No, questo non sarà un articolo sui russi rapiti in Cecenia (è successo molto tempo fa) o da qualche parte in una zona di combattimento. Parlerò degli Stati Uniti e dell’Iran. Innanzitutto, ecco alcuni link per il contesto:

Aggiornamento rapido: gli iraniani hanno dichiarato che la detenzione della Juzik non era un caso di spionaggio, ma una violazione del visto che sarà risolta molto presto.

Successivamente, vorrei chiarire alcune cose prima di discutere quello che penso sia “il problema dei rapimenti di russi”.

Nel caso della Juzik, non penso che sia una spia di nessuno, compresi gli israeliani. Perché? Per prima cosa, ho letto che è entrata in Iran con un passaporto timbrato con un visto israeliano. Non è molto intelligente, specialmente per una presunta “spia” e, inoltre, neanche gli israeliani sono così arroganti (o incompetenti). Inoltre, se gli iraniani (che hanno veramente servizi di sicurezza di primo livello!) avevano davvero sospettato la Juzik, avrebbero avuto molte altre opzioni tra cui:

  1. Organizzare una trappola e filmarla mentre faceva qualcosa di illegale
  2. Fornire alla Juzik ogni sorta di false informazioni per confondere i suoi capi e sviare eventuali spie in Iran
  3. Contattare l’FSB e avvisare i russi del suo vero profilo professionale

Queste sono solo le tre più ovvie. Ce ne sono molti altre.

Infine, le spie non vengono arrestate immediatamente all’arrivo, questo non ha davvero alcun senso (quale sarebbe l’utilità?).

[Nota a margine: alcuni hanno notato che la Juzik è strettamente legata a tutti i tipi di gruppi tossici di opposizione russi “informali” o “non sistemici”. Questo è assolutamente vero, e sono sicuro che la Juzik non abbia più amore per Putin di quanto non ne abbia per l’Iran. E forse ama veramente Israele. Ma ciò *non* la rende una spia utilizzabile, anche se ciò avrebbe potuto renderla una “vittima del regime e dell’odio di Putin per i veri giornalisti”, almeno se il Ministero degli Esteri russo non avesse agito immediatamente e con fermezza. La verità è che questi “giornalisti” tipo-Kodorkovskii non rappresentano una minaccia per Putin o il suo “regime”. Questo è esattamente ciò che li rende così arrabbiati e perché devono inventare “persecuzioni” ex nihilo]

Quindi cos’è successo?

La mia ipotesi è (e spero e chiedo ai miei amici iraniani di correggermi se sbaglio!) che il problema non sia la Juzik. Vedo due possibilità:

  1. Il visto israeliano ha davvero fatto infuriare qualcuno delle IRGC, e quella persona ha agito impulsivamente
  2. Questo è il risultato di lotte interne in Iran

La prima è ovvia, quindi lasciatemi spiegare la seconda.

Molti iraniani nutrono molte riserve sulla Russia, alcuni sono addirittura ostili o sospettosi. Non sono i soli, ci sono anche molti russi che non si fidano degli iraniani. Nel primo caso, la storia delle guerre e degli interventi russi (per non parlare del sostegno sovietico alla guerra di Saddam Hussein contro l’Iran!) è la causa. Nel caso russo, l’atteggiamento iraniano nei confronti dell’Afghanistan, della Cecenia e, in particolare, della Bosnia, ha creato una cattiva immagine dell’Iran (e, in misura minore, dell’Islam) in alcuni ambienti della Russia. Non c’è nulla di nuovo qui, altri paesi hanno avuto lo stesso problema (Francia e Germania, Russia e Cina, ecc.). La mia ipotesi è che qualcuno da qualche parte nella struttura di potere iraniana abbia visto questo come un modo per creare problemi tra Russia e Iran. Il segnale rivelatore per me è che la Juzik è stata arrestata, secondo vari rapporti, da un team delle forze speciali delle IRGC (questo è ciò che viene fatto con vere spie, per impedire loro di uccidersi o distruggere prove). Quindi un metodo REALE anti-spie è stato usato su qualcuno che NON era palesemente una spia. In tal caso, quel piano è fallito, poiché i russi hanno convocato immediatamente l’ambasciatore iraniano che ha promesso immediatamente di risolvere questo problema.

