Introduzione del Saker: Ho sempre avuto una passione in generale per la teologia e per lo studio delle religioni. Alcuni anni fa ho scoperto per puro caso un libro [tutti i collegamenti di questo articolo portano a pagine web in inglese] scritto da Michael A. Hoffman II, intitolato Gli strani Dei del giudaismo, scritto che ho trovato molto interessante e stimolante per la riflessione. Leggendo questo libro, ho avuto voglia di fare ulteriori approfondimenti, e alla fine ho ordinato e quindi letto la grande opera di Michael A. Hoffman II Giudaismo scoperto: uno studio sulla religione anti-biblica di razzismo, auto-idolatria, superstizione e inganno, che mi ha totalmente colpito: più di mille pagine piene di informazioni, fonti e analisi molto interessanti. Inutile dire che il libro è stato molto discusso e ha suscitato ogni sorta di reazioni negative da vari critici. Comincio subito con una dichiarazione: premetto che il moderno “giudaismo” dovrebbe essere definito “fariseismo rabbinico”, perché tutte le moderne denominazioni giudaiche derivano dalla setta dei Farisei; premetto inoltre che questa religione è notevolmente differente dalla religione di Abramo, Isacco e Giacobbe perché è la religione di Maimonide, Karo, Luria e altri; sono sempre stato affascinato dall’argomento del “fariseismo rabbinico” e, anche se ho una laurea in teologia, non sono assolutamente qualificato per confermare o confutare le teorie di Hoffman. Ciò che però posso dire è che i suoi libri sono scritti molto bene, sono consistenti e perfettamente documentati, e che non vedo alcuna contraddizione tra ciò che ha scritto e ciò che modestamente conosco su questo argomento. Per quanto riguarda la sua critica alla religione dei farisei rabbinici (da cui tutte le forme del moderno “giudaismo ortodosso” derivano) non è per nulla “razzista”: a differenza dell’etnia, la religione è una scelta personale e quindi un bersaglio legittimo per esame e critica, quindi la condanna di Hoffman del fariseismo rabbinico non è in alcun modo più dura degli scritti dei Padri della Chiesa come San Giustino Martire, San Giovanni Crisostomo, San Cipriano di Cartagine o di Sant’Efrem il Siriano.

Recentemente Hoffman ha pubblicato un altro libro incredibile di 700 pagine: L’occulta Chiesa di Roma Rinascimentale, che ho iniziato a leggere (sono circa a un terzo) con, di nuovo, un entusiastico interesse. Ancora una volta, ecco un libro molto ben studiato e meravigliosamente controverso che mi ha dato il forte desiderio di parlare con l’autore e, fortunatamente per me, Michael A. Hoffman II ha gentilmente accettato di rispondere alle mie domande sulla sua vita e sulla sua ricerca. Quello che segue è l’intera sessione inedita di domande e risposte che ho avuto con lui.

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Saker: Sono assolutamente stupito dall’ampiezza e dalla profondità della tua ricerca. Potresti presentarti e poi raccontarci come e dove hai acquisito tale profonda conoscenza degli argomenti che attualmente non sono quasi mai oggetto di discussione, e di cui il pubblico è quasi totalmente ignaro? Hai una laurea in teologia o storia oppure sei autodidatta? Che cosa ti ha spinto a spendere così tanto tempo e fatica per approfondire argomenti che sono spesso considerati oscuri e arcani, se non del tutto irrilevanti dalla maggior parte dei nostri contemporanei?

Hoffman: Mio nonno materno Joseph Palace, con cui ho avuto molte discussioni in gioventù, era uno storico revisionista, non di professione. E’ stato un uomo d’affari di successo e sembrava avere informazioni riservate sugli eventi nazionali. Nel novembre 1960, lui in qualche modo sapeva che Joe Kennedy aveva comprato i voti nella zona di Chicago, voti che andarono a favore dell’elezione presidenziale di suo figlio Jack. Mi ha fatto conoscere altre anomalie della storia.

Ho frequentato il college nella mia città natale, New York, nei primi anni ’70, quando il paese era lacerato dalla guerra del Vietnam e da un passaggio epocale. Essendo laureato in scienze politiche e storia, ero spesso in disaccordo con molti dei miei professori liberali, non per le loro idee di sinistra ma per la loro visione limitata e per la loro avversione per le idee di dissenso, nonostante si atteggiassero a dissidenti. Ho avuto la fortuna di trovare pochi professori che sono stati onesti accademici, in particolare Francis J.M. O’Laughlin dell’Hobart College e il mio professore palestinese alla State University di New York di Oswego, Faiz Abu-Jaber. Quest’ultimo mi ha più volte invitato a fare ricerche storiche sulla massoneria della parte settentrionale dello stato di New York, dove la grande rivolta americana anti-massonica scoppiò dopo che i massoni uccisero William Morgan nel 1826. Il risultato fu il mio pamphlet del 1978 Assassinio massonico.

Lasciata l’università, ho girato il paese facendo lavori manuali nelle fattorie e lo scaricatore di porto. Verso la fine degli anni ’70 scrivevo per pubblicazioni poco conosciute come Fortean Times (dove sono diventato giornalista) e lavoravo come giornalista nelle stazioni radio, tra cui una stazione del network della ABC News. Ho anche iniziato a scrivere per l’agenzia stampa dell’ufficio di New York della Associated Press (AP). Alla fine fui assunto da Willis Carto per scrivere una rubrica per il suo giornale paleo-conservatore Spotlight, che nel 1979 aveva quasi 400.000 lettori. Come reporter di Spotlight ho seguito l’impressionante processo-spettacolo sull’Olocausto dell’attivista tedesco-canadese Ernst Zündel nel 1985 a Toronto, in Canada. Ho scritto un libro su questo, pubblicato dall’Istituto per la revisione storica (IHR) in California, dove sono diventato vice direttore. Il processo durò nove settimane e nel corso di questo incontro ho conosciuto il gruppo della difesa e i testimoni di Zündel, tra cui gli storici revisionisti Robert Faurisson e David Irving. Ho anche conosciuto dei veterani tedeschi della Seconda Guerra Mondiale, dal soldato semplice che guidava, in Africa, un carro armato nelle truppe di Rommel, al generale Otto Ernst Remer, il comandante di Berlino quando venne fatto il tentativo di attentato a Hitler.

Negli anni ’90 alcuni dei miei libri iniziarono a decollare in termini di vendite, tra cui Erano bianchi ed erano schiavi: la storia non detta della schiavitù dei bianchi nell’America delle origini e, nel 2001, il volume Società segrete e guerra psicologica. Da allora ho sempre avuto il privilegio di fare la vita precaria di uno storico professionista non affiliato, anche se a volte ho collaborato come revisore di testi per pubblicazioni mainstream degli Stati Uniti.

Saker: Chiaramente, quando hai iniziato a scrivere i tuoi libri, dovevi essere perfettamente consapevole che questo ti avrebbe procurato ogni sorta di brutti attacchi e accuse personali, ma sei andato avanti e, lungi dall’essere messo a tacere, hai continuato a pubblicare libro dopo libro. Ora, dopo aver attaccato il fariseismo rabbinico, il tuo ultimo libro rivela un incredibile livello di depravazione ed eresia nella Chiesa Latina (un altro termine improprio, dato che la Chiesa “Cattolica Romana” non è né “romana” né “Cattolica” nel senso di “universale”) almeno dal quattrocento italiano (XV secolo), molti secoli prima del Primo o Secondo Concilio Vaticano. In questo ultimo libro stai persino commettendo una sorta di “psico-crimine degli psico-crimini” e denunci la fortissima collusione tra la magia nera giudaica (specialmente nella forma dei suoi insegnamenti cabalistici) e i migliori teologi e sacerdoti latini. Qual è la tua motivazione nel portare alla luce tutti questi eventi molto interessanti, ma anche da lungo tempo dimenticati, e cosa ti dà il coraggio di attaccare istituzioni così potenti come l’ebraismo organizzato e il Vaticano? Cosa stai cercando di ottenere, per chi stai scrivendo, cosa ti dà tanto coraggio ed energia?

