La morte del Tenente Generale Valery Asapov e di due colonnelli russi che erano con lui in Siria, evidenzia le fondamentali differenze nelle filosofie di comando nelle forze armate  americane e russe.

A differenza degli eserciti occidentali, l’esercito russo richiede che alti ufficiali come il Generale Asapov conducano i propri uomini in battaglia.

Mettiamo da parte la questione se il Generale Asapov sia stato colpito deliberatamente [in inglese] o meno, il punto chiave relativo alla sua morte è che lui fosse un generale di alto grado (al momento della morte comandante della Quinta Armata della Bandiera Rossa dell’esercito russo) ucciso mentre effettuava personalmente una ricognizione della linea del fronte a Deir Ezzor in Siria, esponendosi così al fuoco dell’artiglieria.

Nonostante la sua morte sia stata una notizia importante in Russia, è stata recepita con moderazione, senza nessuna dimostrazione di sgomento o di panico, o di lutto convulso, né le rabbiose grida di vendetta, che sicuramente si sarebbero viste se fosse stato ucciso allo stesso modo un ufficiale statunitense di pari grado.

Né vi è il più piccolo segno che la morte del Generale Asapov abbia determinato qualche cambiamento nella strategia seguita dai Russi sul campo di battaglia in Siria.

Pertanto l’offensiva dell’esercito siriano, appoggiata e diretta dai Russi nell’area in cui è stato ucciso il Generale Asapov continuerà con immutato vigore, con – secondo quanto riferito [in inglese] da The Duran – i genieri russi sul punto di completare un ponte stradale sull’Eufrate per consentire all’esercito Siriano di attraversarlo.

Tutto ciò evidenzia un punto chiave del sistema di commando dell’esercito russo: i comandanti – compresi quelli di grado più alto – sono tenuti a guidare i loro uomini dalla prima linea, rendendosi da loro individuabili, e allo stesso tempo ottenendo un ‘sentimento’ della battaglia grazie all’osservazione diretta.

Per contrasto la pratica militare statunitense preferisce che si tengano i comandanti lontani dal pericolo, e ci si aspetta che essi controllino la battaglia dai loro quartieri generali nelle retrovie.

Il risultato è che i comandanti russi corrono un rischio molto più grande di essere uccisi o feriti rispetto alle loro controparti statunitensi.

Nel 2008 il Generale Anatoly Khrulyov, comandante della 58-esima Armata Russa, fu ferito in uno scontro a fuoco con le Forse Speciali Georgiane nel corso della guerra contro la Georgia. Il ferimento di Khrulyov venne raccontato in Occidente come un colpo per i russi. I russi però restarono impassibili, e andarono avanti fino a vincere la guerra contro la Georgia – con la 58-esima Armata del Generale Khrulyov che giocò la parte principale – in appena cinque giorni.

Dopo la guerra, il Generale Khrulyov continuò a comandare la 58-esima Armata fino al suo pensionamento nel 2010, quando divenne – d’accordo col governo russo – il Capo di Stato Maggiore delle forze armate della ex repubblica georgiana dell’Abkhazia, nel frattempo distaccatasi, al cui salvataggio lui, con il suo contributo nella battaglia nel 2008, aveva collaborato.

Di contro, quando il Maggiore Generale americano Harold Green morì in Afghanistan nel 2014 come risultato di un attacco da parte di un soldato afghano, era la prima volta da quarant’anni e più che un generale statunitense veniva ucciso in combattimento. Per capire che evento insolito fosse, considerate come la BBC ha raccontato [in inglese] la morte del Generale Greene.

Il Gen. Greene non solo è l’ufficiale di grado più alto delle forze armate statunitensi ad essere ucciso dall’inizio della guerra in Afghanistan, la sua morte segna anche la prima volta in più di quarant’anni in cui un generale è ucciso in combattimento…

“Una volta era normale che i generali condividessero la sorte dei soldati ordinari” dice il politologo dell’Università di Boston Andrew Blacevich. “Una volta c’era un’espressione di uso comune – ‘generali combattenti’ – quelli che stavano nelle prime linee.”

