Prima di tutto, un avvertimento: oggi toccherò un argomento che è molto doloroso per me e che farà arrabbiare molto i miei lettori. Francamente, ho fatto tutto il possibile per non discutere di questo argomento sul blog, perché so, per esperienza personale, che discutere di questo argomento è per lo più futile, e in genere ha molte reazioni ostili. Ciò è reso ancora peggiore dal fatto che per essere in grado di discutere di questo argomento è necessario un certo livello di conoscenza di varie materie con cui la maggior parte delle persone ha solo una familiarità molto superficiale (se non nessuna). Infine, questo argomento è spesso discusso in modo spiacevole e vendicativo, e non ho alcun desiderio di contribuire a questo. Eppure, arriva un momento in cui non posso tacere, soprattutto quando mi viene costantemente chiesto quale sia la mia posizione su questo argomento. In fin dei conti, devo seguire la mia coscienza e questa coscienza mi dice che ora è il momento di mettere per iscritto ciò che principalmente ho cercato di tenere per me, soprattutto perché non vedevo il motivo di discuterne pubblicamente.

Ormai molti di voi devono aver sentito che Poroshenko e la Verchovna Rada ucraina hanno chiesto ufficialmente al Patriarca di Costantinopoli di concedere alla Chiesa Ortodossa ucraina la sua piena “autocefalia” [in inglese] (cioè l’indipendenza dalla Chiesa Ortodossa russa del Patriarcato di Mosca). Proprio qui, nella frase precedente, ci sono molti assunti che non sono validi e molti termini che non sono definiti, e sono, quindi, ambigui nel migliore dei casi.

Per essere veramente in grado di capire che cosa c’è veramente in gioco avreste bisogno, come minimo, di avere una comprensione di base ma solida dei seguenti argomenti:

1. Ecclesiologia Ortodossa (probabilmente l’argomento più difficile da comprendere)
2. Storia dell’Ortodossia nel territorio chiamato oggi “Ucraina”
3. Storia della Chiesa Ortodossa russa tra il XVI e il XIX secolo
4. Storia della Chiesa Ortodossa russa all’inizio del XX secolo
5. Una buona comprensione di ciò che è realmente il Patriarcato di Mosca (la sua natura, lo status, il ruolo, il suo funzionamento, ecc.) e quali sono le sue radici storiche e teologiche
6. Una comprensione di base della storia delle Chiese Ortodosse sotto l’occupazione ottomana

Sono molto dispiaciuto di dire che non posso offrire qui un breve riassunto di questi argomenti semplicemente perché non c’è modo di riassumerli brevemente. Per chi fosse interessato, ho toccato questi argomenti in passato, specialmente in questo [in inglese] e in questo articolo. Vi consiglio vivamente di leggerli per avere almeno un senso di ciò che tratterò più avanti.

Dire che questo argomento è molto complesso è un eufemismo. Purtroppo, pochissimi Cristiani Ortodossi oggigiorno hanno il tipo di conoscenza di base necessaria per sviluppare un’opinione informata su di esso. Non per colpa loro, comunque, ma semplicemente perché il livello di alfabetizzazione religiosa (nel senso più ampio) è in caduta libera da molti decenni, anche tra gli Ortodossi.

Quindi, quello che voglio iniziare qui sono un certo numero di osservazioni in un “elenco puntato” che voglio condividere con voi “così com’è”, senza entrare nel tipo di analisi più approfondite che ognuna di esse meriterebbe. Ciò che spero di ottenere è solo quello di dare un senso agli argomenti in questione e convincervi che le cose non sono mai così semplici e bianche o nere come alcuni vorrebbero che fossero.