Hoffman: il mio retaggio familiare è quello di porre domande su tutto. Questo per me è uno stato mentale normale, schierarsi con il perdente, mettere in discussione l’autorità. Se ciò fa il paio con un’ardente curiosità, il desiderio di imparare tutto e di acquisire conoscenze proibite, allora quando ci si imbatte nel suggerimento che i bianchi nell’America britannica potrebbero essere stati utilizzati come schiavi nelle piantagioni di zucchero e tabacco del XVII secolo, si sperimenta un’insaziabile fame di conoscenza in quel campo, e se l’informazione è stata per lo più soppressa, allora la caccia diventa tanto più avvincente. Alcuni giudaici ortodossi hanno una frase dispregiativa che usano riguardo a coloro che abbandonano l’ebraismo. Dicono che quelli che se ne vanno sono “chozrim b’she’ela”,  ovvero “coloro che tornano alle domande”. Secondo me questo è un complimento subdolo poiché la missione di una mente umana indipendente e nobilitata è di tornare sempre ad interrogarsi.

Hai menzionato “l’ebraismo organizzato”. Non mi vedo come se stessi attaccando gli “Ebrei” di per sé. L’ebraismo ortodosso, sì. Il sionismo israeliano, sì. Ma dal momento che entrambe queste istituzioni sono fondamentalmente anti-giudaiche, considero il mio lavoro come un’espressione di amore per le persone giudaiche e come un canale per la loro liberazione.

Una fonte primaria di odio verso gli ebrei è lo stesso Talmudismo, che oppressivamente tiranneggia e manipola le vite dei giudei nati senza colpa loro, nella sua prigione psichica, mentre il sionismo israeliano imprigiona i giudaici in un permanente sentiero di guerra con gli indigeni del Medio Oriente. Liberare i giudaici da queste due prigioni è un atto di compassione e carità. Non dovremmo mai dimenticare che il nostro lavoro è filo-giudaico. Sono i rabbini e i Sionisti talmudici e cabalistici a mettere i giudaici sulla strada della rovina.

Saker: Ora, tornando ai tuoi libri sul fariseismo rabbinico, potresti per favore riassumere le principali tesi dei tuoi libri su questo argomento? Qual è, secondo la tua opinione, la vera natura del fariseismo rabbinico, quali sono i suoi princìpi/credenze? Cosa diresti ad una persona media su quali sono i miti e le realtà di ciò che viene definito “giudaismo” nella nostra società?

Hoffman: L’ebraismo ortodosso, che è il rampollo della religione degli antichi farisei, è soprattutto auto-adorazione, e l’orgoglio è il sommo distruttore. Nello schema occulto delle cose, l’ideologia più vicina ad essa era il nazionalsocialismo hitleriano, in quanto condivide questa caratteristica predominante del narcisismo patologico. Cristiani e molti altri goyim (non ebrei) sono stati ingannati nell’immaginare che il giudaismo, pur essendo un po’ imperfetto a causa del rifiuto di Gesù, nondimeno riesce a essere una religione etica che riflette i profeti dell’Antico Testamento. Hillel, il fariseo del primo secolo che si crede sia stato contemporaneo di Gesù, e Mosè Maimonide (“Rambam”), il filosofo e teologo medievale, sono spesso considerati come esempli di questo presunto giudaismo etico.

Il mito della benevolenza di questi due può essere sostenuto solo dall’ignoranza. Il problema è che quando uno studioso inizia a dissotterrare fatti che minano le pie leggende mediatiche  su uomini come Hillel e Maimonide, entrano nel territorio dell’“antisemitismo”: se osano vendere la verità, la loro capacità di guadagnarsi da vivere e mantenere il loro buon nome e la reputazione saranno danneggiati, a volte irrimediabilmente, da creatori di miti che hanno il potere di stigmatizzarli permanentemente come “seminatori d’odio e antisemiti”.

Io sono al di là di queste paure, quindi posso azzardarmi a dire che Hillel ha offerto basi teologiche per la molestia sui minori, e ha inventato una clausola di fuga chiamata “prozbul” per sfuggire al comandamento biblico che afferma nessun prestito sarà in vigore più di sette anni. Maimonide detestava Gesù Cristo con un odio vulcanico, che lo spinse nei suoi scritti a sollecitare l’omicidio dei cristiani quando è possibile farlo senza essere scoperti. Questi fatti sono documentati nei miei libro Giudaismo scoperto e gli strani dei del giudaismo.

Nel frattempo, se cercate con Google “Hillel” o “Maimonide”, o consultate Wikipedia, li troverete descritti in termini di zuccherosa santità e benevolenza umanitaria.

L’ebraismo ortodosso, mi spiace dirlo, è una religione di menzogna e inganno. La doppiezza e la menzogna vengono formalmente inculcate. Non sono casuali. Non c’è grande fiducia nemmeno tra i talmudisti stessi. Testimone di ciò che il Rabbino Adin Steinsaltz, un tempo capo del Sinedrio ricostituito a Tiberiade, e primo traduttore del Talmud Babilonese, che ha detto su questo argomento: “I rabbini sono soliti alterare le loro parole, e non ci si deve mai affidare all’esattezza delle loro affermazioni”. (Il Talmud: Edizione Steinsaltz [Random House], Vol. II, pp. 48-49). Nel Talmud Babilonese, Yevamot 65b, viene dato il permesso di mentire “nell’interesse della pace”, una categoria così ampia da essere capace di servire da alibi per innumerevoli situazioni in cui le canaglie desiderano evocare scuse per le loro falsità. C’è anche il permesso generale di mentire a un non ebreo (Talmud Babilonese, Bava Kamma 113a).

Questi fatti non sono pubblicati sui principali media come il New York Times. Eppure il Times non si sottrae dall’insinuare che l’Islam Sciita è una religione di bugiardi: “…c’è un incentivo per mentire a proteggere la comunità Sciita… parte di un concetto storico sciita chiamato taqiyya, o dissimulazione religiosa”. (New York Times, 14 aprile 2012, pagina A4).

Un altro aspetto teologico che definisce l’ebraismo ortodosso è il suo dogma che i non ebrei sono meno che umani. Questo è il modo in cui i goyim vengono visti nel Talmud e nei testi sacri successivi. In alcuni rami dell’ebraismo cabalistico, come la setta Chabad Lubavitch, politicamente potente e prominente, il loro fondatore, il Rabbino Shneur Zalman, promulgò formalmente la dottrina secondo cui i goyim sono meno che umani, sono spazzatura non umana – “rifiuti spirituali” – che è un riferimento al loro stato cabalistico di kelipot, che non possiede “nessuna qualità di redenzione”.

Saker: La mia ricerca personale mi ha portato a concludere che, fin dal riconoscimento del Cristo come il Messia promesso dai profeti dell’Antico Testamento da una parte degli ebrei del I secolo e il rifiuto di Lui dall’altra parte, il secondo gruppo ha iniziato a sviluppare un insieme di “strumenti scritturali anti-cristiani” che includeva, naturalmente, la falsificazione del cosiddetto testo Masoretico e lo sviluppo del Talmud e dei suoi vari commenti, interpretazioni e codifiche di questi testi. L’obiettivo era sviluppare un “arsenale polemico” per così dire. Allo stesso tempo, furono sviluppati i primi concetti cabalistici da usare all’interno delle comunità anti-cristiane. Saresti d’accordo con questa descrizione (certamente sintetizzata) e saresti quindi d’accordo con la mia personale conclusione che il fariseismo rabbinico è al centro di una religione di “anti-cristianesimo”?

