Per decenni l’idea di smantellare l’Unione Sovietica e la Russia è stata costantemente coltivata nei paesi occidentali. Sfortunatamente, a un certo punto, è nata l’idea di utilizzare l’Ucraina per raggiungere questo obiettivo. Infatti, per prevenire un tale sviluppo, abbiamo lanciato l’operazione militare speciale (SMO). Questo è esattamente ciò a cui aspirano alcuni paesi occidentali – Stati Uniti in testa – creare un’enclave anti-russa e poi minacciarci da questa direzione. Impedire che ciò accada è il nostro obiettivo primario. Vladimir Putin.

Ecco il vostro quiz geopolitico del giorno: cosa intendeva Angela Merkel quando ha detto “che la Guerra Fredda non è mai veramente finita, perché alla fine la Russia non è mai stata pacificata”?

  1. La Merkel si riferiva al fatto che la Russia non ha mai accettato il suo ruolo subordinato nell’“Ordine basato sulle regole”.
  2. La Merkel si riferiva al fatto che il collasso economico della Russia non ha prodotto lo “Stato compiacente” che le élite occidentali avevano sperato.
  3. La Merkel stava suggerendo che la Guerra Fredda non è mai stata realmente una lotta tra democrazia e comunismo, ma uno sforzo durato 45 anni per “pacificare” la Russia.
  4. Ciò che la Merkel intendeva era che gli stati occidentali – in particolare gli Stati Uniti – non vogliono una Russia forte, prospera e indipendente, ma un lacchè servile che faccia ciò che gli viene detto.
  5. Tutte le precedenti.

Se avete scelto (5), datevi una pacca sulla spalla. Questa è la risposta giusta.

Gli aiuti statunitensi all’Ucraina confrontati coi bilanci militari di alcuni paesi

La scorsa settimana, Angela Merkel ha confermato quello che molti analisti affermano da anni, ovvero che i rapporti ostili di Washington con la Russia – che risalgono a più di un secolo fa – non hanno nulla a che fare con l’ideologia, il “cattivo comportamento” o la presunta “aggressione non provocata”. L’offesa principale della Russia è quella di occupare un’area strategica del mondo che contiene vaste risorse naturali e che è fondamentale per il piano “pivot to Asia[perno sull’Asia] di Washington. Il vero crimine della Russia è che la sua mera esistenza rappresenta una minaccia per il progetto globalista di diffondere le basi militari statunitensi in tutta l’Asia centrale, circondare la Cina e diventare l’egemone regionale nella regione più prospera e popolosa del mondo.

Tanta attenzione è stata focalizzata su ciò che la Merkel ha detto sugli Accordi di Minsk, con le sue osservazioni più allarmanti completamente ignorate. Ecco un breve estratto da una recente intervista rilasciata dalla Merkel ad una rivista italiana:

Gli Accordi di Minsk del 2014 rappresentavano il tentativo di dare del tempo all’Ucraina. L’Ucraina ha sfruttato questo periodo per diventare più forte, come si vede oggi. Il Paese del 2014/15 non è quello di oggi…

Tutti noi sapevamo che era un conflitto congelato, che il problema non era risolto, ma proprio questo ha dato all’Ucraina tempo prezioso. (“Angela Merkel: “Kohl ha sfruttato la sua voce e il suo fisico”, Corriere Della Sera)

La Merkel ammette candidamente di aver partecipato ad una frode durata 7 anni, volta ad ingannare la leadership russa facendogli credere di volere veramente la pace. In verità le potenze occidentali hanno deliberatamente sabotato il trattato per guadagnare tempo per armare e addestrare un esercito ucraino che sarebbe stato utilizzato in una guerra contro la Russia.

Ma questa è una notizia vecchia. Ciò che troviamo più interessante è ciò che la Merkel ha detto dopo i suoi commenti su Minsk. Ecco la citazione:

Ma voglio parlarle di un aspetto che mi dà da pensare. È il fatto che la Guerra Fredda non è mai realmente finita, perché in fin dei conti la Russia non è mai stata pacificata. Quando nel 2014 Putin ha invaso la Crimea, è stato escluso dal G8. Inoltre la Nato ha dislocato delle truppe nella regione baltica, per dimostrare di essere pronta ad intervenire. E anche noi abbiamo deciso di destinare il 2% del Pil alle spese militari per la difesa. Cdu e Csu erano le uniche ad averlo mantenuto nel programma di governo. Ma anche noi avremmo dovuto reagire più rapidamente all’aggressività della Russia… (“Angela Merkel: “Kohl ha sfruttato la sua voce e il suo fisico”, Corriere Della Sera)

