Come mai prima d’ora, dalla dissoluzione dell’URSS, stanno emergendo in vividi dettagli le differenze reali, profonde ed elementari tra il modo in cui la Russia pensa e vede le cose, e il modo in cui l’Occidente vede le stesse cose e le interpreta. Questo fenomeno è particolarmente evidente nel modo in cui Russia e Occidente si percepiscono reciprocamente.

Osserviamo le più semplici differenze di prospettiva, da cui tutte le altre differenze derivano di conseguenza. Allora possiamo esplorare le loro cause e suggerire alcune soluzioni.

Prospettiva globale

La prima e più fondamentale differenza di prospettiva globale è che la Russia è disposta ad accettare le differenze e le diversità, comprese anche le regole societarie e le forme di governo.

Il mondo è vasto. Ci sono un sacco di persone diverse sia come nazione sia come individui. Le loro storie, tradizioni e culture sono diverse. Ciò che funziona a Washington non funziona a Baghdad. Questa è la cosa più vicina a una legge universale in politica. Una diversità di approcci è necessaria in un mondo molto diverso.

E anche quando ci sono elementi problematici molto reali, come nel Medio Oriente, in un sistema politico o legale (il taglio delle mani come punizione per il furto, la lapidazione come forma standard della pena capitale e così via), la Russia lavorerà con la situazione come realmente è, invece di cercare di forzarla a diventare quello che vorremmo che fosse. La Russia è realistica. Un male minore a volte è la scelta più morale.

In Eroe del nostro tempo di Mikhail Lermontov, l’ufficiale Maksim Maksimich racconta come un circasso a cui è stato rubato un cavallo uccide il padre del ladro, presupponendo che costui conoscesse e condonasse il furto. “Naturalmente, nel loro modo di pensare aveva assolutamente ragione”, conclude il capitano.

Lermontov nel Caucaso

Il narratore prosegue ammirando la capacità russa di essere realisti e adattarsi ad altri costumi (senza accettarli o imitarli).

Non so se questa sia una qualità che merita biasimo o lode, ma dimostra una sorprendente flessibilità mentale, e un chiaro buon senso che tollera dovunque un male che sia manifestamente necessario, o impossibile da prevenire.

Gli Stati Uniti e l’Unione Europea dall’altro lato sono convinti che ci sia un sistema di governo che si adatta a tutte le taglie: la democrazia liberale occidentale. Questo li porta a vedere qualsiasi altro modello di governo a priori come inferiore, sbagliato o addirittura maligno.

Ancora una volta, anche in presenza di problemi reali, come nel Medio Oriente, questo si traduce in una rigidità che porta a molto meno cambiamenti per il meglio piuttosto che agire con la situazione come è realmente.

Cercare di esportare la democrazia liberale occidentale in posti dove – anche in condizioni di pace – non si adatta al contesto culturale e religioso – porta solo a un’innegabile instabilità regionale.

L’accettazione di quanto è accaduto

La seconda differenza, strettamente legata alla prima, è che, mentre i russi induriscono lo sguardo, serrano la mascella e accettano quello che è accaduto, l’Occidente (e gli Stati Uniti in particolare) tendono a dare la colpa e a vilipendere.

Questa è una caratteristica molto russa. La più grande scoperta dello scrittore russo e genio immortale nato a Kiev, Michail Bulgakov, nonché la verità che sembra averlo sostenuto per tutta la sua difficile vita – la troviamo nelle pagine iniziali del suo primo romanzo La Guardia Bianca e nelle ultime pagine del suo ultimo romanzo Il Maestro e Margherita – è che il mondo è stato fatto in modo che tutto ciò che accade è sempre come dovrebbe essere, e solo per il meglio.

La santa Ortodossia ci ha insegnato che la sofferenza ha un valore, un significato e uno scopo e che una misericordiosa, amorevole provvidenza è al lavoro per tutti, ovunque e in ogni momento.

San Serafino di Sarov, di Sergej Efoshkin

Per gli Stati Uniti e per l’Europa occidentale, che oggi dipendono sempre meno e con sempre minor consapevolezza dalla teologia cristiana occidentale e dal pensiero e dalla legge romana precristiana, tutto è contorto in uno stile hollywoodiano in bianco e nero, eroi e cattivi, alleati e nemici.

