L’ex ministro dell’economia Ulyukaev è stato rimosso dal suo incarico dopo essere stato arrestato con l’accusa di corruzione. Sebbene sembra che non ci siano motivi politici dietro l’arresto e la destituzione, tutto diventerà più chiaro quando Putin avrà nominato il suo successore.

Subito dopo la notizia sensazionale dell’arresto del ministro dell’economia Alexey Ulyukaev, arriva la conferma della sua rimozione da parte del presidente Putin.

Il comunicato del Cremlino [in inglese], che conferma il congedo di Ulyukaev, nella sua semplicità e brevità non poteva essere più chiaro, e soprattutto non lascia alcun dubbio che il Ministro è stato destituito con disonore:

“Vladimir Putin ha firmato l’ordine esecutivo di rimuovere Alexey Ulyukaev dai suoi uffici come Ministro dello Sviluppo Economico, a causa del venir meno della fiducia nei suoi confronti.”

E’ importante sottolineare che sino ad ora Ulyukaev non è stato ancora riconosciuto colpevole di nulla, e che egli continua a negare le accuse di corruzione a suo carico. I suoi avvocati hanno dichiarato che egli si considera vittima di una “provocazione”.

Tuttavia, la notizia che Putin lo abbia destituito su due piedi, per “mancanza di fiducia”, è un chiaro segno del fatto che il Presidente della Russia quantomeno accetta la validità delle accuse nei suoi confronti.

In realtà, sebbene ci siano giocoforza degli aspetti di questo caso che rimangono ancora oscuri, le prove contro Ulyukaev sembrano abbastanza stringenti.

Fondamentalmente, l’accusa contro Ulyukaev sostiene che egli abbia abusato della sua posizione per estorcere due milioni di dollari in tangenti dalla compagnia petrolifera di Stato russa Rosneft, minacciando che se la tangente non fosse stata pagata, avrebbe ostacolato l’acquisizione da parte di Rosneft del 50.08% delle azioni della compagnia petrolifera Bashneft, con sede nella Repubblica russa del Bashkorostan.

La vendita delle azioni di Bashneft a Rosneft non ha mancato di generare delle controversie. Spenderò un po’ di parole per spiegare questo affare ingarbugliato, la cui poca chiarezza giocherà un ruolo chiave nella strategia difensiva dello stesso Ulyukaev.

Bashneft venne privatizzata nel 2002 e 2003, e quindi acquistata da Sistema, una holding russa di proprietà dell’affarista russo Vladimir Yevtushenkov. Yevtushenkov venne arrestato nel 2014 con l’accusa di riciclaggio, in relazione proprio all’acquisizione di Bashneft da parte di Sistema. Questo episodio portò al sequestro e all’acquisizione da parte del governo russo del 72% delle azioni.

Tuttavia Yevtushenkov venne rilasciato nel dicembre del 2014  e, nel gennaio del 2016, tutte le accuse contro di lui vennero lasciate cadere, mentre la Corte Arbitrale di Mosca ordinò al governo di pagare a Sistema un milione di dollari a titolo di risarcimento per l’erronea confisca di Bashneft.

Nel 2014 circolarono delle voci che ci fosse Igor Sechin, il potente CEO di Rosneft, dietro il caso giudiziario contro Yevtushenkov, e che Sechin avesse escogitato l’incriminazione di Yevtushenkov come parte di un piano per consentire a Rosneft di prendere il controllo di Bashneft.

In seguito, quando quest’anno si venne a sapere che Rosneft stava acquistando la maggioranza del pacchetto azionario di Bashneft, dopo la decisione del governo russo di vendere la sua quota, quanti sostenevano la tesi dell’arresto di Yevtushenkov come una macchinazione di Sechin per consentire a Rosneft di prendere il controllo di Bashneft, affermarono che non si erano sbagliati.

Ora, dal momento che la soffiata alla polizia che Ulyukaev stava estorcendo a Rosneft una tangente, con la minaccia di ostacolare l’acquisizione delle azioni di Bashneft, sembra provenire da Rosneft stessa, anche in questo caso ci sarà inevitabilmente qualcuno che sosterrà che il caso giudiziario contro Ulyukaev è un altro effetto delle macchinazioni di Sechin, e che Ulyukaev, lungi dall’essere un corruttore, non è altro che la vittima di una trama ordita da Sechin medesimo.

Personalmente, sospetto che quanto detto sopra sarà per sommi capi la tesi difensiva di Ulyukaev, nonché l’argomento principale dei suoi sostenitori. Argomento sul quale voglio esprimere con anticipo il mio scetticismo.

Sebbene Sechin sia senza dubbio un manager forte e potente, dubito che sia anche lontanamente capace di manipolare la polizia russa, soprattutto nel modo in cui questo complicato scenario sembra suggerire.

Inoltre, pare che Ulyukaev fosse già da tempo sotto osservazione, poiché si sospettava che stesse in qualche modo prendendo parte ad un reato di estorsione, e il suo telefono era sotto controllo almeno dalla scorsa estate, con Putin che veniva regolarmente informato dei sospetti su di lui, e tenuto aggiornato sugli sviluppi dell’investigazione.

Come ho già detto, il fatto che Putin si sia affrettato a destituire Ulyukaev subito dopo il suo arresto, lo stile del comunicato delle dismissioni, con l’uso così perentorio delle parole “perdita di fiducia”, dimostrano che Putin crede alle accuse mosse contro il Ministro.

E ancora, mentre noi ovviamente non abbiamo tutti i dettagli, il Comitato Investigativo (l’equivalente in Russia dell’FBI) sostiene che Ulyukaev è stato colto in flagranza, e che l’incriminazione contro di lui è a prova di bomba.

Quando un membro del governo russo è arrestato in pubblico e destituito in tale modo, è inevitabile che si pensi subito a dei motivi politici.

Oggi, l’opinione comune a Mosca è che la destituzione di Ulyukaev sia il primo passo in direzione della purga dei liberali dal governo russo, come molti sostengono e desiderano da tempo [in inglese].

Mi preme dire però che se Ulyukaev è indubitabilmente un liberale, nonché uno degli ultimi sopravvissuti della squadra di riformatori liberali portati al governo da Yegor Gaidar, (il primo ministro ultra liberista di Boris Yeltsin all’inizio degli anni ’90), d’altro canto mi è sempre sembrato in qualche modo distante dal gruppo dominante di liberali all’interno dell’attuale governo, gruppo di cui fanno parte Kudrin, il capo della Banca Centrale Nabiullina, e il ministro delle finanze Siluanov.

Ulyukaev è stato per molto tempo critico nei confronti della rigida politica monetaria della Banca Centrale, ha cercato continuamente di fare pressione per ottenere tassi di interesse più bassi, e la mia personale sensazione, allo SPIEF dello scorso giugno, è che il suo rapporto personale con il CEO della Banca Centrale, Nabiullina, fosse pessimo. Quando, in occasione di un incontro nel quale erano presenti Kudrin, Nabiullina e Siluanov – ma a cui Ulyukaev non era stato ostentatamente invitato – qualcuno del pubblico ha fatto il nome di Ulyukaev, è sceso il gelo in sala.

Inoltre, se Ulyukaev è stato veramente destituito come conseguenza di una sorta di purga, non capisco perché Putin abbia voluto farlo in un modo così complicato. Ulyukaev non è né popolare né potente, e se Putin avesse semplicemente voluto sbarazzarsi di lui, non capisco perché non avrebbe potuto semplicemente licenziarlo.

A meno che non emerga che c’è dell’altro rispetto a quanto appare al momento, la mia ipotesi concreta è che Ulyukaev sia stato destituito per le ragioni che le autorità russe hanno riferito – cioè perché è stato scoperto mentre estorceva tangenti – e per nessun’altra ragione al di là di questa.

Capisco che molti non saranno d’accordo con me, ma fino a quando non vedo le prove che c’è dell’altro, accetto la versione ufficiale, che mi sembra appunto abbastanza sufficiente a spiegare quanto accaduto.

Poi, sarà tutto un po’ più chiaro nel momento in cui Putin annuncerà il successore del Ministro.

C’è un ultimo punto che vorrei affrontare. Il punto è che sebbene ci sia questa idea generica che la corruzione sia abbastanza diffusa nei posti di potere in Russia, è vero che quelli che vengono colti in flagrante, con i soldi nelle mani, sembrano essere i liberali: l’ex primo ministro Kasyanov, l’ex ministro della difesa Serdyukov, l’ex governatore della regione di Kirov, Belykh.

Se questo accade perché i liberali sono più suscettibili alla corruzione degli altri pubblici ufficiali – come molti russi credono – o perché i liberali hanno più probabilità di diventare oggetto di investigazioni in materia di corruzione rispetto agli altri – come molti commentatori liberali dentro e fuori la Russia sostengono – il fatto parla da solo. Per la cronaca, la mia opinione è la prima.

*****

Articolo di Alexander Mercouris pubblicato su The Duran il 16 novembre 2016

Traduzione in italiano a cura di Francesco Pastoressa per Sakeritalia.it