Le controversie territoriali tra Russia e Giappone sono salite di tono durante una riunione dei ministri degli Esteri dei due paesi, Toshimitsu Motegi e Sergej Lavrov, a Nagoya, in Giappone, il 22 novembre, a margine di una riunione dei ministri degli Esteri del G20.

Lavrov ha pubblicamente gettato acqua fredda sulle affermazioni giapponesi secondo cui Tokyo sarebbe impegnata in “colloqui persistenti” con la Russia [in inglese] su un trattato di pace che porterà alla fine formale delle ostilità della Seconda Guerra Mondiale fra i due paesi.

Lavrov ha affermato con enfasi che qualsiasi passo in avanti su un trattato di pace dovrà rientrare nell’ambito della dichiarazione congiunta Russia-Giappone del 1956 [in inglese], che, come ha detto, “afferma chiaramente il riconoscimento della prima integrità territoriale e sovranità della Russia su tutte le nostre terre, tra cui quei territori, riconoscendo così i risultati della Seconda Guerra Mondiale, e quindi si discuterà tutto il resto”.

In parole povere, secondo Lavrov, Mosca potrebbe prendere in considerazione la possibilità di discutere un trattato di pace solo dopo che Tokyo avrà riconosciuto inequivocabilmente la sovranità russa sulle isole Curili e sui territori che sono controllati dalla Russia dalla Seconda Guerra Mondiale.

La posizione del Giappone, al contrario, non potrà mai convergere su questo punto. Mosca non dovrebbe già saperlo? Certo, Lavrov ha solo ribadito una posizione russa coerente.

Tokyo ha attirato Mosca con la proposta che un trattato di pace aprirà la porta ad investimenti su larga scala da parte delle società giapponesi per lo sviluppo dell’Estremo Oriente russo (che è una priorità nazionale per il Cremlino).

Kuril islands

Le Curili meridionali e i confini russo-giapponesi.

Tokyo è stata anche intelligente, pubblicizzando il presidente russo Vladimir Putin come uno statista forte ma pragmatico, che è disposto a fare concessioni territoriali per attrarre investimenti giapponesi.

Ma ci vogliono due persone per ballare il tango, e fino ad un certo punto Mosca ha acconsentito con l’entusiasmo giapponese che i due paesi potrebbero risolvere la questione delle Curili – anche se fare concessioni territoriali sarà una questione altamente emotiva per l’opinione pubblica russa.

Mosca probabilmente sperava che un clima rilassato di relazioni potesse allontanare Tokyo dall’orbita strategica degli Stati Uniti, anche se la probabilità che il Giappone si stacchi dall’ombrello di sicurezza degli Stati Uniti rimarrà pari a zero nel futuro prossimo.

Ad ogni modo, quel tango è finito e prevale il realismo, con il clima sulla sicurezza regionale in Estremo Oriente che peggiora visibilmente con i recenti test con missili da crociera statunitensi, e il piano del Pentagono di schierare nuovi missili in Giappone a seguito della sua uscita dal Trattato INF (che in precedenza vietava i missili a medio raggio).

Mosca è in allerta per le minacce emergenti ai suoi beni strategici nell’Estremo Oriente russo a causa dello spiegamento degli Stati Uniti. È importante sottolineare che Tokyo sembra essere aperta agli schieramenti di missili propostigli dagli USA, che cementerebbero ulteriormente l’alleanza militare USA-Giappone.

Non sorprende che Mosca abbia collegato lo scenario della sicurezza regionale alle sue controversie territoriali con il Giappone. Per citare Lavrov, “L’alleanza militare con gli Stati Uniti, ovviamente, rappresenta un problema quando si tratta di portare le relazioni russo-giapponesi ad un altro livello. Vi ricorderò che quando la dichiarazione del 1956 fu coordinata, l’URSS disse allora che tutto poteva essere implementato, e questa dichiarazione poteva essere pienamente applicata solo nel contesto della cessata presenza militare americana sul territorio giapponese”.

Lavrov ha aggiunto: “I colleghi giapponesi hanno ricevuto un elenco delle specifiche preoccupazioni sulla sicurezza della Russia che emergono a causa della crescente e rafforzata alleanza politico-militare nippo-americana. Quindi i nostri colleghi giapponesi hanno promesso di reagire a tali preoccupazioni. Aspetteremo la loro risposta e continueremo le discussioni”.

Lavrov ha scelto il forum dei ministri degli Esteri del G20 a Nagoya anche per presentare le preoccupazioni della Russia sul clima di sicurezza in Estremo Oriente. Ha detto: “Per quanto riguarda il comportamento degli Stati Uniti nel mondo, anche nella regione dell’Asia Pacifica, nelle sue relazioni con il Giappone gli Stati Uniti non esitano a riconoscere pubblicamente che la Russia e la Cina sono la principale minaccia, e che tutte le sue alleanze militari con Giappone, Australia e Repubblica di Corea verranno costruite procedendo da queste minacce e sfide.

Ma, naturalmente, abbiamo sottolineato in un incontro con il ministro degli Esteri giapponese che ciò andava contro le assicurazioni che ci dà il Giappone sul fatto che l’alleanza militare e politica nippo-americana non è diretta contro la Federazione Russa”. (TASS [in inglese])

Nel frattempo, la Russia sta accelerando la costruzione di dormitori militari nelle Isole Curili meridionali. Un portavoce del Distretto Militare Orientale della Russia ha dichiarato questa settimana che il personale militare si sistemerà nei dormitori su Iturup e Kunashir entro la fine del 2019, e che nel 2020 saranno costruiti e commissionati altri dormitori.

Military districts of Russia

Mappa militare russa. In giallo il Distretto Militare Orientale.

Il Distretto Militare Orientale, che è stato creato nel 2010 con un decreto presidenziale, ha sede a Khabarovsk, in Siberia, vicino al confine cinese, ed è uno dei quattro comandi strategici operativi delle forze armate russe.

I nuovi schieramenti di missili statunitensi in Estremo Oriente sono di interesse comune per la Russia e la Cina. Ad agosto, la Russia e la Cina hanno cercato di indire una riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite [in inglese] sulle “dichiarazioni dei funzionari statunitensi sui loro piani di sviluppo e dispiegamento di missili a medio raggio”.

Il mese scorso, Putin ha rivelato [in inglese] che Mosca sta aiutando la Cina a costruire un sistema per avvisare del lancio di missili balistici. Putin ha affermato che “questa è una cosa molto seria che migliorerà radicalmente la capacità di difesa della Cina”. Dalla Guerra Fredda, solo gli Stati Uniti e la Russia hanno avuto sistemi simili, che coinvolgono una serie di radar terrestri e satelliti. I sistemi consentono l’individuazione tempestiva di missili balistici intercontinentali.

La Cina troverà le osservazioni di Lavrov a Nagoya molto rassicuranti. È una scommessa sicura che la normalizzazione Russia-Giappone sarà un processo estremamente lento, che a sua volta favorirà per la Cina in termini geopolitici. Lavrov ha anche avuto un incontro con Wang Yi [in inglese], Consigliere Cinese e Ministro degli Esteri, a Nagoya.

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Articolo di M. K. Bhadrakuar pubblicato su Oriental Review il 25 novembre 2019
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia.

[le note in questo formato sono del traduttore]

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