Il 9 agosto la Bielorussia ha tenuto le elezioni presidenziali. Le elezioni tenutesi tra la crisi globale del coronavirus e il declino economico hanno visto un’affluenza record (oltre l’84%) con il radicale aumento dell’attività dei partiti d’opposizione nel Paese.

Secondo la commissione per i sondaggi, il presidente in carica Alexander Lukashenko ha ricevuto il 79-81% dei voti. La principale candidata dell’opposizione Svetlana Tikhanovskaya ha ricevuto circa l’8% dei voti, con il 4% degli elettori che ha scelto l’opzione “contro tutti i candidati”. Il 16% dei cittadini che non ha partecipato alle elezioni è una parte silenziosa della popolazione, interessata alla stabilità e quindi appoggia di fatto Lukashenko.

Ciò è accaduto nonostante le organizzazioni d’opposizione, i gruppi e gli attivisti filo-occidentali abbiano dichiarato una piena mobilitazione per le elezioni presidenziali in Bielorussia. Un’intensa campagna mediatica e di propaganda contro il presidente in carica si è svolta sui media locali e internazionali. Le forze d’opposizione hanno cercato di sfruttare i problemi economici e sociali esistenti nel paese per imporre la possibile rimozione del presidente.

I sostenitori dei candidati d’opposizione hanno immediatamente dichiarato di non essere d’accordo con i risultati, sostenendo che è stata la Tikhanovskaya a ricevere la maggioranza dei voti citando i risultati di tre distretti e accusando le autorità di frode. I sostenitori dell’opposizione hanno organizzato manifestazioni in diverse città, inclusa Minsk, e scontri con la polizia.

Ad esempio, fonti a favore dell’opposizione hanno affermato che un veicolo della polizia ha travolto la folla a Minsk durante le tensioni con i sostenitori dell’opposizione. Le autorità non hanno confermato l’incidente.

Fonti a favore dell’opposizione hanno accusato le autorità di un uso massiccio della forza contro di loro. Tuttavia, video e foto dal terreno dimostrano che il numero reale di manifestanti è piuttosto basso. Tuttavia, le autorità hanno introdotto misure di sicurezza significative in tutto il paese, dispiegando polizia e posti di blocco. Secondo quanto riferito, detenzioni di manifestanti sono state effettuate a Minsk e nelle città di Gomel, Mogilev and Vitebsk.

Prima delle elezioni, Lukashenko ha ripetutamente affermato che le forze straniere, tra cui l’Occidente e la Russia, stavano progettando di incitare alla violenza il giorno delle elezioni e destabilizzare la situazione nel paese. Il governo ha inoltre fatto arrestare 33 “mercenari russi” che, secondo Lukashenko, stavano progettando di condurre provocazioni e attacchi terroristici. Questa versione è contraria ai dati pubblici e ai fatti confermati. Alcune fonti insistono addirittura sul fatto che questa situazione sia stata il risultato di una provocazione dell’intelligence ucraina [in inglese].

Il 7 agosto, i siti web del Comitato per la Sicurezza dello Stato (KGB) e del Ministero dell’Interno sono stati oggetto di una “grande ondata” di attacchi informatici, che secondo le autorità sono stati respinti con successo.

Presidential Election And Maidan Attempts In Belarus

 

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È interessante notare che i media militaristi in lingua russa, compresi i canali Telegram specializzati, affermano di essere sorpresi dalla reazione di Lukashenko e dall’aumento delle misure di sicurezza nonostante il sostegno su larga scala della popolazione.

La storia di vari colpi di Stato in tutto il mondo dimostra che una minoranza aggressiva consolidata e ben coordinata può prendere il potere in caso di risposta morbida del governo alle sue azioni. Tale situazione si è verificata durante il cosiddetto colpo di stato del “Maidan” in Ucraina nel 2014, quando un gruppo aggressivo di nazionalisti radicali appoggiati da forze straniere ha sfruttato l’inerzia criminale del governo Yanukovich. La stragrande maggioranza della popolazione non ha sostenuto il colpo di Stato e l’ulteriore violenza che si è estesa in tutta l’Ucraina. Tuttavia, senza un’azione diretta, questo non è stato sufficiente. Una cosa simile accadde all’Impero Russo nel 1917. Inoltre, la situazione politica e sociale peggiora dopo ogni “colpo di Stato riuscito” che porta all’aumento della violenza, delle tensioni etniche e religiose.

Lukashenko ha imparato le lezioni della storia e non darà ai suoi avversari la possibilità di utilizzare metodi incostituzionali per prendere il potere e creare un nuovo punto caldo di instabilità nell’Europa orientale. Questo è il motivo per cui la sua personalità suscita così tanta preoccupazione tra l’establishment euro-atlantico pro-globalista/Neoliberista, e persino in una parte delle élite russe ad esso collegate.

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Pubblicato da Southfront il 10 agosto 2020
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia.

[le note in questo formato sono del traduttore]

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