Prima, un elenco puntato storico

• Primo, voglio immediatamente mettere da parte ogni discussione sull’ecclesiologia Ortodossa. Inoltre, il 99,999% di coloro che stanno discutendo di questo problema oggi non si riferiscono in alcun modo agli argomenti ecclesiologici Ortodossi (anche quando fingono di farlo), quindi non ha senso discutere di questo da questa prospettiva. Dirò solo che si può ragionevolmente affermare che il territorio di quella che è oggi l’Ucraina debba essere considerato separatamente dal resto della Russia. In parole povere, la storia dell’Ortodossia nella Russia sudoccidentale (più o meno quella che è l’Ucraina oggi) e quella nella Russia nord-orientale (più o meno la Russia di oggi) tra il 13° e il 18° secolo sono state enormemente diverse: gli Ortodossi di queste regioni hanno dovuto vivere, e talvolta sopravvivere, in circostanze molto diverse, superando crisi molto diverse e, per un lungo periodo, hanno vissuto in realtà drammaticamente diverse (principalmente per via dell’occupazione lituana e polacca della Russia occidentale e delle politiche sistematiche anti-Ortodosse del Vaticano e dei suoi agenti). Sì, l’Ortodossia in Ucraina e Russia ha la stessa radice, ma poi i loro percorsi le hanno portate lungo strade molto diverse, per così dire.
• Secondo, la Chiesa Ortodossa russa ha subito uno scisma drammatico e sanguinoso nel diciassettesimo secolo (il cosiddetto scisma del “Vecchio Rito”) che ha visto lo Stato (non tanto la Chiesa!) schiacciare violentemente l’opposizione. Ciò ha lasciato profonde ferite all’interno della società russa, e questi eventi hanno profondamente alienato le masse del popolo russo contro i loro leader.
• Terzo, la Chiesa Ortodossa russa perse la sua indipendenza e gradualmente fu subordinata allo stato russo fino, più o meno, dalle riforme dello Zar Pietro I (chiamato “il Grande” dagli occidentalizzatori) che regnò dal 1682 al 1725. Inoltre, a partire da Pietro I le classi dirigenti russe sono state gradualmente sostituite da élite “importate” dall’Europa occidentale, che hanno ulteriormente alienato il popolo russo.
• Quarto, gran parte dell’Ucraina fu liberata dal giogo Latino Polacco da Caterina II (detta anch’essa “la Grande” dagli occidentalizzatori) che regnò dal 1762 al 1796. Tuttavia, liberando l’Ucraina, Caterina ereditò anche una popolazione che comprendeva un gran numero di élite occidentalizzate, sia Ortodosse che Latine, e un’enorme popolazione Ebraica.
• Verso la fine del XIX secolo e l’inizio del XX secolo le élite russe erano per lo più laicizzate e occidentalizzate, mentre il tradizionale ethos Ortodosso era gravemente disgregato all’interno della società russa in generale. Inoltre, all’interno della Chiesa Ortodossa russa c’erano movimenti molto diversi, che andavano dal monachesimo esicastico (penso a San Teofane il Recluso) al rabbioso modernismo (che ha portato al movimento della “Chiesa vivente[in inglese]). Ciò ha creato gravi tensioni interne nella Chiesa Ortodossa russa.
• La Rivoluzione bolscevica ha provocato massicce e genocide persecuzioni religiose contro tutte le religioni in Russia, specialmente contro i Cristiani Ortodossi, che i Bolscevichi vedevano come 1) nemici di classe, 2) cripto-monarchici, 3) antisemiti, 4) sovversivi 5) reazionari 6) sostenitori dello sciovinismo grande-russo.
• A seguito di violente e diffuse persecuzioni religiose, almeno quattro

Ecclesiastici Ortodossi nel primo campo di concentramento del “Campo per Scopi Speciali Soloveckij” (fine anni ’20).

gruppi distinti sono apparsi tra i Cristiani Ortodossi russi: 1) quelli che sono fuggiti all’estero 2) coloro che si sono apertamente opposti al nuovo regime 3) coloro che sono andati a nascondersi 4) coloro che hanno abbracciato pienamente il nuovo regime. Il primo gruppo lasciò la Russia e alla fine fondò la cosiddetta “Chiesa Ortodossa Russa Fuori dalla Russia”. Il secondo gruppo (spesso chiamato “Giuseppiti” dal loro capo Metropolita Giuseppe di Pietrogrado) venne completamente sterminato. Il terzo gruppo (la cosiddetta “Chiesa della Catacomba”) si divideva in molti piccoli sottogruppi ed è sopravvissuta fino ai nostri giorni, anche se con grandi difficoltà e in numeri molto piccoli. Il quarto gruppo ha costituito la base di quello che oggi è conosciuto come il “Patriarcato di Mosca”, che oggi rappresenta la stragrande maggioranza dei Cristiani Ortodossi in Russia.

