“Crisi dei Missili di Cuba” è un termine improprio. Cuba non ha mai avuto missili nucleari, ma ne ha ospitati temporaneamente alcuni sovietici. La crisi è iniziata quando gli americani hanno piazzato i loro missili nucleari a raggio intermedio in Turchia, che hanno rappresentato una nuova minaccia per l’Unione Sovietica, che ha risposto piazzando missili simili a Cuba, pareggiando i conti. Gli americani s’infuriarono, ma alla fine si calmarono e ritirarono i missili dalla Turchia. I sovietici ritirarono i loro missili da Cuba e la crisi terminò. E così si dovrebbe chiamare la Crisi dei Missili Americani.

Quello che sta accadendo ora non potrebbe essere più diverso. A meno che non abbiate trascorso le ultime settimane nascosti in una grotta, avrete probabilmente sentito dire che è in corso una sorta di nuova crisi nucleare a causa del “ricatto nucleare di Putin”, o qualcosa del genere. Alcune persone hanno sofferto di esaurimento nervoso, trascurando i loro doveri e lasciandosi andare. Prendiamo ad esempio l’ex premier britannico Liz Truss. Quella povera sciocchina si è attaccata alle parole di Putin, secondo cui “la rosa dei venti può puntare in qualsiasi direzione” (un’osservazione di fatto sulla totale inutilità delle armi nucleari tattiche). Ha poi permesso che l’economia britannica andasse in caduta libera mentre seguiva ossessivamente la direzione del vento sull’Ucraina. Tutto è finito male per la povera Liz. Non fate come Liz.

Sono qui per dirvi che non c’è nulla che vada oltre il solito – la solita falsificazione della propaganda occidentale, cioè.

In particolare, tutto questo non ha nulla a che fare con Putin o con il nucleare. Al contrario, tutto questo fa parte di un disperato tentativo di compensare un fallimento narrativo, e un tentativo fallito. Il problema per l’Occidente collettivo è semplicemente questo: L’80% della popolazione mondiale si è rifiutata di aderire alla condanna, alle sanzioni e altre punizioni contro la Russia, mentre alcuni paesi molto grandi (Cina, India) sono favorevoli o neutrali sull’argomento.

La maggior parte del mondo, compresa l’Asia, il Medio Oriente, l’Africa e l’America Latina, sta osservando con attenzione la Russia che distrugge sistematicamente quello che era di gran lunga l’esercito più grande e più capace del mondo, equipaggiato e comandato dalla NATO (l’esercito ucraino, appunto), comprendendo bene che quella che si sta delineando è la Waterloo di Washington. Alcuni paesi (l’Arabia Saudita, ad esempio) sono così sicuri del risultato che già si rifiutano di obbedire ai diktat di Washington. Questo è un problema, perché tutto ciò che i washingtoniani sanno fare è imporre la loro volontà al mondo. Trattare gli altri da pari a pari o cercare opportunità di negoziare un vantaggio per tutti non fa parte delle loro competenze fondamentali, né di alcuna competenza, se è per questo. Una volta defraudati, tutto ciò che sanno fare è abbaiare e sbavare.

Per risolvere questo problema, i narratori di Washington e Bruxelles hanno deciso di giocare la carta del nucleare e di accusare la Russia di ricatto nucleare. Nel frattempo la Russia non ha fatto altro che decimare più volte l’esercito ucraino, poi ha accettato quattro ex regioni ucraine nella Federazione Russa sulla base di referendum locali schiaccianti, seguiti da vicino da un buon numero di osservatori internazionali, e poi ha annunciato che difenderà queste regioni da attacchi esterni con tutti i mezzi necessari. Questi, ovviamente, includono i mezzi nucleari, poiché la Russia li possiede e li userebbe in conformità con la sua dottrina nucleare, che ne preclude il primo utilizzo.

Nel frattempo, gli Stati Uniti non hanno alcuna clausola di questo tipo nella loro dottrina nucleare, hanno effettivamente usato armi nucleari contro i civili (in Giappone) e per decenni hanno sognato di sviluppare una capacità di primo attacco nucleare che non potesse essere contrastata. Se c’è un paese che dovrebbe essere considerato una minaccia nucleare, sono gli Stati Uniti, non la Russia… solo che, come spiegherò, nemmeno gli Stati Uniti sono più una minaccia nucleare. Putin l’ha appena accennato, ma un semplice accenno è stato sufficiente a far infuriare la classe dirigente della Difesa nazionale statunitense, il cui peggior nemico è la realtà. Putin ha sottolineato che a questo punto la Russia ha alcune armi nel suo arsenale di deterrenza nucleare che sono superiori a quelle dell’Occidente.

Queste nuove armi, di cui si parlerà più avanti, garantiscono che qualsiasi attacco nucleare alla Russia sarebbe una mossa suicida. In altre parole l’Occidente non ha modo di distruggere in modo affidabile la Russia (è troppo grande, il suo nucleo economico è troppo indipendente e troppo ben difeso con sistemi di difesa aerea e spaziale), mentre la Russia può distruggere in modo affidabile l’Occidente (che non è altrettanto ben difeso), ma non lo farà, a meno che l’Occidente non attacchi per primo. A differenza dei vecchi tempi sovietici, la Russia non ha alcuno zelo missionario; è felice di starsene seduta a guardare l’Occidente morire di fame (per mancanza di fertilizzanti chimici russi) e al buio (per mancanza di petrolio e gas russo). Tutto ciò che vuol fare è raccogliere i pezzi del mondo russo e tutte le persone e le terre che il crollo dell’Unione Sovietica ha abbandonato dietro qualche confine decretato dai bolscevichi. In questa situazione, il rischio di una guerra nucleare è praticamente nullo. Sedetevi, fate una serie di respiri profondi e lasciate che la buona notizia sia assorbita. Sentite la gioia.

Ma la gioia probabilmente non durerà se ascolterete degli idioti vigliacchi, il cui compito è quello di mentirvi sulla “minaccia nucleare di Putin”. Quando, ad esempio, Jack Philips scrive che Mosca ha minacciato di usare… armi nucleari tattiche… in Ucraina per salvare la sua guerra”, in pratica ci sta mentendo, e non una ma tre volte nella stessa frase: la Russia non ha minacciato di usare armi nucleari tattiche, ma ha invece sottolineato la loro inutilità; e l’operazione speciale della Russia è un successo. Il fatto che non ci sia alcuna minaccia è il messaggio principale di quest’articolo, ma facciamo una breve digressione e descriviamo l’aspetto della vittoria ucraina e della sconfitta russa.

L’Ucraina è vittoriosa in quanto, secondo il FMI, il suo PIL è sceso del 35% nel 2022; secondo la Banca Nazionale l’inflazione ha superato il 30%, e non rallenta; secondo la Banca Mondiale il prossimo anno il 55% degli ucraini sarà sotto la soglia di povertà, vivendo con meno di 2,15 dollari al giorno; secondo il Ministro dell’Economia ucraino, la disoccupazione ha raggiunto il 30%; secondo il Primo Ministro, l’Ucraina non sarà in grado di pagare pensioni e stipendi senza un immediato aiuto estero; secondo le Nazioni Unite, il 20% della popolazione ha lasciato il paese e un altro 33% è sfollato all’interno; secondo il Ministero dell’Energia, l’Ucraina ha già perso il 40% della sua capacità di produzione di elettricità. L’Esercito Ucraino sta arruolando tutti i maschi fino a sessant’anni, avendo esaurito i riservisti, e le perdite che sta subendo al fronte sono a dir poco orribili.

Nel frattempo, la Russia è sconfitta perché, secondo la Reuters, il rublo russo è la valuta più forte del mondo; secondo il Guardian Putin è più potente e popolare che mai; secondo il Ministero dell’Agricoltura quest’anno il raccolto di grano ha superato i 150 milioni di tonnellate, di cui 50 milioni destinati all’esportazione, rendendo la Russia il più grande esportatore di grano del mondo; secondo l’Economist, la Russia sta uscendo dalla recessione proprio mentre l’Occidente sta entrandovi; e secondo Goldman Sachs l’indice di attività economica in Russia è ora più alto di quello dell’Occidente. La Russia ha appena richiamato trecentomila, ovvero l’1%, dei suoi riservisti addestrati ed esperti, che ora vengono aggiornati sulle più recenti tecniche di combattimento della NATO prima di essere inviati sul fronte ucraino.

Ma non lasciamo che i fatti ostacolino la narrazione dominante: l’Ucraina deve vincere e la Russia deve perdere, perché altrimenti cosa potrebbe spingere la Russia a diventare così disperata da minacciare il mondo con le sue armi nucleari? Questa parte è semplice; ciò che è meno ovvio è perché i propagandisti occidentali sono così disperati da inventare e promulgare la falsa narrativa del “ricatto nucleare di Putin”.

Il motivo di tutta questa frenetica propaganda è che l’Occidente collettivo non può sperare di sopravvivere politicamente o economicamente, a meno che la Russia non venga messa in ginocchio e non accetti di scambiare le sue risorse energetiche e minerarie con cifre fresche di conio che risiedono nei computer delle banche centrali occidentali, e che possono essere confiscate in qualsiasi momento e per qualsiasi motivo. La situazione è disastrosa: gli Stati Uniti stanno esaurendo la loro Riserva Strategica di Petrolio a rotta di collo, eppure devono far fronte a una carenza di gasolio e a prezzi della benzina ostinatamente alti. Hanno un debito enorme da ripianare ed espandere, ma possono farlo solo attraverso la stampa diretta di moneta, spingendo l’inflazione, già oltre il 10%, sempre più in alto. L’Europa si sta preparando a un rigido inverno di bollette energetiche assurdamente alte, chiusure di industrie e disoccupazione di massa, mentre gli Stati Uniti non sono molto lontani. Il fracking negli Stati Uniti non è mai stato abbastanza redditizio, e ora ha forse un anno o due prima di essere esaurito. A quel punto il sogno di sostituire i gasdotti russi in Europa con il gas naturale liquefatto degli Stati Uniti, che non è mai stato un piano realistico, sarà morto per sempre, mentre le chiusure dell’industria si diffonderanno negli Stati Uniti.

Per evitare questo scenario, sono state applicate misure disperate, tutte fallite. In primo luogo c’è stato il piano di sanzioni infernali, che ha costretto numerose aziende occidentali a smettere di spedire prodotti in Russia e di fare affari in quel paese. Questo ha danneggiato enormemente le aziende occidentali e ha fornito alla Russia un’apertura per rubare loro quote di mercato. Ciò che non è stato possibile sostituire con la produzione interna è stato sostituito con “importazioni parallele” attraverso paesi terzi.

Successivamente l’Occidente (l’Europa in particolare) ha ridotto le importazioni di energia russa attraverso una serie di strumenti, dalle sanzioni contro le petroliere russe, al divieto di utilizzare la capacità dei gasdotti esistenti attraverso l’Ucraina e la Polonia, fino a veri e propri attacchi terroristici ai gasdotti russi nel Baltico. A dicembre è previsto un divieto assoluto sulle importazioni di petrolio russo nell’Unione Europea, che peggiorerà prevedibilmente la situazione. Il risultato è che la Russia ha iniziato a spedire petrolio e gas ai suoi partner in Asia, in particolare alla Cina, e l’Occidente è ora invitato a competere per questa energia sul mercato libero, finché le scorte durano. Non lo faranno. A causa dell’aumento dei prezzi, la Russia esporta meno energia ma guadagna di più dalle esportazioni.

Così è stato elaborato un piano ingegnoso per una provocazione nucleare in Ucraina. Gli ucraini, con l’aiuto di Stati Uniti e Gran Bretagna, avrebbero dovuto prendere un vecchio missile balistico di epoca sovietica (un Tochka-U), caricarlo con scorie nucleari provenienti da una delle centrali nucleari ucraine, farlo esplodere da qualche parte nella zona di esclusione di Chernobyl (già contaminata da radionuclidi a lunga vita) e poi i media e le fonti diplomatiche occidentali si sarebbero fatti prendere dall’isteria e, all’unisono, avrebbero dato la colpa alla Russia sperando che almeno alcuni dei paesi del mondo che si sono rifiutati di aderire alle sanzioni occidentali contro la Russia venissero convinti ad aderirvi.

Com’è andata a finire? Non proprio bene, a quanto pare! Innanzitutto, l’intelligence russa ha ottenuto i dettagli dell’intera operazione da una o due o tre fonti interne. Ciò non sorprende, poiché nessun ingegnere nucleare che si rispetti sarebbe troppo entusiasta di assumersi la responsabilità di una simile farsa. In secondo luogo, il Ministro della Difesa russo Sergei Shoigu, su ordine diretto di Putin, ha telefonato alle sue controparti in tutto il mondo, condividendo con loro queste prove. In terzo luogo, la Russia ha richiesto specificamente che l’AIEA andasse ad indagare sui due siti ucraini in cui era stata architettata la farsa. Il risultato finale è che gli ucraini si stanno affrettando a distruggere le prove e a coprire le loro tracce. Considerando che ogni grammo di queste sostanze altamente controllate deve essere inventariato e ogni suo movimento deve essere registrato, questo insabbiamento potrebbe comportare alcuni incidenti, infortuni e circostanze di forza maggiore. Non è da escludere un piccolo incidente che coinvolga una tazza da tè di scorie nucleari e un petardo, da addebitare ovviamente alla Russia.

Nel frattempo, nel mondo reale degli stalli tra superpotenze nucleari, si sono verificati due eventi interessanti. Giovedì 20 ottobre 2022, il sottomarino nucleare americano West Virginia, un sottomarino della classe Ohio che trasporta 24 missili balistici Trident II, ognuno dei quali porta 10 cariche nucleari, è emerso nel Mar Arabico ed è stato visitato da Michael Kurilla, comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti. Immagino che abbia schierato l’equipaggio sul ponte, si sia presentato davanti a loro in abito bianco della Marina, poi si sia abbassato i pantaloni e abbia fatto un piccolo numero di “latte, latte, limonata, dietro l’angolo c’è la crema”… perché avrebbe potuto benissimo farlo. Lo scopo di un sottomarino nucleare è quello di essere furtivo, perché i sistemi di difesa aerea russi possono intercettare i missili Trident II particolarmente bene se sanno da dove provengono. Quindi, l’atto di emergere e di fare parate sul ponte annuncia al mondo che il sottomarino è fuori servizio, per il momento.

Perché gli americani hanno fatto questo? È un maldestro gesto di pace, un criptico atto di resa o una velata richiesta di aiuto? O stanno diventando tutti dementi perché qualsiasi cosa abbia Biden è contagiosa? Per noi è difficile dirlo. Qualunque cosa sia, i russi non ne sembrano influenzati. Il sottomarino nucleare russo Belgorod si è immerso recentemente nel blu, causando un po’ di panico all’interno della NATO. Trasporta un certo numero di nuovi siluri, i droni a propulsione nucleare Poseidon, che sono tutti caratterizzati dal numero 100. Ognuno trasporta una carica di 100 pezzi. Ognuno trasporta una carica di 100 megatoni. I Poseidon hanno un raggio d’azione quasi infinito, si muovono a circa 100 km/h ad una profondità di 1000 metri (tre volte più profondi di qualsiasi sottomarino nucleare) e, se fatti esplodere in prossimità di una cresta costiera sottomarina, possono sollevare uno tsunami di 100 metri. Ne bastano cinque per demolire entrambe le coste degli Stati Uniti e tutto il Nord Europa. Si tratterebbe di test nucleari sottomarini condotti in acque internazionali, sì antisociali, ma non esattamente attacchi nucleari diretti al territorio di qualcuno, quindi difficilmente un casus belli. E lo tsunami che ne deriverebbe? Oh-oh! Oopssss, scusate! Nessuno scriverà “in caso di tsunami distruggere la Russia” nella dottrina nucleare statunitense. E soprattutto, i Poseidon possono restare in attesa per anni, riemergendo periodicamente per ricevere nuovi ordini. Ma se la Russia viene distrutta, si ribelleranno e distruggeranno il resto del mondo, perché “A cosa serve il mondo se non c’è la Russia?”. (V. Putin)

Possiamo essere certi che i russi non lanceranno una guerra nucleare, perché è rischiosa e non devono correre questo rischio per vincere. Possiamo essere certi che gli americani non ne lanceranno una perché sarebbe un suicidio. E così possiamo sederci e rilassarci mentre i narratori del “ricatto nucleare di Putin” abbaiano con le loro stupide teste. Per quanto riguarda tutte quelle puttane assortite dei media, che stanno spaventando la gente con le loro sciocchezze nucleari al fine di catturare un po’ di attenzione, si vergognino!.

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Articolo di Dmitry Orlov pubblicato su The Saker il 2 novembre 2022
Traduzione in italiano di Fabio_san per SakerItalia 

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