Quattro volte Eroe dell’Unione Sovietica, il Maresciallo Georgij Zukov è stato l’artefice delle principali vittorie dell’Armata Rossa sui Nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Fu inviato nei settori più pericolosi del fronte sovietico-tedesco.

Fu uno dei principali autori del trionfo dell’Unione Sovietica sulla Germania Nazista. Il Maresciallo Georgij Konstantinovich Zukov fu coinvolto nella formulazione delle più importanti operazioni strategiche dell’Armata Rossa durante la Seconda Guerra Mondiale. I soldati dicevano di lui: “Dove c’è Zukov, c’è vittoria”.

Georgij Zukov iniziò la sua carriera militare sui campi di battaglia della Prima Guerra Mondiale, durante la quale raggiunse il grado di comandante di squadriglia e ricevette due volte la Croce di San Giorgio. Dopo essersi unito ai Bolscevichi dopo la rivoluzione del 1917, prese parte anche alla guerra civile. Il suo debutto come importante comandante militare avvenne molto più tardi, nell’estate del 1939, durante i combattimenti contro l’esercito imperiale giapponese sul fiume Khalkhin Gol.

Zhukov1923.jpg

Georgij Žukov nel 1923.

Assumendo il comando del 1° Gruppo d’Armate, che aveva difficoltà a trattenere i giapponesi dopo la loro incursione nel territorio dell’alleato dell’URSS, la Mongolia, Zukov essenzialmente trasformò la sconfitta in vittoria. Non solo respinse un attacco nemico pianificato alle spalle delle sue forze, ma riuscì anche a circondare e distruggere il nemico. “Per tutte le nostre truppe, comandanti di formazioni, comandanti di unità e per me personalmente, le battaglie di Khalkhin Gol sono state un’ottima scuola per acquisire esperienza di combattimento”, riferì [in russo] Georgij Konstantinovich a Stalin. “Penso che anche la parte giapponese trarrà ora in modo più accurato le proprie conclusioni sulla forza e la capacità dell’Armata Rossa”. Gli fu dimostrato che aveva ragione: dopo la sconfitta, il Giappone divenne molto più cauto nei suoi piani aggressivi contro l’Unione Sovietica.

“Secondo me, Georgij Konstantinovič Zukov rimane un uomo di forte volontà e determinazione, riccamente dotato di tutte le qualità necessarie per un capo militare”, disse [in russo] a proposito del generale un altro illustre comandante militare sovietico, Konstantin Rokossovskij. Zukov non ebbe mai paura di agire con audacia e decisione, seppe valutare correttamente una situazione strategica complicata e prendere le decisioni giuste in circostanze critiche e in rapido cambiamento. Fu uno dei primi capi militari sovietici a rendersi conto dell’importante ruolo svolto dalle formazioni meccanizzate nella guerra moderna e imparò a usarle efficacemente.

Dopo l’invasione tedesca dell’Unione Sovietica, Zukov fu molto richiesto. Non era solo un membro permanente del Quartier Generale dell’Alto Comando Supremo e il vice del Comandante in Capo Supremo Iosif Stalin, ma, in varie occasioni, comandò le forze di cinque fronti. Georgij Konstantinovich fu inviato nei settori in cui si abbattevano i colpi nemici più pericolosi.

Nel settembre 1941, Georgij Zukov arrivò a Leningrado, che allora era sull’orlo del disastro. Su suo ordine, per ritirata non autorizzata o abbandono della linea di difesa intorno alla città, qualsiasi comandante o soldato doveva essere immediatamente fucilato. “Un seminatore di panico potrebbe essere la rovina di un’intera unità; squadre e plotoni potrebbero subire pesanti perdite a causa di un solo codardo. Lo abbiamo sperimentato tutti durante le battaglie per Leningrado. Pertanto posso affermare con sicurezza che gli ordini di Zukov ci hanno aiutato a sconfiggere il nemico”, ha ricordato [in inglese] P. Mushtakov, uno dei difensori della città. Alla fine, dopo aver mobilitato tutte le scarse risorse della città, il generale stabilizzò il fronte e impedì al nemico di catturare la città, oltre ad impedire agli eserciti tedesco e finlandese di unire le forze.

In ottobre, con l’operazione tedesca Tifone che si stava dirigendo verso Mosca, Zukov fu trasferito nella capitale. Le truppe del fronte occidentale sotto il suo comando resistettero ai principali attacchi nemici e logorarono e indebolirono i tedeschi. Il 5 dicembre vide l’inizio della controffensiva su larga scala dell’Armata Rossa, nella cui pianificazione Georgij Konstantinovich ebbe un ruolo attivo. Di conseguenza, la Wehrmacht fu respinta di 100-250 Km dalla capitale. “Durante il periodo di combattimenti particolarmente aspri… Personalmente potevo dormire per non più di due ore al giorno e, anche allora, era in momenti strani…”, ha ricordato [in russo] Zukov. “Quando passò la crisi della Battaglia di Mosca, mi addormentai così profondamente che non potei essere svegliato per molto tempo. Stalin mi chiamò due volte durante questo periodo. Gli venne detto: “Zukov sta dormendo e non riusciamo a svegliarlo”. Il capo disse: “Non svegliatelo, aspettate che si svegli da solo””.