Questa è un’ammissione sorprendente. Quello che la Merkel sta dicendo è che “la Guerra Fredda non è mai finita” perché l’obiettivo primario di indebolire (“pacificare”) la Russia – al punto da non poter difendere i propri interessi vitali o proiettare potenza oltre i suoi confini – non è stato raggiunto. La Merkel sta insinuando che l’obiettivo principale della Guerra Fredda non era sconfiggere il comunismo (come ci era stato detto) ma creare una colonia russa compiacente che avrebbe permesso al progetto globalista di andare avanti senza ostacoli. Come possiamo vedere in Ucraina, tale obiettivo non è stato raggiunto; e il motivo per cui non è stato raggiunto è perché la Russia è abbastanza potente da bloccare l’espansione verso est della NATO. In breve, la Russia è diventata il più grande ostacolo alla strategia globalista per il dominio del mondo.

Vale la pena notare che la Merkel non menziona mai la presunta “aggressione non provocata” della Russia in Ucraina come il problema principale. In effetti non fa alcun tentativo di difendere quella falsa affermazione. Il vero problema secondo la Merkel è che la Russia non è stata “pacificata”. Pensateci. Ciò suggerisce che la giustificazione della guerra è diversa da quella promossa dai media. Ciò che implica è che il conflitto è guidato da obiettivi geopolitici che sono stati nascosti dietro la cortina fumogena dell’“invasione”. I commenti della Merkel chiariscono le cose al riguardo, individuando il vero obiettivo; la pacificazione.

Tra un minuto mostreremo che la guerra è stata innescata da “obiettivi geopolitici” e non dalla presunta “aggressione” della Russia, ma prima dobbiamo rivedere le idee che stanno alimentando la spinta alla guerra. Il corpo principale dei principi su cui si basa la politica estera americana è la Dottrina Wolfowitz, la cui prima bozza è stata presentata nella Defense Planning Guidance for the 1994–99 del 1992. Eccone un breve estratto:

Il nostro primo obiettivo è impedire il riemergere di un nuovo rivale, sul territorio dell’ex Unione Sovietica o altrove, che rappresenti una minaccia dell’ordine di quella rappresentata in passato dall’Unione Sovietica. Questa è una considerazione dominante alla base della nuova strategia di difesa regionale, e richiede che ci sforziamo di impedire a qualsiasi potenza ostile di dominare una regione le cui risorse, sotto un controllo consolidato, sarebbero sufficienti per generare potenza globale.

Eccolo nero su bianco: la massima priorità della politica estera statunitense “è impedire il riemergere di un nuovo rivale, sul territorio dell’ex Unione Sovietica o altrove, che rappresenti una minaccia dell’ordine di quella rappresentata in passato dall’Unione Sovietica”. Ciò dimostra l’importanza che Washington e i suoi alleati attribuiscono al territorio occupato dalla Federazione Russa. Mostra anche la determinazione dei leader occidentali ad impedire a qualsiasi stato sovrano di controllare l’area di cui gli Stati Uniti hanno bisogno per attuare la loro grande strategia.

Non ci vuole un genio per capire che la trasformazione della Russia in uno stato forte e indipendente non solo l’ha messa nel mirino di Washington, ma ha anche notevolmente aumentato le possibilità di uno scontro diretto. In poche parole, il ritorno della Russia nei ranghi delle grandi potenze l’ha collocata nella “lista dei nemici” di Washington e fra gli obiettivi logici per l’aggressione statunitense.

Allora, cosa c’entra questo con la Merkel?

Implicito nei commenti della Merkel è il fatto che la dissoluzione dello Stato comunista e il crollo dell’economia russa non sono stati sufficienti per “pacificare” la Russia. Sta, infatti, esprimendo il suo sostegno a misure più estreme. E sa quali saranno quelle misure; cambio di regime seguito da una violenta frammentazione del paese.

Gli Stati Uniti spendono per le Forze Armate di più di quel che spendono assieme i 9 paesi successivi

Putin è ben consapevole di questo piano maligno e ne ha discusso apertamente in molte occasioni. Date un’occhiata a questo video di 2 minuti di un incontro che Putin ha diretto poche settimane fa:

L’obiettivo dei nostri nemici è indebolire e disgregare il nostro paese. È così da secoli… Credono che il nostro paese sia troppo grande e rappresenti una minaccia (per loro), motivo per cui deve essere indebolito e diviso. Da parte nostra, abbiamo sempre perseguito un approccio diverso; abbiamo sempre voluto far parte del cosiddetto “mondo civilizzato (occidentale)”. E dopo il crollo dell’Unione Sovietica abbiamo pensato che saremmo finalmente diventati parte di quel “mondo”. Ma, come si è scoperto, non siamo stati i benvenuti, nonostante tutti i nostri sforzi. I nostri tentativi di entrare a far parte di quel mondo sono stati respinti. Al contrario, hanno fatto tutto il possibile, compreso l’assistenza ai terroristi nel Caucaso, per finire la Russia e smembrare la Federazione Russa”. Vladimir Putin.

