La Russia ha combattuto molte guerre e ha subito numerose invasioni, ma ci sono state 5 volte in cui lo stato fu a pochi centimetri dalla distruzione totale.

Lo Stato russo si formò sotto il nome di Zarato della Moscovia nel XV-XVI secolo, e subito dopo cadde nella sua prima grande crisi politica.

1. Il Periodo dei Torbidi e l’invasione polacca

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Vicino la Porta Mjasnickije, di Apollinarij Vasnecov.

Dopo che Fyodor I di Russia, il figlio di Ivan il Terribile, morì nel 1598 senza lasciare alcun erede, la dinastia dei Rjurikidi terminò. Inoltre non vi era nemmeno uno zar legittimo evidente. E il potere di Boris Godunov, fratello della moglie di Fyodor, Irina, che alla fine divenne lo zar successivo, nella migliore delle ipotesi era traballante. Seguirono una grande carestia e numerose rivolte che sconvolsero il paese. Nel 1605, quando Godunov morì, iniziò il Periodo dei Torbidi.

Durante tutto questo periodo, la Russia fu governata da varie persone, tra cui i falsi Dimitri – il primo e il secondo, Basilio IV Shuisky di Russia, che regnò nel 1606-1610, e i Sette Boiardi – che deposero Shuisky – e invitarono i polacchi a Mosca.

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Pieter Paul Rubens, ritratto di Ladislao IV Vasa, 1624.

I polacchi progettarono che Ladislao IV Vasa, figlio del loro re, Sigismondo III Vasa, diventasse sovrano della Russia. Secondo i loro piani, il paese non doveva entrare a far parte della Confederazione Polacco-Lituana, ma che diventasse solo uno stato satellite. Ciò significava quasi per certo la perdita di sovranità per la Russia.

Fortunatamente per la Russia, il popolo, guidato da Kuzma Minin e dal Principe Dmitrij Pozharsky, liberò Mosca dagli invasori polacchi [in inglese] e reinstallò una monarchia, eleggendo Michele Romanov come nuovo zar.

2. Fine del XVII secolo: crisi politica

Nel 17° secolo la Russia annetteva l’Ucraina della riva sinistra, il che significava avere un confine comune con l’Impero Ottomano. Ciò richiedeva alla Russia di unirsi alla coalizione europea anti-turca – e alla fine il paese dovette rompere il suo approccio isolazionista in politica estera. E divenne chiaro che la Russia era piuttosto sottosviluppata, rispetto ai paesi europei. In quel momento, la Russia aveva tutto il necessario per diventare un impero che potesse gareggiare con gli stati europei, ma l’approccio tradizionalista dello Zar Alessio (il padre di Pietro il Grande) e dei suoi funzionari rallentarono il paese.

La Russia all’epoca non aveva un esercito efficiente. La produzione e l’industria non si erano sviluppate bene a causa di leggi e costumi obsoleti. Il Raskol, la divisione della Chiesa Ortodossa russa fra una Chiesa ufficiale e il movimento dei Vecchi Credenti, divise la nazione. Rivolte e sommosse sconvolsero il paese, la guerra contadina di Razin, dove i cosacchi in rivolta quasi assediarono Mosca, fu la più degna di nota di esse.

Ritratto di Pietro il Grande di Godfrey Kneller (1698).

Gli storici sono quasi unanimi nel credere che se non fosse stato per Pietro il Grande e le sue riforme un po’ frettolose e molto crudeli, la Russia avrebbe potuto essere sconfitta dalla Svezia, con il suo esercito impeccabile e l’abile Carlo XII, anche se i suoi piani in caso di vittoria erano poco chiari; sappiamo, tuttavia, che voleva assediare e conquistare Mosca. Ma la politica interna ed estera di Pietro, insieme alla collaborazione di alcuni paesi europei, aiutò la Russia a riprendersi dalla crisi e diventare un impero nel 1721.

3. L’invasione napoleonica

La Ritirata di Napoleone dalla Russia, di Adolph Northen.

Il principale nemico della Francia napoleonica era la Gran Bretagna, all’epoca sovrana dei mari. Per aggravare le condizioni della Gran Bretagna, Napoleone mise in atto il Blocco Continentale: un embargo su larga scala sul commercio britannico, che tutti gli stati europei dovevano osservare. Tranne la Russia, che Napoleone aveva pianificato di conquistare entro 5 anni (a partire dal 1811). Napoleone non aveva in programma di cambiare il sistema politico russo. Probabilmente voleva solo rendere la Russia uno stato satellite, proprio come aveva fatto con molti paesi europei.

Sebbene l’esercito di Napoleone di oltre 600.000 soldati marciò effettivamente attraverso la Russia e prese Mosca, non c’era altro da conquistare per Napoleone – inoltre era in corso una guerriglia su vasta scala contro i francesi, le loro munizioni e i mezzi di sostentamento erano scarsi, e le linee di rifornimento in costante pericolo, mentre l’esercito russo era in attesa di vendicarsi. Intrappolato in una Mosca incendiata, Napoleone cercò di negoziare la pace – invano – e alla fine dovette fuggire.

4. Le rivoluzioni del 1917-1918

Vladivostok, Russia, settembre 1919. Soldati e marinai di diversi paesi allineati di fronte al quartier generale alleato.

Nel 1917-1918, la Russia era probabilmente vicina alla perdita della sovranità come durante il Periodo dei Torbidi. Non c’erano invasori a Mosca o San Pietroburgo, ma dopo l’assassinio dei monarchi russi, 14 stati stranieri presero parte ad un intervento in territorio russo. I territori del nord, l’Estremo Oriente, la Crimea – molte parti della Russia furono invase.

Gli interventi, tuttavia, non avevano un piano d’azione chiaro. Molto probabilmente, stavano solo aspettando di vedere quale parte avesse vinto la Guerra Civile russa che era iniziata tra i Bolscevichi e le forze monarchiche ancora fedeli alle idee monarchiche, e che speravano di reinstallare i Romanov in Russia.

È anche vero che, se il tentativo Bolscevico di impadronirsi del potere fosse fallito, il paese sarebbe stato sicuramente gettato nel caos totale e avrebbe perso la sua coesione. Alla fine questo non accadde, poiché i Bolscevichi resistettero allo scontro con i Bianchi e, con una crudeltà senza precedenti, vinsero la Guerra Civile. Nel frattempo, l’URSS era già in costruzione.

5. La Seconda Guerra Mondiale

A differenza di Napoleone, che aveva pianificato di inviare un proprio re in Russia e far sì che il paese gli rendesse omaggio e alimentasse il suo esercito, Hitler pianificò il genocidio e la pulizia etnica dei russi. Il suo mostruoso Generalplan Ost (“Piano Generale per l’Oriente”) suggeriva di trasferire i cittadini che erano “discutibili in termini di razza” in Siberia, Estremo Oriente e America Latina. Milioni di persone sarebbero state uccise nei campi di sterminio.

Con il progredire della guerra, i Nazisti commisero molte orribili atrocità contro i cittadini dell’URSS. Molte persone furono portate in Germania come schiave e migliaia furono giustiziate. L’URSS perse oltre 27 milioni di persone in guerra ed ebbe milioni di feriti e invalidi [entrambi i link in inglese], ma riuscì a fermare l’assalto Nazista.

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Articolo di Georgij Manaev pubblicato su Russia Beyond the Headlines il 16 settembre 2019
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia.

[le note in questo formato sono del traduttore]

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