Hoffman: Penso che tu abbia ragione fino al Rinascimento, che è il punto in cui membri della gerarchia cattolica romana, inclusi molti papi, sono stati segretamente avviati al misticismo cabalistico. La catena di quella trasmissione l’ho descritta dettagliatamente in L’occulta Chiesa di Roma Rinascimentale. Il fariseismo rabbinico è più di una religione contraria a Gesù per questa ragione: ai suoi inizi nell’epoca prima di Cristo, esisteva come credo fondato su insegnamenti esoterici orali che annullano la Bibbia stessa.

L’ebraismo ortodosso è una religione anti-biblica. Sì, ha un “Mosè” e un “Noè” come suoi patroni e nomina anche altri patriarchi, ma questi non sono il Mosè e il Noè della Bibbia. Queste sono figure radicalmente falsificate che portano questi nomi. Il giudaismo fariseico è sprezzante del Noè biblico sul quale, nel Midrash, fa affermazioni scurrili. C’è persino disprezzo per Mosè. A proposito di Isaia, che ha detto che Israele ha le labbra sporche, il Talmud insegna che Isaia è stato giustamente ucciso tramite segatura della bocca per “aver bestemmiato contro Israele”.

Sia nel circolo New Age di sinistra che in quello neonazista di destra, l’eresia di Marcione è viva e vegeta e l’Antico Testamento è esecrato. È equiparato al Talmud (l’esempio più famoso è, nel circolo della destra, quello di Douglas Reed, in La Controversia di Zion). Il problema con quella linea di pensiero è che l’Antico Testamento non è assolutamente un libro di auto-adorazione degli ebrei. È radicalmente diverso dal Talmud babilonese. La Bibbia è un antidoto all’adorazione personale. L’Antico Testamento censura gli israeliti nel modo più forte possibile.

Un esempio notevole della deflazione dell’ego della Bibbia riguarda direttamente gli ebrei (i giudei) nella persona dell’omonimo patriarca Giuda. Nel capitolo 38 della Genesi, la nuora di Giuda, Tamar, si traveste da prostituta nel tempio. Non sapendo che è lei, e pensando che lei sia una devota della dea della fertilità cananea Astarte, Giuda ha rapporti sessuali con lei. Questa è stata un’orrenda trasgressione perché avere rapporti sessuali con una prostituta di culto diverso è come avere rapporti con una prostituta che cerca di incanalare la dea venendo posseduta dal suo spirito. Con questo atto sessuale Giuda avrebbe rischiato la possessione demoniaca.

Più avanti, in Genesi 38, quando Giuda cerca la donna per pagarla per i suoi servizi, chiede alla popolazione locale, “Dov’è la prostituta del tempio (la qedesha)?” Il giudaismo ortodosso fabbrica degli artifici per proteggere la reputazione di Giuda. Molte traduzioni della Bibbia cristiana influenzate dall’esegesi rabbinica fanno qualcosa di ingannevolmente simile quando traducono male la domanda di Giuda come “Dov’è la (comune) prostituta  (la zona)”? Questa non è la parola usata da Giuda nel testo ebraico. Non ha chiesto di una semplice zona. Ha chiesto dove si trova la qedesha. La Parola di Dio in questa scrittura sta insegnando a Israele, e specificamente alla tribù di Giuda, a non diventare presuntuosa riguardo al suo lignaggio e genealogia perché nientemeno che il suo illustre antenato e omonimo, Giuda, commise una perversa trasgressione. Verso la fine di Genesi 38, Giuda ammette la sua ipocrisia e si pente. Qui il libro della Genesi sta impartendo una lezione molto simile a quella dell’Antico Testamento sui peccatori, il pentimento e l’umiltà – che i rabbini farisaici nella loro arroganza respingono. Nel loro Midrash su Genesi 38, hanno la faccia tosta di incolpare Dio per il fatto che Giuda abbia fatto sesso con una donna che credeva essere una prostituta del tempio. Scrivono, “Così viene insegnato, “Giuda non avrebbe mai peccato con Tamar, ma Dio mandò l’“angelo della lussuria” perché lo tentasse””. Nulla nella Bibbia supporta questa versione che incolpa Dio e rende Giuda innocente, dal momento che avrebbe dovuto fare solo la volontà di Dio.

Ovunque vi sia lo spirito di fanatico orgoglio della razza, c’è lo spirito della gnosi orale da cui derivano il Talmud, il Midrash e altri autorevoli testi rabbinici.

Per dare un altro esempio, guardate il linguaggio impiegato in Ezechiele 16:23-25. Dio dice ad Israele: “Ora dopo tutta la tua malvagità… dice il Signore, l’Eterno… All’inizio di ogni strada… hai allargato le tue gambe ad ogni passante, moltiplicando le tue prostituzioni. Ti sei pure prostituita gli egiziane, tuoi corpulenti vicini… Però non eri come una prostituta, perché disprezzavi la paga… Con doni li hai indotti a venire da te da ogni parte per le tue prostituzioni”.

Una dichiarazione divina di tale potere, che deride gli israeliti per la loro immoralità, è un anatema per la mentalità talmudica, motivo per cui il Talmud insegna che Yahweh è sottomesso ai rabbini, e hanno il diritto di modificare la sua legge divina per mezzo della situazione etica.

Saker: Mi viene spesso detto che il sionismo è laico e che i suoi leader erano principalmente tutti secolari socialisti, intellettuali e che non c’è continuità tra i piccoli shtetl controllati dai rabbini nell’Europa orientale e nell’Israele moderno perché il sionismo è essenzialmente una versione ebraica del nazionalismo secolare europeo del XIX secolo e, lungi dall’avere le sue radici nelle comunità religiose di lingua yiddish, il sionismo rappresenta un’emancipazione secolare da questo mondo chiuso in se stesso e centrato sulla religione. Cosa ne pensi, c’è continuità tra il moderno sionismo “laico” (da Ahad Ha’am e Hertzl ai moderni Likudniks) e il giudaismo farisaico o no? E, se sì, potresti descriverlo per favore?

Hoffman: Il ponte non solo tra il giudaismo e il sionismo talmudico, ma anche il bolscevismo, è personificato da Moses Hess, che Karl Marx chiamava “il mio rabbino comunista”. Hess non era un rabbino in senso formale, ma era innamorato del Talmud, così come della ideologia comunista e sionista. Hess ha riconosciuto che ciò che unisce tutti e tre, il loro legame comune, è l’auto-adorazione giudaica. Le polemiche e le rivalità nascono nel dibattito su quale veicolo è migliore per la supremazia del popolo giudaico sull’umanità: ebraismo, bolscevismo o sionismo? Hess sostenne che, a seconda dello spirito del tempo, uno qualsiasi dei tre si sarebbe dimostrato adatto.

Sì, in effetti, i fondatori dello stato israeliano erano laici e socialisti e avevano poca considerazione per il Talmud come modo per ordinare la vita di una nazione moderna. Hanno considerato il suo codice di condotta come una reliquia di un passato superstizioso. Erano moderni e “progressisti”. Inoltre, i sionisti pionieristici avevano violato un principio fondamentale del giudaismo ortodosso, secondo cui solo il Messia stesso poteva avviare la fondazione di una nazione israeliana rinata. Fino alla comparsa del Messia, gli ebrei non potevano impegnarsi nella lotta armata per raggiungere quel fine. Questa era l’opinione della maggioranza dei rabbini talmudici nel 1948. Settanta anni dopo è la visione di una minoranza, principalmente tra alcune sette chassidiche, come il Satmar. Voilà, in settant’anni il giudaismo ortodosso è diventato un pilastro dello stato israeliano. I fanatici “coloni israeliani” sono composti da “sionisti religiosi”. Il Talmud è la loro fonte d’ispirazione per usare la violenza e rubare ciò che resta della Palestina per costruire “Eretz Israel”. Come si è verificata questa trasformazione?

