Il progetto è essenziale perché la Germania e altri paesi europei ricevano abbondanti forniture di gas naturale russo a basso costo.

La legge del Congresso, che aspetta solo la firma di Trump, intende minare il progetto quasi completato, minacciando sanzioni contro le aziende coinvolte nella sua costruzione.

L’obiettivo degli Stati Uniti è quello di facilitare maggiori vendite ai mercati europei di gas naturale liquefatto (LNG) statunitense a costi superiori del 30%,  a spese della Russia.

Mercoledì scorso, il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha dichiarato che le minacce statunitensi non fermeranno il completamento del progetto, aggiungendo:

“Tali azioni sono una violazione diretta del diritto internazionale. Presentano un esempio ideale di concorrenza sleale e diffondono il loro dominio artificiale sui mercati europei, imponendo prodotti più costosi e non competitivi ai consumatori europei – gas naturale più costoso”.

Né a Mosca, né alle capitali europee, come Berlino o Parigi, piacciono queste azioni”. Una volta completato, Nord Stream 2 fornirà ai paesi europei 55 miliardi di metri cubi di gas all’anno.

In risposta alla legislazione ostile contro il Nord Stream 2 degli Stati Uniti, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha dichiarato:

“Siamo contrari alle sanzioni extraterritoriali, e non da ieri, perché abbiamo affrontato un problema simile in relazione all’Iran”, aggiungendo:

“Non vedo altra opzione che tenere colloqui decisivi (con gli Stati Uniti) e sottolineare che non accettiamo sanzioni extraterritoriali”.

“Non abbiamo arretrato (nei confronti degli Stati Uniti)… Né intendiamo arretrare”. Il Nord Stream 2 serve gli interessi economici della Germania”, ha sottolineato.

Il Ministro degli Esteri tedesco ha affermato che “la politica energetica europea viene decisa in Europa, non negli Stati Uniti. Respingiamo qualsiasi intervento esterno e sanzione extraterritoriale”.

Quando Sergej Lavrov ha incontrato Pompeo a Washington la scorsa settimana, ha detto “Vi assicuro che né il Nord Stream 2 né il TurkStream si fermeranno”.

Russia, Germania, Finlandia, Svezia e Danimarca hanno approvato il progetto.

Mercoledì scorso, la commissione tedesca per le relazioni economiche dell’Europa orientale ha dichiarato quanto segue:

“L’UE dovrebbe sviluppare prontamente strumenti che impediscano o forniscano un risarcimento per le interferenze esterne (americane) negli affari europei. Il governo federale dovrebbe ora spingere per questa discussione a Bruxelles”.

Il Nord Stream 2 è una joint venture tra la russa Gazprom e cinque società europee: la francese ENGIE, l’austriaca OMV, il conglomerato anglo-olandese Royal Dutch Shell, insieme alle tedesche Uniper e Wintershall.

Separatamente, Bloomberg News ha citato alti funzionari senza nome del regime di Trump, affermando che le minacce di sanzioni del Congresso alle società coinvolte nella costruzione del Nord Stream 2 non fermeranno il completamento del progetto.

“Gli Stati Uniti invece proveranno ad imporre sanzioni su altri progetti energetici russi, ha aggiunto uno dei funzionari”, ha riferito Bloomberg.

Il coordinatore politico transatlantico della cancelliera tedesca Angela Merkel, Peter Beyer, ha dichiarato all’agenzia di notizie che il Nord Stream 2 ha “un’enorme dimensione geopolitica”, aggiungendo:

Le sanzioni statunitensi minacciate “non avranno un grande effetto”.

Se le sanzioni statunitensi verranno imposte alle società europee coinvolte nel progetto, i loro governi risponderanno proporzionalmente contro Washington?

La Gran Bretagna, la Francia e la Germania non hanno adempiuto ai loro obblighi relativi all’accordo sul nucleare iraniano, schierandosi con il regime di Trump e contro l’Iran, violando allo stesso tempo il diritto internazionale.

L’Europa si dimostrerà più ostinata rifiutando di cedere agli Stati Uniti sul Nord Stream 2?

L’UE perseguirà i propri interessi sovrani su altre questioni, in caso di conflitto con gli obiettivi degli Stati Uniti?

I suoi stati membri dichiareranno la loro indipendenza e cesseranno di funzionare come colonie statunitensi?

Non scommettete che accadrà presto.

Un commento finale

Separatamente, questa settimana il Comitato per le Relazioni Estere del Senato approverà probabilmente il cosiddetto Defending American Security from Kremlin Aggression Act del 2018 (DASKA), che non ha nulla a che fare con la protezione della sicurezza degli Stati Uniti dall’inesistente aggressione russa – né da qualsiasi altra inesistente azione del Cremlino che minaccia gli Stati Uniti.

La misura ha a che fare con grandi azioni maligne degli Stati Uniti contro la Russia, e non con altro.

Non è chiaro se avrà abbastanza appoggio al Congresso per passare, o riuscirà a scavalcare un possibile veto di Trump se la legge arriverà alla sua scrivania.

Se la legge verrà promulgata, Mosca attuerà sicuramente ritorsioni appropriate. Una fonte del Cremlino senza nome in precedenza ha detto quanto segue:

Se le false accuse contro Mosca “daranno (ai russofobi a Washington) il diritto di causare danni economici e infliggere un colpo al benessere della nazione, non sorprenda se la Russia elaborarà misure, comprese misure militari e strategiche, che potranno causare perdite irreparabili per l’economia e i profitti degli americani”.

L’agenda anti-russa di Washington ha fallito. Lo sdegno diplomatico del Cremlino nei confronti degli Stati Uniti è una perdita di tempo e fatica.

Le autorità statunitensi non negoziano. Pretendono, violando ripetutamente il diritto internazionale e prendendo di mira i paesi sovrani indipendenti come la Russia, un cambio di regime – l’aperta aggressività, il terrorismo economico e altre azioni ostili sono le loro tattiche preferite.

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Articolo di Stephen Lendman pubblicato il 19 dicembre 2019 sul suo sito
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia.

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