• Durante l’era sovietica, il Patriarcato di Mosca divenne lo strumento leale e sostenitore dello Stato in cambio del controllo esclusivo di tutte le parrocchie, i monasteri, le cattedrali, i seminari, ecc. Il Dipartimento Relazioni Esterne del Patriarcato di Mosca era fondamentalmente gestito dal KGB, e mentre i fedeli comuni non avevano scelta su quale parrocchia Ortodossa russa frequentare, lo stato sovietico aveva il pieno controllo del Patriarcato di Mosca. Questo è ciò a cui il famoso cantante russo Igor Talkov, in seguito assassinato, fa riferimento quando cantava nella sua famosa canzone “Globo[in inglese]Fammi vedere un paese del genere, dove le chiese sono chiuse, dove il prete nasconde sotto la sua tonaca, spalline del KGB” (Покажите мне такую страну, Где заколочены храмы, Где священник скрывает под рясой, КГБ-шный погон).
• Nel 1991, dopo la fine dell’era sovietica, il Patriarcato di Mosca inizialmente fu sfidato nella sua legittimità da vari gruppi di persone, ma con il passare degli anni lo stato russo sotto Eltsin e poi Putin riconquistò il pieno controllo del Patriarcato di Mosca, e un un’ondata di repressioni si scatenò contro quei piccoli, ma sorprendentemente numerosi, gruppi di Cristiani Ortodossi che sfidarono la legittimità del Patriarcato di Mosca.
• Nel 2007, la maggioranza dei vescovi della Chiesa Ortodossa Russa Fuori dalla Russia, allettati da un forte senso di rinascita religiosa in Russia e da un tipo di patriottismo completamente laico, si riunì con il Patriarcato di Mosca, conferendogli così un grado di legittimità di cui non aveva mai goduto nel passato.
• In Ucraina, ufficialmente indipendente dal 1991, la situazione è rimasta molto più fluida, e si sono verificati numerosi scismi che hanno creato almeno due versioni di una Chiesa Ortodossa ucraina “indipendente”. Anche gli Uniati Latini hanno svolto un ruolo chiave nella riaccensione del nazionalismo ucraino, e anche se la maggior parte dei vescovi Ortodossi in Ucraina è rimasta sotto la Chiesa Ortodossa russa del Patriarcato di Mosca, la pressione ha cominciato a rimuovere questa giurisdizione “Moskal’” [letteralmente moscoviti, termine dispregiativo ucraino che sta ad indicare i russi] e a sostituirla con una “puramente ucraina”.
• Il problema principale con la cosiddetta “Chiesa Ortodossa ucraina del Patriarcato di Kiev” (un corpo ecclesiastico autoproclamato e quindi completamente illegittimo) è che è un puro prodotto del Patriarcato di Mosca. Il suo fondatore, il Metropolita Filarete (leggete su di lui qui), è stato persino considerato un probabile candidato a Patriarca della Russia; questo potrebbe sembrare addirittura bizzarro, ma è vero. Ma poi diventa ancora più surreale: nel 1990 il Patriarcato di Mosca diede agli ucraini uno status bizzarro di “autonomia” (ma non proprio un’indipendenza) creando così qualcosa chiamato “Chiesa Ortodossa ucraina del Patriarcato di Mosca”, da non confondere con la “Chiesa Ortodossa ucraina del Patriarcato di Kiev” o, se è per questo, con la “Chiesa Ortodossa Autocefala ucraina[in inglese] (tutte e tre sono “una specie” di Chiesa ufficiale in Ucraina).
• Per quanto riguarda i Latini e i loro Uniati, hanno giocato un ruolo chiave sia durante gli anni di Bandera nella Seconda Guerra Mondiale che nel rinascimento del nazionalismo ucronazista dal 1991. Sono una delle fazioni chiave del regime ucronazista al potere dal colpo di Stato del 2014 (i polacchi e i Latini hanno sempre attaccato la Russia ogni volta che l’hanno percepita come indebolita da qualche problema interno o esterno, questo non è davvero nulla di nuovo).

Successivo: il termine “canonico” e i suoi abusi

C’è un termine che sentirete molto usare da tutte le parti in questa e in altre controversie. Questo termine è “canonico”. In origine, la parola “canone” significa semplicemente “misura” o “regola”. Il corretto significato moderno della parola “canonico” dovrebbe essere, ma non è, “in accordo con, o in armonia/conformità con, i canoni”, cioè in conformità con la prassi e le regole concordate dai Padri della Chiesa [in inglese] e che sono state proclamate dai concili ecclesiastici locali ed ecumenici. Ahimè, questo non è AFFATTO ciò che la parola “canonico” significa al giorno d’oggi. Al giorno d’oggi, il termine canonico è usato come equivalente/sostituto di “ufficiale” o “ufficialmente riconosciuto” o addirittura “appoggiato dalla maggioranza”. Da un punto di vista strettamente ortodosso, questa è un’interpretazione assolutamente assurda della nozione di canonico poiché ci sono stati MOLTI momenti nella storia della Chiesa in cui i sovrani laici hanno appoggiato i vescovi eretici e in cui la maggior parte dei vescovi era caduta nell’eresia (mi vengono in mente i tempi di San Massimo il Confessore e dell’eresia monotelita [in inglese]). Questo fraintendimento della parola “canonico” è una triste testimonianza del profondo stato di laicizzazione a cui sono state sottoposte tante chiese “Ortodosse”. Ma poi diventa anche peggio. Dal momento che molte, o anche la maggior parte, delle chiese Ortodosse “ufficiali” hanno problemi molto seri con la loro legittimità e/o la loro conformità con i canoni e le tradizioni della Chiesa, hanno escogitato un nuovo trucco: conferiscono “canonicità” l’una all’altra. Ovvero, un vescovo o una chiesa illegittima si dichiara “l’unico canonico” nella regione A; un altro fa lo stesso nella regione B, e quindi si riconoscono a vicenda e insieme si proclamano come “i soli” vescovi/Chiese “canonici” di tutto il mondo. Al contrario, coloro che non hanno il sostegno dei poteri laici e che non possono usare la polizia antisommossa locale per impossessarsi di parrocchie o monasteri vengono quindi decretati come “non canonici” e liquidati come “estremisti marginali”. Da un punto di vista puramente patristico, tutto ciò è totalmente privo di senso e semmai getta una grande quantità di dubbi sulla presunta “canonicità” dei vescovi o delle Chiese autoproclamatisi “canonici”. Lasciate che vi faccia solo un esempio:

Il terzo canone del settimo Concilio ecumenico dice [in inglese]:

Ogni nomina di un vescovo, o di un presbitero, o di un diacono fatto da governanti (civili) resterà nulla secondo il Canone che dice: “Se qualche vescovo entra in possesso di una chiesa assumendo governanti laici, sia deposto dal suo incarico, e sia scomunicato. E anche tutti quelli che si comunicano con lui”.

Tutti gli interpreti più autorevoli dei canoni (Aristeno, Balsamon [entrambi i link in inglese], Zonara) concordano sul fatto che questo canone proibisce categoricamente la nomina di vescovi tramite l’interferenza dei poteri laici. Infatti, il Canone citato in questo Canone è il 31° Canone Apostolico e dice esattamente la stessa cosa:

Se qualche vescovo si serve dei governanti di questo mondo, e con i loro mezzi diventa il vescovo di una chiesa, sia privato della carica e sospeso, e così tutti coloro che si comunicano con lui.

Abbastanza chiaro, no? Questo è ciò che gli stessi Apostoli hanno decretato! Eppure è innegabile che in molti paesi Ortodossi al giorno d’oggi (e in passato) i vescovi abbiano ottenuto il loro vescovado [in inglese] principalmente, e spesso esclusivamente, per mezzo dell’intervento di governanti laici. Cristo ha detto che “il mio regno non è di questo mondo”, quindi come può il sostegno dei poteri (spesso laici e anche atei) conferire legittimità alias “canonicità” ai vescovi moderni?! In realtà, questa pratica in sé è assolutamente non canonica!

La triste realtà è che nessuna delle cosiddette “Chiese Ortodosse” coinvolte nell’attuale disputa in Ucraina ha una “gamba canonica” su cui poggiare. Mentre da un punto di vista politico o laico, alcune potrebbero sembrare preferibili alle altre, da un punto di vista strettamente canonico e cristiano (patristico), sono tutte illegittime, tanto per cominciare.

Ciò che le varie Chiese nazionaliste ucraine stanno facendo ora alla “Chiesa Ortodossa ucraina del Patriarcato di Mosca” non è assolutamente diverso da ciò che il Patriarcato di Mosca ha fatto ai Giuseppini o alla Chiesa della Catacomba, e ciò che il Patriarcato di Mosca sta facendo tutt’oggi al vari piccoli gruppi che si rifiutano di riconoscere il Patriarcato di Mosca e che spesso si definiscono “Veri Ortodossi” (per l’ultimo esempio di tale persecuzione, quelli di voi che sanno il russo possono leggere questi articoli). Durante l’era sovietica, quelli appartenenti a tali gruppi di “Veri Ortodossi” venivano semplicemente imprigionati. Durante gli anni ‘90 la polizia antisommossa russa OMON venne inviata molte volte ad impossessarsi di chiese, monasteri e altri edifici gestiti dai “Veri” Cristiani Ortodossi russi il cui unico “peccato” era rifiutarsi di riconoscere la legittimità del Patriarcato di Mosca. Eppure le vittime di quelle persecuzioni vengono ora chiamate “non canoniche”, mentre i loro persecutori sono “canonici”. Vai a capire…

Ora torniamo alla politica

La triste verità è questa: sia in Ucraina che in Russia la Chiesa Ortodossa ufficiale (alias “canonica”) non è che uno strumento in un più ampio insieme di strumenti del potere statale. In entrambi i paesi la Chiesa “ufficiale” comprende principalmente categorie nazionali, non spirituali o teologiche, e anche se in Russia l’attuale dominatore è uno dei più capaci nella storia della Russia (cosa che non si può dire del superperdente Poroshenko), questo era il caso anche sotto Eltsin (una delle persone peggiori a governare sulla Russia) e tutti i suoi predecessori comunisti e questo probabilmente rimarrà il caso per il futuro prossimo, indipendentemente da chi siederà al Cremlino.