L’ebraismo ortodosso è la religione delle situazioni etiche. Ci sono poche credenze che non sono negoziabili. Ciò che non è negoziabile è la supremazia del popolo giudaico e qualsiasi cosa aiuti questa supremazia. Nient’altro conta. Guarda Gershom Scholem, lo studioso tedesco-israeliano che ha contribuito a portare la Kabbalah alla rispettabilità e preminenza nello stato israeliano. Scholem e l’intellettuale giudaico-americano Hannah Arendt, la fidanzata storica del filosofo tedesco Martin Heidegger, erano stati amici a Parigi prima della Seconda Guerra Mondiale. Arendt pubblicò un libro imparziale, Eichmann a Gerusalemme, che fece infuriare Scholem. Ma non perché avesse sbagliato nei fatti. Era irritato dal suo presunto “tono spietato e decisamente malizioso” per quanto riguarda gli omicidi di massa dei giudei da parte dei nazisti, e ha lanciato calunnie sul suo conto nelle pagine della rivista Encounter. Arendt aveva trasgredito, secondo Scholem, perché non era riuscita a scrivere in ossequio al criterio supremo che deve essere l’idolo di ogni persona giudea: “ahavath Israel” (“amore per gli ebrei”). Le verità che Arendt aveva scritto erano assolutamente fuori luogo.

Se si scoprisse che il sionismo è il miglior veicolo del nostro tempo per far avanzare la supremazia giudaica, allora la maggior parte dei gedolei (la élite rabbinica) del giudaismo ortodosso continuerebbe a cooperare con essa. Nel suo romanzo Oliver Twist, Charles Dickens ritrae il criminale giudaico arcano Fagin che indossa innumerevoli costumi e travestimenti. Talmudismo, bolscevismo e sionismo sono gli indumenti che la megalomania giudaica indossa e scarta mentre marcia attraverso i corridoi del tempo.

Saker: In un recente articolo per Unz Review intitolato “Un corso accelerato sulle vere cause dell’antisemitismo”, ho pubblicato un video di Bar-Hayim, un “rabbino israeliano ortodosso che dirige lo Shilo Institute (Machon Shilo), un tribunale rabbinico e istituto per l’educazione ebraica dedicato alla Torah di Israele, che si trova a Gerusalemme. Certamente non è uno qualsiasi e ha dichiarato tra le altre cose che:

(il minutaggio è indicato di seguito, il video completo è disponibile qui )

(09:20) La Torah insegna che la vita di un ebreo vale di più di quella di un non ebreo.

(10:00) Dio (HaShem) preferisce gli ebrei ai non ebrei e gli dà uno status speciale.

(11:00) Il concetto che gli ebrei e i non ebrei siano ugualmente preziosi a Dio contraddice lo spirito della Torah dall’inizio alla fine.

(16:40) Secondo Shimon bar Yochia (cioè Rashbi) “il migliore dei non ebrei dovrebbe essere ucciso in guerra” poiché, come gli ebrei non possono sapere se un serpente che si avvicina è velenoso o no, non possono quindi sapere quale non ebreo è pericoloso.

(25:16) Gli ebrei devono essere consapevoli che ogni non ebreo che incontrano, non vive secondo le leggi di Noè.

(25:33) Coloro che non osservano le sette leggi di Noè (vedi sotto) sono tutti colpevoli di reato capitale.

(25:49) “Avodah Zarah”, cioè idolatria, significa che il cristianesimo era il reato più comune.

(26:15) Dal momento che non puoi portare un non ebreo morente in tribunale per stabilire la sua colpevolezza, si assume una posizione neutrale: non lo si aiuta e non lo si uccide.

(1:22:00) Se non salvare un non ebreo fa sembrare gli ebrei cattivi, allora l’ebreo dovrebbe mentire sulle sue motivazioni.

(1:00:30) Non c’è nessun obbligo a restituire un oggetto smarrito a un non ebreo.

(1:17:40) Gli ebrei possono interrompere il sabato per salvare un ebreo ma non un non ebreo, poiché gli ebrei non considerano uguali tutte le vite.

La mia prima domanda su questo gentiluomo è semplice: chi lo considera autorevole e quanto sono diffuse le sue opinioni tra gli ebrei “ortodossi”? Quanto è vicina la sua visione all’attuale corrente principale del ebraismo ortodosso / chassidico?

Hoffman: Non conosco lo status di questo rabbino in particolare nello stato di Israele. Attualmente la situazione è instabile per quanto riguarda le autorità della legge ebraica, perché vi sono organismi religiosi in competizione. C’è caos anche nel quartier generale del capo rabbinato. L’ultimo “Rabbino Capo d’Israele” aschenazita, Yona Metzger, è in prigione per furto e corruzione.

Un’altra fonte di scompiglio è l’acceso dibattito sulla conversione al giudaismo eseguita dal rabbino ortodosso Haskel Lookstein nella storica sinagoga dell’East Side a Manhattan, rifiutata da una corte rabbinica in Israele che ha invalidato la conversione di una donna (non nota) e bloccato il suo matrimonio con rito ortodosso in Israele. E’ stato uno shock perché ha gettato qualche dubbio su un’altra conversione effettuata da Lookstein, quella di Ivanka Trump.

L’unità degli ebrei è possibile solo attraverso una minaccia esterna, come l’antisemitismo. In pratica se non ci fosse alcun odio per gli ebrei e fosse messo in pratica l’insegnamento di Gesù di amare i propri nemici, ci sarebbe la guerra civile tra le fila dei talmudisti e dei sionisti, che è una delle ragioni per cui i Sionisti sono stati colti a influenzare segretamente il neo-nazismo, per esempio in Canada negli anni ’60 e ’70 come documentato da Paul Fromm e Ron Gostick. E’ noto che nel frattempo la Stasi, la polizia segreta della Germania dell’Est, guidata dall’ebreo Markus Wolf, capo della sezione estera del controspionaggio, ha sostenuto i gruppi neo-nazisti nella Germania Ovest. Qui negli Stati Uniti, quando i Palestinesi stanno guadagnando simpatie o la perfidia israeliana viene alla ribalta (come nello scandalo di spionaggio Jonathan Pollard), una dozzina di idioti con la svastica al braccio si radunano a comando in alcune delle principali città americane,  praticamente da un giorno all’altro i media saturano ancora una volta l’America con la storia dell’Olocausto e qualsiasi notorietà abbia raggiunto uno scandalo israeliano o la tribolazione palestinese si perde nella propaganda politica.

Tornando alle schiette dichiarazioni attribuite a questo rabbino Bar Hayim, queste sono tutte precise. Forse lui ha letto il libro “il giudaismo scoperto”? Potrebbe essere un rinnegato tra i rabbini o, invece, potrebbe essere un astuto cabalista impegnato in un certo tipo di sofisticata guerra filosofica, conosciuta come “Rivelazione del Metodo”. Si può spiegare brevemente così: alla mezzanotte dell’orologio del destino di questa escatologia, il goyim [il non ebreo] è  sufficientemente trasformato e condizionato a tal punto che i criminali che li hanno oppressi per secoli, ora sono nella posizione di rivelare alle loro vittime ciò che hanno perpetrato contro di loro, in attesa che le vittime siano cosi spiritualmente esaurite che non possano rispondere pro-attivamente alla rivelazione. Sulla scia della rivelazione, se la passività del goyim continua, la schiavitù e il condizionamento psicologici aumentano esponenzialmente.

Il rabbino Bar Hayim non avrebbe mai potuto divulgare queste verità a dei contadini medievali cattolici. Si sarebbe scatenato l’inferno. Io ipotizzo che se le sue rivelazioni fossero conosciute in un paese come la Polonia, che è più vicina attualmente a una viva fede cattolica tra le masse parrocchiali, ci sarebbero ancora gravi conseguenze. Ma in Gran Bretagna, Europa, Canada e Stati Uniti, queste verità suscitano un’alzata di spalle collettiva fatta di apatia e immobilismo, che è funzionale all’aumento del nostro deterioramento morale e psicologico.