Il caso della Iumasheva è molto più primitivo. E’ semplicemente l’ultimo tentativo dello Stato Profondo degli Stati Uniti di cercare di indurre i russi ad intraprendere una rappresaglia che potrebbe essere usata per dimostrare quanto i russi siano malvagi e subdoli. Per quanto riguarda l’offerta di un caffè quando uscirà, è semplicemente una mancanza di educazione degli agenti dell’FBI coinvolti. Forse volevano picchiarla, o vantarsi con i loro amici di averla portarla fuori, o forse volevano semplicemente mostrare un po’ di gentilezza e non si sono resi conto di come questo tipo di goffa “gentilezza” sarebbe stato visto in Russia (dove le donne hanno un status molto diverso rispetto alle povere donne americane).

Quindi questi due casi sono completamente indipendenti e non formano un modello.

Solo che lo formano, ahimè, e questo è il vero problema dei rapimenti di russi.

Ecco a cosa ti porterà il lamentarti in Russia.

Secondo l’opinione pubblica (sia in Russia che all’estero) la Russia sembra semplicemente debole e facile da maltrattare. Ora, naturalmente, all’interno della Russia questo tipo di opinioni sono per lo più sostenute da “liberali” filoamericani che stanno solo aspettando di alimentare qualsiasi provocazione contro Putin e il Cremlino. La maggior parte delle persone all’interno della Russia in realtà comprende i motivi per cui la Russia non attua rappresaglie (Maria Zakharova ha appena ripetuto tutto in TV di recente, chi conosce il russo può ascoltarla qui). Ha riassunto tutto citando il proverbio russo “На обиженных воду возят” la cui traduzione diretta in italiano non ha alcun senso: l’acqua viene trasportata sulla schiena delle persone offese. Questo proverbio viene dai tempi di Pietro I, quando le fognature non erano disponibili ovunque, e quando alcuni impiegati statali disonesti, che avrebbero dovuto consegnare gratuitamente l’acqua con dei carri, iniziarono a chiedere denaro per questo. Quando lo Zar Pietro ne venne a conoscenza, punì questi imbroglioni facendoli trainare da soli i carri. Al giorno d’oggi la parola “offeso” assume un significato diverso da “fare il broncio” o “piagnucolare”, quindi la tradurrei (molto liberamente) come “i piagnucoloni rimangono fottuti” o qualcosa del genere. Una traduzione ancora più libera potrebbe essere “non fare la puttana e non sarai trattato come una di loro”. In parole povere, concetti come “oi vey!” o “gwalt” non sono russi 🙂

Quando gli occidentali sono oltraggiati, in genere parlano molto. Minacciano, si lamentano, protestano, denunciano, ecc. I russi in genere non dicono nulla, assimilano il dolore e si concentrano. Inoltre, denunce, minacce o proteste sono viste come segni di debolezza nella cultura russa. Ad esempio, il consiglio dato a chiunque finisce in galera in Russia è “не верь, не бойся, не проси” che significa “non fidarti, non avere paura e non chiedere/elemosinare”. Se i cosiddetti “specialisti in studi russi” e altri esperti in Occidente capissero questa caratteristica chiave della mentalità russa, non avrebbero frainteso la Russia così spesso.