Io affermo che quando la Chiesa è sottomessa allo Stato, questo è per definizione un fatto estremamente negativo, anche se chi governa al momento sembra essere davvero molto bravo. Ma non importa la mia opinione. Gli Apostoli e i Padri della Chiesa ritenevano tutti all’unanimità che la Chiesa non potesse essere soggetta ai poteri secolari. Nel migliore dei casi, quando il potere laico è veramente Ortodosso, possono funzionare insieme “in accordo” (sinfonia), proteggendosi e guidandosi l’un l’altro. Ma la Chiesa dovrebbe sempre rimanere la coscienza del leader laico, non il suo maggiordomo.

Nel mio articolo dal titolo “Una visione negativa del Cristianesimo e della religione in generale” ho scritto qualcosa che vorrei ripetere qui perché ritengo che sia assolutamente cruciale:

Pensateci – non vi sembra paradossale che Cristo abbia detto: “Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo: poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io fuori dal mondo, per questo il mondo vi odia” (Giovanni 15: 18-19) e tuttavia gli stessi media corporativi che servono l’Impero Anglo-Sionista e il suo nuovo ordine mondiale pianificato conferirebbero ai leader presumibilmente “Cristiani” il tipo di copertura che normalmente va alle stelle del rock? Quando è stata l’ultima volta che avete sentito uno di quei “capi religiosi superstar” osare denunciare i governanti moderni del nostro mondo come gli assassini di massa genocidi che sono, o anche semplicemente come ipocriti? Ma no, loro si incontrano e si abbracciano, sorridono, si baciano – ogni volta è una grande festa d’amore. È passato molto tempo da quando i leader Cristiani hanno avuto il coraggio di criticare apertamente un’imperatrice (come San Giovanni Crisostomo) o il coraggio di parlare con un leader moderno come San Filippo II, Metropolita di Mosca, che ha rifiutato di benedire lo Zar Ivan il Terribile dopo una messa, e invece lo castigò pubblicamente con le seguenti parole:
Non riconosco più lo Zar Ortodosso. Non lo riconosco nel suo dominio, o Signore! Qui stiamo offrendo un sacrificio a Dio, mentre dietro l’altare viene versato il sangue di innocenti Cristiani. Da quando il sole splende nel cielo non si è mai visto o udito uno Zar pio che abbia oltraggiato il suo regno in tal modo! Anche nei regni più empi e pagani c’è lo stato di diritto e la Verità, e c’è misericordia nei confronti del popolo, ma non in Russia! Tu sei in alto sul tuo trono, ma sopra di te c’è un Giudice Onnipotente. Come affronterai il Suo giudizio? Coperto dal sangue degli innocenti, reso sordo dal suono delle loro urla torturate? Persino le pietre sotto i tuoi piedi chiedono vendetta, Oh Signore! Io ti sto dicendo in qualità di pastore di anime – temi l’Unico Dio!
Riuscite a immaginare un patriarca Ortodosso o un papa Latino che si rivolge, diciamo, a Obama con tali parole? E mentre San Filippo alla fine fu torturato e assassinato per il suo coraggio, i moderni Patriarchi e Papi non corrono alcun rischio. Eppure rimangono in silenzio: non vedono nulla, non sentono nulla e, soprattutto, non dicono nulla.

A proposito, questo non è un problema unicamente russo o Ortodosso. I miei amici Musulmani mi dicono che hanno esattamente gli stessi problemi con molti dei loro leader religiosi in Russia. E non solo in Russia, vediamo anche la stessa abietta sottomissione di tanti presunti studiosi “islamici” alla Dinastia Saudita. E non parlerò nemmeno delle denominazioni Cristiane occidentali qui, che sono tutte parte integrante dell’Impero a innumerevoli livelli.

In questo contesto, cosa stanno facendo realmente gli ucronazisti?

In realtà, stanno facendo due cose molto semplici e potenzialmente pericolose:

1. Stanno provocando la Russia con tutti i mezzi disponibili (vedi il recente sequestro di una nave da pesca russa nel Mar d’Azov [in inglese])
2. Stanno dimostrando la loro utilità (credenziali russofobiche) ai loro finanziatori anglo-sionisti

Questi, insieme a molti altri segnali, sono indicatori di una guerra in corso, e che prima o poi gli ucronazisti attaccheranno il Donbass e cercheranno di costringere la Federazione Russa ad intervenire militarmente per impedire agli ucronazisti di fare ai novorussi ciò che i croati e gli albanesi hanno fatto ai serbi nella Krajina e in Kosovo (o quello che Saakashvili  ha tentato di fare con l’Ossezia del Sud). L’attuale campagna per dichiarare la “Chiesa Ortodossa ucraina del Patriarcato di Mosca” come una “organizzazione nemica” dell’“occupante” è solo un altro modo per creare tensioni e preparare l’opinione pubblica all’inevitabile climax violento. Il fatto che nessuna delle Chiese coinvolte in questo conflitto abbia una vera (canonica) legittimità non renderà questo meno tragico e, probabilmente, violento, per le persone coinvolte. Come al solito, la gente comune pagherà il prezzo mentre i gatti grassi di entrambe le parti staranno bene, grazie.