Quanto diffusi sono gli insegnamenti del giudaismo ortodosso? Io posso dire che può dipendere dal fatto che gli ebrei vivano o in piccole città simili a Mea Shearim a Gerusalemme oppure, con più libertà, in posti simili a Los Angeles. In che misura la loro educazione è avvenuta in una yeshiva [scuola religiosa ebraica]? Il processo per inculcare la mentalità talmudica è sia culturale che pedagogico. Deduco che quasi tutti i maschi adulti nel giudaismo ortodosso abbiano un senso della propria superiorità sui goyim, che li trattino con scorrettezza quando è a loro vantaggio e lo possano fare impunemente.

Nello stato di Israele, l’unico posto sulla terra dove i sionisti hanno quasi la totalità del potere, come fanno i goyim? Vorresti essere un palestinese residente a Gaza o anche a Gerusalemme est? Questo è il destino di qualsiasi popolazione assoggettata in qualsiasi nazione in cui sionisti o rabbini ortodossi posseggono qualcosa che si avvicina al potere totale.

Saker: Vorrei ora toccare le cosiddette “Sette Leggi di Noè” [elencate da “Rambam” (Maimonide) come: proibizione dell’idolatria, della blasfemia, dell’omicidio, dell’immoralità sessuale, del furto, del (mangiare) un arto di una creatura vivente e dell’imperativo del sistema legale] e mi concentrerei sulla prima: l’idolatria. Il rabbino David Bar-Hayim spiega che si riferisce alla “Avodah Zarah” o “culto straniero”. I moderni giudaici spiegano che il cristianesimo è un “tipo speciale di Avodah Zarah proibito agli ebrei ma permesso ai gentili, così che un non ebreo che si dedica al culto cristiano non commette peccato”.

Hoffman: Grazie per avermi fatto ridere. Ho avuto una giornata difficile, quindi l’allegria è gradita. Si vuol far credere che i Chazal (i saggi supremi dell’era fondatrice della Mishnah e della Ghemara), emanarono un decreto che affermava che l’idolatria è proibita agli ebrei, ma permissibile ai gentili che adorano l’odiato Gesù? A chiunque lo creda, ho una montagna qui in Idaho da vendergli a prezzo scontato.

Hai menzionato Mosè Maimonide. È la principale autorità halakhica nel giudaismo Aschenazita. Ha scritto nel suo Avodat Kochavim (capitolo 10): “Non mostrare pietà a un non ebreo”. In questo stesso volume, che comprende parte del suo opus magnum, la Mishneh Torah, Maimonide decreta: “È un mitzvah (dovere religioso gradito a Dio) distruggere i traditori ebrei, minim e apikorsim, e farli discendere nell’inferno della distruzione, poiché causano difficoltà agli ebrei e allontanano le persone da Dio, come fecero Gesù di Nazareth e i suoi studenti, e Zadok , Baithos e i loro studenti. Possa il nome del malvagio putrefarsi”.

Le parole min e minim sono state spiegate come denotanti “idolatri, akum”, giudaici eretici ribelli e altri cattivi. L’autorevole Shulchan Arukh, tuttavia, individua la fonte delle parole min e minim nei giochi di parole rabbinici su una descrizione attribuita ai cristiani, “i fedeli”. Per deridere i cristiani, i rabbini del Talmud presero a chiamarli “sorta” come in “ogni sorta di malfattori”. Min e il plurale minim sono quindi principalmente riferimenti ai cristiani, mentre Zadok e Baithos sono esempi di apikorsim, cioè avversari del Talmud. Min e minim sono riferimenti a cristiani sia giudaici che non giudaici. In effetti è, per ammissione, una detestazione più intensa dei giudaici che si convertono al cristianesimo, in quanto possono essere classificati in altre categorie penali come rodef (“inseguitore”) e moser (“informatore”).

L’idea che i cristiani gentili siano esenti dall’essere trattati come idolatri secondo le Sette Leggi di Noè, è dimostrata come falsa in Hilchot Avodah Zarah 9:4, dove Maimonide afferma senza alcuna qualifica, che il cristianesimo costituisce avodah zarah, il culto di un falso dio. Possono gli apologeti del giudaismo ortodosso mostrarci dove nella Mishnah e nella Ghemara, o secondo Rashi, nella Mishneh Torah o nello Shulchan Arukh ci sia un dogma secondo il quale gli adoratori non-giudaici di Gesù Cristo non sono idolatri?

Un intero volume del Talmud babilonese è dedicato allo studio della Avodah zarah (culto degli idoli). Questo trattato inizia discutendo i modi per causare “angoscia” ai non ebrei. Ad esempio, tre giorni prima delle “feste di adorazione degli idoli” di Natale e Pasqua, Rabbi Yehuda insegna che dovrebbe essere richiesto ai goyim il pagamento dei debiti, perché causerà loro angoscia durante la loro stagione festiva (BT Avodah Zarah 2a).

C’è una lunga sezione nel trattato Avodah Zarah che esamina i dettagli relativi ai goyim e allo status di casherut (kosher) del vino. Se i goyim hanno accesso senza controllo al vino destinato agli ebrei, allora non può più essere considerato casherut, la supposizione è che i goyim avvelenino o comunque contaminino il vino. C’è un passaggio esilarante in cui alcuni ladri vengono nella città di Pumbedita e aprono numerosi barili di vino. I saggi della Ghemara considerano se il vino è contaminato dai ladri e quindi non è più casherut. Un saggio allevia la loro ansia. Lui dice loro di non preoccuparsi: “Il vino è permesso. Qual è il motivo? La maggior parte dei ladri di Pumbedita è ebrea” (Talmud babilonese, Avodah Zarah 70a).

Saker: Inoltre, puoi spiegare perché, negli Stati Uniti, queste leggi rabbiosamente anti-cristiane sono state proclamate come le “fondamenta della società dall’alba della civiltà” sia da Presidente Reagan che dal Congresso? Gli ebrei sono una piccola minoranza negli USA e gli ebrei ortodossi o chasidici sono una minoranza fra gli ebrei statunitensi. Perciò, chi c’è dietro tali strane eppur ufficiali affermazioni? Questo è il risultato delle azioni della lobby cristiano-sionista?

Hoffman: Risponderò con il Nuovo Testamento. Dalla seconda lettera ai Tessalonicesi 2:9) :”La venuta dell’empio avverrà nella potenza di Satana, con ogni specie di miracoli e segni e prodigi menzogneri e con tutte le seduzioni dell’iniquità, a danno di quelli che vanno in rovina perché non accolsero l’amore della verità per essere salvati. Dio perciò manda loro una forza di seduzione, perché essi credano alla menzogna e siano condannati tutti quelli che, invece di credere alla verità, si sono compiaciuti nell’iniquità”.

Gli americani hanno un amore insufficiente per le verità fondamentali, ed è Dio stesso che consente loro di illudersi profondamente come risultato della loro indifferenza. La roba a cui credono gli abitanti della Bigotteria come il Vice Presidente Mike Pence riguardo Israele (o meglio, “il falso Israele”) è un incantesimo su Pence e sulla nazione di cui è un leader governativo.

Il signor Pence e i suoi compagni “evangelici” sono riusciti a credere che la religione il cui libro sacro piazza Gesù all’inferno a bollire eternamente in escrementi caldi (BT Gittin 57A) è la ciliegina agli occhi di Dio. Loro provano piacere ad essere dalla parte del più forte e sia dannata la verità. C’è un prezzo da pagare per questo livello di degenerazione ed è Dio stesso che lo esige. L’uomo scisso è instabile in ogni suo passo. Le guerre “patriottiche” che ha combattuto l’America, dal Vietnam all’Afghanistan e all’Iraq, hanno aumentato le gravi preoccupazioni di questo mondo. Lo Stato Profondo dentro il governo americano, da noi sovvenzionato con le tasse e responsabile di averci fatto affondare in triliardi di dollari di debito, è il nostro formidabile nemico. Questi indicatori del declino, insieme ad altri perfino peggiori come le tossicodipendenze da metanfetamine e oppioidi, non sono altro che il prezzo pagato dall’America per la sua indifferenza alla verità (noi preferiamo dire etica della situazione) e, secondo questo metro, noi in verità siamo già talmudisti.

Saker: Nei tuoi libri spieghi che il libro principale studiato dagli ebrei non è quello che i cristiani chiamano l’Antico Testamento, ma il Talmud. Eppure, anche nel Talmud ci sono numerosi riferimenti al Tanakh (la Bibbia ebraica). Pensi che molti rabbini credano sinceramente nella caratterizzazione “ufficiale” di Cristo come un “mago” e “bestemmiatore” che è stato condannato a morte per le sue bestemmie, o hanno rifiutato Cristo perché Lui, dal loro punto di vista, non ha adempiuto a ciò che hanno visto come la promessa di Dio al popolo ebraico, un regno terreno e, invece, ha dato alle “nazioni” (goyim) il mondo che ha promesso agli ebrei? Potrebbe essere che nel loro misticismo i rabbini rifiutino deliberatamente il Messia di Dio e provino a mettersi al Suo posto?

Hoffman: È difficile dire quale strada è stata scelta dalla maggioranza, ma entrambe portano alla stessa destinazione: esecrazione del Vangelo, che è spesso ostacolata tanto dalla sovversione interna degli agenti talmudici e sionisti all’interno delle chiese, quanto dalle forze ostili esterne ad esso. La conquista del papato nel XVI secolo fu, riguardo a questo fatto, lo spartiacque. Questo profondo segreto è contestato da quelli che rispondono in questo modo: “Ma i papi hanno bruciato il Talmud!” Come la storia della schiavitù dei bianchi in America, la nostra controreplica è, a quale secolo vi state riferendo? L’esperienza dei bianchi nella schiavitù del XVII secolo assomigliava in molti casi alla schiavitù a contratto. All’inizio del diciannovesimo secolo quell’esperienza era quasi interamente quella della servitù a contratto, sebbene la frusta non fosse meno brillante quando colpì Andrew Johnson, futuro vicepresidente degli Stati Uniti, per il quale fu offerta una ricompensa e un poster da ricercato emesso quando corse via in Tennessee per sfuggire dalla sua schiavitù in North Carolina.

Nella storia della Chiesa cattolica, se il riferimento è all’incenerimento dei manoscritti del Talmud in epoca medievale, ad esempio sulla scia della Disputa di Parigi del XIII secolo, in cui Nicholas Donin, un eminente ebreo convertito al cristianesimo, discusse e sconfisse i rabbini alla presenza dei reali di Francia, sul tema controverso della malizia del Talmud babilonese nei confronti di Cristo, allora veramente quell’incenerimento fu uno sforzo sincero per sradicarlo.

Nel XVI secolo papale, tuttavia, il simbolico rogo del Talmud autorizzato dai papi era quasi interamente per un effetto teatrale. Nel L’occulta Chiesa di Roma Rinascimentale possiamo dimostrare che fu il papato a sostenere la stampa (e la circolazione) della migliore edizione del Talmud mai pubblicato nella storia conosciuta, la magnifica edizione di Bomberg (1519-1523), che è giusto affermare che il Talmud fu salvato in modo permanente dalla possibilità di una estinzione. L’unico libro più sacro per i pontefici del Rinascimento fu la Cabala, e documentiamo un caso in cui, come parte di un’astuzia ingegnosa degna del Mossad, gli agenti del papato (guidati da Sisto di Siena) bruciarono il Talmud per distrarre da un’operazione di salvataggio che intrapresero a Cremona per salvare copie dello Zohar cabalistico che era stato stampato dall’editore cattolico Vincenzo Conti. Sisto mecenate e protettore di Siena era il cardinale Michele Ghisleri, che come papa Pio V avrebbe aiutato a ispirare le forze che sconfissero i turchi nella battaglia navale di Lepanto.

A questo punto facciamo una domanda scomoda: cos’è più dannosa, l’invasione dell’Europa da parte dei turchi o l’invasione delle menti e delle anime dell’élite cattolica intellettuale da parte della Cabala? La duplicità della Roma del Rinascimento (e post-rinascimento)  è di una profondità che è più di quanto la maggior parte della gente possa immaginare, e non avendo un amore sufficiente per la verità, si aggrappano alle leggende che hanno assimilato piuttosto che alla dura realtà impartita dalla documentazione effettiva.

Per gli ebrei che respingono il Messia, è un assioma tra i paleo-conservatori che la scuola di neo-conservatorismo di Leo Strauss è il proprio messia. Vedete questo messianismo nella loro sfera di azione secolare. Guarda il titolo a pag. A12 del New York Times del 27 febbraio 2003, pochi giorni prima che George W. Bush invadesse l’Iraq: “Israele dichiara guerra all’Iraq andrebbe a beneficio della regione”. Il Times scrisse: “Gli israeliani stanno ora mettendo … le proprie speranze in una guerra americana all’Iraq …”Le ondate di shock che emergono dal dopo Saddam di Baghdad potrebbero avere effetti di vasta portata a Teheran, Damasco e a Ramallah”, ha detto Efraim Halevy, consigliere per la sicurezza nazionale del Primo Ministro Ariel Sharon, in un discorso a Monaco di Baviera questo mese. Recentemente, il signor Halevy era il capo del Mossad, l’agenzia di spionaggio di Israele. Ha detto: “Speriamo in una maggiore stabilità, in una maggiore fiducia rafforzata dal Golfo Persico fino alle coste atlantiche del Marocco”.

“Gli israeliani hanno anche suggerito che una guerra in Iraq potrebbe salvare la loro economia… Mark Heller, ricercatore senior presso il Centro Jaffee per gli Studi Strategici dell’Università di Tel Aviv, ha detto che il potenziale motore per il cambiamento sarebbe l’esempio di un Iraq trasformato”. Almeno è concepibile che Al Jazeera finisca per mostrare le immagini degli iracheni che festeggiano per le strade, nel qual caso le persone in altri luoghi – come la Siria, l’Arabia Saudita e l’Egitto – inizieranno a dire: “Se gli iracheni meritano un governo decente, facciamo così anche noi”.

Questa è la stupidità utopica che gli israeliani vendevano agli americani. I sionisti e i talmudisti sono il loro messia e, a ogni costo, nella vita umana e nel tesoro materiale, cercheranno di “perfezionare” il mondo alla ricerca della loro utopia messianica. I megalomani non imparano dai loro errori, anche quando sono degli errori catastrofici. Bill Kristol manterrà il suo sorrisetto come marchio di fabbrica, indipendentemente dalle conseguenze del suo stesso squilibrio.

L’unico dopoguerra da “celebrare per le strade” che fecero gli iracheni fu nel 2008, quando l’intrepido giornalista Muntadhar al-Zaidi partecipò ad una conferenza stampa a Baghdad dove il Presidente Bush stava parlando, reclamizzando i presunti meravigliosi risultati dell’invasione americana. Zaidi lanciò la sua scarpe a Bush, urlando, “Questo è un bacio di addio dal popolo iracheno, cane. Questo viene dalle vedove, dagli orfani e da coloro che sono stati uccisi in Iraq”. Le guardie hanno affrontato Zaidi. È stato picchiato in carcere e condannato a tre anni di prigione (ha scontato nove mesi). L’insulto di Zaidi a Bush lo ha reso un eroe famoso nel mondo arabo.

Ma c’è dell’altro? C’è un lato occulto? Ecco i dati, traete le vostre conclusioni: il carattere satanico del giudaismo tradizionale non è particolarmente difficile da discernere se ci si attiene ai fatti. Il principale testo sacro della Kabbalah è lo Zohar apertamente satanico, che afferma quanto segue: “Israele deve fare sacrifici a Satana perché la lasci in pace” (Zohar 2: 33a). Anche questo: “L’impulso malvagio è buono, e senza l’impulso malvagio Israele non può prevalere nel mondo” (Zohar 1: 61a).

