Come sapete, nel mondo moderno, le statistiche sanno tutto. Beh, quasi tutto. Almeno, le domande relative al campo della demografia sono state studiate dai suoi specialisti, come si suol dire, in lungo e in largo. Nonostante ciò, l’argomento della diffusione dei nostri compatrioti in tutto il pianeta è più che complesso e ambiguo. E ci sono una serie di ragioni.

Anche il numero esatto di russi che vivono al di fuori del nostro stato è “ipotetico”. Ad esempio, nel 2010, l’allora direttore del dipartimento per il lavoro dei connazionali all’estero del Ministero degli Esteri russo, Aleksandr Chepurin, dichiarò che il numero esatto era 30 milioni. Oggi gli esperti sono più cauti, e le loro stime sono piuttosto vaghe: da 25 a 40 milioni. E il punto non è tanto la mancanza di consapevolezza tra i nostri diplomatici, ma piuttosto nei criteri di valutazione stessi, nella differenza tra i concetti di “russo etnico” e di “russofono”.

La nostra longanime terra ha vissuto più di un’ondata di emigrazione, durante la quale i suoi figli e le sue figlie si sono sparsi in tutto il mondo. Quindi oggi a Parigi è assolutamente possibile incontrare i discendenti dei compatrioti che “sono partiti” nel 1917 e hanno purissime radici russe, ma che non capiscono una parola “nostra” e che in effetti sono francesi da Dio sa quante generazioni. E in molti paesi del cosiddetto spazio post-sovietico ci sono molte persone che parlano, pensano e, di fatto, vivono in modo russo, ma nei cui passaporti sono inscritte nazionalità completamente diverse.

Tuttavia, proviamo a capire dove sono i “nostri”, basandoci su dati ufficiali. Quindi, al di fuori della Russia, quelli che dovrebbero essere chiamati soprattutto russi, come ci si aspetterebbe, vivono nelle vicinanze. Ad esempio, in Ucraina c’erano circa 8 milioni di tali cittadini prima del focoso 2014. Dopo il colpo di Stato, a cui è seguita un’esplosione di russofobia patologica, e il grande esodo dal paese proprio del popolo russo, il loro numero in Ucraina è diminuito, secondo alcune stime, a 6-7 milioni. Tuttavia, dato il numero reale della popolazione locale (oltre 30 milioni), il numero è piuttosto considerevole.

Il secondo “avamposto” russo nello spazio post-sovietico è sicuramente il Kazakistan. Prima del crollo dell’URSS, costituivano generalmente circa il 40% della popolazione totale della repubblica. Tuttavia, anche oggi, il numero di residenti nel paese che si considerano nostri compatrioti è di almeno 3 milioni.

Il resto delle ex repubbliche fraterne non può vantare nemmeno un terzo di questo numero. In Bielorussia e Uzbekistan ci sono circa 800 mila russi ciascuno, in Lettonia – oltre mezzo milione. In Kirghizistan – 350-400 mila. In Moldavia (sempre secondo varie fonti) – da 200 a 300 mila. Più o meno lo stesso numero – in Estonia.

In altri paesi post-sovietici, il numero dei russi è molto più piccolo: in Lituania non raggiunge i 200 mila, in Azerbaigian – poco meno di 100 mila. Tuttavia, ciò che è strano è che nell’Armenia apparentemente amichevole (per di più correligionaria), dieci volte meno persone si considerano russe – 12 mila! Perfino in Polonia i nostri compatrioti sono di più. Per quanto riguarda la Georgia, lo confesso onestamente, non è stato possibile ottenere alcun dato. Tuttavia, oggi lì, così come in Ucraina, è semplicemente pericoloso identificarsi apertamente come russo.

Esaminato l’estero vicino, passiamo al lontano. Come previsto, le più grandi diaspore russe sono ufficialmente negli Stati Uniti e in Germania. Entrambe contano 3-3,5 milioni di persone. Tuttavia, qui abbiamo una sfumatura molto significativa: in questi paesi, letteralmente tutti gli immigrati dall’Unione Sovietica venivano sempre registrati (e anche oggi sono iscritti) nei “russi”. E spesso, inoltre, anche se venivano da alcuni paesi dell’Europa orientale. Quindi qui dovremmo piuttosto parlare di persone di lingua russa, che, tuttavia, hanno creato comunità, comprese quelle culturali, molto luminose e significative negli stati citati.

Per quanto riguarda i territori d’oltremare, il Canada è il secondo in termini di numero di russi che vivono lì, dove ci sono da mezzo milione a oltre 600 mila persone. Secondo le stime del servizio immigrazione locale, oltre l’1,5% della popolazione totale. I nostri connazionali si sentono bene anche in America Latina: in Argentina e Brasile ci sono circa 350 mila russi ciascuno.

Direi che l’Europa non è così ospitale per noi. Per i motivi che ho già menzionato sopra, le stime del numero di “russi francesi” differiscono in modo significativo: qualcuno parla di 200 mila e qualcuno di oltre 400. Più di 120 mila dei nostri compatrioti si trovano nella soleggiata Italia – in ogni caso, queste sono stime che risalgono a prima della pandemia di coronavirus, che ha cambiato molte cose. In altri paesi del Vecchio Mondo, il numero di russi è più modesto. Non ci sono più di 15 mila russi che vivono in Gran Bretagna, mentre nell’amichevole Serbia ce ne sono solo un paio di migliaia.

Naturalmente, i numeri sopra riportati sono approssimativi, in quanto si basano principalmente su informazioni provenienti da fonti ufficiali. Molti esperti sono profondamente convinti che il numero di persone russe sparse in tutto il pianeta sia molto maggiore. Ahimè…

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Articolo di Aleksandr Kharaluzhny pubblicato su Military Review il 5 agosto 2020
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia.

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