Nelle ultime due settimane abbiamo pubblicato dei video su Danimarca e Svezia, che abbiamo visto come indicatori di un cambio di paradigma di massa in tutta Europa. Ora, un cambiamento di paradigma politico avviene quando una politica o un partito, un tempo marginali o periferici, si spostano dai margini alla corrente principale, si spostano dalla frangia politica, per così dire, fino a diventare l’opinione di consenso tra una popolazione.

Abbiamo discusso in post precedenti che quando si tratta della sicurezza delle frontiere delle rispettive nazioni, la Danimarca e la Svezia hanno quasi unanimemente respinto la visione globalista dell’Unione Europea e delle sue frontiere aperte. Invece, si sono spostati in massa verso la destra populista nazionalista. In Danimarca, praticamente tutti i partiti politici, sia di destra che di sinistra, sono ora tutti in competizione per dimostrare ai loro elettori che sono più conservatori sulla sicurezza delle frontiere di chiunque altro! In altre parole, in Danimarca, la sicurezza delle frontiere e l’immigrazione non sono più un problema di sinistra o di destra; ora è ufficialmente e formalmente diventato PRE-POLITICO. OGNI partito sta dichiarando la necessità della sicurezza delle frontiere, e ora è solo questione di chi lo farà in modo più efficace e coerente. Stiamo assistendo ad uno sviluppo simile in Svezia, poiché i suoi vari partiti politici stanno cominciando a parlare sempre più come i cosiddetti Democratici Svedesi di “estrema destra”, che secondo i sondaggi sono in ascesa; i Democratici Svedesi sembrano essere di gran lunga il partito più popolare in Svezia, in vista delle elezioni del 9 settembre.

Ciò che è così affascinante qui è che il centrosinistra in Danimarca e Svezia e il suo rifiuto delle frontiere aperte sta diventando sempre più il modello dei Socialdemocratici in tutta Europa; in altre parole, i Socialdemocratici di tutta Europa ne stanno prendendo atto e cominciano a prendere in considerazione l’attuazione della stessa strategia. Stanno concedendo la vittoria alla cosiddetta estrema destra quando si tratta di immigrazione, e sono pronti a farlo. I partiti di centrosinistra di vari paesi europei sono pronti a rinunciare a tutto il loro impegno per l’apertura delle frontiere e l’immigrazione libera, adottando invece la sicurezza e il rafforzamento delle frontiere come piattaforma ufficiale.

Il mese scorso, a giugno, diversi leader Socialdemocratici in Europa hanno partecipato ad un incontro ad Amsterdam guidato da Mette Frederiksen, che è la presidentessa dei Socialdemocratici in Danimarca. Erano presenti leader Socialdemocratici provenienti da Olanda, Austria, Belgio e Italia. E l’intero scopo dell’incontro era stabilire i principi di una rinnovata politica dell’immigrazione che diventerà il modello per i Socialdemocratici di tutta Europa. Per quanto stupefacente possa apparire, come parte di questi principi, questi Socialdemocratici del centrosinistra hanno convenuto che i richiedenti asilo e i rifugiati non possono più essere automaticamente accolti dalle nazioni europee e che essi, richiedenti asilo e rifugiati, dovrebbero chiedere l’ingresso in centri di elaborazione e campi AL DI FUORI dell’Europa, che è ovviamente l’accordo che è stato recentemente negoziato al vertice europeo della scorsa settimana. A dire queste cose sono stati i Socialdemocratici! I Socialdemocratici alleati di Tony Blair come di Angela Merkel che sostenevano un’Europa globalista senza confini! Ora anche LORO stanno parlando come l’ungherese Viktor Orbán o l’austriaco Sebastian Kurz o l’italiano Matteo Salvini. Ora i SOCIALDEMOCRATICI vogliono entrare in gioco con la sicurezza e il consolidamento delle frontiere, che è ovviamente l’esatto contrario di quanto propugnano i Democratici americani, che stanno insistendo sulle frontiere aperte e l’immigrazione di massa. E pensano ancora che la CNN e il New York Feccia li salveranno nelle prossime elezioni. Bene, se l’Europa è un indicatore, penso che si stiano gravemente sbagliando.

I Socialdemocratici europei presenti all’incontro hanno tutti riconosciuto che il centrosinistra in Europa sta collassando, e possiamo aggiungere i Democratici in America anche a quella lista di implosioni; e questi partecipanti, insieme alle loro controparti danesi e svedesi, riconoscono che la questione chiave che circonda l’implosione del centrosinistra è la loro posizione nei confronti delle frontiere aperte e dell’immigrazione libera. Ovviamente, per le varie ragioni che abbiamo esplorato su questo sito, stanno arrivando alla conclusione, per quanto doloroso sia per loro, che quei giorni siano finiti. Se vogliono sopravvivere politicamente, dovranno abbandonare il loro impegno per l’apertura delle frontiere e il multiculturalismo, cosa che, a proposito, renderà molto difficile per loro continuare a presentarsi come rappresentanti della sinistra politica, ma lasciamo stare.