Loro hanno ragione, quindi se qualcuno non è d’accordo deve avere torto. Le azioni sono isolate dalle necessità, dalle circostanze, dalle intenzioni e persino dall’inevitabile debolezza umana. È una giustizia senza vita come la giustizia in marmo di Cesare, non come il giusto giudizio di Cristo.

Rispetto reciproco e coesistenza

Infine, l’ultima differenza sta nel modo in cui Russia e Occidente si vedono l’un l’altro in particolare.

Questi due punti entrano ovviamente in gioco. Così, per esempio, la forte leadership, a senso unico, che è la forma più organica e naturale di governo per la Russia (parafrasando l’archimandrita Tikhon Shevkunov) è vista a priori dagli Stati Uniti e da alcuni stati membri della UE come inferiore e sbagliata, per nessun altro motivo che quello non è il modo in cui si comporta l’Occidente.

Ma le cause più immediate per il modo in cui l’uno vede l’altro sono gli eventi che si sono verificati durante e subito dopo la guerra fredda, rispettivamente per l’Occidente e per la Russia.

Il film del 1993 Sny (Sogni) è una satira feroce e deliziosa che fa capire come molti russi ricordano l’influenza occidentale dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica.

Una contessa che vive nel 1893 vede e sperimenta la vita nella Russia di Eltsin nei suoi sogni. Suo marito, dopo aver visto lui stesso i sogni della moglie, non riesce a credere che possa mai esistere un tale mondo, invaso da una cultura popolare grottesca, da un cristianesimo pop (protestantesimo evangelico / settario), dal rock-n-roll, dai fast-food e da un completo abbandono dell’etica sessuale tradizionale e di un basilare rispetto di sé.

E la realtà era più crudele della satira. La gente non ha dimenticato la vita, breve e infelice, sotto Eltsin. Quando il profitto era in mano a una minoranza di ricchi proprietari privati ​​ e tutto il resto era svenduto a compagnie straniere. Omicidi, prostituzione, narcotici, bambini che dormivano nelle stazioni ferroviarie, supermercati vuoti, iperinflazione e inutilità del rublo.

Nel sogno del film la contessa diviene ministro dell’Economia solo per quanto è attraente, e solo per poter sedurre un diplomatico americano e ottenere il massimo credito a interesse minimo. Alle discussioni, in cui il diplomatico straniero non parla russo, c’è una bandiera dell’Unione Europea sul tavolo.

L’esperienza della Federazione Russa di un partenariato economico disuguale con l’Occidente è in larga misura ciò che ha reso la Russia così interessata all’accordo di associazione con l’Ucraina. La Russia non vuole vedere gli ucraini piombare distrattamente in un debito insormontabile, acquistando i Big Mac con eurobond.

Anche questo fa parte del ragionamento dietro all’Unione doganale eurasiatica. L’Ucraina da sola non può operare con l’UE in situazione di parità economica. E non può farlo alcun altro paese candidato o membro esistente dell’Unione doganale, tranne la Federazione Russa. Ma presi insieme, questi paeesi avrebbero avuto un mercato di 250 milioni di persone. Anche se non è uguale al mercato di 400 milioni dell’UE, la differenza sarebbe colmata dalle superiori risorse naturali dei paesi eurasiatici.

E non c’è solo l’Unione Europea. Insieme avrebbero potuto stare alla pari con la Cina e altri possibili partner commerciali più a est, cosa impossibile per un paese come l’Ucraina o il Kirghizstan presi da soli.

Ma per tornare al punto, molti russi ritengono che subito dopo la fine dell’URSS, l’Occidente abbia sfruttato la Russia. E poi quando la Russia stava riprendendosi, l’Occidente esclusa la Russia. Ora l’Occidente sta cercando di impedire alla Russia di realizzare indipendentemente il suo potenziale. Per i russi l’Occidente sembra essere un ipocrita decadente, che moraleggia ma relativizza la moralità.

Per l’Occidente, è ciò che è successo prima della dissoluzione dell’URSS che colora la loro percezione della Russia. Molti occidentali guardano la Russia attraverso occhiali rosso scuro a forma di stella. Attraverso quelle lenti, un referendum democratico con la presenza di osservatori internazionali diventa un’invasione, e un convoglio di aiuti un’arma.

C’è un innegabile strascico della mentalità della Guerra Fredda nell’atteggiamento occidentale nei confronti della Federazione Russa. A volte non è così esplicito, ma a volte è aperto e al vetriolo. La Russia è vista come una “minaccia” da “contenere”. Tutto ciò che fa la Russia è in qualche modo ostile.

Prendete l’Unione doganale eurasiatica in sé. Per la Russia, l’iniziativa ha lo scopo di promuovere il commercio internazionale equo nello spazio post-sovietico. Dall’Unione Europea è stata interpretata come nient’altro che una sfida inequivocabile. Qualsiasi desiderio di promuovere una più stretta cooperazione tra le ex repubbliche sovietiche è sempre visto come qualcosa di diabolico e inaccettabile.

Oppure prendere lo sviluppo della rotta del Mare del Nord attraverso l’Oceano Artico. Un progetto che ha lo scopo di rendere il trasporto dalla Cina all’Europa più facile e così aumentare il commercio è stato preso come un attacco diretto alla egemonia americana nel trasporto marittimo internazionale.

La Federazione russa sta cercando di fare economicamente ciò che fa geograficamente – unire Oriente e Occidente, a beneficio di tutti i soggetti coinvolti, compresi i poteri in via di sviluppo. L’allineamento di questi ultimi con una Russia ben posizionata sembra essere la vera ragione dietro l’opposizione occidentale.

E conosciamo bene quale isteria avvolge non solo i governi, i diplomatici stranieri e gli analisti.

Gli editoriali nel paese di residenza di chi scrive, l’Australia, suonano regolarmente le trombe di una retorica finto-macho sulla necessità di contenere l’orso russo. Sulle ultime pagine di queste pubblicazioni, si possono trovare fumetti raffiguranti i combattenti di autodifesa a Donetsk come ubriachi assassini di bambini. Nelle lettere al direttore, è stato pubblicato un commento in cui un lettore ha ricordato a tutti un antico proverbio dell’era sovietica: non fidarsi degli orsi eretti sulle zampe posteriori. I russi non sono più esseri umani, a quanto pare, ma orsi bipedi.

Il viaggio mattutino del pendolare verso il Cremlino!

Suggerimenti

Innanzitutto, al passato deve essere permesso di essere passato. Da parte nostra siamo in grado di spiegare quando è necessario che la Federazione Russa di oggi non è l’URSS, e meno che meno la rozza caricatura che ne facevano i media della guerra fredda.

In secondo luogo, non dovremmo aspettarci che la gente sia quello che sappiamo che non è. Non possiamo aspettarci che gli americani capiscano o accettino il referendum in Crimea più di quanto ci si può aspettare che gli iraniani cessino improvvisamente di osservare alcuni statuti conformi alla legge della Sharia. E sarebbe davvero idiota lasciare che questo influeni le nostre relazioni personali o nazionali con loro.

In terzo luogo, siamo in grado di raggiungere attivamente entrambi promuovendo i nostri valori, prima di tutto l’Ortodossia, e familiarizzndoci con i migliori dei loro valori. E per ultimo, anche se non siamo d’accordo, possiamo ancora comprendere. Quando comprendiamo, il rispetto è possibile. Se ci rispettiamo l’un l’altro e rispettiamo i nostri diversi interessi nazionali – dalla Siria alla Crimea, allora siamo in grado di collaborare in quelle cose che abbiamo in comune.

Dopo tutto, è meglio guardare negli occhi un partner rispettato e onestamente non essere d’accordo, piuttosto che parlare sempre l’uno dell’altro o l’uno alle spalle dell’altro.

Ci sono due lati in ogni scacchiera. Possiamo vedere le cose dall’altra parte, senza dimenticare da che parte stiamo. Possiamo essere amici dell’altro giocatore e, comunque, giocare per vincere.

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Articolo di Martin Kalyniuk, tradotto dal blog The Soul of the East

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