Il punto che stiamo sottolineando è che le opinioni della Merkel si allineano perfettamente con quelle dei Neoconservatori. Si allineano anche con quelli dell’intero establishment politico occidentale, che ha espresso all’unanimità il proprio sostegno al confronto con la Russia. Inoltre la Strategia di Sicurezza Nazionale, la Strategia di Difesa Nazionale e l’ultimo rapporto del Servizio di Ricerca del Congresso hanno tutti spostato la loro attenzione dalla guerra contro il terrorismo internazionale ad un “grande confronto di forze” con Russia e Cina. Non sorprende che i documenti abbiano poco a che fare con la “concorrenza”, ma forniscono una giustificazione ideologica per le ostilità con la Russia. In altre parole, gli Stati Uniti hanno gettato le basi per uno scontro diretto con la più grande superpotenza nucleare del mondo.

Date un’occhiata a questa breve clip dal Rapporto del Servizio di Ricerca del Congresso intitolato Renewed Great Power Competition: Implications for Defense—Issues for Congress:

L’obiettivo degli Stati Uniti di impedire l’emergere di egemoni regionali in Eurasia… È una scelta politica che riflette due giudizi: (1) che data la quantità di abitanti, risorse e attività economica in Eurasia, un egemone regionale in Eurasia rappresenterebbe una concentrazione di forze abbastanza grande da poter minacciare gli interessi vitali degli Stati Uniti; e (2) che l’Eurasia non si autoregola in modo affidabile in termini di prevenzione dell’emergere di egemoni regionali, il che significa che non si può fare affidamento sui paesi dell’Eurasia affinché siano in grado di impedire, attraverso le proprie azioni, l’emergere di egemoni regionali, e potrebbero aver bisogno dell’assistenza di uno o più paesi al di fuori dell’Eurasia per poterlo fare in modo affidabile…

Dal punto di vista degli Stati Uniti sulla grande strategia e la geopolitica, si può notare che la maggior parte di popolazione, risorse e attività economica non si trova nell’emisfero occidentale, ma nell’altro emisfero, in particolare l’Eurasia. In risposta a questa caratteristica fondamentale della geografia mondiale, i politici statunitensi negli ultimi decenni hanno scelto di perseguire, come elemento chiave della strategia nazionale statunitense, l’obiettivo di prevenire l’emergere di egemoni regionali in Eurasia. Sebbene i politici statunitensi non dichiarino spesso esplicitamente in pubblico l’obiettivo di prevenire l’emergere di egemoni regionali in Eurasia, le operazioni militari statunitensi negli ultimi decenni, sia operazioni in tempo di guerra che operazioni quotidiane, sembrano essere state condotte in gran parte a sostegno di questo obiettivo”’. (“Renewed Great Power Competition: Implications for Defense—Issues for Congress[in inglese], Congresso degli Stati Uniti)

Assomiglia molto alla Dottrina Wolfowitz, vero? (Il che suggerisce che il Congresso si è spostato nel campo dei Neoconservatori).

La mappa dell’annessione secondo Big Serge: rosso: certo, arancione: probabile, giallo: possibile, azzurro: improbabile.

Ci sono alcune cose che vale la pena considerare in questo breve estratto:

  1. Che “l’obiettivo degli Stati Uniti di impedire l’emergere di egemoni regionali in Eurasia” non ha nulla a che fare con la difesa nazionale. È una semplice dichiarazione di guerra a qualsiasi nazione che utilizzi con successo il libero mercato per far crescere la propria economia. È particolarmente inquietante che la Cina sia nell’elenco degli obiettivi di Washington quando l’outsourcing e l’offshoring delle aziende statunitensi hanno avuto un ruolo così importante nel successo della Cina. Le industrie statunitensi hanno trasferito le loro attività in Cina per evitare di pagare qualcosa al di sopra di un salario da schiavo. La colpa è della Cina?
  2. Il fatto che l’Eurasia abbia più “popolazione, risorse e attività economiche” dell’America, non costituisce una “minaccia” per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Rappresenta solo una minaccia per le ambizioni delle élite occidentali che vogliono usare l’esercito americano per perseguire la propria agenda geopolitica.
  3. Infine: notate come l’autore riconosce che il governo inganna deliberatamente il pubblico sui suoi reali obiettivi in Asia centrale. Dice: “I politici statunitensi spesso non dichiarano esplicitamente in pubblico l’obiettivo di prevenire l’emergere di egemoni regionali in Eurasia, le operazioni militari statunitensi negli ultimi decenni – sia operazioni in tempo di guerra che operazioni quotidiane – sembrano essere state condotte in gran parte a sostegno di questo obiettivo”. In altre parole, tutte le chiacchiere su “libertà e democrazia” sono solo un paravento per le masse. I veri obiettivi sono “risorse, attività economica” e potere.