Nel periodo post-sovietico si diffuse l’opinione che Georgij Zukov fosse un vero “macellaio” e “bracconiere del popolo russo” che non risparmiò i suoi uomini e riempì il campo di battaglia dei cadaveri nei suoi incontri con il nemico. Tuttavia, le statistiche dicono il contrario. “Si distingue per il suo basso numero di vittime”, risponde [in russo] lo storico Aleksei Isaev. “Se guardate le cifre in relazione al numero totale di uomini al fronte, ha perdite in termini percentuali costantemente inferiori rispetto ad altri comandanti, ad esempio Konev o Malinovskij. Per questo gli fu affidato un fronte che contava un milione di uomini. Sapevano che sarebbe riuscito a gestire il fronte e a contenere le perdite a livelli moderati, perché era davvero un professionista di prim’ordine”.

Anche il generale dovette affrontare significative battute d’arresto, in particolare la Seconda Operazione Rzhev-Sychevka, nota anche come “Operazione Marte”, che ebbe luogo sotto il suo comando. Cominciò il 25 novembre 1942, appena una settimana dopo l’inizio dell’offensiva delle truppe sovietiche a Stalingrado. L’Operazione Marte si concluse con un fallimento, ma svolse anche un ruolo positivo. L’indebolito Gruppo d’Armate Centro dell’esercito tedesco non fu in grado di inviare riserve per aiutare la 6a Armata di Friedrich Paulus, che si trovò circondata a Stalingrado.

Zukov fu l’architetto della vittoria dell’Armata Rossa sul Saliente di Kursk nell’estate del 1943, dopo di che i tedeschi persero definitivamente l’iniziativa nella guerra contro l’URSS. Era stato Zukov a consigliare al Quartier Generale dell’Alto Comando Supremo di non organizzare un’offensiva su larga scala, ma di operare da una posizione difensiva. “Sarebbe meglio se logorassimo il nemico con la nostra difesa e mettessimo fuori combattimento i suoi carri armati e poi, portando nuove riserve e iniziando un’offensiva generale, finissimo definitivamente il raggruppamento principale del nemico”, aveva detto [in inglese] in un rapporto dell’8 aprile 1943. Il piano venne magnificamente attuato nei mesi di luglio e agosto.

Diventato Maresciallo dell’Unione Sovietica nel 1943, Georgij Konstantinovič Zukov condusse operazioni offensive su vasta scala che letteralmente distrussero e stordirono il nemico. Così, ad esempio, il Generale Friedrich von Mellenthin descrisse [in russo] l’Offensiva Vistola-Oder in cui il 1° Fronte Bielorusso di Zukov mise in rotta 35 divisioni tedesche e si avvicinò a Berlino: “L’offensiva russa oltre la Vistola si sviluppò con forza e rapidità senza precedenti; è impossibile descrivere tutto ciò che accadde tra la Vistola e l’Oder nei primi mesi del 1945. Fu una tragedia di proporzioni inaudite… L’Europa non aveva visto niente di simile dalla distruzione dell’Impero Romano”.

Il Maresciallo Zukov, il Maresciallo di Campo Sir Bernard Montgomery e il Maresciallo Rokossovskij a Berlino.

Non sorprende che Stalin abbia affidato a Zukov la cattura della capitale del Terzo Reich e, successivamente, l’ispezione della parata della vittoria sulla Piazza Rossa a Mosca il 24 giugno. Nonostante il fatto che Georgij Konstantinovich si sia ripetutamente trovato in disgrazia nel periodo post-bellico, a causa di dissidi con il “Padre dei Popoli” e con il successore di quest’ultimo alla guida dello stato, Nikita Krusciov, godette sempre del grande affetto della gente comune, che gli diede il soprannome di “Maresciallo della Vittoria”. Da parte sua, Zukov scrisse [in russo] nelle sue memorie: “La cosa più importante per me era servire la mia patria e il mio popolo. E posso dire con la coscienza pulita che ho fatto tutto il possibile per adempiere a questo mio dovere”.

Georgy Zhukov 9.jpg

Zukov ispeziona la parata della vittoria sulla Piazza Rossa di Mosca.

*****

Articolo di Boris Egorov pubblicato su Russia Beyond the Headlines il 18 giugno 2021
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia.

[le note in questo formato sono del traduttore]

Condivisione: