medio_oriente_-_cristiani_e_liberta_religiosaI cristiani in tutto il mondo si rivolgono alla Russia in cerca di protezione

In nessun momento della storia la persecuzione dei cristiani è stata così intensa e diffusa come lo è ora.

I cristiani in Medio Oriente hanno un disperato bisogno di un campione, che nel mondo di oggi non può che essere una grande potenza, ed è la Russia che si è assunta questa responsabilità.

Con la sua ideologia laica, l’Occidente non può più proteggere gli interessi cristiani nel mondo, come ha fatto per secoli. Anche se gli USA hanno una più alta percentuale di frequentatori di chiese rispetto ad altri paesi occidentali, sottovalutano l’importanza della religione nei paesi che hanno preso di mira per un cambio di regime. Chiudendo un occhio su decapitazioni, stupri di bambini e altre atrocità, hanno creato un inferno in terra per i cristiani in tutto il Medio Oriente. E con la primavera araba, le cose sono andate di male in peggio, mentre il successo dell’ISIS in Iraq ha ispirato gruppi simili. I Fratelli Musulmani in Egitto, Boko Haram in Nigeria e Al-Shabaab in Somalia stanno tutti commettendo atrocità contro i cristiani.

Ossessionati dalla loro Costituzione, gli Stati Uniti presumono di poter imporre la separazione tra Stato e Chiesa in un mondo in cui le tradizioni culturali e religiose sono profonde. Il loro fallimento nel rendersi conto che queste tradizioni contribuiscono a un rifiuto della democrazia di tipo occidentale, e allo stesso modo, nel notare la dimensione spirituale della politica estera di Vladimir Putin, tra cui la sua posizione verso i cristiani perseguitati, dà alla Russia un vantaggio decisivo.

Vladimir Putin sa che la separazione della modernità della politica dalla religione ispira molti in tutto il mondo a tornare alle loro radici religiose. Nel febbraio 2012, ha fatto un voto solenne alla Chiesa ortodossa russa di proteggere i cristiani perseguitati in tutto il mondo, un impegno che ha anche catturato l’attenzione dei potenti evangelici americani.

I cristiani siriani sono entusiasti e grati per la risposta decisa della Russia al massacro che hanno sopportato per più di quattro anni. Ma per capire il vero significato di questa iniziativa, dovete sapere che, a parte la Russia, la Georgia e l’Armenia, in quindici paesi europei e del Vicino Oriente ci sono comunità ortodosse per le quali Putin ha sempre più l’aspetto di un Costantino del XX secolo.

L’imperatore romano del IV secolo si convertì al cristianesimo, pose fine alle persecuzioni che i cristiani avevano sofferto sotto i suoi predecessori e concesse alla Chiesa privilegi che le permisero di diventare una potenza mondiale. Nonostante la presenza elettrizzante di papa Francesco, in futuro potremmo vedere la Chiesa d’Oriente sostituire Roma come centro della cristianità.

Questo avverrà senza l’aiuto dei media. Incapaci di immaginare lo sviluppo spirituale che ha avuto luogo in Russia a partire dalla fine del comunismo, questi ritraggono le affermazioni di fede di Putin come opportunismo geopolitico. Eppure, nella sua autobiografia “Prima Persona”, pubblicata nel 2000, il presidente russo ha dichiarato che la prima linea di ogni legge russa dovrebbe riferirsi ai valori morali. Lui vuole che la Russia sia tanto consapevole del suo patrimonio spirituale quanto lo è della sua posizione politica e geografica.

Il Presidente Putin è convinto che la spiritualità abbia un profondo effetto sul modo in cui si sviluppa una cultura, fornendo una bussola morale indispensabile che va più in profondità di un’opportunità politica passeggera e di una “libertà” laica.

Mentre un numero crescente di cristiani di ogni sfumatura si rivolge alla Russia, la sua influenza globale può solo crescere.

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Articolo di Iben Thranholm pubblicato da Russia Insider il 28 Dicembre 2015