Questa è davvero una situazione triste e tragica. La stragrande maggioranza delle persone di entrambe le parti sia sincere che fuorviate e i loro sentimenti migliori vengono usati in quello che è un gioco politico molto pericoloso da parte di persone che non dovranno mai soffrire per la loro fede (o la mancanza di essa).

Sfatare il mito del “Papa Ortodosso”

Qui ho bisogno di iniziare smantellando un equivoco: non esiste un “Papa Ortodosso” o un “Papa orientale”. L’intero concetto del Papato è una nozione franca imposta con la forza (e brutalmente) ai romani d’occidente dai loro occupanti franchi. Tuttavia, il fatto che non esista alcuna cosa del genere non impedisce ad alcuni vescovi Ortodossi di sognarlo (l’orgoglio è un componente fondamentale della nostra natura umana decaduta). Cercherò di chiarire questo problema nei termini più semplici possibili.

Tutti i vescovi sono successori dei 12 apostoli, e sebbene alcuni di essi abbiano lasciato un segno più profondo nella storia della Chiesa rispetto ad altri, non vi era alcuna gerarchia tra loro. Il famoso “tu sei Pietro e su questa pietra costruirò la mia Chiesa” (Matteo 16:18) non si riferisce a Pietro stesso, ma alla sua confessione “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente” appena pronunciato da Pietro nel versetto precedente. Questa fu l’interpretazione del consenso patristico (consensus patrum) durante i primi 1000 anni di Cristianesimo (sì, anche in Occidente). Semmai, fu San Giacomo che fu il primo vescovo di Gerusalemme, e San Paolo, che, sebbene non appartenesse ai 12 apostoli, fu il principale interprete degli insegnamenti di Cristo. Gli Apostoli, che furono assistiti nelle loro opere da presbiteri/sacerdoti, successivamente consacrarono altri vescovi. Alcuni di loro avevano la loro sede in città normali, altri in importanti città e capitali importanti. I titoli di “Arcivescovo” o “Metropolita” o “Patriarca” si riferiscono semplicemente ai vescovi la cui sede è in una grande capitale (“Papa”, che significa semplicemente “Padre, era il titolo usato per il Patriarca di Roma). Questi sono titoli puramente *amministrativi* e non indicano alcuna differenza qualitativa. Inutile dire che il vescovo della capitale dell’Impero romano era considerato il detentore della posizione più importante, perché parlava all’imperatore a nome del popolo Cristiano. Quando nel V secolo la città di Roma fu saccheggiata e alla fine cadde, l’Impero Romano d’Occidente crollò. Ma a oriente, la civiltà romana sopravvisse per ben 1000 anni. Quando nell’XI secolo il Papa a Roma decise che era un super-vescovo (1054) che aveva l’autorità di imporre il suo dominio assoluto su tutto il mondo Cristiano (vedi il famigerato Dictatus Papae del 1075) il resto del mondo Cristiano respinse categoricamente tale innovazione anti-patristica e, dal momento che la prima Roma originaria (la città) era caduta per la prima volta a causa dei Franchi e poi era caduta nell’apostasia, il Patriarca di Costantinopoli si trovò ad essere il vescovo della capitale orientale (e unica sopravvissuta) dell’Impero Romano: Costantinopoli. Tuttavia, e questo è cruciale, a differenza del Papa occidentale che sosteneva di essere il “Vicario di Cristo” e una specie di super-vescovo (un pontefice massimo [in inglese]), il Patriarca di Costantinopoli non ha fatto alcuna affermazione su un proprio primato semplicemente perché gli era capitato di essere il vescovo della capitale imperiale (al giorno d’oggi il suo titolo ufficiale è un modesto “Sua Santissima Divinità Arcivescovo di Costantinopoli, Nuova Roma e Patriarca Ecumenico” – altro, su questo fatto, più avanti). Poi, quando nel XV secolo, Costantinopoli fu invasa dagli Ottomani, l’Impero romano giunse al termine. Quindi, in quel momento, quale avrebbe dovuto essere considerata la città più importante del mondo cristiano? Alcuni in Russia sentivano che Mosca era diventata la “Terza Roma” (specialmente dopo la falsa Unione di Firenze [in inglese] del 1439), una proposizione controversa, ecclesiologicamente parlando, ma che fu enormemente rafforzata nel tempo quando la Russia divenne il più grande, più forte e più ricco paese Ortodosso del pianeta (molti altri erano sotto occupazione ottomana) e la popolazione russa (e la forza militare) era molto più grande di quella di qualsiasi altro paese Ortodosso.