Queste sono dichiarazioni sconvolgenti in un libro sacro venerato dalla più influente organizzazione rabbinica in America, Chabad-Lubavitch. Vorrei poter dire che sono bugie antisemite, ma non lo sono. Posso fotocopiartelo, con il loro contesto intatto, dall’edizione dello Zohar pubblicato dalla Stanford University. I palestinesi e i goyim in generale hanno il diritto e il dovere di valutare l’impatto di questo cabalismo demoniaco alla luce degli eventi in Medio Oriente e del controllo sionista de facto della Casa Bianca e del Congresso.

A prima vista, è una domanda apparentemente impressionante e persino da pazzi: la guerra in Iraq è uno dei sacrifici cabalistici che “Israele” deve fare a Satana, come consiglia lo Zohar? Nell’interesse della giustizia e dell’avanzamento della conoscenza, la domanda dovrebbe essere posta e lo Zohar dovrebbe essere studiato (nell’edizione Pritzker senza censura, da Stanford), alla ricerca di una risposta. L’invasione irachena istigata dai sionisti ha ucciso circa un quarto di milione di iracheni e 4.000 giovani americani. Il fatto che l’America abbia combattuto la guerra in Iraq per il cosiddetto “Israele” è considerato criticamente una “virulenta costruzione antisemita”. Ma se leggiamo anche il Times del 27 febbraio 2003 apprendiamo che gli israeliani praticamente bramavano l’invasione degli Stati Uniti in Iraq, mentre, con una marea di sciocchezze, cercavano di persuadere il golem collettivo americano sulla prudenza della loro missione messianica neo-conservativa.

Per affrontare l’altra parte della tua domanda, sì, l’Antico Testamento è il costume prestigioso con cui il giudaismo ortodosso adorna il suo stemma pubblico. Ma come Gesù ha dichiarato in Marco 7 e Matteo 15, i Farisei annullano la Parola di Dio mentre aderiscono alla loro “tradizione di uomini”. La chiamano “Torah”, ma in realtà è solo la loro legge orale antropomorfica (Torah she’beal peh), scritta dopo il loro rifiuto del Messia di Israele, a cominciare dalla Mishnah.

L’unica autentica Torah di Yahweh è la Torah scritta (Torah she’bich tav), il Pentateuco di Mosè. È perverso che provenga da Dio quella sola Scriptura di cui i protestanti “evangelici” si illudono immaginandosi che il giudaismo farisaico abbia inventato due Torah diametralmente opposte. Criticano i cattolici romani e i greci e i russi cristiani ortodossi per aver dato autorità alla tradizione apostolica, eppure affermano che Dio è infatuato della religione fondata sull’autorità di una falsa “Torah” orale, ripetutamente smentita e punita da Gesù quando si scontrava con i Farisei.

Saker: Voglio chiederti la tua opinione su due movimenti molto diversi: in primo luogo sui Caraiti, che affermano di respingere sia il Talmud sia il “giudaismo rabbinico” e sui Neturei Karta, che sono dei Charedi, ma che si oppongono apertamente allo stato di Israele e al sionismo laico. Nell’Impero russo i Caraiti fecero una petizione allo zar per non essere considerati “Ebrei” e la loro petizione venne accettata. Mi è stato anche detto di recente da un amico che anche la Germania nazista non considerava ebrei i Caraiti. Eppure, per quanto ne so, e per favore correggimi se sbaglio, lo stato di Israele li considera “Ebrei”. Ma dal momento che rifiutano il Talmud, non farebbero loro dei traditori-apikorsim? Come definiresti i Caraiti? Che mi dici degli Neturei Karta? Rifiutano lo stato di Israele, eppure vivono lì, anche nel quartiere Mea Shearim di Gerusalemme. Ma si recano alle conferenze anti-sioniste, persino in Iran, e hanno incontrato il presidente iraniano. Come riescono a non essere condannati come traditori o informatori-moser? Quanto sono diversi, secondo te, dagli altri Charedi?

Hoffman: I Caraiti sono dei giudaici che esemplificano quello che i cristiani immaginano sia l’ebraismo ortodosso: una religione che si basa solo sull’Antico Testamento. I Caraiti erano sprezzanti dei rabbini talmudici perché si mascheravano da personificazioni dell’Antico Testamento. A loro volta, furono crudelmente perseguitati dai rabbini. I Caraiti hanno talvolta aiutato gli studiosi cristiani nella scoperta e nell’analisi di testi rabbinici reconditi. Storicamente hanno mostrato scarsa devozione al nazionalismo razziale giudaico. Tuttavia, negli ultimi 20 anni, alcuni gruppi di Caraiti si sono adattati al sionismo e all’identità razziale giudaica, cosa che sarebbe stata un anatema per i loro antenati.

Senza dubbio gli zar avevano il buon senso di distinguere tra Caraiti e giudaismo ortodosso talmudico. Ho sentito le voci sui nazisti e finché non vedo la documentazione, non ci credo. Adolf Hitler era guidato dal tipo di odio giudaico occulto di Helena Blavatsky, di cui si impadronì attraverso Dietrich Eckart e altri nell’ambiente di Eckart. Quindi, Hitler considerava il popolo giudaico come i rabbini ortodossi vedono i goyim: irrimediabilmente malvagi, senza riguardo a fattori attenuanti come se fossero o meno Caraiti. Molti illustri e sinceri convertiti giudaici al cattolicesimo, ad esempio, vennero comunque rastrellati dai nazisti e morirono nei campi di concentramento, tra cui il teologo Edith Stein e l’autrice Irène Némirovsky (il cui romanzo David Golder è ormai considerato antisemita). I nazisti hanno liquidato misteriosamente attivisti ed editori come il prete polacco Massimiliano Maria Kolbe, il cui lavoro educativo aveva provocato una grande repulsione pubblica nei confronti dell’ebraismo e della massoneria. Kolbe era a capo di un impero editoriale cattolico dedito a rivelare la perfidia dei rabbini talmudici e dei massoni. Cosa ci faceva internato ad Auschwitz? Dalle informazioni che abbiamo visionato, i Caraiti non godevano di un’immunità speciale dalla persecuzione o dall’estrusione nazista, a meno che non vi siano stati singoli atti di misericordia da parte del personale tedesco più in basso nella catena di comando.

Lo stato israeliano è pieno di apikorsim e infatti è stato fondato da loro, come abbiamo detto. In “Israele” nel 2018 rimane in gran parte una questione di indifferenza se uno è un ateo-giudaico, un Buddista-giudaico o un Caraita-giudaico. Se sei nato da una madre giudaica hai il diritto di prendere residenza secondo la “Legge del Ritorno” del 1950.

Per quanto riguarda il Neturei Karta, che è un gruppo molto piccolo rispetto ad altri gruppi chassidici anti-sionisti “ultra-ortodossi” come il Satmar, ha raggiunto la fama (o infamia, a seconda della prospettiva), quando ha partecipato alla conferenza revisionista sull’“Olocausto” in Iran nel dicembre 2006 e ha mantenuto relazioni amichevoli e di sostegno con i revisionisti presenti.

Un altro gruppo ultra-ortodosso anti-sionista, la comunità Edah HaChareidis, è interessante, in parte perché è una propaggine delle più sostanziali sette chassidiche come Toldot Aharon e Satmar, e meno incline a intraprendere acrobazie pubblicitarie, eppure causa vari mal di testa al governo israeliano. Questi gruppi sono gli eredi del “Vecchio Yishuv”, la comunità talmudica che risiedeva in relativa pace accanto agli arabi in Palestina, prima della conquista da parte della Gran Bretagna e dei sionisti. Non accettano stipendi e pensioni del governo israeliano o il programma di assicurazione nazionale. I più controversi di tutti, disprezzano l’esercito israeliano e si rifiutano di essere arruolati. I membri di Edah HaChareidis linciarono un’effigie di un soldato israeliano e la appesero su un edificio di Gerusalemme. Protestano per le strade contro la leva e vengono picchiati dalla polizia e dai soldati israeliani. Dozzine di loro sono in prigione. Non possono ottenere il passaporto fino a quando non raggiungono i 35 anni di età, l’età alla quale finisce la soggezione alla leva. Vengono brutalmente attaccati dalla maggioranza dei chassidici che favoriscono il sionismo, come nelle pagine dell’influente giornale talmudico Yated Ne’eman.

