Mentre questa settimana il mondo ha di nuovo visto l’annuale Giornata della Vittoria contro la Germania Nazista, una cosa sembra essere più evidente ogni anno che passa – la Russia ha il più alto onore per celebrare questo evento.

Le commemorazioni in Russia in termini di numeri di persone e splendore cerimoniale superano di molto eventi pubblici simili tenuti in tutta Europa e Nord America. Anche se, in teoria, questi ultimi paesi erano gli Alleati che sconfissero la Germania Nazista nel maggio 1945.

Perché le celebrazioni della Giornata della Vittoria sembrano diventare più tenui in Europa e nel Nord America ogni anno che passa, mentre in Russia, 74 anni dopo, la “Grande Guerra Patriottica” è ricordata e riverita con immutata passione?

Il presidente russo Vladimir Putin ha tenuto un discorso entusiasmante, dedicato ai sacrifici dei caduti, di fronte alle moltitudini che affollavano la Piazza Rossa di Mosca. C’è stata anche un’impressionante parata militare in onore degli eroi caduti, seguita da uno spettacolo pirotecnico mozzafiato, e marce dei “Reggimenti Immortali” tenute in tutte le città e i villaggi della Russia.

Nel frattempo, in modo esplicito, un articolo pubblicato sul sito della BBC veniva intitolato: “Cos’è il VE [Victory in Europe] Day?”

Una delle ragioni della differenza è che la Russia e le altre nazioni sovietiche pagarono un prezzo, in termini di sofferenza umana, molto maggiore per la sconfitta della Germania Nazista. Il ricordo dell’orrore è sigillato nelle famiglie russe. Allo stesso modo, lo è anche il ricordo della resistenza e in definitiva la gloria dello sconfiggere un nemico mostruoso – a volte contro ogni probabilità di vittoria.

Prendete l’assedio nazista di Leningrado (San Pietroburgo). Per oltre due anni la gente di quella città soffrì la fame e crudeltà che quasi nessuno in Europa occidentale o in Nord America poteva immaginare. Eppure la barbarie nazista fu finalmente superata, la città fu liberata dall’Armata Rossa, e il compositore russo Dmitrij Shostakovich, che era intrappolato nella città assediata, scrisse una sinfonia di fama internazionale che annunciava la sconfitta di quel trauma.

La successiva sconfitta finale della Germania Nazista nel maggio 1945 fu davvero una liberazione per tutta l’Europa. Ma quella vittoria fu indiscutibilmente dovuta alla resistenza e alla forza dei cittadini russi e di altri sovietici. Tutto sommato, il popolo sovietico perse circa 27 milioni di vite a causa delle predazioni di guerra naziste, incluse le operazioni di sterminio e le atrocità inflitte ad interi villaggi. Quel numero è incomparabilmente maggiore rispetto a quello che altri paesi europei hanno sostenuto. Eppure, nonostante l’assalto massiccio, fu il popolo sovietico che si erse a respingere gli invasori Nazisti fino a Berlino, dove il Terzo Reich fu infine sepolto nei suoi bunker.

Basta una sola cifra per raccontare la storia. Circa il 90% di tutte le perdite dell’esercito Nazista durante la Seconda Guerra Mondiale furono inflitte nell’Est, combattendo contro le nazioni sovietiche. Questo vi dice come e dove è finita la macchina da guerra Nazista.

Ci sono diverse conseguenze odierne di quella orribile guerra che si sentono ancora oggi.

Una è che la Russia non si lascerà mai invadere e minacciare come dalla Germania Nazista nel giugno 1941. Le forze di difesa e le armi della Russia sono forse le migliori del mondo. Non c’è da meravigliarsi se la Russia si oppone con veemenza all’espansionismo della NATO. Come si sentirebbero gli americani o gli inglesi nei loro panni?

In secondo luogo, in maniera paradossale, poiché la Russia ha sofferto tali infernali difficoltà a causa della guerra, è forse la più amante della pace di tutte le nazioni moderne. Nel discorso del Presidente Putin di quest’anno, egli ha nuovamente teso una mano d’amicizia e cooperazione agli altri per rafforzare la sicurezza globale. Ciò nonostante il fatto che gli Stati Uniti e i loro alleati della NATO abbiano continuamente insultato e provocato la Russia con accuse diffamatorie, tintinnare di sciabole militari e sanzioni economiche.

Una terza conseguenza è che le nazioni occidentali che dichiarano di aver sconfitto la Germania Nazista, cercando in tal modo di minare il posto onorevole della Russia in quell’evento, hanno allo stesso tempo un’evidente amnesia storica. Questo non significa sminuire i sacrifici di centinaia di migliaia di soldati degli Stati Uniti e della Gran Bretagna che hanno dato la vita nella lotta contro la Germania Nazista. Ciononostante, le affermazioni vanagloriose dei leader e dei media occidentali sono smentite dai decrescenti memoriali della Vittoria in Europa.

La verità è che la vittoria in Europa è stata prevalentemente una vittoria delle nazioni russa e sovietiche. Dopo tutto, molti dei paesi europei sono colpevoli della collaborazione delle loro istituzioni dominanti con la Germania Nazista, come in Francia, Norvegia, Polonia e altri paesi.

Il concomitante di questa duplice realtà è che le celebrazioni della vittoria in tutta Europa – eccetto la Russia – tendono a diventare un po’ vuote e in sordina col tempo.

Un’altra realtà – vergognosa e nascosta dalle istituzioni occidentali – è che il capitale finanziario americano e britannico è stato determinante nel finanziare l’ascesa del Terzo Reich di Hitler. Le corporazioni statunitensi come Ford, ITT Corporation, General Motors e DuPont fecero fortuna investendo nella Germania Nazista durante gli anni ‘30, facendo pieno uso, prima dello scoppio della guerra, dei lavori forzati per avere manodopera a basso costo.

L’ambigua relazione tra capitalismo occidentale e Nazifascismo è testimoniata nell’intima alleanza di oggi tra Washington e il regime Neonazista che ha preso il potere in Ucraina. La disgustosa venerazione dei politici di Kiev per i collaborazionisti Nazisti e la loro vile sete di sangue nei confronti del popolo etnico russo dell’Ucraina orientale non sono mai state contestate dai governi di Washington o dell’Unione europea.

La Russia conosce i mali del Fascismo perché ha fissato questa forza direttamente, e l’ha sconfitta 74 anni fa. Questo evento, che ha cambiato il mondo, non sarà mai dimenticato né dato per scontato.

I paesi occidentali – che al contrario hanno fatto relativamente poco per sconfiggere la Germania Nazista – sono gli stessi oggi che si sentono autorizzati a condurre guerre segrete e palesi per il cambio di regime in tutto il mondo. Si potrebbe quindi affermare che la battaglia contro il Fascismo non è mai finita. Uniformi, soldati, armi e carri armati Nazisti possono essere stati sepolti, ma la mentalità di aggressione, superiorità, illegalità e impunità è assolutamente viva. Per fortuna, tuttavia, anche oggi la vigilanza e il coraggio russi sono vivi.

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Articolo di Finian Cunningham pubblicato su Information Clearing House l’11 maggio 2019.

Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia.

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