UNZ reviewHo appena postato un articolo dove cerco di sfatare alcuni miti riguardanti la guerra moderna. A giudicare dai tanti commenti che ho ricevuto in risposta all’articolo, devo dire che i miti in questione sono vivi e vegeti e che, evidentemente, non sono riuscito a convincere molti lettori. Quello che mi propongo oggi è di analizzare ciò che la Russia sta facendo in risposta alle crescenti minacce dell’Occidente. Ma, prima di tutto, devo definire, o meglio ridefinire, il contesto in cui la Russia si trova ad operare. Cominciamo con il dare uno sguardo alla politica degli Anglo-Sionisti nei confronti della Russia.

Le azioni dell’Occidente

La prima della lista è, naturalmente, la conquista da parte della NATO, di tutta l’Europa Orientale. Parlo di conquista perché questo è esattamente ciò che è, una conquista ottenuta secondo le regole di guerra del 21° secolo, che definisco come 80% di informazione, 15% economiche e 5% militari. Sì, lo so, la brava gente dell’Europa Orientale non aveva altro sogno che quello di farsi sottomettere da USA/NATO/UE/ecc.. e allora? Chiunque abbia letto Sun-Tzu capirà immediatamente che questo profondo desiderio di essere “incorporati” nel “Borg” Anglo-Sionista, altro non è che il risultato di una mancanza di identità, di un profondo complesso di inferiorità, ed è perciò una resa ottenuta senza ricorso ai mezzi militari. Alla fine della fiera, non fa alcuna differenza quello che la gente del posto pensa di ottenere, ora sono tutti sudditi dell’Impero e le loro nazioni sono diventate colonie più o meno irrilevanti ai confini dell’Impero Anglo-Sionista. Come sempre, le elites compradore locali sono tutte orgogliose per il fatto di essere state accettate (o almeno così pensano) da pari a pari dai loro nuovi padroni (pensate a Poroshenko, Tusk o Grybauskaite) e la cosa dà loro il coraggio di abbaiare a Mosca stando dentro il recinto della NATO. Buon per loro.

In secondo luogo c’è la completa colonizzazione dell’Europa Occidentale da parte dell’Impero. Mentre la NATO avanzava a oriente, gli Stati Uniti prendevano sempre più il controllo dell’Europa Occidentale, che attualmente è governata da quelli che l’ex sindaco di Londra una volta definì come “grandi gelatine servili, protoplasmatiche e invertebrate”, anonimi burocrati come Francois Hollande o Angela Merkel.

Terzo, l’Impero ha dato il suo totale appoggio a creature semi-demoniache che vanno da al-Khattab a Nadezhda Savchenko. La politica occidentale è semplice e cristallina fino all’estremo: se sei anti-russo, ti sosteniamo. Il miglior esempio di questa politica è dato dalla campagna di demonizzazione di Putin e della Russia, che, secondo me, è peggiore e molto più isterica di quelle che si vedevano durante la Guerra Fredda.

Quarto, l’Occidente ha fatto un certo numero di mosse che, dal punto di vista militare, sono molto pericolose, compreso il dispiegamento nell’Europa Orientale dei primi elementi di un sistema anti-missile, l’invio di diversi reparti di forze di reazione rapida, lo schieramento di alcune unità corazzate, ecc. La NATO dispone ora di posti-comando avanzati che possono essere usati per sostenere l’azione di una forza di reazione rapida.

Che cosa comporta tutto questo?

Fino ad ora, in realtà non molto. Certo, la mossa della NATO di spingersi fin sul confine della Russia è assai provocatoria, ma sopratutto in termini politici. In termini esclusivamente militari, questa non solo è una cattiva idea (vedere lo stereotipo n°6 qui), ma la dimensione del contingente attualmente in loco è veramente minuscola: il sistema ABM dislocato fino ad ora può sperare, al meglio, di intercettare qualche missile (10-20, a seconda delle ipotesi) e per quanto riguarda le forze convenzionali, queste sono a livello di battaglione (circa 600 uomini, più le unità di supporto). Per cui, in questo momento, non c’è assolutamente nessun pericolo militare per la Russia.