Il Tenente Generale Simon Bolivar Buckner Jr fu ucciso negli ultimi giorni della Battaglia di Okinawa nella Seconda Guerra Mondiale. Gli venne data una promozione postuma al grado di generale a quattro stelle, così il Gen Bruckner divenne l’ufficiale di grado più alto ucciso sul campo di battaglia in quella guerra.

“Nella Guerra Civile Americana, era abbastanza comune che i generali fossero uccisi. Nella Seconda Guerra Mondiale, le probabilità erano di gran lunga più basse,” dice Stephen Biddle, esperto militare per il Council on Foreign Relations.

“Con la crescita delle gittate delle armi, c’è stata la tendenza a spostare i quartieri generali nelle retrovie, in modo da allontanarli dal pericolo.”

Il Maggiore Generale John Albert B Dillard Jr fu ucciso nel 1970 durante la Guerra del Vietnam, quando il suo elicottero fu abbattuto. Secondo i dati resi noti dalla Associated Press, il Gen. Dillard fu l’ultimo generale dell’esercito morto in servizio oltremare prima della morte del Gen Greene.

Con il cambiamento della tecnologia e delle tattiche militari in Vietnam, cambia la natura della guerra. A causa della mancanza di una distinta linea del fronte, molti comandanti conducevano i propri battaglioni da elicotteri che sorvolavano i campi di battaglia, trasmettendo gli ordini per radio ai loro soldati sul terreno…..

Il Tentente Generale Timothy Maude divenne l’ufficiale di grado più alto ad essere ucciso da un’azione straniera dai tempi del Gen. Buckner quando un aereo di linea si schiantò sul Pentagono l’11 settembre.

Dopo la Guerra del Vietnam, è accaduto molto raramente che ufficiali di alto grado venissero piazzati in posizione vulnerabile, come il campo di battaglia. Invece, hanno occupato posizioni più strategiche in posti come il Pentagono.

“Nei tempi moderni, le forze armate americane sono diventate più burocratizzate,” dice HW Brands, uno storico dell’Università del Texas.

“Ai nostri giorni, ci vuole molto tempo per diventare generale – 25 anni – , mentre nella Guerra Civile si poteva diventare generale dopo tre mesi in battaglia. L’esercito non metterebbe qualcuno con 25 anni di addestramento sul campo.”

Si noti questo bassissimo livello di morti in combattimento tra i generali statunitensi – Dillard e Greene sono i soli ad essere stati uccisi in combattimento dal 1970 – nonostante il fatto che le forze armate americane da quell’anno siano state quasi continuamente impegnate in combattimenti in un posto o nell’altro.

Ciò è completamente differente dalla pratica militare russa, nella quale tutti si aspettano – anche i soldati – che il comandante guidi le truppe dalla prima linea, cosa che inevitabilmente espone gli alti ufficiali russi ad un rischio di morte o ferimento più alto in confronto a quello dei generali statunitensi.

La ragione per cui le forze armate russe sono in grado di mettersi alle spalle le perdite dei propri alti comandanti come quelle dei Generali Khrulyov ed Asapov in un modo di cui sicuramente le forze armate americane non sarebbero capaci, è che i comandi e il personale dell’esercito russo sono strutturati specificamente per affrontare tali perdite.

Ciò ha conseguenze pratiche sul modo in cui gli ufficiali russi e americani concepiscono il loro ruolo di comando durante una battaglia.

Un comandante americano dirige la battaglia dal suo quartier generale nelle retrovie affidandosi ai rapporti e all’intelligence (tra cui, in modo sempre più crescente, quelle provenienti dai droni) per tenersi accuratamente informato riguardo a ciò che succede. Per esempio, nel 2003 il Generale Tommy Franks diresse l’intera evasione dell’Iraq dal proprio quartier generale posizionato lontano nelle retrovie in Qatar.

