Qualche settimana fa sono stato intervistato da David Gilbert per la testata VICE sul tema della Russia e della sua relazione con i Bitcoin. Il mio articolo sulla “Russian Miner Coin[in inglese] aveva attratto la sua attenzione, così come quella di molte persone.
Quell’articolo è il secondo più visto del 2017 su questo sito. L’articolo di David ha avuto successo in rete e consiglio di leggerlo. Descrive in maniera piuttosto corretta dove si posizionano i russi e in che direzione stanno andando con le criptovalute.
E’ positivo il fatto che non solo David mi abbia citato con precisione ma che la nostra intera conversazione, durata 30 minuti, abbia fatto impressione su di lui [in inglese]:

“Dopo l’incontro, mi è sembrato che sprizzasse luce” ha commentato a VICE Tom Luongo, un esperto di economia russa: “E’ stato un modo per dare una spinta ai servizi finanziari e bancari russi; ora si stanno muovendo rapidamente verso una reale digitalizzazione di tutta la loro economia”.

L’attrazione è ovvia. Non solo tutti i principali istituti finanziari nel mondo stanno immettendo montagne di soldi nella ricerca sulle criptovalute, ma secondo un esperto, nelle giuste condizioni – e la Russia ha le giuste condizioni – “estrarre bitcoin” potrebbe essere “10 volte più redditizio che estrarre petrolio”.

Luongo afferma che Putin ha capito subito che le criptovalute non erano del tutto pericolose, e che invece potevano potenzialmente diversificare l’economia del paese, rispetto al petrolio e al gas.  Finora la Russia si è concentrata soprattutto sulla creazione di Buterin, l’Ethereum.

Bisogna capire che Putin ha sempre puntato verso una fase in cui la Russia crescesse oltre un’economia basata sulle materie prime di prim’ordine. Questa riorganizzazione è la strada che ha scelto per ricostruire la Russia dalle fondamenta, dopo il disastroso periodo post-sovietico sotto Eltsin.

Questo è il periodo, proprio ora, in cui sono stati fatti i principali cambiamenti legislativi per mettere la Russia sul percorso della produzione di una percentuale più ampia di prodotti di fascia più alta.

E se le leggi di Putin per avere un quadro normativo legale sulle criptovalute viene adottato nell’ambito dell’Unione Euroasiatica, ci sarà un effetto a catena che renderà le nazioni più piccole meno soggette ai capitali transnazionali in ingresso e in uscita che distruggono la moneta locale.

Se le criptovalute diventano legali per fare affari e per sistemare i conti efficacemente, il problema viene aggirato. Di recente ho approfondito questo aspetto in un post. [in inglese]

E questo è ciò che confonde molte persone. Gli è stato detto che Putin è un mostro autocratico che governa la Russia con il pugno di ferro, quando invece la quasi piena verità è il contrario. Liberatevi della propaganda influenzata da Soros, e troverete qualcuno più simile al marchio di paleo-conservatorismo di Pat Buchanan che all’autocrazia paranoica di Joseph Stalin.

Putin ha un orientamento conservatore naturale. Mettere lo status quo al primo posto e fare modifiche in maniera progressiva. Quindi le criptovalute erano ovviamente qualcosa di cui non fidarsi se mettevano a rischio l’ordine esistente. Ma come ho detto a David Gilbert, la sua conversazione con Vitalik Buterin gli ha fatto cambiare idea. E’ flessibile e razionale, non il contrario.

Questo è ciò che rende tutti così confusi, e questa è la ragione per cui il mercato delle criptovalute russe si evolverà velocemente. Le ferite della crisi del rublo del 2014 e l’attacco ibrido da parte degli Stati Uniti sono ancora di fresca memoria. E probabilmente hanno reso le argomentazioni di Buterin in merito all’Ethereum facili da digerire.

 

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Articolo di Tom Luongo pubblicato su Tomluongo.me il 1 novembre 2017

Traduzione in italiano a cura di Elvia Politi per SakerItalia.it

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