E allora, perché i Russi sono così palesemente arrabbiati?

Perchè le attuali mosse USA/NATO potrebbero benissimo essere i primi passi di una preparazione su ampia scala che, con il tempo, potrebbe diventare un pericolo reale per la Russia.

Inoltre, il tipo di retorica che arriva ora dall’Occidente non è solo militaristico e russofobo, molto spesso è addirittura messianico. L’ultima volta che l’Occidente ha avuto un sussulto della sua millenaria “sindrome messianica” la Russia ha perso 20 (o 30) milioni di persone. Per cui i Russi possono essere scusati se fanno molta attenzione a quello che attualmente dice di loro la propaganda anglo-sionista.

I Russi sono sopratutto costernati dalla ricolonizzazione dell’Europa Occidentale. Sono lontani i giorni in cui persone come Charles de Gaulle, Helmut Schmidt o Francois Mitterand avevano nelle mani il futuro dell’Europa. Nonostante tutti i loro errori, questi uomini erano almeno dei veri patrioti e non degli amministratori di colonie americane. La “perdita” dell’Europa Occidentale è per i Russi molto più preoccupante del fatto che le ex colonie sovietiche dell’Europa Orientale sono ora sotto l’amministrazione coloniale americana. Come mai?

Guardiamolo dal punto di vista russo.

Tutti i Russi si rendono conto che la potenza americana è in declino, e che il dollaro, prima o poi, gradualmente o all’improvviso, perderà il suo ruolo di riserva principale e di valuta di scambio mondiale (questo processo è già iniziato). In parole povere, a meno che gli Stati Uniti non trovino un modo per cambiare drasticamente l’attuale dinamica internazionale, l’Impero Anglo-Sionista è destinato a collassare. I Russi credono che ciò che gli Americani stanno facendo sia, nella migliore delle ipotesi, usare le tensioni con la Russia per rivitalizzare una sonnolenta Guerra Fredda 2.0 e, al peggio, iniziarne una reale in Europa.

Così abbiamo un Impero in declino che ha disperatamente bisogno di una grossa crisi, un’Europa Occidentale senza spina dorsale, incapace di fare i suoi stessi interessi, un’Europa Orientale sottomessa, che non chiede altro che diventare un campo di battaglia fra Est e Ovest, e una retorica messianica, rabbiosamente russofoba che fa da sfondo all’aumento della mobilitazione militare sul confine russo.

C’è qualcuno di realmente sorpreso dal fatto che i Russi prendano tutto ciò molto, molto seriamente anche se, per ora, la minaccia militare è praticamente inesistente?

La reazione russa

Esaminiamo ora la reazione russa alla posizione dell’Impero.

In primo luogo, i Russi vogliono togliere agli Americani ogni illusione sul fatto che una guerra totale in Europa sarebbe come la Seconda Guerra Mondiale, con il territorio degli Stati Uniti attaccato in maniera solo minima e quasi simbolica dal nemico. Dal momento che una guerra totale in Europa metterebbe in serio pericolo la stessa esistenza dello stato e della nazione russa, i Russi stanno prendendo tutte le misure per essere sicuri che, in un simile scenario, gli Americano paghino un prezzo altissimo per un attacco del genere.

In secondo luogo, i Russi stanno evidentemente pensando che un attacco di tipo convenzionale da parte dell’Occidente potrebbe verificarsi in un prossimo futuro. Stanno perciò prendendo tutte le misure necessarie per controbattere una minaccia convenzionale.

Terzo, dal momento che gli Stati Uniti sembrano fortemente determinati a dispiegare i sistemi anti missili balistici non solo in Europa, ma anche in Estremo Oriente, i Russi stanno prendendo le misure necessarie sia per annientare che per bypassare tali sistemi.

Lo sforzo russo è vasto e complesso e copre quasi tutti gli aspetti della pianificazione militare, ma ci sono quattro esempi che, secondo me, illustrano al meglio la determinazione russa affinché non si verifichi nuovamente un 22 giugno 1941:

* La ricostituzione della Prima Armata Corazzata della Guardia (in corso)

* Il dispiegamento del sistema missilistico tattico-operativo Iskander-M (fatto)

* Il dispiegamento del sistema ICBM Sarmat (in corso)

* Il dispiegamento del siluro strategico Status-6 (in corso)

La ricostituzione della Prima Armata Corazzata della Guardia

E’ difficile da credere, ma il fatto è che fra il 1991 e il 2016, di grosse formazioni (a livello di divisione e oltre), nel suo Distretto Militare Occidentale, la Russia non ne ha avuta neanche una. Un po’ di brigate, reggimenti e battaglioni che costituivano un’”armata” solo di nome. In parole povere, la Russia di certo non credeva che una minaccia militare di tipo convenzionale potesse arrivare da occidente e perciò non aveva ritenuto opportuno dispiegare una forza militare significativa per difendersi da un pericolo inesistente. Per inciso, tutto questo vi dice quanto c’è da sapere sui piani russi per invadere l’Ucraina, la Polonia o gli Stati Baltici: tutte stupidaggini. Ma ora le cose sono radicalmente cambiate.

La Russia ha ufficialmente annunciato la ricostituzione della Prima Armata Corazzata della Guardia (1TGA) (una formazione dalla storia prestigiosa e ricca di simbolismi). Questa Armata Corazzata della Guardia comprenderà ora la 4° Divisione Corazzata della Guardia “Kantemirov”, la 2° Divisione della Guardia di Fanteria Motorizzata “Taman”, la 6° Brigata Corazzata, la 27° Brigata della Guardia di Fanteria Motorizzata “Sebastopoli” e molte unità di supporto. Il Quartier Generale dell’Armata sarà dislocato a Odinstovo, nei sobborghi di Mosca. Attualmente l’Armata dispone, come carri armati pesanti, deiT-72B3 e dei T-80, ma questi verranno sostituiti dai moderni e rivoluzionari T-14 Armata, mentre gli attuali veicoli corazzati da supporto fanteria e trasporto truppa saranno rimpiazzati dai nuovi APC e IFV. Dal cielo, queste unità corazzate saranno protette e sostenute dagli elicotteri da attacco Mi-28 e Ka-52. Non fatevi ingannare, questa sarà una forza enorme, esattamente quello che ci vuole per sfondare le difese di un nemico in attacco (tra l’altro, la 1TGA era presente alla battaglia di Kursk). Sono abbastanza sicuro che quando la 1TGA sarà pronta e organizzata costituirà la più potente formazione corazzata fra l’Atlantico e gli Urali, sopratutto in termini qualitativi. Se lo stato di tensione attuale dovesse continuare o anche peggiorare, i Russi potrebbero anche potenziare la 1TGA, trasformandola in una “Armata d’assalto” da 21° secolo, con maggiore mobilità e specializzata nel penetrare in profondità nelle difese nemiche.

Il dispiegamento del sistema missilistico tattico-operativo Iskander-M

Il nuovo sistema missilistico tattico-operativo Iskander-M è un’arma formidabile sotto tutti gli aspetti. Anche se tecnicamente è un missile tattico a corto raggio (sotto i 1000 km., l’Iskander-M ha una portata ufficiale di 500 km.), il sistema può lanciare anche il missile R-500, che ha la possibilità di colpire in un range operativo definito intermedio (oltre i 1000 km., l’R-500 ha un raggio d’azione di 2000 km.). E’ estremamente preciso, ha avanzate capacità anti-ABM, vola a velocità supersonica e praticamente non è possibile localizzarlo da terra (vedere qui per maggiori dettagli). Questo sarà il missile destinato a distruggere tutte le unità e i mezzi che Stati Uniti e NATO hanno dislocato in posizione avanzata nell’Europa dell’Est e, se necessario, a spianare la strada alla 1TGA.