Capite dove va a parare, giusto? Il Patriarca di Costantinopoli fu il “primus inter pares” per 1000 anni, ma ora il Patriarca di Mosca stava minacciando questo status, specialmente dal momento che il primo stava governando effettivamente su un solo quartiere di Istanbul (il Fener). Senza entrare in ulteriori dettagli (come i tentativi del Patriarca di Costantinopoli di presentarsi come capo di tutte le varie diaspore Ortodosse in tutto il mondo), diciamo che non c’è molto amore tra il Patriarcato di Costantinopoli e il Patriarcato di Mosca. Entrambe le parti cercano di mantenere le cose civili, ma ci sono tensioni cicliche e dispute dirette regolari.

La realtà è che anche se accettiamo l’idea che Mosca fosse la Terza Roma, questo status finì per Mosca nel 1917, proprio come si concluse per la Seconda Roma nel 1453 e per la Prima Roma nel 476. Infatti, nessun Patriarca, Arcivescovo, Metropolita o vescovo possono oggi rivendicare un “primato dell’onore”, specialmente quando la maggior parte di loro ha la reputazione sporca per la partecipazione al cosiddetto Movimento Ecumenico, il loro abbandono del calendario della Chiesa, la loro sottomissione ai poteri laici, ecc. In verità, il mondo Ortodosso sta attraversando una profonda crisi a molti livelli, e c’è qualcosa di profondamente indecente in queste lotte per un primato dell’onore in un momento in cui la maggioranza della popolazione dei paesi storicamente Ortodossi è solo molto superficialmente religiosa, se non per niente. Se non esiste un “Papa Ortodosso” ci sono molti vescovi Ortodossi che agiscono come se volessero diventarlo (da qui gli incontri “storici”, con abbracci e tutto, tra il Papa Latino e i patriarchi e aspiranti papi Ortodossi).

Vi presento un altro fenomeno tossico: l’(etno-)filetismo

Le cose sono ulteriormente aggravate dalla brutale vena di nazionalismo che infetta molte Chiese Ortodosse.

La triste realtà è che viviamo in un mondo post-Cristiano. Questo vale anche per i paesi formalmente “Ortodossi” come la Russia, la Grecia o la Serbia, dove le persone veramente religiose costituiscono una minoranza, e dove essere “Ortodossi” è principalmente una categoria nazionale, patriottica (almeno per la maggior parte delle persone). Alcuni addirittura si definiscono “culturalmente Ortodossi”. Queste persone non dovrebbero comunque essere liquidate. Sono partecipanti a quello che è innegabilmente un risveglio spirituale, e quando confondono le categorie nazionali/etniche con quelle spirituali, è spesso perché la loro nazione o etnia è stata perseguitata, spesso in modo malvagio. Ma quando le categorie e il linguaggio spirituali e teologici sono usati per coprire obiettivi politici e laici, questo è il momento di parlare e denunciare questa farsa per quello che è: un grossolano travisamento di ciò che il vero Cristianesimo (patristico) difende e rappresenta.

L’ecclesiologia Cristiana rifiuta l’idea che ogni gruppo etnico dovrebbe avere una propria Chiesa separata. Questa idea, che ogni gruppo etnico dovrebbe avere una propria Chiesa separata, è chiamata “filetismo” o, talvolta, “etnofiletismo” ed è un’eresia già condannata [in inglese]. Sì, sin dai tempi apostolici ci sono state chiese locali, ma tutte queste chiese erano amministrativamente autonome per scopi pratici. Ma in termini teologici, ci può essere solo una Chiesa, e le Chiese locali sono semplicemente parti auto-organizzate dell’autonomia dell’unica Chiesa. Per quanto riguarda l’etnia e la nazionalità, queste sono categorie moderne che non fanno nemmeno parte del linguaggio teologico patristico. E mentre non c’è nulla di sbagliato nella preghiera francese in francese, o giapponese in giapponese, o congolese in lingala, tutti dovrebbero avere il loro sacerdote e i propri vescovi, e mentre i riti liturgici si sono evoluti naturalmente e organicamente, e hanno incorporato elementi di varie culture locali, l’idea del primato di un’identità etnica rispetto all’unità di tutti i Cristiani Ortodossi è fondamentalmente sbagliata. Ecco perché la Scrittura dice “Qui non vi è Greco o Giudeo, circoncisione o incirconcisione, barbaro, Scita, schiavo, libero, ma Cristo è tutto e in tutti” (Lettera ai Colossesi 3:11) e “Non c’è Giudeo né Greco; non c’è schiavo né libero; non c’è maschio e femmina, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù” (Lettera ai Galati 3:28) e “un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo” (Lettera agli Efesini 4:5) e “poiché quanti siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo” (Lettera ai Galati 3:27). In termini teologici, tutti i Cristiani, indipendentemente dalla loro origine etnica e cultura, formano un unico “Corpo” con molti “membri” tutti uniti dalla stessa fede e dalla loro partecipazione alla vita della Chiesa, che è il Corpo Teandrico di Cristo.

