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Il sito web del canale televisivo russo “Tvzvezda” ha pubblicato una serie di articoli sulla Grande Guerra Patriottica del 1941-1945 dello scrittore Leonid Maslovsky, basati sul suo libro “Russkaya Pravda”, uscito nel 2011.

In questi articoli d’autore, Maslovsky rivela “i miti di un nemico immaginario, la Russia, e gli eventi della Grande Guerra Patriottica che mostrano la grandezza della nostra vittoria”. L’autore dice poi che nei suoi articoli “svelerà l’inutile ruolo tenuto dagli Stati Uniti nei preparativi tedeschi per la guerra contro l’Unione Sovietica”.

Tvzvezda


Nel 1939 l’Unione Sovietica aveva fatto ogni possibile sforzo per allinearsi alle nazioni-guida dell’Occidente, nel tentativo di far fronte comune alla minaccia fascista. Senza però arrivare a nessun risultato. Nei negoziati fra L’URSS e le delegazioni militari di Francia ed Inghilterra del 21 agosto 1939, la (nostra) nazione aveva avuto la conferma della riluttanza dei paesi occidentali a raggiungere un accordo con l’Unione Sovietica. La loro mancanza di volontà per il raggiungimento di un’intesa era stata evidente già fin dall’inizio, quando si erano presentati alle trattative con 9 giorni di ritardo.

L’Unione Sovietica aveva offerto aiuti militari alla Polonia, ma quest’ultima aveva rifiutato. Il 18 agosto 1939, Il Ministro degli Esteri polacco, Josef Beck e gli ambasciatori di Inghilterra e Francia avevano rilasciato la seguente dichiarazione: “Non abbiamo nessun accordo militare con l’Unione Sovietica e neanche lo vogliamo”. L’URSS aveva invece tutte le intenzioni di raggiungere un’intesa militare con la Polonia, in quanto era evidente che, nel caso quest’ultima fosse stata attaccata dalla Germania, le truppe tedesche sarebbero arrivate in breve tempo ai confini dell’Unione Sovietica, in Ucraina e Bielorussia Occidentale e questo avrebbe notevolmente ridotto il tempo necessario per la cattura dei centri vitali dell’Unione Sovietica.

Che cosa avrebbe dovuto fare l’Unione Sovietica in questa situazione, quando né l’Inghilterra, né la Francia, né la Cecoslovacchia (sotto la pressione delle altre due nazioni), né la Polonia avevano voluto entrare in un’alleanza di mutuo sostegno con l’URSS? Che cosa avrebbe dovuto fare l’Unione Sovietica, mentre l’Occidente si preparava ad attaccare la Germania (e il Giappone da est) e tutte le nazioni occidentali “benedicevano” gli aggressori? Il nostro governo aveva trovato allora una via d’uscita dalla situazione senza speranza a cui si era trovata di fronte l’Unione Sovietica, nella forma di un patto di non aggressione con la Germania.

Questo accordo, o “patto”, come era stato chiamato, aveva modificato l’atteggiamento delle potenze occidentali e del Giappone verso di noi. Avevano iniziato a prenderci in considerazione.

Stalin, il 23 agosto 1939, aveva negoziato personalmente con il Ministro degli Esteri tedesco Joachim von Ribbentrop. Le trattative erano terminate nella stessa giornata con la firma, da parte del suddetto ministro e del Ministro degli Esteri dell’Unione Sovietica, Vyacheslav Mikhailovich Molotov (Scriabin), di un trattato di non aggressione fra Unione Sovietica e Germania. Era stato chiamato con il nome dei ministri firmatari: “Il Patto Molotov-Ribbentrop”.

Probabilmente il Patto conteneva un protocollo segreto riguardante le “sfere di influenza” dei rispettivi paesi. La Germania si era impegnata non interferire nella politica interna della Polonia Orientale, Estonia, Lettonia, Lituania e Bessarabia, ossia di quei territori che, prima della rivoluzione, facevano parte dell’Impero Russo e dopo la rivoluzione dello Stato Sovietico, e che erano stati poi strappati militarmente dalla Polonia alla giovane Repubblica Sovietica nel 1918-1920.