Il dispiegamento del sistema ICBM Sarmat

Nè l’1TGA, né il missile Iskander-M costituiscono in alcun modo una minaccia per il territorio americano. La Russia ha perciò bisogno di un qualche tipo di arma che faccia veramente paura al Pentagono e alla Casa Bianca, così come la faceva il famoso RS-36 Voevoda (“Satan” nella classificazione americana) durante la Guerra Fredda. L’SS-18, il più potente ICBM mai realizzato era abbastanza spaventoso. L’RS-28 “Sarmat” (SS-X-30 nella classificazione NATO) porta il terrore ad un livello completamente nuovo.

Il Sarmat è assolutamente stupefacente. E’ in grado di trasportare 10-15 testate MIRVed, che vengono immesse in una traiettoria “depressa” (sub-orbitale) e che rimangono manovrabili anche a velocità supersoniche. Il missile non è costretto ad usare la tipica traiettoria polare, e può raggiungere qualsiasi bersaglio, ovunque sulla Terra, con qualsiasi traiettoria. Tutti questi elementi combinati rendono il Sarmat stesso e le sue testate completamente impossibili da intercettare.

Il Sarmat è anche in grado di trasportare testate convenzionali supersoniche lu-71, in grado di effettuare “bombardamenti cinetici”, che potrebbero essere utilizzati, in un conflitto non nucleare, per colpire obbiettivi nemici fortificati. Questo è reso possibile dalla stupefacente precisione delle testate del Sarmat che, grazie ad una recente indiscrezione russa, sappiamo avere una probabilità di errore circolare di 10 m. (vedere lo screenshot).

Sarmat MIRV CEP

I silos dei Sarmat saranno protetti da “misure di protezione attiva” uniche nel loro genere, comprendenti 100 cannoncini in grado di sparare una “nuvola di metallo” di 40.000 proiettili da 30 mm. fino ad una altitudine di 6.000 m. I Russi stanno pensando di proteggere il Sarmat con il loro nuovo sistema di difesa aerea S-500. Infine, il tempo di preparazione al lancio del Sarmat sarà di meno di un minuto, grazie ad un sistema di lancio altamente automatizzato. Tutto questo significa che il missile Sarmat sarà invulnerabile nel proprio silo, durante il volo e nella fase di rientro nella parte bassa dell’atmosfera.

E’ interessante notare che, mentre gli Stati Uniti hanno fatto un gran parlare del loro sistema Prompt Global Strike, ancora sulla carta, i Russi hanno già cominciato a dispiegare la loro propria versione di questo progetto.

Il dispiegamento del siluro strategico Status-6

Ricordate la “soffiata”, accuratamente preparata, nel novembre dello scorso anno, quando i Russi “inavvertitamente” avevano mostrato un super segretissimo siluro strategico al telegiornale della sera? Ecco la famosa diapositiva:

Status6-2015
Quello che si vede qui è un “veicolo sottomarino autonomo”, con avanzate capacità di navigazione, ma che può anche essere comandato a distanza e guidato attraverso un apposito modulo di comando. Questo veicolo può immergersi fino alla profondità di 1.000 m., viaggia ad una velocità di 185 km./h e ha un range operativo di 10.000 km. Viene trasportato da un sottomarino opportunamente modificato.

Il sistema Status-6 può essere utilizzato per colpire i gruppi da battaglia delle portaerei, le basi della Marina Americana (specialmente le basi SSBN) e, nella sua configurazione più terribile, può essere usato per trasportare bombe al cobalto ad alta radioattività, capaci di contaminare enormi estensioni di territorio. Il sistema di attacco Status-6 sarebbe una nuova versione del siluro T-15, lunga 24 m., larga 1,5 m., pesante 40 tonnellate e in grado di trasportare testate nucleari da 100 megatoni, il doppio del più potente ordigno atomico mai fatto detonare (la bomba sovietica “Zar”, 57 megatoni). Quella di Hiroshima era solo 15 kilotoni.

Tenete a mente che la maggior parte delle città e dei centri industriali americani sono lungo le coste, cosa che li rende estremamente vulnerabili ad attacchi effettuati con siluri, sia che si tratti della “Bomba Tzunami”, proposta da Sakharov o del sistema Status-6. E, proprio come nel caso dell’Iskander-M o dell’ICBM Sarmat, la profondità e la velocità del siluro Status-6 lo renderebbero praticamente immune da ogni intercettazione.