Quindi questo è ciò che accade: ogni volta che qualcuno in Occidente rapisce un cittadino russo (o non rispetta il suo status diplomatico), i funzionari russi protestano in modo molto noioso e astratto, per lo più a porte chiuse, e ripetono pubblicamente le frasi preconfezionate sugli “Obblighi statunitensi nell’ambito del diritto internazionale”, su come il comportamento rozzo degli Stati Uniti agirà come un boomerang e screditerà ulteriormente il paese che si atteggia modestamente come la “città sulla collina”, “la nazione indispensabile”, la “terra dei liberi”, “la patria dei coraggiosi”, ecc.

Tutto ciò puzza semplicemente di debolezza per i non russi (si veda solo l’articolo di Paul Craig Robert sopra citato!).

E questo è un VERO problema per la Russia.

In Asia, tutti “capiscono”. Gli iraniani lo capiscono perfettamente, e non confondono i diplomatici educatamente sorridenti con la debolezza russa (il futuro dell’Iran sta, in molti modi, diventando dipendente dalla Russia, e gli iraniani lo sanno benissimo; proprio come con l’alleanza Putin-Xi, anche l’Ayatollah Ali Khamenei e Putin si capiscono perfettamente). Da qui la loro reazione immediata. Per quanto riguarda i russi, capiscono anche che questo non è stato un atto ostile da parte dell’Iran come paese, ma un inganno burocratico, e un caso di lotte interne iraniane (che succedono anche in Russia!).

Ma in Occidente, l’apparente passività della Russia e persino il gusto per il dolore scatenano solo stupore e frustrazione, e credo che la Russia debba affrontare questo problema per il seguente motivo:

Grazie agli incessanti sforzi di Obama e Trump, l’Impero Anglo-Sionista sta affondando molto più velocemente di quanto chiunque (incluso me stesso) avrebbe mai pensato. È vero, l’Europa è ancora una colonia americana, ma i “nativi sono irrequieti” e ci sono tutti i segnali che almeno la “Vecchia Europa” (alias l’“Europa occidentale”) sta lentamente tornando in sé, e si sta rendendo conto che gli Stati Uniti non solo non possono dare molto, ma non possono nemmeno punire molto. Non solo, i “vecchi europei” avranno un bisogno vitale dell’aiuto della Russia per affrontare i “nuovi europei” (noti anche come “europei dell’est”), aspiranti servi coloniali e regimi leccaculo a tempo pieno dell’Impero, quando l’UE finalmente affonderà (che, almeno secondo me, non è una questione di “se” ma solo una questione di “quando”).

Finora, e fino a quando la Russia continuerà ad apparire come una punching ball degli Stati Uniti, i futuri potenziali alleati si chiederanno sempre se la Russia è una tigre di carta o, peggio ancora, un “finto sfidante” e un mollaccione.

L’Europa e le Americhe non sono più una priorità della politica estera russa, se non altro perché in questo momento gli Stati Uniti “non sono in grado di fare accordi” mentre l’UE sta cercando di trovare una via di mezzo tra gli Stati Uniti, la Russia e i pazzi in Oriente. È vero, le priorità di politica estera russa sono ora nel sud, nell’est e nel nord. Ma non confondiamo causa ed effetto qui. Gli Stati Uniti o l’UE veramente sovrani sarebbero un partner eccezionale per la Russia in così tanti modi che non può fare altro che tentare di cambiare le attuali percezioni degli Stati Uniti e dell’UE.

Quindi cosa potrebbe fare la Russia?

Escluderò immediatamente tutte le azioni che sarebbero illegali ai sensi del diritto internazionale e russo. Il fatto che un Neanderthal politico si comporti come un delinquente non è una ragione per le persone civili per emularlo o vendicarsi. Ogni paese, ogni nazione, deve decidere da sé se lo stato di diritto (nazionale o internazionale) è qualcosa che conta o meno.

Tuttavia, credo che ci siano azioni legali che i russi potrebbero intraprendere.

Per prima cosa, i russi potrebbero diventare molto, molto più assertivi presso le Nazioni Unite. Capisco, Lavrov ha dovuto dire che era sicuro che Trump e Pompeo non avessero nulla a che fare con l’ultima negazione illegale di visti a funzionari russi alle Nazioni Unite: stava cercando di aiutare Trump, che probabilmente non aveva davvero nulla a che fare con questo. Ma Pompeo?! Naturalmente Lavrov e tutti gli altri capiscono che ciò non sarebbe potuto accadere senza il via libera di Pompeo. Quanto ha aiutato Trump il discorso diplomatico di Lavrov? Non credo che abbia fatto alcuna differenza. E ha fatto sembrare Lavrov semplicemente sciocco (un caso davvero raro!) agli occhi del pubblico occidentale. Ne valeva la pena? Non la penso così!

Successivamente, finora i russi non sono riusciti ad esercitare pressioni sugli Stati Uniti su scala mondiale, ma la realtà è che ha molte opzioni per danneggiare la sicurezza, gli interessi politici ed economici degli Stati Uniti. Ad esempio in Africa, dove la Russia (e la Cina) hanno guadagnato molto successo negli ultimi anni, o in America Latina, dove la Russia potrebbe fornire molto più sostegno politico ai gruppi di opposizione ai regimi compradores locali (diciamo in Brasile, Colombia o persino in Messico!). Non sto parlando di ciò che ha fatto l’URSS sprecando milioni nei partiti comunisti locali o sostenendo da sola le economie locali. Ma i russi potrebbero iniziare ad usare metodi politici (segreti e palesi) per mostrare alla comunità dell’intelligence statunitense (che lo rileverà immediatamente) che c’è un prezzo da pagare.

Ciò che sarebbe importante in questo caso sarebbe iniziare molto “in basso”, con alcune azioni qua e là, quel tanto che basta per far sì che gli americani se ne accorgano e poi protestino nei canali secondari. Una volta che ciò accadrà, i russi potrebbero semplicemente dire “ci trattate come ostili, bene, ma ci sarà un prezzo da pagare”. È improbabile che la prima volta Zio Shmuel se ne accorga, ma una volta che questo diventerà uno schema, specialmente se crescente, credetemi, lo noterà!

E, considerate questo: gli Stati Uniti sono già, almeno dal 2013, impegnati in un’aggressione a tutto spettro contro la Russia, e hanno praticamente esaurito tutte le misure ostili che gli Stati Uniti potrebbero esercitare più o meno in sicurezza. Inasprire ulteriormente la situazione, diciamo, scollegando la Russia dallo SWIFT, o provando ad imporre una zona interdetta al volo sulla Siria o tentando di disconnettere la Russia da Internet o bloccare le navi russe: queste sono tutte misure che vengono spesso menzionate, ma che sicuramente scateneranno una pericolosa rappresaglia russa. I russi hanno dato diversi avvertimenti (molto insoliti), e gli americani probabilmente lo hanno capito perfettamente. Questo è anche ciò che è accaduto quando gli ucronazisti erano sul punto di un attacco alla Russia e Putin ha deciso (ancora molto insolitamente) di avvertire Kiev che qualsiasi attacco di questo tipo avrebbe avuto “conseguenze per lo stato ucraino”. Tutti gli ucraini, la maggior parte dei quali erano russi o capivano la cultura politica russa, capirono immediatamente cosa significava, e l’offensiva tanto annunciata venne cestinata.

Conclusione: i russi spesso fanno ancora schifo nelle pubbliche relazioni

Sì, RT è stato un grande progresso, e persino Sputnik ha probabilmente una funzione per il pubblico occidentale. E donne come la Zakharova sono sicuramente un enorme progresso rispetto ai portavoce sovietici dalla faccia di pietra. Ma, in poche parole, questo non è abbastanza.

Inoltre, anche all’interno della società russa ci sono veri patrioti (non solo gli agenti occidentali) che si stanno stufando del, chiamiamolo gentilmente atteggiamento “mite” o “iper-educato”, del Cremlino. La mansuetudine è una grande qualità, così come le buone maniere, ma sono necessari altri atteggiamenti e azioni di fronte a regimi criminali canaglia, specialmente quando quei regimi sono sia adoratori di sé che spaventosamente ignoranti.

