietici di ricerca ed analisi erano in contatto con i colleghi stranieri e si concentravano sull’ideologia della “convergenza” dei due sistemi, idea che in seguito avrebbe formato la base del pensiero di Gorbachev. Quella parte delle istituzioni che era favorevole all’occidente era sotto la protezione del capo del KGB Yuri Andropov, divenuto in seguito Segretario Generale del Partito Comunista, e, sotto l’influenza del suo ristretto circolo di collaboratori, erano stati stilati i piani per la riforma in senso capitalistico dell’Unione Sovietica e per negoziare con gli Stati Uniti la definizione delle future sfere di influenza mondiale.

Questo gruppo di dirigenti sovietici aveva considerato il confronto dal punto di vista ideologico e non geopolitico. Ed è stato un errore. Gli Stati Uniti hanno sostenuto questi cambiamenti in modo tale che la mutazione ideologica portasse al crollo dell’Unione Sovietica nel suo ruolo di importante polo geopolitico.

10. E dopo?

Come si vede dagli eventi degli ultimi 10 anni, la vittoria americana nella Guerra Fredda si è dimostrata temporanea. Già nei primi anni ‘2000 i paesi BRICS si sono dichiarati leaders del nuovo ordine mondiale, che è multipolare. Il mondo unipolare è stato in realtà un momento unipolare (secondo le parole di Charles Krauthammer)

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Articolo pubblicato su Katehon.com il 4 Marzo 2016

Tradotto in Italiano da Mario per SakerItalia.it