Valutazione

In tutto quanto ho appena detto non c’è nulla di veramente nuovo, e i comandanti militari americani lo hanno sempre saputo. Tutti i sistemi anti missili balistici degli Stati Uniti sono sempre stati sopratutto una truffa finanziaria, dalle “Guerre Stellari” di Reagan, agli “ABM anti-Iran” di Obama. C’è poi da dire che ogni sistema ABM è suscettibile di “saturazione locale”; se c’è un certo numero x di missili ABM che protegge uno spazio di lunghezza y da un numero x di missili, tutto quello che bisogna fare è saturare solo un settore dello spazio y con un gran numero di missili, veri o finti, lanciandoli tutti insieme su un piccolo settore dello spazio y protetto dagli ABM. E ci sono moltissime altre misure che la Russia potrebbe prendere. Potrebbero dislocare un unico sottomarino con capacità SLBM nel lago Baikal, rendendolo praticamente invulnerabile. In Russia ci sono già delle discussioni su questo progetto. Un’altra opzione molto valida potrebbe essere quella di riattivare il sistema ICBM mobile su rotaia “BzhRK”. Buona fortuna se riuscite a trovarli nell’immensa rete ferroviaria russa. Infatti i Russi dispongono di moltissime contromisure efficaci ed economiche. Volete che ve illustri un’altra?

Certo!

Prendete il missile da crociera Kalibr, visto recentemente nella guerra in Siria. Lo sapevate che può essere lanciato da un comunissimo container commerciale, come quelli che si vedono sui camion, sui treni o sulle navi? Guardate questo bellissimo video che lo spiega:

Ricordatevi solo che il Kalibr ha un range operativo che va da 50 km. a 4.000 km. E che può portare una testata atomica. Quanto ci vorrebbe alla Russia per dispiegare questi missili da crociera direttamente al largo delle coste americane in una normalissima nave portacontainer? O tenere qualche container a Cuba o in Venezuela? Questo è un sistema che passa così inosservato che i Russi potrebbero dispiegarlo al largo delle coste australiane per colpire, se volessero, la stazione NSA di Alice Springs e la gente non se ne accorgerebbe nemmeno.

La realtà è che l’idea che gli Stati Uniti possano scatenare una guerra contro la Russia (o la Cina, per quel che importa) e non pagarne le conseguenze sul continente americano è assolutamente ridicola. E comunque, quando ascolto tutte le farneticazioni dei generali e dei politici occidentali, ho l’impressione che si siano dimenticati questo fatto innegabile. Francamente, anche le attuali minacce alla Russia danno l’impressione di essere un po’ “raffazzonate”, un battaglione qui, un altro là, qualche missile qui, un alto po’ laggiù. Come se i Signori dell’Impero non capissero che pungolare costantemente un orso, quando tutto quello che si ha con sé è un coltellino a serramanico, è un’idea molto, molto brutta. Qualche volta il comportamento dei politici occidentali mi ricorda quello dei malviventi che cercano di rapinare una stazione di servizio con pistole giocattolo o addirittura scariche, e che poi rimangono assolutamente meravigliati quando il proprietario o i poliziotti li fanno secchi. Questo tipo di delinquenza, che non va mai bene a chi cerca di farla franca, non è altro che una forma di “suicidio da polizia”.

Così alle volte le cose bisogna dirle direttamente e in maniera chiara: i politici occidentali farebbero meglio a non prestare fede alla loro stessa arroganza imperiale. Fino ad ora, tutto quello che le loro minacce hanno ottenuto è stato che i Russi hanno risposto con molte, ma inutili, proteste verbali e un programma completo per preparare la Russia alla Terza Guerra Mondiale.

Come ho già scritto molte volte, i Russi hanno molta paura della guerra, e farebbero qualunque cosa per evitarla. Ma alla guerra sono anche pronti. Questa è una tipica caratteristica culturale russa, che l’Occidente ha frainteso innumerevoli volte negli ultimi 1000 anni, circa. Ripetutamente gli Europei hanno attaccato la Russia, solo per ritrovarsi poi in uno scontro come non avrebbero mai immaginato, neanche nei loro incubi peggiori. Ecco perché ai Russi piace dire: “La Russia non incomincia mai le guerre, le finisce”.

C’è un profondo divario culturale fra come l’Occidente e i Russi vedono la guerra. In Occidente essa è veramente “la continuazione della politica con altri mezzi”. Per i Russi è una lotta selvaggia per la sopravvivenza. Guardate solo i generali occidentali: sono dei manager eleganti e bene educati, più simili a dirigenti industriali che, per esempio, a boss della Mafia. Osservate i generali russi (guardate per esempio la Parata del Giorno della Vittoria a Mosca). In confronto ai loro colleghi occidentali hanno quasi l’aria crudele, perché in primo luogo, sono sopratutto dei killers spietati e calcolatori. Non lo dico in senso negativo, molto spesso sono individui onorevoli ed anche uomini gentili e, come tutti i bravi comandanti, hanno a cuore i loro uomini e amano la propria nazione. Ma il loro lavoro non è la continuazione della politica con altri mezzi, il loro lavoro è la sopravvivenza. A tutti i costi.

Non si può giudicare un militare, o anche una nazione, per come si comporta quando vince, quando è all’offensiva e insegue un nemico sconfitto. Tutti gli eserciti fanno bella figura quando stanno vincendo. Si può veramente capire la natura di un soldato, o di una nazione, nel suo momento più cupo, quando le cose sono terribili e la situazione è peggio che catastrofica. Accadde così nel 1995, quando il regime di Eltsin ordinò ad un totalmente impreparato, demoralizzato, scarsamente addestrato, poco equipaggiato e completamente disorganizzato esercito russo (beh, a qualche unità messa insieme in tutta fretta) di riconquistare Grozni dai Ceceni. Fu l’inferno in terra. Qui c’è un filmato del generale Lev Rokhlin in un posto comando improvvisato in una cantina all’interno di Grozni. E’ esausto, sporco ed esposto al fuoco come tutti i suoi soldati. Guardate solo la sua faccia e quelle degli uomini che lo circondano. Così è come appare l’esercito russo quando è nel profondo dell’inferno, tradito dai traditori che siedono al Cremlino e abbandonato dalla maggior parte del popolo russo (che, mi spiace ricordarlo qui, nel 1995 sognava sopratutto i MacDonalds e Michael Jackson).

Ve li immaginate, per esempio il generale Wesley Clark o David Petraeus che combattono come hanno fatto questi uomini?

Guardate questo video del generale Shamanov che fa il cazziatone ad un politico ceceno del luogo (non occorre la traduzione).

Shamanov oggi è il comandante in capo delle Forze Aviotrasportate (vedi foto), di cui Putin ha quietamente raddoppiato di numero, portandole a 72.000 uomini, una cosa di cui ho già parlato in passato ed anche di una certa importanza, sopratutto in confronto all’aumento delle forze, per altro abbastanza limitato, annunciato dalla NATO (vedere: “UE, suicidio da negazione della realtà”). Per farsi un’idea di quello che sono le moderne Forze Aviotrasportate russe, guardate questo articolo.

Vladimir_Shamanov._Cabinet_photoNon è mia intenzione qui glorificare la guerra atomica o le forze armate russe. La ragione di questo, e di molti altri articoli, è quella di dare un segnale d’allarme per ciò che vedo succedere al giorno d’oggi. I leaders occidentali sono ebbri della loro stessa boria imperiale, nazioni che in passato erano considerate dei puntini sulla carta geografica, sono diventate arroganti al punto di provocare in continuazione una superpotenza nucleare, agli Americani vengono raccontate bugie e viene loro promesso che qualche miracolo della tecnologia li proteggerà dalla guerra, mentre i Russi si stanno seriamente preparando alla Terza Guerra mondiale, perché sono arrivati alla conclusione che l’unico modo di prevenirla è quello di rendere assolutamente ed inequivocabilmente chiaro agli Anglo-Sionisti, che essi non sopravviveranno mai ad una guerra con la Russia, anche se i Russi fossero uccisi fino all’ultimo uomo.