Idealmente, dovrebbe esserci un vescovo in ogni regione/provincia e tutti questi vescovi riuniti in consigli locali che dovrebbero essere uniti in un’unica Chiesa del nostro intero pianeta. Nel mondo reale, con tutte le sue guerre, milioni di rifugiati sfollati, feroci repressioni anti-religiose e membri di molte culture diverse che vivono in un paese (come, ad esempio, negli Stati Uniti) questo ideale è stato molto difficile da raggiungere. Le ambizioni individuali di alcuni vescovi poco inclini alla spiritualità hanno solo peggiorato le cose.

Riassunto: una situazione molto difficile, ma anche ragioni per continuare a sperare

La realtà è che nella maggior parte dei paesi Ortodossi, tra cui la Russia e l’Ucraina, la maggioranza della popolazione è “Ortodossa” principalmente in senso culturale e persino nazionale. Secoli di sottomissione allo stato laico hanno reso molte Chiese Ortodosse locali strumenti nelle mani dei politici. C’è una brutta competizione per il potere, e l’influenza tra molte delle Chiese Ortodosse locali, e in particolare tra Costantinopoli e Mosca. Le Chiese e le giurisdizioni più “Ortodosse” sono state profondamente infettate dal modernismo, dal laicismo, dalla politica nazionale (di identità) e sono ora attori di lotte politiche in molti paesi. Le parole “il mio regno non è di questo mondo” (Giovanni 18:36) sono state dimenticate da molti, se non dalla maggior parte, dei vescovi ortodossi.

Questo non vuol dire che non ci sia un vero risveglio spirituale in paesi come la Russia. C’è. Ma è anche vero che questo risveglio spesso avviene nonostante l’atteggiamento dei leader religiosi “ufficiali” (ciò vale sia per l’Ortodossia che per l’Islam). Tuttavia, per quanto questa situazione sia grave, dovrebbe essere valutata nel più ampio contesto storico: in un modo o nell’altro, la Chiesa è sempre stata oggetto di crisi e persecuzioni durante quasi ogni anno dalla sua fondazione. Molte di quelle crisi hanno richiesto secoli per essere risolte. Quindi il fatto che la situazione sembra così tetra oggi non dovrebbe scoraggiare nessuno. Non c’è davvero nulla di nuovo sotto il sole.

Tuttavia, il vero risveglio spirituale in Russia (e in altri paesi Ortodossi) è ancora nelle sue fasi iniziali e mentre le cose vanno in genere nella giusta direzione, c’è molta “terra mentale” da riconquistare prima che la maggior parte della gente ritorni alle radici spirituali (o phronema) del vero, originale, Cristianesimo. Alla fine, le Chiese Ortodosse dovranno riprendere la loro piena autonomia dai poteri laici, non solo con grandi dichiarazioni e parole, ma coi fatti. Questa è una lunga strada, probabilmente ci vorranno molti decenni, se non di più, per guarire dalle devastanti conseguenze dei terribili eventi (e vicoli ciechi ideologici) del 20° secolo. Ma con i russi (e altri) che riscoprono la vera storia dei loro paesi, credo che ciò avverrà.

Conclusione

Vorrei poter presentare qui un quadro semplice e ottimistico, con da un lato gli ucraini totalmente malvagi e dall’altro i nobili ed eroici russi. Ahimè, la realtà è molto più complessa e, francamente, molto più brutta. La lotta su quale parte debba dichiararsi LA “Chiesa Ortodossa ucraina” è brutta, e mentre, in questo caso, è abbastanza evidente chi è l’aggressore (quelli sostenuti dai nazionalisti ucronazisti), qualsiasi seria analisi del contesto storico di questa disputa produrrà inevitabilmente un quadro molto più complesso. È mia personale convinzione che finché le Chiese Ortodosse saranno controllate da vescovi che sono molto più interessati a compiacere Cesare (Matteo 22:21) che piacere a Dio, la considerazione politica e nazionalista continuerà ad inquinare il regno spirituale. Spero che l’esempio di San Filippo II, Metropolita di Mosca di cui sopra, e dei milioni di nuovi martiri Ortodossi morti nel XX secolo, ispirerà una nuova generazione di gerarchi Ortodossi che alla fine sostituiranno gli attuali fedeli servitori dello Stato di era sovietica (indipendentemente da chi è al potere) e che ritornerà alla vera fede “che il Signore ha dato, che è stata predicata dagli Apostoli, ed è stata preservata dai Padri. Su questo è stata fondata la Chiesa; e se qualcuno se ne allontana, non è più né dovrebbe essere chiamato Cristiano” (Sant’Atanasio).

Il Saker

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Pubblicato su The Saker.is il 27 aprile 2018.
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per SakerItalia.

[le note in questo formato sono del traduttore]

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