La Strategia di Sicurezza Nazionale e la Strategia di Difesa Nazionale sono ugualmente esplicite nell’identificare la Russia come un nemico de facto degli Stati Uniti. Questo è dall’NSS:

La Russia rappresenta una minaccia immediata e continua per l’ordine di sicurezza regionale in Europa, ed è una fonte di disgregazione e instabilità a livello globale…
La Russia rappresenta ora una minaccia immediata e persistente per la pace e la stabilità internazionale…
La Russia rappresenta una minaccia immediata al sistema internazionale libero e aperto, violando sconsideratamente le leggi fondamentali dell’ordine internazionale… Questo decennio sarà decisivo, nel fissare i termini della… Gestione della grave minaccia rappresentata dalla Russia… (Strategia di Sicurezza Nazionale 2022 [in inglese], Casa Bianca)

E infine, la Strategia di Difesa Nazionale 2022 ribadisce gli stessi temi delle altre; Russia e Cina rappresentano una minaccia senza precedenti per “l’ordine basato sulle regole”. Ecco un breve riassunto da un articolo del World Socialist Web Site:

La Strategia di Difesa Nazionale del 2022… Chiarisce che gli Stati Uniti… Vedono la sottomissione della Russia come un fondamentale trampolino di lancio verso il conflitto con la Cina… L’irruzione dell’imperialismo americano… Prende sempre più direttamente di mira la Russia e la Cina, che gli Stati Uniti vedono come i principali ostacoli al dominio incontrastato del mondo. Gli strateghi statunitensi hanno a lungo considerato il dominio del continente eurasiatico, con le sue vaste risorse naturali, come la chiave del dominio globale. (“Il documento di strategia nazionale del Pentagono prende di mira la Cina[in inglese], Andres Damon, World Socialist Web Site)

Ciò che mostrano questi tre documenti strategici è che il Washington BrainTrust stava preparando le basi ideologiche per una guerra con la Russia molto prima che il primo colpo fosse sparato in Ucraina. Quella guerra è ora in corso, anche se l’esito è tutt’altro che certo.

La strategia per il futuro sembra essere una versione del Piano Cheney che raccomandava una disgregazione della stessa Russia, “in modo che non possa mai più essere una minaccia per il resto del mondo”. Ecco altro da un articolo di Ben Norton:

L’ex vicepresidente degli Stati Uniti Dick Cheney, uno dei principali artefici della guerra in Iraq, non solo voleva smantellare l’Unione Sovietica; voleva anche smembrare la Russia stessa, per impedirle di risorgere come una potenza politica significativa… Il fatto che una figura al timone del governo degli Stati Uniti cercasse non così segretamente la dissoluzione permanente della Russia come paese, e lo comunicasse esplicitamente a colleghi come Robert Gates, spiega in parte l’atteggiamento aggressivo che Washington ha assunto nei confronti della Federazione Russa dopo il rovesciamento dell’URSS.

La realtà è che l’impero statunitense semplicemente non permetterà mai alla Russia di sfidare il suo dominio unilaterale sull’Eurasia, nonostante il fatto che il governo di Mosca abbia restaurato il capitalismo. Questo è il motivo per cui non sorprende che Washington abbia completamente ignorato le preoccupazioni di sicurezza della Russia, rompendo la sua promessa di non espandere la NATO “un centimetro di più verso est” dopo la riunificazione tedesca, circondando Mosca con avversari militarizzati decisi a destabilizzarla. (“L’ex vicepresidente Dick Cheney ha confermato che l’obiettivo degli Stati Uniti è quello di smantellare la Russia, non solo l’URSS[in inglese], Ben Norton, Multipolarista)

La spartizione della Russia in diversi staterelli più piccoli è stato a lungo il sogno dei Neoconservatori. La differenza ora è che lo stesso sogno è condiviso dai leader politici di tutto l’Occidente. I recenti commenti di Angela Merkel sottolineano il fatto che i leader occidentali sono ora impegnati a raggiungere gli obiettivi irrealizzati della Guerra Fredda. Intendono utilizzare il confronto militare per influenzare il risultato politico che cercano, ovvero una Russia significativamente indebolita, incapace di bloccare la proiezione del potere di Washington in tutta l’Asia centrale. Una strategia più pericolosa sarebbe difficile da immaginare.

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Articolo di Mike Whitney pubblicato su Lew Rockwell il 14 gennaio 2023
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia

[le note in questo formato sono del traduttore]

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