Per contrasto un comandante russo è tenuto a condurre le truppe dal fronte. Il Generale Khrulyov fu ferito nel 2008 perché era avanzato coi suoi uomini nell’Ossezia del Sud, e il Generale Asapov è stato appena ucciso perché stava effettuando la sua ricognizione personale sulla linea del fuoco a Deir Ezzor in Siria.

I rapporti e l’intelligence dai droni e da altri mezzi tecnologici ovviamente vengono inviati ai quartieri generali russi, proprio come lo sono a quelli americani, e sono processati del personale in loco e girati al comandante e ai quartieri generali supremi a Mosca. Ma l’onere di valutare queste informazioni e questi rapporti, e di informare e consigliare il comandante riguardo ad essi, ricade sul comandante in capo, il cui ruolo nell’esercito russo va molto oltre i compiti organizzativi e di pianificazione che sono assegnati ai comandanti in capo nell’esercito statunitense.

Come civile non sono nella posizione di giudicare quale sistema sia migliore.

I russi direbbero senza dubbio che il sistema americano trasforma i comandanti da guerrieri a managers, privandoli del ‘sentimento’ della battaglia, e causando la perdita da parte loro delle qualità di aggressività e inventiva che sono essenziali per ottenere la vittoria.

Gli Americani sicuramente risponderebbero che il sistema russo è datato, che è più adatto alle guerre napoleoniche, e che mettere in pericolo ufficiali validi al punto che essi possano essere feriti o uccisi, non solo è uno spreco, ma un limite alla loro cognizione dello stato della battaglia a causa della distanza tra essi e i loro quartieri generali.

Indipendentemente da chi abbia ragione, nello specifico della morte del Generale Asapov, sospetto che in quanto ufficiale russo sarebbe sconcertato da alcune delle cose che sono state dette in proposito.

Sono sicuro che lui direbbe che la morte è un rischio professionale per un soldato, e che per questo motivo non ci sia nulla di sconveniente o di rimarchevole riguardo alla sua morte, e che il modo giusto per reagire ad essa non sia quello di cercare ‘vendetta’ – cosa che io sospetto egli riterrebbe inutile e insensata – ma di completare portandola al successo la missione per cui ha dato la vita.

Riguardo all’idea di farne un ‘martire’, sospetto che egli direbbe semplicemente che la morte in battaglia fosse il prezzo che lui è sempre stato disposto a pagare per il suo servizio come soldato russo.
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Commento del Saker: avendo io stesso conosciuto un po’ di generali sovietici/russi, ed essendo la mia una famiglia di ufficiali delle forze armate russe, posso assicurare che Alexander Mercouris è sul pezzo. Mentre in Occidente la morte di un generale è vista come una specie di sconfitta, nella cultura delle forze armate russe un evento di questo genere viene considerato tra le possibilità, anche se non è meno tragico e doloroso. L’esempio delle prima guerra in Cecenia menzionato da Mercouris dice moltissimo al riguardo. Questa guerra, che è stata una delle peggiori per pianificazione, preparazione ed esecuzione nella storia russa, una guerra a cui, va detto, molti generali hanno categoricamente rifiutato di partecipare (fatto poco noto, ma assolutamente vero) ed in cui si è visto che i generali che hanno acconsentito a parteciparvi sono andati lì con la piena consapevolezza di essere diretti verso il disastro, è stata una guerra che ha visto i generali russi non solo nelle prime linee, ma letteralmente nelle cantine delle costruzione di Grozny appena a pochi metri dalle posizioni cecene!

Eccovi un video ripreso durante i combattimenti a Grozny. Mostra le riprese fatte nel posto di comando frettolosamente allestito per il Tenente Generale Lev Rokhlin (un generale a 2 stelle nella classificazione statunitense) – il tizio nella foto a destra.

Il Generale Lev Rhokhlin

Guardate in che condizioni lavorava questo generale e guardate le facce degli uomini che lo attorniano. E vi assicuro che non c’è nulla che avrebbe fatto più felici quegli uomini  che sparare personalmente a quell’ubriacone del loro Presidente (Eltsin) e a quell’imbecille del loro Ministro della Difesa (Grachev).  Anche senza capire il russo, potete vedere che questi uomini sanno di poter essere uccisi da un secondo all’altro, e però combattono proprio in prima linea perché sanno di non potersi nascondere dietro i propri soldati.

Nel momento in cui veniva girato questo video, centinaia di soldati russi erano già stati uccisi in modo stupido e orribile, e generali come Rokhlin erano stati mandati lì per mettere riparo a quelle che nella terminologia militare statunitense è noto come un casino del ca**o. Il Tenente Generale Valery Asapov, il generale appena ucciso in Siria, anche lui era lì, al fronte. Venne colpito e soffrì per tutto il resto della sua vita a causa di quelle ferite.

Guardate voi stessi questo breve video e cercate di cogliere “l’atmosfera” del momento. Guardate la sporcizia e l’esaurimento di questi uomini e provate ad immaginare quale generale americano troverebbe posto in questa scena:

 

Queste riprese sono state fatte a Grozny, ma avrebbero potuto essere state fatte a Stalingrado. Non avete questa sensazione?

In questo video ci sono anche interviste con vari ufficiali e soldati russi. Notate che riuscite difficilmente a distinguerli, che – età a parte – sembrano essere tutti fatti della stessa sostanza? E’ perché lo sono.

E’ così che combattono i russi.

I generali americani sono innanzitutto degli azzimati politici e amministratori . Non soldati. La maggior parte di essi non ha più visto la linea del fuoco da tanti, tantissimi anni. Nell’Ossezia del Sud, durante la guerra del 08.08.08, un generale russo è stato ferito mentre si trovava con una pattuglia in ricognizione all’ingresso dei sobborghi della città di Tskhinvali.  E’ stato un “errore”?  No, è stato normale. E’ così che dovrebbe essere.

Per quello che no so io, le sole forze armate che in Occidente avevano lo stesso approccio erano quelle tedesche durante la Seconda Guerra Mondiale. Anche i generali tedeschi erano soldati di prima linea e molti fra di essi sono morti in combattimento.

Perché è così impostante? Per un paio di ragioni.

  • Un generale sul fronte non si basa solo su attraenti rapporti multimediali, ma ottiene un “sentimento” personale per la realtà, “l’umore” della situazione di combattimento.
  • Un generale sul fronte ha la possibilità di vedere la verità, e andare oltre i tentativi dei suoi subordinati di dirgli stronzate riguardo alla situazione reale.
  • Un generale sul fronte mostra ai propri uomini che lui si preoccupa per loro e che non pone la propria vita al di sopra delle loro. Questo è il tipo di uomo che può condurre i propri soldati anche in un attacco suicida se necessario.
  • Un generale sul fronte conosce personalmente gli orrori della guerra, ed è molto meno probabile che sostenga una guerra che può essere evitata.
  • Un generale sul fronte in genere disprezza i politici, e capisce che il suo territorio, le sue decisioni, sono di un tipo totalmente differente: la sua lealtà va ai propri uomini e non a qualche Complesso Militare-Industriale o a vari gruppi di lobbisti.

Attenzione, non tutti i generali russi sono questo genere di generali di frontiera. Nel periodo de “l’era democratica” sovietica c’erano tanti generali codardi disprezzati dai veri soldati. Tutti sapevano chi fossero, ed essi non avevano autorità nelle forze armate. Ma ora che la Russia sta tornando alle sue antiche tradizioni militari, i generali sul fronte stanno, di nuovo, tornando ad essere la norma.

La morte del Generale Asapov è una perdita dolorosa per tutti i russi. Ma non è un errore o un evento inatteso. Gli uomini migliori muoiono durante le guerre. E’ anche per questo che i russi odiano così tanto le guerre.

The Saker

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Articolo di Alexander Mercouris pubblicato il 27 settembre 12017 su TheSaker.is 

Traduzione in italiano a cura di Mario B. per SakerItalia.it

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