L’ambasciatore, che rappresentava da molto tempo la Russia alle Nazioni Unite, è morto improvvisamente a New York – questo è il quarto diplomatico russo morto negli ultimi 3 mesi.

Vitalij Čurkin è stata una delle voci più sagge della diplomazia internazionale [in Inglese]. La sua voce non echeggerà più nei corridoi delle Nazioni Unite. Eloquente, gentile ma autorevole, saggio ma affabile, ha supervisionato alcuni degli eventi più importanti per la Russia e il mondo fin dal 2006.

Čurkin ha dovuto affrontare una grande quantità di critiche ostili sia dalle amministrazioni Bush che da quelle Obama durante il suo mandato alle Nazioni Unite, ma lo ha sempre fatto con grazia. È sempre riuscito a spiegare la posizione russa con la massima chiarezza.

In piedi accanto ad alcuni dei suoi colleghi, spesso sembrava un titano in una stanza piena di bambini in età scolare.

La sua morte, un giorno prima del suo 65° compleanno, è una tragedia in primo luogo per la sua famiglia, i suoi amici e i suoi colleghi. È anche un giorno profondamente triste per la causa della giustizia, del diritto internazionale e di tutti i principi della Carta delle Nazioni Unite, che Čurkin ha mirabilmente difeso di fronte a grandi ostacoli.

La sua morte suscita tuttavia molte domande scomode…

Ecco 5 cose che vanno considerate:

  1. È emerso un macabro schema

A partire dal 2015, ci sono state diverse morti all’interno del Corpo Diplomatico russo, e la dipartita di un consigliere speciale del Presidente russo.

-LESIN

Il primo è stato il fondatore di Russia Today e consigliere speciale del Presidente Putin, Michail Lesin [in Inglese]. È morto nel novembre del 2015 nella sua stanza d’albergo. I rapporti hanno detto che è apparso in stato confusionale l’ultima volta che è stato visto prima di morire. In seguito è emerso che è morto per un trauma cranico dovuto ad un corpo contundente. È stato accusato il suo alcolismo, ma molte domande sono rimaste senza risposta.

-MALANIN

All’inizio del mese scorso, Andrej Malanin [in Inglese], un alto diplomatico russo in Grecia, è stato trovato morto nella suo bagno. Le cause della morte rimangono sconosciute.

-KADAKIN

Proprio il mese scorso, l’ambasciatore russo in India, Aleksandr Kadakin, che ricopriva un ruolo comunque prestigioso, è morto per un attacco di cuore, anche se nessuno era a conoscenza di eventuali problemi di salute precedenti.

-KARLOV

Nel dicembre dello scorso anno, l’ambasciatore russo in Turchia è stato assassinato da un jihadista solitario in una galleria d’arte. Non c’era alcuna misura di sicurezza efficace dato che il killer si è semplicemente avvicinato all’ambasciatore Andrej Karlov e gli ha sparato più volte alla schiena [in Inglese].

-ČURKIN

Vitalij Čurkin è stato il membro di più alto profilo del corpo diplomatico russo a morire negli ultimi anni.

  1. Quale motivo per compiere un crimine?

Ciascuno degli ambasciatori russi morti di recente era un bersaglio di alto profilo per i miscredenti e i criminali, fossero essi personale statali, mercenari o fanatici.

Lesin era stato determinante nella creazione di Russia Today, una fonte di notizie che è finita sotto un costante attacco dell’establishment occidentale.

Malanin aveva supervisionato un periodo di ravvivamento delle relazioni fraterne tra la Grecia e la Russia in un momento in cui la Grecia si sentiva sempre più lontana sia dall’UE che dalla NATO.

Pare che Karlov abbia avuto delle responsabilità nell’aiutare a facilitare il riavvicinamento tra i presidenti Erdogan e Putin.

Kadakin aveva lavorato in un periodo di rinnovate tensioni tra India e Pakistan, in un momento in cui la Russia stava cercando di proseguire i suoi buoni rapporti con l’India, costruendo al contempo buone relazioni con il Pakistan.

Il 31 dicembre 2016 la risoluzione di Čurkin su un cessate il fuoco in Siria è stata approvata nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, dopo mesi di stallo. La risoluzione è ancora in vigore.

Chiunque volesse far deragliare i successi diplomatici che i summenzionati uomini hanno raggiunto in favore della Russia aveva un chiaro motivo per esigere vendetta.

  1. Chi ci guadagna?

Per quanto riguarda Karlov, ogni deragliamento dei ripristinati rapporti Russo-Turchi sarebbe stato un bene per coloro che sono felici del fatto che la Turchia prosegua il suo sostegno agli jihadisti in Siria, invece di accettare un processo di pace mediato dai Russi e dagli Iraniani, che rispetti la sovranità della Siria (come Russia e Iran hanno sempre fatto, diversamente dalla Turchia).

Nel caso di Lesin, tutti coloro che vogliono “vendetta” per la popolarità di Russia Today sarebbero felici di dire che è morta una specie di ex boss dei media.

In quanto a Malanin, molti temono che se avverrà la “Grexit”, la Russia diventerà un partner sempre più importante per la Grecia. L’UE non vorrebbe che uno dei suoi stati vassalli goda di proficui rapporti con la Russia, un paese ancora sotto le sanzioni di Bruxelles.

Riguardo a Kadakin, si tratta di una questione di interesse per coloro che vogliono che il Pakistan continui a favorire le potenze occidentali, e non vuole che la Russia sia in grado di mediare la risoluzione dei conflitti tra Nuova Delhi e Islamabad.

Čurkin era arrivato a dominare le Nazioni Unite in un modo che i suoi omologhi al Consiglio di Sicurezza semplicemente non riuscivano a fare. Nessuno in realtà aveva qualche possibilità in un dibattito con Čurkin. La sua assenza lascia aperta la possibilità di un vuoto di potere che potrebbe rendere più facile il lavoro di altre persone.

  1. Dove hanno avuto luogo le morti

Ogni morte è avvenuta in terra straniera. L’uccisione del Sig. Karlov in particolare, ha esposto la debolezza del suo contingente di sicurezza. Se la sicurezza è stata così debole in un luogo relativamente volatile come la Turchia, va da sé che la sicurezza negli stati considerati più politicamente stabili sarà ancora più lassista.

Anche in questo caso va detto che un investigatore neutrale potrebbe dire che l’unico schema che è emerso è che molte persone nel corpo diplomatico russo e nelle relative istituzioni hanno avuto attacchi di cuore. Forse mangiano cibi grassi ogni giorno e bevono e fumano troppo. Ma se questo era il caso, perché gli attacchi di cuore sono avvenuti tutti in terra straniera?

Se tutti gli ex ambasciatori, eccetto Karlov, erano davvero in cattiva salute, è davvero solo una coincidenza che nessuno di questi uomini sia stato avvisato dai medici sul suolo russo? Ancora una volta, è emerso uno schema.

  1. L’etica della speculazione?

Molti diranno che è troppo presto per sospettare un crimine. Anzi, devo chiarire che questa è semplicemente una speculazione sulla base di una serie di tragici e, a volte, inspiegabili eventi, combinata con la realtà oggettiva che a causa del profilo raggiunto di recente dalla Russia come superpotenza geopolitica rinata, la Russia è un obiettivo più importante per i criminali internazionali di quanto non fosse nei burrascosi anni ‘90 o nei più tranquilli primi anni 2000.

Quando tali eventi accadono, il proprio dovere è quello di speculare in modo che siano prese precauzioni per una migliore salute e una migliore sicurezza, al fine di garantire il benessere dei diplomatici più importanti della Russia. Inoltre, se il gioco sporco è un fattore, questo significa che tali eventi apparentemente non correlati devono essere indagati più a fondo.

La Russia ha storicamente subito invasioni, rivoluzioni e, più recentemente, l’immensa pressione internazionale. Il popolo russo, come gli ambasciatori della Russia, ha diritto alla pace e a una vita lunga, che merita un qualsiasi cittadino di un paese che ha sofferto per troppo tempo.

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Articolo di Adam Garrie pubblicato su The Duran il 21 febbraio 2017.

Traduzione in Italiano a cura di Raffaele Ucci per SakerItalia.

[Le note in questo formato sono del traduttore]