Ora, il centrosinistra sta facendo i conti non solo con la propria impopolarità agli occhi di un numero sempre maggiore di elettori europei; stanno iniziando a fare i conti con il fatto che il loro impegno per l’apertura delle frontiere ha rivelato una contraddizione fondamentale all’interno della propria piattaforma politica quando si tratta del loro impegno nei confronti dello stato sociale. E penso che sia molto importante per noi capirlo, perché questa contraddizione fondamentale sta diventando sempre più evidente ogni giorno tra gli elettori. Sempre più persone riconoscono che esiste una contraddizione fondamentale tra i sostenitori dell’immigrazione di massa da una parte e la sopravvivenza e l’integrità dello stato sociale dall’altra. La sinistra politica semplicemente non può pretendere di essere al tempo stesso custode dello stato sociale da una parte e sostenitrice dell’immigrazione libera dall’altra. Giusto?

Ora, il buon senso non sembra proteggerci dalla necessità di condurre studi scientifici, che sono stati comunque condotti dal Ministero delle Finanze danese, e questo studio ha concluso che l’immigrazione dalle nazioni del terzo mondo costava ai contribuenti danesi decine di miliardi di euro l’anno, cosa che ovviamente toglie decine di miliardi di euro spesi per il welfare e i servizi pubblici per i cittadini danesi. Bene, cosa sapete? Mmm, come ha funzionato?

Quindi non si possono affatto fare entrambe le cose; se il centrosinistra continuerà a dedicarsi alla conservazione e all’integrità dello stato sociale in Europa, il centrosinistra dovrà sostenere e difendere una politica di immigrazione radicalmente restrittiva, che è anche conosciuta come una forma di sciovinismo del welfare; il benessere è solo per i cittadini di una nazione, e non è gratuito per chiunque si trovi ad attraversare il loro confine. E con una mossa stupefacente, che a mio avviso segnala ciò che vedremo sempre più in futuro, i Socialdemocratici di centrosinistra della Danimarca e della Svezia stanno adottando pienamente questa posizione; difendono lo stato sociale reprimendo l’immigrazione. Stanno adottando lo sciovinismo del welfare che è stato il segno distintivo della cosiddetta estrema destra per decenni.

Quindi, il fatto che l’intera questione dell’immigrazione abbia esposto una contraddizione fondamentale all’interno della propria piattaforma politica è la prima ragione per cui l’Europa sta vivendo questo cambio di paradigma politico di massa tra i suoi partiti Socialdemocratici.

Ma ora, siamo onesti: la seconda ragione del cambiamento è ovviamente solo una questione di sopravvivenza politica. Ne abbiamo già parlato prima; abbiamo sostenuto che non c’è modo di aggirarla: i Socialdemocratici dovranno adottare quella che una volta erano considerate la politica di immigrazione e la politica di sicurezza delle frontiere dell’estrema destra se vogliono sopravvivere politicamente. Il rapporto del Tony Blair Institute sul populismo europeo uscito alla fine del 2017 ha documentato i risultati dei 946 distretti europei che hanno tenuto elezioni politiche lo scorso anno, e nel 94 per cento di tutti i 946 distretti, nel 94 per cento, le coalizioni di centrosinistra hanno perso; hanno perso il 94 percento delle elezioni! Stupitevi pure. Il New York Times ha ammesso che i partiti di centrosinistra in Europa si stanno praticamente estinguendo; in molte parti d’Europa, non sono solo in ritirata, hanno praticamente smesso di esistere. E così, almeno in Europa, i Socialdemocratici sembrano aver ricevuto il messaggio.

Certo, c’è il problema fondamentale che tutti questi partiti Socialdemocratici di centrosinistra stanno affrontando: in un parlamento rappresentativo, si sono tradizionalmente alleati con i partiti Social-Liberali, che sono quelli che sta diventando il nostro Partito Democratico; e i partiti Social-Liberali sono assolutamente a favore delle frontiere aperte e al multiculturalismo. E così, i Socialdemocratici potrebbero vincere il maggior numero di seggi in parlamento, ma non essere comunque in grado di governare, dal momento che il loro partner di coalizione ultraliberali si schiererebbe a favore di una politica di immigrazione contro la quale i Socialdemocratici hanno fatto campagna. Il tempo dirà cosa faranno queste altre nazioni, ma abbiamo riportato in un precedente video che i Socialdemocratici in Danimarca hanno già promesso che non formeranno una coalizione con nessun altro partito di sinistra; quando si tratta della sicurezza delle frontiere della Danimarca e di una politica di immigrazione molto rigorosa, si uniscono ufficialmente alla destra nazionalista.

Tutto questo per dire che quando si tratta dell’intera questione delle frontiere aperte e dell’immigrazione di massa, l’Europa sta davvero vivendo un importante cambiamento di paradigma. Persino i Socialdemocratici, tradizionalmente di sinistra, stanno abbandonando il loro sostegno alle frontiere aperte e adottando una politica di immigrazione che solo pochi anni fa essi stessi demonizzavano come fascista e di estrema destra. Quando si combina questo cambiamento politico con le concessioni fatte al Vertice Europeo proprio la settimana scorsa, con l’abbandono di qualsiasi concetto di quote migranti e la creazione di campi profughi fuori dall’Europa, sembra certamente che la destra nazionalista europea non stia solo vincendo. La destra nazionalista europea ha già vinto.

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Articolo di Steve Turley pubblicato su Katehon il 2 agosto 2018.
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per SakerItalia.

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