Ricordo bene la Guerra Fredda. Ne facevo parte. E ricordo che la grande maggioranza di noi, dai due lati, aveva capito che una guerra fra la Russia e l’Occidente andava evitata a tutti i costi. Adesso sono inorridito quando leggo articoli di ufficiali anziani che discutono seriamente di una tale possibilità.

Leggete, per favore, solo questo articolo: “Come sarebbe una guerra fra l’UE e la Russia?”. Ecco che cosa scrive questo signore:

Per chi avesse l’animo poetico, l’esercito russo assomiglia più ad una grossa ciurma di pirati che ad un normale esercito. Quelli che comandano sono quelli con il coltellaccio più affilato e la bocca più grossa, di solito qualche caporione con lo scorbuto che cerca l’aiuto dei propri compagni per fare le scarpe agli “ufficiali” impopolari…..o, meglio ancora, assomigliano ai membri di un’orda cosacca, guidata dai guerrieri più fragili…Anche se queste truppe, alle volte, possono dimostrarsi molto coraggiose, non hanno nessuna efficacia sul campo contro una moderna macchina militare, ben regolata ed addestrata. Ne consegue che è improbabile, per non dire impossibile per le normali truppe russe condurre operazioni di un certo impegno ad un livello superiore a quello di plotone contro eserciti ben disciplinati, specialmente quelli americani inglesi, tedeschi o francesi.

The dream of the West

“Per il nostro zoo” (vecchio sogno occidentale)

Questo genere di articoli mi fa veramente paura. Non per la loro imbecillità o per la loro stupidità razzista, ma perché vengono presi come oro colato dai media mainstream. Non solo questo, ma di questi articoli ce n’è una quantità, scritti altrove (vedere qui, qui, e qui). Naturalmente gli autori di questo genere di “analisi” sono ripagati proprio da questo tipo di esaltazione maniacale delle forze occidentali, ma questo è esattamente il modo di pensare che ha messo nei guai Napoleone e Hitler e che è finito con le truppe russe accampate a Parigi o a Berlino. Confrontate queste assurdità scioviniste e francamente irresponsabili con quello che un vero comandante militare, Montgomery, ha avuto da dire su questo argomento:

La prossima guerra terrestre sarà molto diversa dall’ultima, perché dovremo combattere in modo diverso. Prima di prendere una decisione sull’argomento, dobbiamo mettere in chiaro alcune regole di guerra. La regola n°1, sulla prima pagina del libro della guerra dice: “Non si marcia su Mosca”. Tanta gente ci ha provato, Napoleone e Hitler e non è finita bene. Quella è la prima regola.

E allora di chi vi fidate? Dei tifosi professionisti o dei militari professionisti? Credete veramente che Obama (o Hillary), la Merkel e Hollande possano fare meglio di Napoleone o Hitler?

Se lo “Stato Profondo” anglosionista è veramente così delirante da scatenare una guerra con la Russia, in Europa o altrove, il narcisistico ed edonistico Occidente, ubriaco della sua stessa propaganda ed arroganza, sperimenterà un livello di guerra e violenza da non potersi neanche immaginare, e se questo riguardasse solo i responsabili di questa politica incauta e suicida, allora andrebbe benissimo. Ma il problema è che, naturalmente, molti milioni di noi, gente semplice e normale, soffriranno e moriranno come conseguenza del non essere stati in grado, tutti quanti, di prevenire questo risultato. Spero e prego che i miei ripetuti avvertimenti possano alla fine contribuire a quella che spero sia una sempre maggior presa di coscienza del fatto che questa follia deve essere immediatamente fermata, e che il buonsenso deve ritornare a far parte della politica.

The Saker

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Pubblicato su Thesaker.is il 26 Maggio 2016
Tradotto in Italiano da Mario per SakerItalia.it