In breve, sì, sono dissidenti coraggiosi nei confronti della società israeliana laica e della corrente principale dei moderni movimenti ortodossi e chassidici. Tuttavia, se torniamo indietro nel tempo prima della fondazione dell’entità israeliana, tutti questi gruppi – Neturei Karta, Satmar, Edah HaChareidis e i loro progenitori, detestano Gesù, ostacolano i cristiani, opprimono i loro aderenti gestendo fin nei minimi dettagli le loro vite, praticano le arti dell’inganno e del furto, e sono sospettati di diffuse molestie su minori basate sulla halakhah che permette il sesso con i bambini sotto una certa età (per i ragazzi è inferiore ai 9 anni). L’importante trattato del Talmud babilonese mostra che questo permesso di molestare giovani ragazzi è concesso:

“La legge è in accordo con la sentenza del Rav… Il Rav dice, “…la Torah non considera il rapporto con colui che ha meno di nove anni come il rapporto con qualcuno che ha almeno nove anni, dato che poiché il rapporto sessuale di un maschio abbia lo status legale di un rapporto a pieno titolo, l’età minima è di nove anni… se un bambino di meno di nove anni è impegnato in un rapporto omosessuale passivamente, chi ha rapporti sessuali con lui non è responsabile” (Talmud babilonese, Sanhedrin 54b).

Questo è chiaramente criminale e disumano. Al di fuori dell’induismo tantrico e della Chiesa di Satana, non possiamo pensare a nessun’altra religione che renda formalmente permissibili abusi così abominevoli. Di conseguenza, in termini di riabilitazione della loro immagine, se continuano con la loro fedeltà alla halakhah talmudica e post-talmudica della natura orrendamente disgustosa che troviamo nel Sanhedrin 54b, a un cristiano non interessa se alcune sette chassidiche si oppongono implacabilmente al sionismo e allo stato israeliano. Il loro antisionismo non li assolve dalle loro altre trasgressioni. Rimangono un’offesa a Dio e all’uomo.​

Saker: Ho molti amici ebrei laici, alcuni sono alquanto consapevoli del tipo di problemi che avete sollevato nelle vostre risposte (quelli con almeno un’educazione religiosa di base), ma la maggior parte di essi sono totalmente ignari di questi fatti. Ad esempio, respingono i rabbini chassidici e i loro seguaci come fuori di testa irrilevanti e, correttamente, sottolineano che ci sono molti maniaci del genocidio anche in altre religioni! In effetti, molti di loro sospettano molto fortemente coloro che, come te, sollevano questi problemi, di nutrire forti motivi antiebraici. C’è, dopotutto, un’identità ebraica laica, almeno dal XIX secolo in poi, che è fortemente basata sugli aspetti culturali del “giudaismo rabbinico”.

Hoffman: Su quali basi posso essere accusato di “nutrire forti motivazioni anti-ebraiche”? Questo gergo monotono non impressiona. Accuse avventate fondate su nient’altro che la presunzione ignorante di un interlocutore moralmente superiore che qualsiasi studio rigorosamente critico sull’ebraismo ortodosso sia odioso, non evoca una risposta diversa dalla pietà. Rideremmo senza ritegno di un italiano che si faccia avanti per annunciare che l’articolazione di dure verità sul papato sia prova di avere forti motivazioni anti-italiane. Ecco l’unico standard che conta: res ipsa loquitur. I fatti parlano da soli.

Chi sono questi “Ebrei” autodefiniti per i quali la pidyon shvuyim (redenzione del prigioniero) non significa nulla? Quali sono le loro credenziali per esprimere giudizi sull’accuratezza della nostra ricerca o sulla purezza delle nostre motivazioni? Sono studiosi? Chiaroveggenti?

Se “liquidano” i rabbini chassidici come “matti” insignificanti, forse i tuoi amici giudaici laici potrebbero voler guardare più da vicino l’identità del personale che ricopre molti incarichi ministeriali nel gabinetto di Benjamin Netanyahu, e influenzano il governo degli Stati Uniti attraverso gli sforzi di Chabad-Lubavitch e Agudath Israel of America. Forse si accontenteranno di dare una sbirciatina alle statistiche demografiche che dimostrano che gli ortodossi sono la popolazione giudaica in più rapida crescita nello stato israeliano e negli Stati Uniti.

Inoltre, durante tutta la nostra conversazione ho fatto riferimento al giudaismo ortodosso senza limitarmi ai chassidici. I “moderni ortodossi” come sono noti, per distinguerli dai chassidici, sono gli eredi dello zelante talmudismo che esisteva nel chassidismo (nato nel XVIII secolo). Essi annoverano nelle loro file Jared Kushner, Steven Spielberg, l’ex senatore Joseph Lieberman (democratico del Connecticut) e decine di migliaia di altri agitatori nel governo, negli affari e nei media. I moderni ortodossi gestiscono la Yeshiva University di New York, che comprende la prestigiosa Scuola di Giurisprudenza Cardozo, i cui laureati diventano spesso governatori d’élite e avvocati aziendali, e potenti agenzie non governative come la Lega Anti-Diffamazione . “Folli irrilevanti”?

Saker: Cerco sempre di spiegare che, a differenza dell’etnia, la religione è una scelta e quindi un bersaglio legittimo di scrutinio e critica e i miei amici ebrei laici lo accettano a livello logico, ma a livello emotivo sentono ancora che qualcosa loro caro venga attaccato. Come ci si confronta? Come possiamo, anche sollevando questi argomenti, evitare di spingere i nostri amici o lettori ebrei non-charedì o, almeno, non-ortodossi, a “mettere in cerchio i carri” attorno al charedì duro e puro? Quale pensi che sia la migliore strategia per separare completamente le questioni di etnia/cultura con specifici problemi di fede/religione?

Hoffman: Se un’accurata ricerca scientifica spinge questi secolaristi presumibilmente confermati nei ranghi del fanatismo religioso chassidico (“il Charedì”), allora devono accettare le conseguenze delle scelte che fanno. Se il nostro studio del papismo moderno in L’occulta Chiesa di Roma Rinascimentale causasse una reazione difensiva eccessiva da parte di coloro che sono cattolici in teoria, che poi giurarono fedeltà agli estremi ultra-montani del papismo, come si potrebbe tenere a bada una follia di quel genere, creata dal proprio libero arbitrio? C’è un proverbio yiddish: “A shpigl ken oykh zayn der grester farfirer”. (“Uno specchio può anche essere il più grande ingannatore”).

Saker: Grazie mille per aver trovato il tempo di rispondere alle mie domande!

 

 

[Post scriptum del Saker: E nel caso pensiate che tutto quanto sopra non abbia alcuna relazione con la realtà, basta controllare questo articolo: “La Knesset dichiara ufficialmente che la democrazia israeliana è solo per gli ebrei” e unire i puntini da soli]

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Lo storico Michael Hoffman è un ex reporter del Dipartimento di New York della Associated Press e autore di nove libri di storia e letteratura. Questi includono Giudaismo Scoperto, così come Gli strani dei del giudaismo; Usura nella cristianità; Quello che era peccato mortale e ora non è più; Il grande processo per l’Olocausto; Società segrete e guerra psicologica, e la sua ultima opera, L’occulta Chiesa di Roma Rinascimentale. Questi volumi sono disponibili presso il negozio online di Hoffman. Hoffman è l’editore della newsletter Revisionist History®, pubblicata sei volte all’anno. Sito web qui.

 

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Intervista del Saker a Michael Hoffman apparsa su The Saker il 22 giugno 2018
Traduzione in italiano di Fabio_San, Cinzia Palmacci, Pappagone, Elvia Politi, Raffaele Ucci per SakerItalia

[le note in questo formato sono dei traduttori]

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