Ho già detto in passato che credevo che la “riforma dell’età pensionabile” fosse un errore, e che avrebbe creato una nuova opposizione patriottica alle politiche del Cremlino e persino, ma in misura minore, a Putin stesso. Ciò è accaduto, anche se l’intervento dell’ultimo minuto di Putin ha attenuato il colpo e, alla fine, questo argomento è stato se non dimenticato, almeno declassato a problema non importante.

Poi c’è stata, per anni, una strana politica di apparente pacificazione col regime Nazista a Kiev. Dall’epoca della minaccia molto pubblica di Putin, da quando lui si è rifiutato persino di rispondere alle telefonate di Poroshenko e da quando i russi hanno FINALMENTE iniziato a distribuire passaporti agli ucraini, le cose sono leggermente migliorate su questo fronte. Ma per ANNI l’opposizione russa (patriottica o per niente) ha messo in guardia su un imminente “svendita” della Novorussia, e questo ha ferito il Cremlino (anche se quella svendita non è mai avvenuta).

Penso sia giunto il momento per Putin o Lavrov di iniziare a “non rispondere alle chiamate” di Trump o Pompeo, inizialmente in senso figurato ma, se necessario, forse anche letteralmente.

Per quanto riguarda l’opposizione patriottica a Putin, ci sarebbe un modo molto semplice per affrontarla:

  1. iniziare ad ascoltarla e mostrare molta più fermezza
  2. cacciare finalmente alcuni dei membri della quinta colonna più tossici dal governo
  3. invitare questa opposizione ad un vero dibattito nazionale in vari forum pubblici (Valdai, TV, radio, ecc.)

Penso che molti di questi avversari patriottici del Cremlino sarebbero felici di sostenere pienamente Putin se facesse questo. Se non riuscirà a farlo, questa opposizione non farà che crescere. In questo momento il Cremlino è “fortunato” che questa opposizione patriottica non sia riuscita (ancora?) a presentare una sola figura politica perlomeno credibile che la guidi. Con mio grande rammarico, la maggior parte delle persone coinvolte sono arrabbiate, amareggiate e profondamente risentite per essere state quasi completamente ignorate dal Cremlino. Ma questo cambierà inevitabilmente, soprattutto se l’attuale governo continuerà a sembrare debole, indeciso e per nulla veramente patriottico.

Pertanto, credo che, sia per ragioni esterne che interne, il Cremlino debba sviluppare e attuare una politica molto più solida nei confronti del rapimento di cittadini russi ordinati dagli Stati Uniti. Credo anche che ciò accadrà quando i costi politici dell’attuale “gentilezza” del Cremlino diventeranno ancora più elevati.

Un’altra cosa: ricordate il sequestro americano di edifici diplomatici russi negli Stati Uniti? La risposta di Putin è stata tipicamente russa: ha invitato i bambini dei diplomatici statunitensi alla cerimonia di Natale al Cremlino. Per un po’ è assomigliato al proverbiale “buon uomo”. Ma da allora? NIENTE! Un altro presidente siede alla Casa Bianca e gli edifici sono ancora sotto il controllo illegale degli Stati Uniti. L’atteggiamento da “buon uomo” di Putin ha prodotto qualcosa di buono? Soprattutto a lungo termine? Di certo io non la penso così. C’è una semplice verità che ogni poliziotto conosce: i criminali narcisisti non apprezzano le buone maniere. C’è da apprendere qualcosa.

Il Saker

P.S.: Ho appena visto questo video della Iumasheva che spiega cosa le è successo:

*****

Pubblicato su The Saker.is il 9 ottobre 2019
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia

[le note in questo formato sono del traduttore]

Condivisione: