Dopo aver scritto il mio recente pezzo sulla passata ammirazione dei Liberali russi per il Generale Pinochet, Mark Galleotti ha pubblicato un breve commento dicendo che non avrei dovuto scrivere quello che ho scritto, non perché sia falso (cosa che non è), ma perché fa sembrare cattivi i Liberali russi, e quindi mina la loro lotta contro il malvagio regime di Putin (o cose di questo genere).

Una logica molto simile è stata mostrata questa settimana in seguito all’arresto dell’attivista bielorusso Roman Protasevich, dopo che le autorità bielorusse hanno dirottato il suo volo verso la capitale Minsk. Non ci è voluto molto perché alcuni ricercatori scoprissero che Protasevich aveva alcuni dubbi collegamenti con gruppi di estrema destra, incluso un periodo trascorso con il Battaglione Azov in Ucraina. Questa notizia, tuttavia, ha sollevato l’ira di molte persone, che si sono lamentate del fatto che sia sbagliato tirare fuori questa sporcizia sul passato di Protasevich, perché distoglie l’attenzione dai crimini dello stato bielorusso, e quindi aiuta a scusare le sue azioni repressive.

In entrambi i casi, ciò che vediamo è una tesi secondo cui le verità spiacevoli devono essere soppresse se sono politicamente scomode. La ricerca accademica deve essere subordinata agli obiettivi politici. Nel mio ultimo articolo [in inglese] per RT, discuto di questo argomento. Noto che i fatti sui legami fascisti di Protasevich non sono direttamente rilevanti per le cose giuste e sbagliate del suo arresto, né per le cose giuste e sbagliate del dirottamento dell’aereo. È anche vero che possono essere utilizzati per distogliere l’attenzione dal presunto comportamento scorretto dello stato bielorusso. Ma sostengo anche che non è un buon motivo per coprire quei collegamenti. Il pubblico merita di essere pienamente informato. Oltre a ciò, si ignorano tali collegamenti a proprio rischio e pericolo. Nel 2014, molti hanno scelto di ignorare la presenza dell’estrema destra nella rivoluzione del Maidan in Ucraina. Il costo è stato alto.

Per illustrare il punto, cito un articolo [in inglese] su Politico di Leonid Ragozin, in cui sostiene che gli stati europei dovrebbero sostenere gli attivisti dell’opposizione in Bielorussia e Russia, in particolare quelli come Protasevich che utilizzano i social media per promuovere la loro causa. Scrive:

L’UE ha l’opportunità unica di svolgere un ruolo chiave nel nutrire la nuova generazione di leader politici e culturali russi e bielorussi che inevitabilmente sostituiranno gli autoritari corrotti al potere oggi. Abbracciando la parte sana della società in entrambi i paesi e lavorando insieme a persone come Protasevich e Navalnyj per costruire un futuro europeo comune, l’UE farà più per porre fine alle dittature di quanto qualsiasi numero di sanzioni possa mai offrire.

È qui che la storia delle connessioni Fasciste di Protasevich diventa improvvisamente importante, perché si può davvero chiamare queste persone “la parte sana della società”? Penso che la maggior parte direbbe di no. Ed è per questo che i fatti politicamente scomodi non dovrebbero essere ignorati.

Ragozin ha scritto delle belle cose in passato, ma questo non è uno dei suoi pezzi migliori, secondo me. Oltre a discutere degli attivisti dei social media, fa anche riferimento alle istituzioni educative “come l’Università Europea di Scienze Umane a Vilnius, a maggioranza bielorussa… L’appena creata Libera Università Russa, con base a Riga… [E] anche la Scuola di Studi Politici di Mosca [che] è stata costretta a trasferirsi in Lettonia”. L’argomento sembra essere che gli stati europei dovrebbero fare tutto il possibile per sostenere tali istituzioni, in modo da nutrire una nuova generazione di giovani Liberali e democratici che poi torneranno nei loro paesi d’origine (Bielorussia e Russia) e li libereranno dall’oppressione.

Sembra carino, ma pensiamoci un attimo. Quale sarà il risultato netto di questi programmi educativi? La risposta, credo, è un gruppo di giovani cosmopoliti e occidentalizzati che sono completamente fuori contatto con le realtà interne dei propri paesi, nonché con gli interessi e i valori dei loro compatrioti. Se torneranno a casa, è molto improbabile che riescano a convincere un gran numero di persone a seguirli, proprio perché saranno così alieni.

Il cambiamento, quando arriva, è spesso il prodotto di modelli mutevoli di pensiero tra l’élite al potere. In un posto come la Bielorussia, ciò significa cambiamenti nelle credenze (o almeno nelle percezioni di interesse) tra burocrati, poliziotti, servizi segreti, direttori di fabbrica e simili. Ma i giovani istruiti in occidente di Ragozin non otterranno mai quel tipo di lavoro. Dato che, nello schema di Ragozin, lo scopo dichiarato della loro educazione occidentale sarà quello di sovvertire lo Stato, saranno contrassegnati fin dall’inizio come elementi pericolosi, a cui non affidare l’occupazione nel sistema statale. Forse troveranno lavoro nelle start-up tecnologiche o da qualche parte nelle “classi creative”, ma quelle non sono le persone che cambiano il sistema.

Se vuoi che l’élite cambi, devi convincerla che è sicuro farlo. Ciò significa, come primo passo, ridurre le tensioni internazionali. Significa anche che associare i giovani Liberali ad una strategia per sovvertire lo Stato potrebbe essere controproducente.

Allora, cosa si dovrebbe fare? Ad essere onesti, il mio istinto mi dice che dovremmo starcene in disparte. Piuttosto che cercare di migliorare gli altri, dovremmo concentrarci sul miglioramento di noi stessi e poi lasciare che il potere di attrazione faccia il suo lavoro. Devo ancora vedere una buona prova che fare diversamente porti a risultati positivi.

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Articolo di Paul Robinson pubblicato su Irrussianality il 28 maggio 2021
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia.

[le note in questo formato sono del traduttore]

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