L’Unione Sovietica si era impegnata a non intervenire negli affari interni di Polonia, Ucraina Occidentale e Bielorussia Occidentale. In ogni caso, vale la pena ricordare che il Congresso di Vienna del 1814-1815, aveva portato alla ridistribuzione della Polonia: dalla parte più estesa del Ducato di Varsavia era stato creato il Regno di Polonia, che era stato poi conferito allo Zar di Russia. Gli altri territori polacchi erano stati ceduti alla Prussia e all’Austria.

Il Governo Sovietico aveva riconosciuto il diritto all’autodeterminazione del popolo polacco e aveva annullato tutti trattati del governo zarista sulla spartizione della Polonia. La Polonia aveva “ringraziato” nel 1920 il Governo Sovietico attaccandolo militarmente.

In un discorso del 3 luglio 1941, Stalin aveva detto: “Che cosa abbiamo guadagnato firmando un patto di non aggressione con la Germania? Abbiamo assicurato alla nostra nazione la pace per un anno e mezzo e l’opportunità di preparare le sue forze di difesa…” Stalin stava dicendo la verità. Era stato in quel periodo di tempo che si erano progettati nuovi modelli di armi e se ne era iniziata la produzione di massa.

Bisogna anche ricordare che, durante il periodo di conformità con il trattato, la Germania ci aveva fornito un certo quantitativo di attrezzature industriali uniche ed essenziali, che ci avevano poi permesso di produrre grossi quantitativi di armi di alta qualità.

Le consegne erano regolate da un certo numero di accordi. In particolare, il 19 agosto, pochi giorni prima che si arrivasse alla firma del patto di non aggressione, c’era stato l’accordo sovietico-tedesco sul prestito e su ulteriori forniture di materiale industriale.

Tutto questo comporta naturalmente una domanda: come mai la Germania ci aveva permesso di recuperare una parte del loro territorio, ci aveva fatto dei prestiti e ci aveva fornito di attrezzature industriali che avrebbero potuto essere usate per la produzione bellica?

Queste circostanze si spiegano con il fatto che la Germania non teneva in gran considerazione le capacità di una razza “inferiore” come quella slava, e pensava di riprendersi tutto in poche settimane, in fondo poi le fabbriche con le attrezzature tedesche avrebbero finito per funzionare nella (grande) Germania.

“Lasciamo che i Russi le costruiscano per i Tedeschi”, si diceva a Berlino, giocando col fuoco. Sopratutto, Hitler pensava che, dopo la firma del trattato con URSS, la Germania potesse quietamente espandere i territori da lei controllati, accumulando quel potenziale umano ed industriale che, alla fine, le avrebbe permesso di distruggere senza alcuno sforzo l’Unione Sovietica.

Il patto sovietico-tedesco è stato descritto come un atto di aggressione da tutti quelli che odiano la Russia e il suo popolo. Dopo tutto è stato grazie a questo accordo se abbiamo vinto e siamo sopravvissuti a questa terribile guerra con l’Europa. L’accordo era stato concluso per migliorare la sicurezza dei popoli che vivevano sul territorio dell’Unione Sovietica. Noi siamo fieri di questa soluzione diplomatica e politica, ma molti da noi danno retta ai calunniatori della Russia e sono pronti a pentirsi del semplice fatto che sia stato firmato un tale trattato. E non capiscono ancora che invece noi abbiamo molto di cui essere orgogliosi e nulla di cui pentirci.

La nostra nazione, il nostro governo ci ha dato a quel tempo un milione di ragioni per essere orgogliosi della Patria e del suo popolo. E questo vale anche per un trattato di non aggressione con la Germania, voluto dal nostro governo per evitare che l’Unione Sovietica venisse coinvolta nella guerra in Europa e in Germania.

Continua…

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Pubblicato su FortRuss il 21 gennaio 2016
Tradotto da Mario per Sakeritalia.it